Provincia di Treviso

Veneto - Sigla: TV

95 Comuni Codice: 026 Regione: 05

Descrizione

Territorio. Occupa la porzione orientale del territorio regionale e si estende da pochi chilometri dal mare fino ai rilievi montuosi del Grappa e del Consiglio, nelle Prealpi, configurando quindi un paesaggio molto vario di pianura, collina e montagna. Confina a nord con la provincia di Belluno, a nord-est con quella di Udine, a sud-est con quella di Venezia, a sud-ovest con quella di Padova, a ovest con quella di Vicenza. àˆ chiamata comunemente anche Marca Trevigiana, termine risalente al X secolo ad indicare una regione di confine. àˆ molto ricca di acque. Il fiume pi๠importante è il Piave, che attraversa per intero la provincia da nord-ovest a sud-est, suddividendosi in tanti rami che formano, in alcuni punti, isole e isolette. Altri fiumi sono: il Musone, che attraversa la piana di Castelfranco Veneto, il Sile, che attraversa Treviso e sbocca nella Laguna Veneta, il Livenza. La provincia di Treviso viene considerata, per la sua ridente e serena bellezza, il “giardino di Venezia”. Difatti era prescelta come luogo di villeggiatura dalle pi๠nobili famiglie della Serenissima, che in questa zona hanno costruito splendide ville e parchi, che costituiscono un patrimonio architettonico e artistico unico. La popolazione si distribuisce in 95 comuni, che fanno registrare un indice di vecchiaia degli abitanti rientrante nella fascia media nazionale. Lo sfondo azzurro dello stemma provinciale, concesso con Regio Decreto, è attraversato da una fascia d’argento recante la parola TARVISIUM. Nella parte superiore dello scudo sono raffigurate tre torri merlate, dalle cui basi, lateralmente, si originano due bandiere svolazzanti; in quella inferiore campeggia un portone unito a due torri prive di merli, accostate, per entrambi i lati, da due piccole torri merlate, tra le quali spiccano altre due torri di vedetta, sormontate da una piccola croce. Il motto in caratteri romani è: MONTI MUSONI PONTO DOMINORQUE NAONI. La redazione non ne ha ottenuto l’autorizzazione alla riproduzione. Comunicazioni. La provincia è attraversata da due autostrade: la A4 Torino-Trieste e la A27 Mestre-Vittorio Veneto-Pian di Vedoia; è servita, però, anche dalla A28 Portogruaro-Conegliano e dalla A31 Vicenza-Piovene Rocchette, che si trovano a breve distanza dal suo territorio. Ricca e ben articolata è la rete delle strade statali: la n. 13 Pontebbana, la n. 14 della Venezia Giulia, la n. 51 Alemagna, la n. 53 Postumia, la n. 245 Castellana, la n. 248 Schiavonesca Marosticana, la n. 307 del Santo, la n. 348 Feltrina, la n. 515 Noalese, la n. 635 del Passo di San Boldo. Le linee ferroviarie sono altrettanto numerose e ben distribuite sul territorio: la Treviso-Vicenza, la Venezia-Trieste, la Venezia-Trento, la Venezia-Udine, nonché la Treviso-Montebelluna, la Padova-Calalzo-Pieve di Cadore, la Conegliano-Ponte nelle Alpi, la Bassano del Grappa-Camposampiero. Gli aeroporti di riferimento sono il “Marco Polo”, di Venezia/Tessera, e, per le linee intercontinentali dirette, quello di Milano/Malpensa; in provincia c’è, comunque, il “G. Ancillotto”, di Treviso/San Giuseppe. Le strutture portuali sono quelle della provincia di Venezia. Storia. Nel territorio sono diffuse le testimonianze della pacifica civiltà dei paleoveneti che, verso l’VIII secolo a.C., intrattennero intensi rapporti con i popoli confinanti, gli etruschi prima e in seguito i romani. La natura pianeggiante, l’abbondanza di acque e le ingenti opere di bonifica realizzate dai romani favorirono fin da allora un’agricoltura fiorente. Con la caduta dell’impero romano d’occidente, nel 476 d.C., nella zona assistiamo al passaggio cruento dei goti, degli unni, degli alani, degli ostrogoti, degli eruli e dei longobardi. Nel 774 Carlo Magno, re dei Franchi, pose fine al dominio longobardo dando vita al feudalesimo. Il Sacro Romano Impero di Carlo Magno passò poi nelle mani germaniche. Con il declino dell’autorità imperiale e la nascita dell’istituzione comunale queste zone si liberarono da secoli di oppressione. Alla guida del territorio della Marca Trevigiana si susseguirono quindi famiglie nobili spesso di origine transalpina. Alcune di esse passarono alla storia con il nome di uno dei loro principali castelli: Da Camino, Collalto, Da Romano, Camposampiero. Un ruolo importante fu svolto dai feudatari ecclesiastici, i vescovi-conti. Nel 1237 molti comuni della Marca, come altri del territorio veneto, caddero sotto la terribile tirannia dei Da Romano, che si resero responsabili di razzie e violente oppressioni. Seguଠpoi il dominio degli Scaligeri, dei Carraresi e dei Visconti. L’annessione nel 1389 alla Serenissima Repubblica di Venezia inaugurò in queste terre una lunga e prosperosa pace. La provincia di Treviso, come le altre province venete, condivise le fortunate vicende della Serenissima fino al 1797, quando questa cadde sotto l’urto delle armate di Napoleone. Da quel momento questa zona tollerò malvolentieri il dominio dei francesi e quindi degli austriaci. Nel 1848, con i moti risorgimentali, la Marca Trevigiana seguଠVenezia nella rivoluzione contro gli austriaci. Solo nel 1866 bersaglieri del neonato regno di Italia liberarono il territorio. Dal maggio 1915 al novembre 1918 l’Italia combatte contro l’impero austro-ungarico una lunga ed estenuante guerra: è proprio nel trevigiano che si decidono le sorti di questa guerra. Con la disastrosa sconfitta di Caporetto, nell’ottobre 1917, gli austriaci dilagano nel Veneto ma dopo l’epica battaglia del Piave, nel giugno 1918, il nemico subisce perdite tali da non rimettersi pià¹. Con la vittoria italiana di Vittorio Veneto finisce la “grande guerra”. Struttura socio-economica. Il grande sviluppo del settore agricolo e il consolidamento della realtà industriale fanno della Marca Trevigiana una realtà economica solida e vitale. L’intera provincia ha sempre praticato con successo l’agricoltura. Si coltivano cereali, ortaggi, foraggi, vite, olivo e alberi da frutta. Alcune produzioni come il radicchio trevigiano e i vini tipici (Cabernet, Merlot, Raboso del Piave) caratterizzano il territorio all’insegna della qualità dei prodotti tipici. Sviluppato è anche l’allevamento di bovini, suini e avicoli. Il settore industriale è forte di un tessuto di piccole e medie imprese molto attive nei settori alimentare, metalmeccanico, tessile, del mobile, dell’edilizia e del cartario, che si aggiungono all’industria automobilistica e a quella per la produzione di macchine per l’agricoltura e la silvicoltura. Molto vivo è anche il settore dell’artigianato: produzione di armi e di campane, lavorazione del ferro battuto, del vetro e della ceramica.

Ambiti Territoriali

DEFINIZIONE Nel territorio si possono individuare quattro ambiti sub-provinciali, che si definiscono in base alla collocazione geografica e ai bacini di utenza di servizi e di strutture burocraticche e amministrative. A est, la zona dell’Opitergino-Mottense comprende 14 comuni che gravitano sui centri di Oderzo e di Motta di Livenza; a sud, l’area metropolitana di Treviso comprende 23 comuni che fanno riferimento al capoluogo provinciale; a ovest, nel territorio dell’Asolano si distribuiscono 27 comuni che gravitano su Asolo, Castelfranco Veneto e Montebelluna; a nord e ad ovest, la zona del Vittoriese-Coneglianese è costituita da 31 comuni che gravitano su Vittorio Veneto, Conegliano e Pieve di Soligo. Opitergino-Mottense: Cessalto, Chiarano, Cimadolmo, Fontanelle, Gorgo al Monticano, Mansué, Meduna di Livenza, Motta di Livenza, Oderzo, Ormelle, Ponte di Piave, Portobuffolè, Salgareda, San Polo di Piave. Area metropolitana di Treviso: Arcade, Breda di Piave, Carbonera, Casale sul Sile, Casier, Istrana, Maserada sul Piave, Mogliano Veneto, Monastier di Treviso, Morgano, Paese, Ponzano Veneto, Povegliano, Preganziol, Quinto di Treviso, Roncade, San Biagio di Callalta, Silea, Spresiano, Treviso, Villorba, Zenson di Piave, Zero Branco. Asolano: Altivole, Asolo, Borso del Grappa, Caerano di San Marco, Castelcucco, Castelfranco Veneto, Castello di Godego, Cavaso del Tomba, Cornuda, Crespano del Grappa, Crocetta del Montello, Fonte, Giavera del Montello, Loria, Maser, Monfumo, Montebelluna, Nervesa della Battaglia, Paderno del Grappa, Pederobba, Possagno, Resana, Riese Pio X, San Zenone degli Ezzelini, Trevignano, Vedelago, Volpago del Montello. Vittoriese-Coneglianese: Cappella Maggiore, Cison di Valmarino, Codognè, Colle Umberto, Conegliano, Cordignano, Farra di Soligo, Follina, Fregona, Gaiarine, Godega di Sant’Urbano, Mareno di Piave, Miane, Moriago della Battaglia, Orsago, Pieve di Soligo, Refrontolo, Revine Lago, San Fior, San Pietro di Feletto, Santa Lucia di Piave, San Vendemiano, Sarmede, Segusino, Sernaglia della Battaglia, Susegana, Tarzo, Valdobbiadene, Vazzola, Vidor, Vittorio Veneto. OPITERGINO-MOTTENSE Territorio. Occupa la porzione sud-orientale del territorio provinciale e confina a est con il Friuli-Venezia Giulia e a sud con la provincia di Venezia, stretto tra i corsi, paralleli da nord a sud, dei fiumi Piave e Livenza. àˆ prevalentemente pianeggiante ed esibisce un paesaggio agricolo molto particolare, quasi di tipo estensivo. In questa zona si coltivano vigneti pregiati e passa la Strada dei Vini Rossi o Vini del Piave. Oltre Oderzo (l’antico municipio romano di Opitergium da cui da zona deriva il suo nome) e Motta di Livenza, altro riferimento è quello di Portobuffolè, piccolo gioiello rinascimentale situato lontano dalle grandi vie di traffico. Tutta l’area è interessata da una forte espansione edilizia. Comunicazioni. Oltre che dalle due autostrade che attraversano la provincia, la A4 Torino-Trieste e la A27 Mestre-Vittorio Veneto-Pian di Vedoia, la zona è servita anche dalla A28 Portogruaro-Conegliano. Di notevole importanza sono le sue strade statali: la n. 13 Pontebbana, la n. 14 della Venezia Giulia, la n. 53 Postumia. Altrettanto importanti sono le linee ferroviarie: la Venezia-Trieste, la Venezia-Udine e la Conegliano-Ponte nelle Alpi. Storia. Grazie ad alcuni reperti è possibile stabilire la presenza di insediamenti umani evoluti già nell’età del bronzo. Nell’età preistorica le popolazioni degli euganei e quindi, intorno al I millennio a.C., dei paleoventi si stabilirono in questa zona ricca di acque e di boschi e adatta per lo sviluppo di attività agricole e commerciali. Furono i paleoveneti, vessati dai continui attacchi di galli ed etruschi, a cercare l’alleanza con i romani, che si insediarono nella zona a partire dal III secolo a.C. Tra il VII e il X secolo tutto la regione veneta fu invasa dai longobardi e dagli ungari e la zona intorno all’antico e florido municipio di Opitergium costituଠun rifugio sicuro per le popolazioni in fuga dagli invasori. Intorno al X secolo, contemporaneamente alla nascita della nuova istituzione comunale, questa zona fu sotto la giurisdizioni di vescovi-conti, del patriarca di Aquileia e delle famiglie dei Da Camino e dei Collalto. Subଠquindi le violente angherie di Ezzelino III da Romano fino a che, intorno alla fine del 1300, entrò a far parte della repubblica di Venezia, che inaugurò un lungo periodo di pace e prosperità . Molte nobili famiglie veneziane furono affascinate dalla bellezza di queste terre ed entrarono in possesso di molti terreni, sui quali edificarono splendide ville. Nel 1797 la Serenissima Repubblica di Venezia capitolò sotto l’invasione napoleonica. Da quel momento i comuni dell’intera Marca Trevigiana subirono la dominazione francese e austriaca. L’insofferenza verso i conquistatori stranieri fece sଠche gli abitanti di queste zone si mobilitassero con entusiasmo in occasione dei moti risorgimentali del 1848; nel 1866 l’intero territorio regionale fu annesso al nuovo Regno d’Italia. Nel corso dei due conflitti mondiali queste zone furono teatro di aspri scontri. Solo nel secondo dopoguerra la zona risalଠla china avviandosi verso il boom economico che tuttora la contraddistingue. Struttura socio-economica. L’agricoltura è sempre stata molto sviluppata: si coltivano cereali, foraggi, frumento, viti, frutteti. La Strada dei Vini Rossi scorre tra le rigogliose coltivazioni ed è qui che nascono alcuni dei vini pi๠pregiati come il Cabernet, il Merlot, lo Chardonnay e il Pinot. Anche l’allevamento di bovini, suini e avicoli, è sviluppato. Il tessuto industriale gode della grande vitalità di piccole e medie imprese impegnate soprattutto nei comparti alimentare, tessile, chimico, della plastica, ottico, dei mobili, dei giocattoli, della carta. A queste si affiancano imprese impegnate nella realizzazione di materiali da costruzione e nella lavorazione del legno. Molto sviluppato è anche il turismo, attivato dalle attrazioni paesaggistiche e gastronomiche della zona e dalle bellezze artistiche delle numerose ville veneziane. AREA METROPOLITANA DI TREVISO Territorio. Occupa la porzione meridionale del territorio provinciale e si estende dal capoluogo Treviso fino al comune di Mogliano Veneto, a pochi chilometri dalla laguna veneziana. Il territorio, attraversato da numerosi fiumi, presenta un profilo geometrico regolare, con variazioni altimetriche appena accennate. Il paesaggio si presenta lussureggiante, irradiato da un dedalo di fiumi e canali affluenti del fiume Sile, il corso d’acqua pi๠importante di questa zona, caratterizzato dalla portata costante e dalla limpidezza delle acque e il cui corso, per la bellezza del territorio che attraversa, è ora protetto dal Parco Regionale del fiume Sile. La popolazione si distribuisce nei comuni che gravitano sul capoluogo regionale e su Mogliano Veneto. Comunicazioni. La zona è servita dalle due autostrade che attraversano la provincia: la A4 Torino-Trieste e la A27 Mestre-Vittorio Veneto-Pian di Vedoia. Alle fondamentali strade statali n. 13 Pontebbana e n. 53 Postumia si aggiunge la n. 515 Noalese. Ancora pi๠ricca è la rete ferroviaria, costituita da linee come: la Venezia-Trieste, la Venezia-Udine, la Treviso-Vicenza e la Treviso-Montebelluna. Storia. Molti dei comuni della zona, tra cui lo stesso capoluogo, sembrano aver avuto origine come municipi romani anche se diversi reperti archeologici denunciano la presenza di popolazioni paleovenete fin dal I millennio a.C. Nel periodo dell’amministrazione romana nel territorio furono costruite importanti vie di comunicazione. Dopo il tracollo dell’impero romano d’occidente, subà¬, come i vicini territori, le invasioni di galli, ungari e longobardi. Nel Medioevo la città di Treviso e i centri limitrofi accrebbero la propria importanza, divenendo dapprima sede di un ducato longobardo e quindi, sotto i franchi, capoluogo della Marca Trevigiana. Nel IX secolo appartenne al Patriarca d’Aquileia e quindi, con l’istituzione del sistema comunale nel XII secolo, passò da una famiglia all’altra, continuamente in lotta tra loro per il predominio territoriale. Gli ulteriori conflitti tra guelfi e ghibellini portarono alla dissoluzione di molti comuni e all’avvento della signoria violenta ed efferata di Ezzelino III da Romano, che segnò una fase oscura per gran parte del Veneto. Si avvicendarono, quindi, i Da Camino, gli Scaligeri e i Carraresi. Dal 1339 gran parte dei comuni della Marca passarono alla Repubblica veneta e godettero di un lungo periodo di pace e prosperità , caratterizzato da un grandissimo sviluppo artistico che arricchଠqueste zone di ville e palazzi stupendi. Furono merito della Serenissima anche gli ingenti lavori di bonifica e la realizzazione di opere di canalizzazione del corso, spesso irruente e calamitoso, dei tanti fiumi che irradiano questa zona. Dopo il trattato di Campoformio, che sancଠil declino della Serenissima, questa zona condivise le sorti del Veneto, dapprima sotto la dominazione austriaca quindi annesso all’Italia nel 1866. Durante le due guerre mondiali fu teatro di operazioni militari, subendo i bombardamenti nemici: particolarmente violenti furono quelli dell’ultimo conflitto. Negli anni ’60 del Novecento questo territorio ha intrapreso con successo la strada di un forte sviluppo industriale, accompagnato da un rilevante incremento demografico. Struttura socio-economica. Come per l’intera provincia, nell’economia locale convivono e si integrano i settori agricolo, industriale e turistico, creando una sinergia che rende questa zona una delle pi๠ricche e floride di Italia. Diffuse sono le coltivazioni di cereali, foraggi, ortaggi, frumento, viti, frutteti nonché l’allevamento di bovini, suini, equini e avicoli. Sviluppatissimo è il settore industriale in molti comparti tra cui: quello tessile, particolarmente importante, ma anche quelli chimico, alimentare, metalmeccanico, edile, automobilistico, dell’elettronica, dei mobilifici e della produzione di energia elettrica. Anche le attività manifatturiere come la lavorazione del legno, del vetro e dell’oro sono ben rappresentate. Nel settore terziario, particolarmente vivace è il comparto turistico, aiutato dalle bellezze paesaggistiche e artistiche della zona. ASOLANO Territorio. Occupa la porzione occidentale della provincia, tra il corso del fiume Piave, a est, e la provincia di Padova, a ovest. L’area dell’Asolano è caratterizzato da una successione di colli, allineati da sud-ovest a nord-est, formatisi per sollevamento della crosta terrestre da 200 a 150 milioni di anni fa. A ovest si trova il massiccio del Monte Grappa e alcuni comuni della zona rientrano nell’area della Comunità montana del Monte Grappa. La popolazione si distribuisce nei comuni che gravitano sui centri di Asolo, Castelfranco Veneto e Montebelluna. Il territorio disegna un profilo geometrico irregolare, che evolve dalla pianura alle zone montuose, dove si riscontrano differenze altimetriche molto accentuate. Tutta la zona è caratterizzata da un fenomeno di forte espansione edilizia. Comunicazioni. Le due autostrade che attraversano la provincia, la A4 Torino-Trieste e la A27 Mestre-Vittorio Veneto-Pian di Vedoia, insieme con la A31 Vicenza-Piovene Rocchette, costituiscono un ottimo raccordo con la rete autostradale nazionale. Altrettanto funzionale è la rete delle strade statali: la n. 13 Pontebbana, la n. 53 Postumia, la n. 245 Castellana, la n. 248 Schiavonesca Marosticana, la n. 307 del Santo, la n. 348 Feltrina. Ancora pi๠numerose sono le linee ferroviarie: la Venezia-Udine, la Venezia-Trento, la Treviso-Vicenza, la Treviso-Montebelluna, la Bassano del Grappa-Camposampiero, la Padova-Calalzo-Pieve di Cadore. Storia. Numerosi sono i ritrovamenti di epoca preistorica, che permettono di datare i primi insediamenti nella zona all’età paleolitica, mesolitica e neolitica. Intorno al VII sec. C. la creazione di nuclei abitati fu opera dei paleoveneti, di cui sono rimaste soprattutto necropoli. L’indole pacifica permise a questo popolo di avere buoni rapporti sia con gli etruschi che con i romani. Proprio durante la colonizzazione romana crebbe l’importanza di Acelum, l’attuale Asolo, grazie anche alla sua posizione strategica lungo la via Aurelia, che la metteva in comunicazione con Padova. Poco o nulla rimane delle invasioni barbariche. Tra il VI e il X secolo il territorio fu sotto il controllo dei vescovi-conti e in seguito risentଠduramente delle lotte intestine degli Ezzelini e delle famiglie dei Da Camino e dei Castelli. Intorno alla fine del 1300 il territorio asolano fu sotto l’illuminato dominio della Serenissima. Come accadde per il resto della regione, la dominazione veneziana fu lunga, prosperosa e pacifica. Con il trattato di Campoformio, nel 1797, l’invasione napoleonica pose fine alla Serenissima. Seguirono gli austriaci e quindi, nel 1866, al termine delle guerre di indipendenza, l’annessione del Veneto al neonato Regno d’Italia. Nel corso della prima guerra mondiale e nel periodo fascista la zona fu scenario di operazioni belliche che causarono lutti e distruzione. Struttura socio economica. Anche l’economia di questa zona rispecchia il modello produttivo dinamico che caratterizza il nord-est d’Italia e che configura un ricchissimo panorama produttivo. All’agricoltura estensiva (cereali, vite, ulivo) si affiancano fabbriche alimentari (lattiero-casearie). Il settore industriale è ben radicato con aziende meccaniche, metalmeccaniche, tessili, per la lavorazione del legno, per la produzione di abbigliamento, pelletteria, mobili, motocicli e biciclette, giochi e giocattoli. Si affiancano imprese editoriali, centrali per la produzione del gas, imprese edili, gioiellerie e oreficerie. VITTORIESE-CONEGLIANESE Territorio. Occupa la porzione nord-orientale della provincia e confina a nord con la provincia di Belluno, a est con quella di Pordenone e a sud con l’ambito dell’Opitergino-Mottense. Il territorio ha un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche anche accentuate, soprattutto nella parte settentrionale, stretto com’è tra le Prealpi Trevigiane e il suggestivo altopiano del Cansiglio. Molti comuni del territorio fanno parte della Comunità montana delle Prealpi Trevigiane. L’intera zona è caratterizzata da una notevole bellezza paesaggistica di dolci colline coltivate a vigneto e scenari ambientali punteggiati di borghi e di ville. Conegliano è capitale veneta di vini. Molti sono i fiumi che l’attraversano, tra cui il Piave, il Monticano e il Cervano, il Soligo. La popolazione si distribuisce nei comuni che gravitano sui tre centri principali di Vittorio Veneto, Conegliano e Pieve di Soligo. Comunicazioni. La rete stradale è costituita dall’autostrada A27 Mestre-Vittorio Veneto-Pian di Vedoia e dalle strade statali: n. 51 Alemagna, n. 13 Pontebbana, n. 635 del Passo di San Boldo, n. 348 Feltrina. Le linee ferroviarie sono: la Conegliano-Ponte nelle Alpi, la Padova-Calalzo-Pieve di Cadore e la Venezia-Udine. Storia. Si fanno risalire al 2000 a.C. i primi insediamenti umani in questa zona. Alle popolazioni paleovenete seguirono i celti e quindi, nel II sec. a.C. i romani. Furono questi ultimi che, intuite le grandi ricchezze di questo territorio, vessato da continui straripamenti dei fiumi, bonificarono queste zone dotandole di ottimi sistemi di canalizzazione, che resero il territorio fertile e produttivo. Come il resto del territorio veneto, subଠle invasioni di goti, ungari e longobardi, che approfittarono della decadenza dell’impero romano per occupare territori di grande importanza strategica. Nel periodo medievale, con l’istituzione del comune, si avvicendarono alla guida di queste zone diverse famiglie e quindi molti vescovi-conti che ne ottennero la giurisdizione. Nel periodo delle signorie fu sotto il dominio dei conti di Gorizia e dei Della Scala. Dalla seconda metà del 1300 fu governata per quattro secoli dalla repubblica di Venezia che, come fece per il resto del Veneto, assicurò pace e prosperità economica oltre a valorizzare queste zone con magnifiche residenze nobiliari. Alla caduta della Serenissima, questa zona segue il destino del resto della provincia, prima sotto i francesi di Napoleone quindi, fino al 1866, sotto gli austriaci. Anche questi territori si contraddistinsero per l’attiva partecipazione ai moti risorgimentali di liberazione, che avrebbero portato all’annessione al Regno d’Italia. Molto alto fu il contributo in vite umane pagato dall’area Vittoriese nei due conflitti mondiali, quando l’intero territorio trevigiano fu uno dei principali scenari della guerra. Struttura socio-economica. L’agricoltura, fiorente, conta sulla coltivazione di cereali, ortaggi, foraggi, vite e frutteti, mentre prospera l’allevamento di bovini, suini e avicoli. Il punto di forza dell’economia della zona è comunque l’industria, rappresentata da fabbriche alimentari (tra cui le lattiero-casearie e mangimifici), automobilistiche, cartarie, chimiche, meccaniche, metalmeccaniche, tessili, di calzature, di articoli in pelle, in gomma e in plastica, di macchine per l’agricoltura e la silvicoltura e per ufficio, di materiali da costruzione, per la lavorazione del legno e del vetro; a queste si affiancano l’editoria, mobilifici, cantieri navali, imprese edili, gioiellerie ed oreficerie. Fiorente è anche il settore turistico.

Comuni della Provincia

95 comuni
Altìvole
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Arcade
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Àsolo
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Borso del Grappa
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Breda di Piave
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Casale sul Sile
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Santa Lucia di Piave
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Vedelago
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Vidòr
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Villorba
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Vittòrio Vèneto
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Volpago del Montello
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Zensòn di Piave
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Zero Branco
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Informazioni

  • Nome completo Treviso
  • Sigla TV
  • Codice ISTAT 026
  • Regione Veneto
  • Numero comuni 95

Date Storiche

Statistiche Comuni

  • Popolazione media 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m

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Mappa dei comuni della provincia