Regione Trentino-Alto Adige

2 Province 339 Comuni 0 Abitanti Codice: 04

Descrizione

La “Terra tra i monti”, nel cuore delle Alpi, è una delle cinque regioni a statuto speciale. Il suo Statuto di autonomia garantisce la parità  tra le lingue (italiano, tedesco, ladino) e la tutela delle minoranze per salvaguardarne “il carattere etnico e lo sviluppo culturale ed economico”. Una serie di norme particolari le riserva, inoltre, un’adeguata rappresentanza nel parlamento nazionale nonchà© in quello europeo e nel Comitato delle Regioni dell’Unione Europea. Collegamenti. L’autostrada A22 Brennero-Modena, attraversando tutta la regione, mette in comunicazione l’Italia con l’Austria. Tra le strade statali, la n. 12 dell’Abetone e del Brennero, attraversando anch’essa tutta la regione, dal confine austriaco raggiunge addirittura la Toscana. Stesso ruolo svolge la linea ferroviaria Verona-Brennero, che pure va dall’estremo nord all’estremo sud della regione, costituendo una sorta di ponte tra il Veneto, da una parte, e Austria e Germania, dall’altra. Nella regione mancano aeroporti e porti marittimi con servizi di linea. Territorio. Occupa l’estremo nord della Repubblica dal confine svizzero di Tubre e da quello austriaco di Resia, a occidente, fino al versante opposto di San Candido, nell’alta Val Pusteria. A ovest e a sud confina con la Lombardia, mentre a sud e a est con il Veneto. Per la morfologia, l’idrografia, la flora, la fauna e il sottosuolo si rinvia alle specifiche trattazioni delle singole due Province autonome. Clima. Ha un carattere montano, con forti variazioni della temperatura, sia stagionali che diurne (circa 8 ° C); la media giornaliera di 0 °C durante il mese pi๠caldo si rileva all’incirca alla quota di tremila metri, mentre oltre tale altezza la media giornaliera è sempre inferiore a zero gradi, cosicchà© le precipitazioni sono sempre a carattere nevoso e della neve che si accumula al suolo solo parte si scioglie ed evapora. Sulle precipitazioni i rilievi esercitano un notevole influsso, determinando la condensazione del vapor d’acqua quando le masse d’aria sono spinte a sorpassare i rilievi. Cosଠsi spiega la quasi regolare distribuzione delle piogge con quantitativi annui di oltre 1.000 mm nella porzione meridionale e in corrispondenza delle catene dello spartiacque, che sono le pi๠elevate. In alcune valli interne le precipitazioni si riducono a 800 mm annui, fino a scendere a 500 millimetri in Val Venosta. àˆ ovvio che una parte delle precipitazioni cade sotto forma di neve e la loro quantità  è valutata in genere come acqua di fusione. La durata continuativa della neve al suolo va da pochi giorni a Trento fino a 60à·70 giorni sui 1.000 m, arrivando a circa sei mesi poco sopra i 2.000 m e ancora pi๠sopra i 2.500 metri. I venti dominanti nella regione, a parte quelli generati dalle configurazioni bariche a grande scala, sono rappresentati dalle brezze di monte e di valle, conseguenza del riscaldamento diurno e notturno tra le cime dei monti e le valli. Lo stesso meccanismo presenta il vento determinato da differenze termiche sulla zona del Garda (brezza di lago). Attività  produttive. Anche per l’economia si rinvia alle singole due Province. Analisi statistica. Area sociale. Benchà© occupi il quinto posto nella graduatoria delle regioni per diffusione di periodici per abitante, è solo undicesima per grado di istruzione (206,7 laureati e diplomati per mille abitanti contro i 211,1 della media nazionale) e per spesa pro-capite per spettacoli, manifestazioni sportive e trattenimenti vari. Per quanto riguarda le statistiche sanitarie occupa il quinto posto sul versante pubblico con 6,3 posti-letto per mille abitanti mentre si colloca lievemente al di sotto della media nazionale sul versante privato (1,3 posti-letto per 1000 abitanti contro 1,5 della media italiana). Area economica. L’apporto pi๠consistente all’economia regionale è dato dal terziario con una percentuale lievemente superiore alla media italiana. Superiore al valore medio nazionale è la percentuale relativa al valore aggiunto del settore agricolo mentre di poco inferiore è quella relativa al settore industriale. Nella graduatoria dei conti economici pro-capite la regione si colloca su posizioni nettamente superiori alle medie nazionali con il secondo posto per quanto riguarda i consumi e il terzo posto per Prodotto Interno Lordo. Per quanto riguarda la graduatoria degli occupati per mille abitanti occupa il quarto posto con 416,5 occupati contro 346,5 della media italiana. Area demografica. Oltre l’84% dei comuni ha una popolazione non superiore ai 3.000 abitanti e la classe di ampiezza demografica che va dai 1.000 ai 2.000 abitanti è quella che comprende il maggior numero dei comuni (89). La città  pi๠popolosa è il capoluogo regionale con oltre 100.000 abitanti. Nella graduatoria della vita media occupa il terzo posto per le donne con 80,7 anni mentre per gli uomini occupa il diciottesimo posto con 72,8 anni. àˆ quattordicesima per indice di vecchiaia con un valore lievemente superiore alla media italiana. Area ambientale. Con un’estensione territoriale pari a 13.613 km2 interamente occupata da montagna, si colloca al diciottesimo posto nella graduatoria delle regioni per densità  di popolazione, con un valore pari a 66 abitanti per km2 contro i 192 della media italiana.

Storia

I fatti storici che hanno portato all’istituzione della Regione e all’attuale Statuto di autonomia si sono svolti, in pratica, nel corso degli ultimi due secoli: dall’inizio del XIX agli ultimi anni del XX. Per i periodi precedenti, a partire dalla preistoria, si rinvia alla trattazione delle singole due Province autonome. Per la prima volta si parla di “Alto Adige” all’inizio dell’Ottocento, quando il Regno d’Italia voluto da Napoleone occupa il Trentino e parte dell’attuale Alto Adige (fino alla zona di Bolzano). “Dopo una vita fortunosa di quasi otto secoli -scriveva Cesare Battisti-, il Principato vescovile di Trento veniva dichiarato decaduto dalla sua indipendenza e il conte Bissingen ne prendeva possesso, il giorno 7 novembre 1802, in nome dell’imperatore d’Austria. (...) In base alla Pace di Presburgo (26 dicembre 1805), il Trentino veniva ceduto alla Baviera e quattro anni pi๠tardi, in base alla Pace di Schà¶nbrunn, veniva aggregato al Regno d’Italia”. Fu sotto la dominazione bavarese che si registrಠla celebre rivolta di Andreas Hofer, soffocata nel sangue. Nel 1813, perà², gli austriaci rioccuparono Trento; il 9 giugno 1815, poi, l’atto finale del congresso di Vienna sanciva definitivamente il rientro del Tirolo e degli ex principati vescovili di Trento e Bressanone nei possedimenti asburgici. “Gli eventi del 1848, del ’59 e del ’66 non mutarono punto -prosegue il Battisti- le condizioni politiche del Trentino (...), poichà© per esso nella Pace di Vienna (3 ottobre 1866) fu dichiarato lo status quo; cosଠil Trentino, unito al Tirolo e al Voralberg, continuಠa formare un unico territorio amministrativo-politico annesso all’Austria. Ci fu, poi, la prima guerra mondiale, che si concluse nel 1918 con il crollo degli imperi centrali; l’Italia il 4 novembre rientrಠa Trento con le sue truppe. Per le “nuove province” fu costituita, allora, dal governo di Roma un’Amministrazione provinciale apposita, che si limitಠa subentrare nei poteri che prima erano della Provincia austriaca. Il tutto fu sancito dal trattato di Saint Germain (10 dicembre 1919), che spostಠconfini, trasferଠpoteri, assegnಠbeni e diritti. Nel 1923 fu istituita nei “nuovi territori” un’unica circoscrizione amministrativa, la Venezia Tridentina, con capoluogo a Trento e solo quattro anni pi๠tardi la regione fu divisa nelle due distinte province di Trento e di Bolzano. Nel 1939 Italia e Germania, con il cosiddetto accordo Mussolini-Hitler, ritennero di poter risolvere di autorità  il problema dell’esistenza di una popolazione tedesca all’interno dei confini italiani: fu imposta, cosà¬, l’opzione per l’una o l’altra cittadinanza. Le opzioni -quelle che ci furono- non solo non risolsero il problema all’Italia ma ne crearono altri sia a chi aveva optato per la cittadinanza italiana, sia a chi aveva optato per quella tedesca. Altro inutile tentativo di soluzione autoritaria fu quello del 1943-1945, quando per volere di Adolf Hitler nelle Prealpi fu costituito un piccolo stato, il cosiddetto Alpenvorland, aggregato al Reich nazista. Ne facevano parte, all’incirca, le preesistenti province di Bolzano, di Trento e di Belluno. Con la ritirata tedesca l’Alpenvorland si dissolse senza lasciare traccia. Fu invece la Pace di Parigi del 1946 che, con l’accordo Degasperi-Gruber, fece compiere il passo decisivo verso la soluzione dei seri problemi di rapporto tra le varie etnie presenti nella zona nonchà© dell’annosa disputa tra Italia e Austria. In esecuzione dell’accordo Degasperi-Gruber, nel 1948 entrಠin vigore lo Statuto speciale di autonomia regionale e provinciale, approvato dall’Assemblea costituente e quindi con valore di legge costituzionale dello Stato. Si sanciva, cosà¬, la nascita della Regione autonoma e delle due Province autonome di Trento e di Bolzano. Il potere, sia amministrativo che legislativo, era quasi tutto demandato alla Regione. Restava comunque irrisolta la questione dell’autonomia della popolazione di lingua tedesca, che lasciಠaperto -e non pacificamente- il contrasto tra le due etnie. Dopo una lunga tensione tra le parti il governo austriaco portಠla controversia dinanzi all’Onu, che invitಠi due Stati a comporre bonariamente la vertenza. Si arrivà², cosà¬, nel 1969, al cosiddetto “Pacchetto”: 137 misure da adottarsi, con strumenti diversi e secondo un calendario prestabilito, in modo da trasferire quasi tutte le competenze legislative e amministrative dalla Regione autonoma alle due Province autonome di Trento e di Bolzano. Tra la fine del 1971 e il 1972, dando seguito alle prescrizioni del “Pacchetto”, è stato radicalmente cambiato l’originario Statuto d’autonomia e molte competenze primarie -tutte le principali- sono state trasferite dalla Regione alle due Province, completando il programma nel 1991. Nel 1992 l’Austria ha rilasciato, in merito, la prevista “quietanza liberatoria” sulla tutela della popolazione di lingua ed etnia tedesca nella regione. Allo stato attuale, dopo l’ingresso dell’Austria nell’Unione Europea, l’eliminazione delle frontiere determinata dal trattato di Schengen del 1998 e le leggi costituzionali del 2000 e 2001, che hanno ulteriormente rafforzato l’autonomia delle due Province, il rapporto interetnico è pacifico.  

Servizi

Turismo, sport, trasporti, sanità , istruzione e cultura si avvalgono di organizzazioni, strutture e impianti che sono esaminati nelle pagine di ciascuna delle due Province autonome.

Ordinamento

Il Consiglio regionale è composto dai consiglieri provinciali delle province autonome di Trento e di Bolzano -35 ciascuna- sicchà© la sua elezione deriva automaticamente da quella dei due Consigli provinciali. Lo Statuto di autonomia fissa il capoluogo regionale a Trento ma prevede che il Consiglio si riunisca nella prima metà  della legislatura a Trento, nella seconda a Bolzano. La sua potestà  è quella di legiferare, in via primaria, essenzialmente in materia di ordinamento degli uffici regionali, degli enti para-regionali e degli enti locali, espropriazione per pubblica utilità  (non riguardante opere dello Stato e di competenza provinciale), impianto e tenuta dei libri fondiari, servizi antincendi, ordinamento degli enti sanitari e ospedalieri, ordinamento delle camere di commercio, sviluppo della cooperazione e vigilanza sulle cooperative, contributi di miglioria in relazione a opere pubbliche eseguite dagli altri enti pubblici. Competenza secondaria è quella di legiferare in materia di ordinamento delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, ordinamento degli enti di credito fondiario e di credito agrario, delle casse di risparmio e delle casse rurali, nonchà© delle aziende di credito a carattere regionale. Ha, infine, altre competenze meno rilevanti. La carica di presidente del Consiglio regionale e quella di vicepresidente spettano, nella prima parte del quinquennio, rispettivamente a un consigliere di lingua italiana e a uno di lingua tedesca; nella seconda parte rispettivamente a un consigliere di lingua tedesca e a uno di lingua italiana. Presso il Consiglio regionale sono costituite due Commissioni legislative nonchà© la Commissione per il Regolamento e la Commissione di Convalida. La Giunta regionale è composta dal presidente, da due vicepresidenti e dagli assessori eletti dal Consiglio regionale al suo interno. In base allo Statuto di autonomia, la Giunta deve adeguarsi alla consistenza dei gruppi linguistici rappresentati nell’Assemblea legislativa. Dei due vicepresidenti uno deve appartenere al gruppo linguistico italiano, l’altro a quello tedesco; inoltre, uno ha la delega per enti di credito e iniziative per la promozione europea nonchà© per l’accordo preferenziale di scambio fra Trentino-Alto Adige, Tirolo e Voralberg (il cosiddetto “Accordino”) e un altro quella per lo sviluppo della cooperazione. Istituzioni sub-regionali. Il territorio regionale è articolato in 19 comprensori assimilabili alle Comunità  montane: undici nella provincia autonoma di Trento, definiti appunto Comunità  montane, e otto in quella di Bolzano (l’ottavo è costituito dalla sola città  di Bolzano), definiti Comunità  comprensoriali. Le Unità  Sanitarie Locali, invece, sono 5: una nella provincia autonoma di Trento e quattro in quella di Bolzano. L’organizzazione scolastica, in ambedue le province autonome, garantisce il diritto all’istruzione nella lingua materna nonchà© alla conservazione del patrimonio culturale del gruppo linguistico di appartenenza. Lo stemma regionale, d’argento inquartato, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, riunisce gli emblemi delle Province Autonome di Trento e Bolzano: l’aquila nera di Trento e l’aquila rossa del Tirolo. Comunità  montane. In provincia di Trento: Comprensorio Alta Valsugana con sede a Pergine Valsugana e giurisdizione su 20 comuni, Comprensorio Alto Garda e Ledro (Riva del Garda, 12 comuni), Comprensorio Bassa Valsugana e Tesino (Borgo Valsugana, 21 comuni), Comprensorio Vallagarina (Rovereto, 18 comuni), Comprensorio Ladino Valle di Fassa (Vigo di Fassa, 7 comuni), Comprensorio Val di Sole (Malè, 14 comuni), Comprensorio Valle dell’Adige (Trento, 34 comuni), Comprensorio Valle di Fiemme (Cavalese, 11 comuni), Comprensorio Valle di Non (Cles, 38 comuni), Comprensorio Valli di Primiero (Tonadico, 8 comuni), Comprensorio Valli Giudicarie (Tione di Trento, 40 comuni); in provincia di Bolzano, Comunità  comprensoriali: Burgraviato con sede a Merano e giurisdizione su 26 comuni, Val d’Isarco (Bressanone, 13 comuni), Val Pusteria (Brunico, 26 comuni), Salto-Sciliar (Bolzano, 13 comuni), Oltradige-Bassa Atesina (Egna, 18 comuni), Val Venosta (Silandro, 13 comuni), Alta Val d’Isarco (Vipiteno, 6 comuni), Città  di Bolzano (Bolzano, 1 comune). Unità  Sanitarie Locali. In provincia di Trento: unica per i 223 comuni; in provincia di Bolzano: Centro Sud Bolzano con sede a Bolzano e giurisdizione su 33 comuni, Est Brunico (Brunico, 25 comuni), Nord Bressanone (Bressanone, 20 comuni), Ovest Merano (Merano, 38 comuni). Distretti scolastici. La provincia autonoma di Trento non è suddivisa in distretti. In quella di Bolzano se ne trovano: 5 per la scuola in lingua tedesca (Val Venosta; Burgraviato; Bolzano, Oltradige-Bassa Atesina; Valle Isarco-Alta Valle Isarco; Val Pusteria), 3 per la scuola in lingua italiana (Burgraviato-Val Venosta; Bolzano, Oltradige-Bassa Atesina; Valle Isarco-Alta Valle Isarco-Val Pusteria) e 1 ladino.

Province della Regione

2 province
Bolzano - Bozen

BZ

116 comuni

Codice: 021

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Trento

TN

223 comuni

Codice: 022

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Comuni Principali

I 10 comuni più popolosi
Comune Provincia Abitanti Altitudine
Bronzolo / Branzoll Bolzano - Bozen 0 0 m
Tenno Trento 0 0 m
Brunico / Bruneck Bolzano - Bozen 0 0 m
Terlago Trento 0 0 m
Càines / Kuens Bolzano - Bozen 0 0 m
Terragnolo Trento 0 0 m
Caldaro sulla Strada del Vino / Kaltern an der Weinstrasse Bolzano - Bozen 0 0 m
Terrès Trento 0 0 m
Campo di Trens / Freienfeld Bolzano - Bozen 0 0 m
Terzolàs Trento 0 0 m

Informazioni Regione

  • Nome Trentino-Alto Adige
  • Codice ISTAT 04
  • Ordine alfabetico 17
  • Numero province 2
  • Numero comuni 339
  • Popolazione totale 0

Date Storiche

Statistiche Avanzate

  • Popolazione media comune 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m
  • Superficie media 40,14 km²

Mappa Regione

Mappa della regione Trentino-Alto Adige

Capoluogo di Regione

Trento

Provincia: Trento (TN)

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