Apricena

Puglia - Foggia (FG)

Superficie: 171.49 km² Codice ISTAT: 4
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Descrizione

Apricena in sintesi.
Cittadina di pianura, di antiche origini, che accanto alle tradizionali attività agricole ha sviluppato il tessuto industriale (con buona presenza di cave per l’estrazione della pietra) e incrementato i servizi.
Gli apricenesi, che presentano un indice di vecchiaia inferiore alla media, sono quasi tutti concentrati nel capoluogo comunale.
Il territorio disegna un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche che vanno da un minimo di 24 metri sul livello del mare a un massimo di 660 metri.
L’abitato, interessato da un fenomeno di forte espansione edilizia, ha un andamento plano-altimetrico tipico collinare.

Localizzazione

Collocazione e territorio di Apricena.
Si estende a nord di Foggia, ai margini settentrionali del Tavoliere, alle falde del Gargano, nelle pressi del lago di Lesina, tra Poggio Imperiale, Lesina, Sannicandro Garganico, San Marco in Lamis, Rignano Garganico, San Severo e San Paolo di Civitate.
si trova ad appena 15 km dal casello di San Severo dell’autostrada A14 Bologna-Taranto, è facilmente raggiungibile anche con la strada statale n.
89 Garganica, che ne attraversa il territorio, e mediante la linea ferroviaria Bari-Bologna, che ha uno scalo sul posto, che dista 5 km dall’abitato.
L’aeroporto si trova a 165 km (a 218 km c’è quello di Napoli/Capodichino) mentre il porto commerciale e turistico è si trova a 31 km; fa riferimento in aggiunta ai porti turistici di Foce di Varano e Capoiale, posti rispettivamente a 28 e 33 km.
Nodo stradale al centro di intensi traffici commerciali, è lambita anche dai traffici turistici diretti verso il Gargano e i laghi di Lesina e Varano.
Alla disponibilità di strutture interne si aggiunge la possibilità di usufruire dei servizi offerti dalla contigua San Severo.

Storia

Cenni storici su Apricena.
Al pari dei territori circostanti, ricchi di storia e civiltà, dopo la caduta dell’impero romano subì le devastanti invasioni barbariche e registrò una ripresa solo con l’avvento dei bizantini, cui subentrarono i normanni.
Visse il periodo di maggior splendore durante la dominazione sveva (fine XII secolo-metà XIII), in particolare modo con l’imperatore Federico II, che fece costruire un castello di caccia, concedendole nella prima metà del XIII secolo vari privilegi, confermati dai suoi successori.
Il toponimo è riconducibile all’epoca federiciana: secondo la tradizione, infatti, deriverebbe dal latino AB APRI COENA e farebbe riferimento a una cena offerta da Federico II dopo una battuta di caccia al cinghiale da lui ucciso.
Le vicende successive alla caduta degli svevi registrarono l’arrivo degli angioini, degli aragonesi, degli spagnoli, degli austriaci e dei Borboni oltre a il grande fenomeno migratorio, noto come transumanza, che ogni anno, attraverso i tratturi, conduceva le greggi dai monti dell’Abruzzo ai verdi pascoli del Tavoliere.
Risale all’inizio del Novecento l’avvio di grandi lavori di bonifica e dello sviluppo agricolo del territorio.
Tra i monumenti, oltre agli edifici sacri, degni di nota sono il palazzo baronale, risultato della trasformazione seicentesca del castello di caccia di Federico II, i resti di castel Pagano, anch’esso di antica origine federiciana, e quelli dell’antica parrocchiale di San Martino.

Economia

Struttura economica di Apricena.
Nell’economia locale l’agricoltura, favorita dalle caratteristiche del terreno, conserva un ruolo importante: si producono cereali (in particolare modo frumento), foraggi, ortaggi, frutta, olive e uva; è praticato anche l’allevamento di bovini, bufali, suini, ovini, caprini, equini e avicoli.
Il tessuto industriale è costituito da numerose aziende che operano nei comparti alimentare (lattiero-caseario), automobilistico, cantieristico, edile, metalmeccanico, dell’abbigliamento, del legno, del vetro, della plastica e della produzione di laterizi e materiali da costruzione; a queste si affiancano mobilifici, tipografie, gioiellerie, oreficerie e una centrale elettrica.
Il terziario si compone di una discreta rete commerciale e dell’insieme dei servizi, che comprendono l’esercizio del credito e dell’intermediazione monetaria, attività di consulenza informatica, assicurazioni e fondi pensione.
Priva di servizi pubblici particolarmente significativi, non presenta strutture sociali di rilievo.
Le strutture scolastiche garantiscono la frequenza delle classi dell’obbligo e includono un istituto tecnico commerciale e un liceo classico mentre quelle culturali sono rappresentate da una biblioteca civica; alla diffusione della cultura e dell’informazione provvede anche la locale emittente radiotelevisiva.
Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione ma non di soggiorno (ma c’è la Pro Loco) e quelle sanitarie assicurano il solo servizio farmaceutico.

Cultura e Tradizioni

Patrimonio culturale e tradizioni di Apricena.
Ospedale a San SeveroUsl n.
1 di San SeveroGuardia di finanza a Sannicandro GarganicoVigili del fuoco a San SeveroPretura di Lucera sez.
ApricenaTribunale a LuceraCorte d'Appello a BariUfficio Imposte Dirette a San SeveroUfficio del Registro a San SeveroConservatoria dei Registri Immobiliari a LuceraAeroporto a Bari/Palese e a Napoli/CapodichinoPorto a Bari

Relazioni e Gemellaggi

Relazioni territoriali e collegamenti di Apricena.
Meta di un significativo movimento turistico, è al centro di rapporti piuttosto intensi con i comuni vicini –in particolare modo con quelli del Gargano–, grazie alle sue attività produttive (che consentono di assorbire discreti flussi di manodopera dai dintorni) e alla presenza degli istituti d’istruzione secondaria di secondo grado.
Tipici prodotti locali sono il vino “San Severo” (bianco, rosso-rosato e spumante), i meloni, i latticini e i salumi.
Tra gli appuntamenti consueti vanno segnalate, oltre al tradizionale mercato del sabato, la festa del tusello e le sagre della bruschetta, del grano cotto e del melone apricinese, che si svolgono ad agosto, e la fiera di Santa Maria, che ha luogo il 14 settembre.
La festa patronale, in onore di Maria Santissima Incoronata, si celebra la terza domenica di maggio.

Dati Statistici

  • Superficie 171.49 km²
  • Codice ISTAT 4

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