Cenni storici su Ascoli Satriano.
Abitata già dai dauni (che per alcuni sarebbero i discendenti di Dauno, figlio di Licaone, che, secondo la leggenda, approdò per primo sulle coste foggiane dall’Arcadia) e per altri degli iapigi, il popolo che anticamente occupò tutta la Puglia, in epoca romana acquistò grande rilievo: fu infatti municipio col nome di AUSCULUM.
L’attuale denominazione risale al 1870, quando, all’originario toponimo, fu aggiunto l’appellativo Satriano, riferibile all’antica città di Satricum, distrutta durante le guerre sannitiche.
Sede vescovile dall’undicesimo secolo, dopo la caduta dell’impero romano fu assoggettata a diverse dominazioni, quali quelle bizantina, longobarda, normanna e sveva.
Al pari dei territori circostanti registrò un nuovo periodo di splendore con Federico II.
Agli svevi subentrarono gli angioini, gli aragonesi, gli spagnoli, gli austriaci e i borbonici che, come i dominatori precedenti, influenzarono profondamente l’arte e la cultura dell’intera Capitanata.
Nel patrimonio storico-architettonico spiccano: il parco archeologico, che custodisce numerosi reperti di epoca romana; il palazzo ducale, frutto della trasformazione seicentesca di un castello edificato presumibilmente nel XIII secolo; la cattedrale gotica, che conserva pregevoli opere d’arte; l’arco del municipio; il ponte romano.