Regione Puglia

6 Province 258 Comuni 0 Abitanti Codice: 16

Descrizione

La Puglia, tra le regioni dell’Italia peninsulare, ha un primato:il confine marittimo pi๠lungo (784 chilometri, cui vanno aggiunti i 45 chilometri insulari); si estende per 19.347 chilometri quadrati nell’Italia meridionale, tra la Campania e la Basilicata a ovest, il mar Jonio a sud-est, il mar Adriatico a nord-est, il Molise a nord-ovest. Poche regioni sono cosଠbene individuate geograficamente come la Puglia, descritta dagli antichi geografi come una regione lunga e stretta, circoscritta dal mare, divisa dalla Basilicata dalla valle del fiume Bradano e dal Molise dal corso del Fortore. àˆ ricordata per essere povera di acque in superficie (tanto che Orazio la definଠSITICOLOSA APULIA) ma con abbondanti acque nel sottosuolo, che formano grotte, inghiottitoi, grandi voragini. Nell’infinita varietà  dei suoi colori e dei suoi paesaggi convivono il romanico della Terra di Bari e il barocco di Lecce, il sapore del lavoro contadino e le città  sul mare, l’alta costa di Castro nel Salento e quella bassa e frastagliata del Brindisino, la natura rigogliosa e selvaggia del Gargano e la forte presenza dei segni dell’uomo nelle aree intensamente urbanizzate, la brulla Murgia di Altamura e la ridente Capitanata, la storia dei bizantini e quella dei normanni, quella degli svevi e degli aragonesi o quella del viceregno napoleonico e, subito dopo, quella della Restaurazione con i Borboni. L’articolata composizione di etnie e culture è stata favorita, senza dubbio, dall’esposizione sul mare della regione, che ha rappresentato per secoli una grande porta per l’Oriente, l’ultimo baluardo dell’Occidente prima di attraversare l’Adriatico e lo Jonio. Collegamenti. La Puglia è servita da una buona rete stradale e ferroviaria. I tracciati autostradali dell’A14 Bologna-Taranto (principale collegamento verso il nord) e dell’A16 Napoli-Canosa di Puglia (che conduce alla costa tirrenica campana) sono affiancati da una fitta e articolata rete di strade statali, tra cui: la strada statale n. 89 Garganica, che percorre l’omonimo promontorio; la strada statale n. 172 dei Trulli, che collega Casamassima a Taranto attraverso la valle d’Itria; la strada statale n. 173 delle Terme Salentine, che collega Otranto a Marina di Leuca; la strada statale n. 16 Adriatica, che da Otranto varca i confini regionali e sale fino a Padova. La rete ferroviaria consente rapidi e frequenti collegamenti con tutta la penisola: gli intercity e gli eurocity delle Ferrovie dello Stato approdano alla stazione centrale di Bari per proseguire fino a Lecce, Brindisi e Taranto, servite inoltre dalle Ferrovie del Sud Est e dalle Ferrovie Appulo-Lucane. Tre gli aeroporti: il maggiore a Bari, gli altri a Foggia (che garantisce anche, con un servizio di elicotteri, il collegamento con le isole Tremiti) e a Brindisi. Agevole è anche il traffico portuale, affidato in particolare ai porti di Bari, Brindisi e Taranto. Territorio. La Puglia, per la grande estensione delle aree pianeggianti, ha caratteristiche morfologiche diverse da quelle delle altre regioni dell’Italia meridionale. A nord le ultime propaggini dell’Appennino dauno trapassano nella Capitanata, una distesa di colline che presenta ancora tracce di boschi di querce e faggi. Elementi dominanti del paesaggio sono il fiume Fortore e il monte Sambuco, che determinano una caratteristica distribuzione degli abitati, arroccati sulle colline o disposti lungo il corso d’acqua. La linearità  della costa adriatica è interrotta dal promontorio del Gargano, complesso montuoso ricco di singolarità  paesaggistiche, morfologiche e naturalistiche. Il promontorio è la subregione pugliese con il pi๠alto indice di boscosità , con una notevole varietà  di specie (pini costieri, lecci, tassi, aceri), affiancata da una macchia mediterranea in condizioni evolute. Nel 1991 è stato istituito il Parco Nazionale del Gargano, che tutela il patrimonio naturale del promontorio e salvaguarda gli habitat dei laghi costieri di Varano e Lesina, le formazioni orografiche note come “valloni” (che ricordano le lame della Terra di Bari e le gravine del Tarantino), le doline e le falesie costiere di roccia bianchissima. Chiuso a nord dalla valle del fiume Fortore -e dalle colline che agganciano i rilievi subappenninici al promontorio del Gargano- e a sud dalla valle del fiume Ofanto, il Tavoliere, largo circa 30 chilometri e lungo 80, è attraversato da una rete di torrenti e corsi d’acqua a valenza stagionale. Esteso su circa 3.000 chilometri quadrati, ha forma piatta e quadrata ed è una distesa ininterrotta di campi di grano e vigneti. La maggiore caratteristica geografica deriva tuttavia alla Puglia dalle Murge, che occupano la zona centrale e parte di quella meridionale della regione, un lungo altopiano arido, con vegetazione rada e uno sterminato tappeto di rocce affioranti. La Puglia termina nella penisola salentina, il “tacco d’Italia”, bagnata su tre lati dal mare a dalla costa a volte alta e frastagliata, a volte bassa e sabbiosa. Per la scarsa altitudine, per la scarsa piovosità  e per la grande permeabilità  dei suoi terreni, la regione pugliese manca di una vera e propria idrografia superficiale. I corsi d’acqua come il Fortore e il Bradano non possono essere definiti fiumi pugliesi nà© hanno grande importanza quei corsi d’acqua che, come il Candelaro, il Cervaro e il Carapelle, sono da segnalare a sud del Gargano. Importante è invece l’Ofanto che, a carattere torrentizio, solca, con il suo corso medio e inferiore, la parte meridionale del Tavoliere. Gli avvallamenti che dalla parte centrale della regione scendono verso il mare (definiti “lame” sul versante adriatico, “gravine” sul versante jonico) solo dopo piogge abbondanti e violente sono percorsi, per breve tempo, da corsi d’acqua. In Puglia tuttavia molto ricca è l’idrografia sotterranea: l’acqua piovana, per la permeabilità  del terreno, penetra nel sottosuolo e, in base alla natura geologica della roccia, o si ferma a pochi metri di profondità , originando le falde di acqua freatica, o scende a profondità  maggiori; in quest’ultimo caso raggiunge il livello del mare e forma una falda d’acqua profonda detta carsica, che con lieve pendenza defluisce verso il mare e sfocia lungo la linea di costa. Clima. La regione si presenta pianeggiante ad eccezione del rilievo isolato del Gargano, con altezze di poco superiori a 1.000 metri. In inverno sono le depressioni provenienti dal Golfo di Genova a dirigersi verso SE interessando la regione con frequenti ed abbondanti precipitazioni. Altra configurazione barica, apportatrice di marcato maltempo, si ha con correnti di tramontana provenienti dal nord Europa con la formazione di una depressione sul mar Jonio. Tale configurazione, alimentata da successivi impulsi di aria fredda, permane per diversi giorni determinando temperature molto basse e nevicate. Frequente in autunno e in inverno la configurazione barica denominata ‘configurazione ad omega’ che determina condizioni di tempo perturbato: si ha quando sull’Europa centro-settentrionale si instaura una vasta area di alte pressioni e a largo delle coste atlantiche della Spagna e sul mar Jonio sono presenti due aree depressionarie. Aria continentale, relativamente fredda, proveniente dai Balcani interessa pi๠direttamente la Puglia. Scarse sono le precipitazioni ove la mancanza dei rilievi fa sentire il suo effetto; determinante è anche la scarsa umidificazione dal basso delle masse d’aria fredde che scorrono sul basso Adriatico. Nei mesi pi๠caldi la permanenza prolungata dell’alta pressione delle Azzorre genera la cosiddetta ‘Onda calore’: la Puglia e, in generale, tutte le regioni meridionali vengono interessate, per la durata di 4 o 5 giorni, da un fenomeno innescato da meccanismi dinamici complessi che producono una marcata discesa d’aria dall’alto verso il basso; in tal modo l’aria si riscalda per compressione e possono essere raggiunte temperature molto alte. L’elevata percentuale di umidità  presente, dovuta alla scarsa circolazione, determina un disagio climatico notevole. Attività  produttive. L’agricoltura e l’allevamento sono alla base dell’economia pugliese. L’agricoltura produce in abbondanza prodotti molto diversi fra loro e ciಠè possibile per la natura del suolo, che varia da una zona all’altra: infatti nel Tavoliere grandi estensioni sono riservate ai cereali mentre nella penisola Salentina, bassa e ventilata, attecchisco la vite e l’ulivo. La produzione di frutta, soprattutto mandorle, mele cotogne e fichi, e di ortaggi (pomodori, carciofi, piselli e finocchi) è imponente. L’allevamento del bestiame, intensamente praticato sia nelle zone del Tavoliere che nel promontorio del Gargano, fa sଠche la Puglia possa vantare un ricco patrimonio zootecnico. L’industria, specie nei comparti connessi con l’agricoltura e la pastorizia, ha fatto grossi passi in avanti e sono sorti pastifici, molini, fabbriche di conserve alimentari, caseifici, dotati delle pi๠moderne attrezzature. Accanto a queste industrie di trasformazione vanno segnalate anche alcune fabbriche meccaniche e di prodotti chimici e soprattutto le raffinerie di Bari, le manifatture di tabacchi di Lecce, le saline di Margherita di Savoia (che forniscono il 70% circa della produzione italiana di sale da cucina), l’arsenale militare di Taranto. La pesca ha in Molfetta il suo centro principale e Taranto è il maggior centro italiano per la mitilicoltura. Un ruolo di primo piano occupa la commercializzazione dei prodotti agricoli, specie dell’olio e del vino (quest’ultimo, fortemente aromatico e di elevata gradazione alcolica, è usato in genere come vino “da taglio”, per irrobustire qualità  pi๠leggere). La Puglia presenta pertanto un’economia “a forbice”, con comparti in pesante crisi e settori assai dinamici. Le attività  agricole hanno portato la regione in una posizione di primato, in Italia, nella produzione di vino, olio e grano per la produzione di pasta. Il settore secondario mostra invece due aspetti: vivace il comparto della trasformazione dei prodotti agricoli, sottoposto a tagli occupazionali e a ristrutturazioni il comparto dell’industria pesante (chimica e siderurgica), concentrata soprattutto a Taranto, Bari e Brindisi. àˆ iniziata inoltre anche la sistematica valorizzazione della Puglia come regione turistica: l’industria turistico-alberghiera è localizzata non solo lungo le coste, dove le spiagge attirano un sempre maggior numero di turisti, ma anche nelle zone interne, selvagge e suggestive. Analisi statistica. Area sociale. Le statistiche culturali e sociali varie vedono la regione collocarsi, nel complesso, nelle ultime posizioni con valori molto al di sotto delle medie nazionali. àˆ l’ultima regione per grado di istruzione con 167,9 laureati e diplomati per 1.000 abitanti contro i 211 della media italiana. Occupa la diciottesima posizione per diffusione di periodici per abitante, con appena 29 copie contro le 66 della media nazionale, e la quindicesima per quanto riguarda la spesa pro-capite per spettacoli, manifestazioni sportive e trattenimenti vari. La regione detiene il triste primato della pi๠alta percentuale di morti per incidenti stradali (10,3% contro il 4,4% nazionale). Per quanto riguarda le statistiche sanitarie i valori sono, seppur di poco, superiori a quelli medi nazionali. Area economica. L’apporto pi๠consistente al Prodotto Interno Lordo è dato dal terziario, con una percentuale superiore ai valori medi nazionali; discreto è l’apporto dato dal settore agricolo (8% contro il 3,7% nazionale) mentre il valore aggiunto del settore industriale è inferiore alla media italiana (21,9% rispetto al 29,8% nazionale). Nella graduatoria dei conti economici la regione occupa le ultime posizioni con il diciassettesimo posto per quanto riguarda numero di occupati e consumi pro-capite e appena il quindicesimo posto per Prodotto Interno Lordo pro-capite. Area demografica. Settima regione per numero di abitanti, presenta il maggior numero di comuni (65) nella classe di ampiezza demografica che va dai 5.000 ai 10.000 abitanti. Ben il 66% dei comuni ha una popolazione superiore ai 5.000 abitanti e la città  pi๠popolosa è Bari con oltre 330.000 abitanti. Nella graduatoria della vita media occupa il settimo posto per gli uomini (74,3 anni rispetto alla media italiana di 73,4) e il tredicesimo per le donne (79,9 anni rispetto alla media italiana di 80 anni) mentre con un indice di vecchiaia pari a 66,3 (contro il valore nazionale di 96,57) è la seconda regione “pi๠giovane” d’Italia. Area ambientale. La percentuale di superficie pianeggiante (53,2%) è superiore nettamente alla media nazionale; vicina ai valori medi italiani, invece, è la superficie collinare mentre del tutto irrilevante è la quota di superficie montuosa (appena l’1,5%). Il 40% del territorio è classificato, secondo il grado di sismicità , ad un livello medio-alto. Per la qualità  delle acque marine balneabili si colloca al terzo posto nella graduatoria nazionale con il 78,7% di costa balenabile.

Storia

Terra antichissima, la Puglia fu abitata già  in epoca preistorica. I rinvenimenti archeologici attestano la presenza dell’uomo fin dal Paleolitico inferiore. La suggestione maggiore della cultura preistorica pugliese è tuttavia offerta dalle specchie, dai dolmen e dai menhir, diffusi soprattutto in Capitanata, nel Tavoliere e nella Terra di Bari. Le specchie sono enormi cumuli di pietre che, secondo la tradizione storica, avevano la funzione di rudimentali punti di avvistamento nella vasta pianura. I dolmen sono tombe costituite da lastroni conficcati nel terreno sui quali poggia un’ampia lastra calcarea monolitica mentre i menhir, monoliti a forma di parallelepipedo infissi nel suolo verticalmente, sono pilastri votivi innalzati alla divinità , una sorta di primitivi obelischi presenti in tutta Europa e diffusi, in Puglia, nei dintorni di Bari. A secoli pi๠vicini va ricondotta la presenza di popolazioni micenee (II millennio a.C.) e, soprattutto, l’arrivo degli japigi o apuli, destinati a dare alla regione l’assetto definitivo. Intorno al 1200 a.C. si consolidano i gruppi etnici dominanti e formano le stirpi dei dauni e dei peucezi; nel Salento i messapi conservano invece la propria autonomia. In questi anni, alle ultime manifestazioni dell’età  del Bronzo segue un diffuso sviluppo dell’attività  agricola e della pastorizia: nasce una produzione di metalli e ceramiche con decorazioni dipinte e cominciano a delinearsi le prime embrionali formazioni urbane. I rinvenimenti archeologici attestano l’affermazione della civiltà  ellenica in tutta la Puglia, testimoniata inoltre dalle fonti letterarie, che fanno riferimento a colonie, luoghi di scambio, commerci. La magnogreca Taranto, favorita dalla collocazione sui due mari, diventa un centro importante con forte egemonia sul territorio. La prima unificazione della regione avvenne a opera dei romani, ai quali pure gli japigi avevano opposto resistenza a partire dal IV secolo a.C. (Taranto cadde nel 272 a.C., Brindisi nel 244 a.C.). Sotto il controllo delle leggi romane, a contatto con i costumi latini, la Puglia assunse notevole importanza come punto di passaggio, grazie alla via Appia e alla via Traiana e al porto di Brindisi, per i commerci con i paesi del Mediterraneo orientale. Fiorirono i MUNICIPIA e crebbe un’aristocrazia terriera (la Puglia occupa in questi anni una posizione di rilievo nella produzione e nell’esportazione di grano e olio) che informಠdi sà© l’immagine delle città  e condizionಠlo stile architettonico. La diffusione del cristianesimo produsse il sorgere di molti vescovadi, la cui opera risultಠmolto utile nei secoli IV e V d.C., nell’assenza di istituzioni propria degli anni del dissolvimento dell’impero romano e delle invasioni barbariche. Le vicende dei secoli successivi alla caduta dell’impero romano d’Occidente, nel corso dei quali alla dominazione ostrogota seguirono la conquista bizantina (guerra greco-gotica) e la parziale conquista dei longobardi (VII secolo), portarono nei secoli IX e X la Puglia a rappresentare un importante punto di contatto, e di scontro, fra l’impero germanico e quello bizantino. Alla fine del IX secolo la regione rientrಠnella sfera d’influenza dell’impero di Bisanzio, che promosse i rapporti commerciali con l’Oriente: Bari divenne il capoluogo di un’area estesa fino alla Lucania e un catapano, governatore bizantino, governಠtutti i territori. La regione registrಠuna notevole espansione economica, testimoniata inoltre dai miglioramenti apportati alle coltivazioni, dallo sviluppo delle città  e dall’incremento demografico. Contemporaneamente ebbero luogo numerose rivolte antibizantine, mai coronate dal successo, fino a quando, nell’undicesimo secolo, il nobile Melo chiese l’aiuto dei normanni, che iniziarono la conquista della regione. Date salienti della conquista normanna furono il 1043 (Guglielmo d’Altavilla diviene conte di Puglia), il 1059 (Roberto il Guiscardo duca di Puglia), il 1071 (Roberto il Guiscardo sottrae Bari e Brindisi ai bizantini), il 1130, anno d’inizio del regno normanno, di cui la Puglia fece parte e grazie al quale conobbe un periodo di notevole prosperità  economica, di fermento culturale e di intensa produzione artistica. Quando assunse il potere Federico II di Svevia, il fermento economico, artistico e culturale nella regione fece un ulteriore balzo in avanti. La morte di Federico, avvenuta nel 1250, segnಠper la Puglia l’inizio di una profonda crisi, dovuta al susseguirsi di dominazioni che, nel totale disinteresse per le sorti della regione, la resero teatro delle lotte per il predominio di aree pi๠ampie. Alla dinastia sveva seguirono la dominazione degli Angioini (dinastia francese) e quella degli Aragonesi (dinastia spagnola); successivamente, dal 1503 al 1707, la regione fu governata, per conto del re di Spagna, dal vicerà© di Napoli. Questo periodo, caratterizzato da un progressivo depauperamento di risorse, presenta le seguenti caratteristiche: diminuzione della popolazione e spopolamento di molti borghi; impoverimento dei terreni, nei quali diminuiscono le attività  e le produzioni agricole a favore della pastorizia; zone costiere paludose e preda della malaria; forti prelievi fiscali; pessima amministrazione della giustizia; sfruttamento della popolazione da parte dei feudatari; brigantaggio. Il XVIII secolo, dopo una breve parentesi austriaca, con l’avvento dei Borboni che risiedevano a Napoli, segnಠl’inizio di una lenta ripresa: Carlo III, uomo di cultura legato ai grandi temi dell’illuminismo, guardಠalla Puglia con un impulso nuovo. Il sovrano promosse la costruzione di strade, il rilancio dei porti sull’Adriatico e la riorganizzazione delle strutture statali. A dare corpo allo spirito nuovo e alla politica riformista molto contribuଠil periodo napoleonico, che in pochi anni dette impulso a una serie di trasformazioni, che attecchirono facilmente su un territorio schiacciato dalle autonomie dei singoli signori e privo dell’idea di un governo centralizzato. I vantaggi conseguiti nell’epoca napoleonica e murattiana furono annullati dalla Restaurazione, che segnಠper la regione un obiettivo regresso: società  segrete di varia ispirazione diffusero pertanto fermenti rivoluzionari, soffocati nel sangue dalla repressione borbonica. I carbonari pugliesi contribuirono ai moti del 1820 e nel 1848 i circoli liberali locali tennero viva l’agitazione anche dopo il colpo di stato borbonico del 15 maggio. Notevole, nonostante gli ostacoli frapposti dal centralismo napoletano e lo scarso impiego di capitali, fu l’incremento dell’agricoltura e in particolare dell’olivicoltura, che alimentಠfortemente l’esportazione del regno delle Due Sicilie. L’unità  d’Italia invece giovಠpi๠alle attività  cittadine che alle campagne, dove al moltiplicarsi delle piccole proprietà  (grazie alla vendita dei beni ecclesiastici e demaniali) non corrispose una redditizia trasformazione delle colture. In epoca fascista fu costruito il porto di Bari e fu istituita la Fiera del Levante come centro di propulsione e di raccordo per gli scambi commerciali con l’Oriente. Il secondo dopoguerra è stato caratterizzato dal potenziamento delle attività  commerciali, dalla nascita di importanti realtà  industriali, dallo sviluppo del turismo e da quello del terziario avanzato.

Servizi

Turismo. L’attività  turistica, favorita dalla natura geografica e dalla varietà  di ambienti e paesaggi, è uno dei comparti pi๠dinamici dell’economia regionale. In estate una forte attrazione turistica è esercitata dalle isole Tremiti e dai centri balneari, che punteggiano il promontorio del Gargano, la penisola Salentina, la Murgia costiera, il golfo di Taranto tra archi e faraglioni, piccoli fiordi, baie solitarie, spiagge bianche e fitte pinete. I rilievi del Gargano e i monti della Daunia ospitano antichi santuari, luoghi d’ascesi e di eremitaggio, come Monte Sant’Angelo e San Giovanni Rotondo. La zona collinare delle Murge, coltivate a frutteti, uliveti e grano, è costellata dai trulli, caratteristiche abitazioni che ad Alberobello sono state inserite, con funzione di cottage, in un complesso alberghiero che richiama numerosi turisti. Il patrimonio storico-architettonico e le aree naturali protette costituiscono altrettanti motivi d’interesse per i visitatori, ai quali la regione offre inoltre rinnovate tradizioni folcloristiche e specialità  gastronomiche di lunga tradizione. L’adeguamento delle strutture ricettive alle normative vigenti e l’esigenza di offrire servizi qualificati ai visitatori hanno promosso lo sviluppo delle attività  agrituristiche: nelle masserie, nei trulli, nelle case coloniche e in quelle restaurate dai pescatori, dal Salento alla Daunia, numerosissime sono le aziende che associano all’ospitalità  la pratica nei campi, l’utilizzazione dei maneggi, la vendita di prodotti genuini fatti in casa. Sport. Le attività  sportive, per la particolare natura morfologica della regione, puntano sul mare: numerose sono le attrezzature private e pubbliche messe a disposizione dalla nautica da diporto e la pesca subacquea è praticabile per quasi tutto l’anno grazie alle favorevoli condizioni climatiche. La regione vanta inoltre numerose scuole di vela. Il Gargano e il Salento offrono riserve di caccia, frequentate dai tempi di Federico II di Svevia, con abbondanza di selvaggina e la diffusione dell’attività  agrituristica ha promosso la diffusione dell’equitazione anche a carattere agonistico. Va segnalata inoltre la presenza di scuole di volo e la possibilità  di arrampicata libera nelle Murge. Trasporti. I collegamenti aerei sono dati essenzialmente dagli aeroporti di Bari/Palese e Brindisi/Papola Casale; i due di Foggia sono minori. La rete autostradale è costituita dalle autostrade A/14 e A/16; fiore all’occhiello dei collegamenti regionali sono senz’altro le linee ferroviarie, che (tranne che nella provincia di Brindisi) sono perlopi๠ricche e articolate: alle linee Intercity vanno aggiunte le Eurocity. A completare il quadro delle comunicazioni sono i porti, molti dei quali polisettoriali e senza dubbio importanti dal punto di vista economico ma anche culturale: costituiscono in gran parte il punto di incontro fra l’Occidente e l’Oriente. Sanità . La rete ospedaliera pubblica rispecchia le dimensioni della regione: i numerosissimi presidi (molti dei quali con centinaia, qualcuno con migliaia di posti letto) sono dislocati su tutto il territorio regionale in maniera piuttosto uniforme. Specializzati nelle diverse branche della scienza medica (negli Ospedali Riuniti di Foggia sono presenti 20 posti letto per dialisi), sono affiancati da terme e luoghi di cura stagionali, che sfruttano le proprietà  terapeutiche delle acque e dei fanghi. Istruzione e cultura. La Puglia ha due università . L’ateneo di Bari conta dieci facoltà : scienze matematiche fisiche e naturali, farmacia, medicina e chirurgia, agraria, medicina veterinaria, economia e commercio, giurisprudenza, lettere e filosofia, magistero, lingue e letterature straniere. A Bari ha sede inoltre il Politecnico, che comprende le facoltà  di ingegneria e architettura. L’ateneo di Lecce ha cinque facoltà : scienze matematiche fisiche e naturali, ingegneria, lettere e filosofia, magistero, scienze economiche bancarie assicurative e previdenziali. Ricchi e completi anche il sistema scolastico e quello delle strutture culturali in genere: oltre quelle degli atenei, sono presenti sul territorio biblioteche comunali e private, musei e gallerie d’arte, che ripercorrono, nei tesori custoditi, le tappe della storia archeologica, artistica, architettonica, naturalistica, sociale ed economica della regione; numerose raccolte recuperano inoltre il patrimonio delle antiche tradizione contadine. Le feste popolari inoltre svolgono un ruolo di coesione molto importante e danno vita a singolari manifestazioni sia della liturgia cristiana che di particolari eventi storici e celebrano le imprese del coraggio, dell’abilità  e del cuore: la Corsa dei buoi a San Severo (FG), la Danza delle Spade a Torrepaduli (località  di Ruffano, in provincia di Lecce), il Palio del viccio (tacchino) a Palo del Colle (BA), il Torneo dei Rioni a Oria (BR) con il corteo storico di Federico II, la Disfida di Barletta (BA), che ebbe come protagonista Ettore Fieramosca. Particolarmente suggestivi sono i riti della Settimana Santa, con la processione dei “perdune”, penitenti incappucciati e scalzi che riconducono all’antico mondo delle paure ancestrali.

Ordinamento

Il Consiglio regionale, con sede a Bari, è composto da 50 consiglieri e si articola in sei commissioni permanenti: I Commissione Bilancio, finanze e programmazione; II Commissione Affari generali, personale, rapporti istituzionali, enti locali; III Commissione Servizi sociali; IV Commissione Sviluppo economico; V Commissione Ambiente, assetto e utilizzazione del territorio; VI commissione Politiche comunitarie, lavoro e formazione professionale. Vi si aggiungono due commissioni speciali: la Commissione per la riforma istituzionale e amministrativa e la Commissione per la conoscenza e la prevenzione dei delitti di tipo mafioso, camorristico o di natura similare. Presso il Consiglio, infine, opera il Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi. La Giunta della Regione Puglia, con sede a Bari, è composta dal presidente e da undici assessori. Presso gli assessorati operano anche Comitati, Commissioni e Consulte. L’apparato politico-amministrativo si compone anche del Comitato regionale di controllo sugli atti delle province, dei consorzi a partecipazione di amministrazioni provinciali e delle unità  sanitarie locali. Istituzioni sub-regionali diverse da Province e Comuni operano in vari settori e a vari livelli. Si contano, fra l’altro, 5 Comunità  montane, 6 Consorzi di bonifica, di bonifica montana e di miglioramento fondiario, 12 Unità  sanitarie locali e 55 distretti scolastici. Nello stemma regionale adottato con L.R. del 1988, si raffigura, in campo argenteo, un albero di olivo, emblema di concordia e pace, racchiuso da un ottagono rosso vestito di azzurro che evoca le grandiose geometrie del Castel del Monte, uno dei monumenti medievali pi๠suggestivi del mondo, fatto costruire tra il 1240 e il 1250 da Federico II di Svevia, denominato Puer Apuliae; i cinque cerchi verdi raffigurati sul capo aureo dello scudo simboleggiano le province pugliesi. Comunità  montane. Murgia nord-occidentale, con sede a Corato; Murgia sud-orientale, con sede a Gioia del Colle; Sub appennino dauno meridionale,con sede a Bovino; Sub appennino dauno settentrionale, con sede a Casalnuovo Monterotaro; Gargano, con sede a Monte Sant’Angelo. Unità  sanitarie locali. Cinque in provincia di Bari: Usl di Altamura, Usl di Andria, Usl di Bari, Usl di Barletta, Usl di Putignano; una in Provincia di Brindisi: Usl di Brindisi; tre in provincia di Foggia: Usl di Manfredonia, Usl di Foggia, Usl di San Severo; una in Provincia di Taranto: Usl di Taranto; due in provincia di Lecce: Usl di Lecce, Usl di Maglie. Distretti scolastici. Diciotto in provincia di Bari; sei in provincia di Brindisi; undici in provincia di Foggia; tredici in provincia di Lecce; sette in provincia di Taranto.

Province della Regione

6 province
Bari

BA

41 comuni

Codice: 072

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Barletta-Andria-Trani

BT

10 comuni

Codice: 110

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Brindisi

BR

20 comuni

Codice: 074

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Foggia

FG

61 comuni

Codice: 071

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Lecce

LE

97 comuni

Codice: 075

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Taranto

TA

29 comuni

Codice: 073

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Comuni Principali

I 10 comuni più popolosi
Comune Provincia Abitanti Altitudine
Accadia Foggia 0 0 m
Alberona Foggia 0 0 m
Anzano di Pùglia Foggia 0 0 m
Apricena Foggia 0 0 m
Àscoli Satriano Foggia 0 0 m
Bìccari Foggia 0 0 m
Bovino Foggia 0 0 m
Cagnano Varano Foggia 0 0 m
Candela Foggia 0 0 m
Carapelle Foggia 0 0 m

Informazioni Regione

  • Nome Puglia
  • Codice ISTAT 16
  • Ordine alfabetico 13
  • Numero province 6
  • Numero comuni 258
  • Popolazione totale 0

Date Storiche

Statistiche Avanzate

  • Popolazione media comune 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m
  • Superficie media 75,06 km²

Mappa Regione

Mappa della regione Puglia

Capoluogo di Regione

Roburènt

Provincia: Cuneo (CN)

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