Cenni storici su Roburent.
Il toponimo, di probabile origine medievale, compare nella documentazione del 1208 con “Rivo brugenti”, formato dal latino RUGIRE e il germanico “brammon”, da cui si ottiene “brugere”, nel significato di ‘rumoreggiare’, con riferimento al torrente che scorre nel suo territorio.
Poche sono le notizie storiche relative alle prime vicende del borgo e alle sue origini: il ritrovamento in zona di una lapide funeraria romana fa pensare che il luogo fosse abitato fin dall’antichità.
Al periodo medievale è da ascrivere, invece, il castello, appartenuto, dal 1153, al vescovo di Asti.
Ben presto esso fu conteso, insieme al feudo, tra quest’ultimo e il libero Comune di Mondovì: il risultato fu l’unione di tutta l’area compresa tra le valli Casotto e Pesio, in un’unica realtà politico-amministrativa, quella del “districuts” del Monteregale.
Da questo momento in poi seguì le sorti di Mondovì fino a quando l’intero “districuts” riconobbe, nel 1396, il potere politico di Casa Savoia.
Successivamente l’epoca napoleonica la vide teatro di numerosi scontri con le truppe francesi e, durante la seconda guerra mondiale, pagò le conseguenze della battaglia del 1944 di cui fu teatro la vicina Valle Casotto.
Sotto il profilo storico-architettonico interessanti sono: la torre medievale, che con pochi ruderi rappresenta ciò che resta del castello; la parrocchiale di San Siro, che conserva all’interno pregevoli affreschi e tele; infine, la parrocchiale di San Giacomo, a pianta ottagonale irregolare.