Regione Lazio

5 Province 378 Comuni 0 Abitanti Codice: 12

Descrizione

Con una superficie di 17.227 chilometri quadrati, pari al 5,71% del territorio nazionale, la regione della capitale italiana occupa il nono posto, tra le altre, per estensione territoriale. Nata dalla necessità  storica di stabilire un PATRIMONIUM per la Chiesa e, successivamente, riorganizzata amministrativamente per fare di Roma anche un capoluogo di provincia, nel volgere del Novecento questa terra non è riuscita a darsi una fisionomia antropologica e culturale omogenea. Si tratta, percià², di una delle regioni italiane meno definite ovvero, come affermano gli studiosi, “residuale”, poichà© in essa sono stati inglobati frammenti eterogenei di realtà  culturali assai diverse tra loro, gravitanti sulle regioni limitrofe ma inevitabilmente attratti dall’immensa forza centripeta dell’Urbe. Un tratto peculiare della regione, oltre che una prova evidente di questa varietà  culturale, è rappresentato dalla sua frammentazione linguistica: non esiste, infatti, secondo gli studiosi, un dialetto laziale, al pari di quello lombardo, siciliano o veneto. Anche nella diversità  dialettale, tuttavia, è possibile riscontrare una certa “predominanza” di Roma sulla vita dell’intera regione; “predominanza” che si mostra attraverso la nascita e l’imposizione di una varietà  romana di italiano, ovvero il romanesco.   Collegamenti. Per la sua posizione centrale nel territorio nazionale e per la presenza della capitale la regione è interessata da alcuni fondamentali assi di collegamento tra il nord e il sud della penisola, nonchà© con la fascia costiera adriatica, quali le strade statali di grande comunicazione n. 1 Aurelia, n. 2 Cassia, n. 3 Flaminia, n. 4 Salaria, n. 5 Tiburtina, n. 6 Casilina e n. 7 Appia, le autostrade A1 del Sole (Milano-Roma-Napoli), Roma-Civitavecchia (A12) e Roma-Teramo (A24) e le linee ferroviarie “Direttissima” Roma-Firenze, Roma-Firenze-Bologna, Roma-Pisa, Roma-Cassino-Caserta, “Direttissima” Roma-Napoli e Roma-Pescara. All’estesa rete stradale, autostradale e ferroviaria si aggiungono gli aeroporti di Roma/Fiumicino, che rappresenta uno dei principali scali intercontinentali italiani, di Roma/Ciampino (internazionale) e dell’Urbe (per aerei da turismo e scuole di volo). Tra i porti spicca, per movimento di passeggeri e navi, quello di Civitavecchia, seguito da quelli di Fiumicino e Anzio; scali marittimi minori si trovano in diversi altri comuni costieri e nelle Isole Pontine. Territorio. Formatosi meno di due milioni di anni fa, in seguito al ritiro delle acque del mare pliocenico e all’orogenesi appenninica, presenta una morfologia quanto mai varia e diversificata; le quote oscillano dal livello del mare fino a oltre 2.000 metri, con rilievi di origine sia vulcanica, geologicamente pi๠recenti, sia calcarea, di epoca pi๠antica. Dei primi fanno parte i complessi vulcanici dei monti Volsini, Sabatini, Cimini e della Tolfa, situati a nord di Roma, e quello dei Colli Albani, a sud della capitale. Tra i rilievi calcarei, invece, vanno annoverati i sistemi montuosi appartenenti alle dorsali appenninica e preappenninica, che comprendono, da settentrione verso meridione, i Monti Reatini -culminanti con il monte Terminillo (2.216 m)-, i Sabini, i Prenestini, gli Ernici e i Simbruini, oltre ai versanti meridionali dei monti della Meta e delle Mainarde; nella sezione pi๠meridionale della regione si allineano, infine, i gruppi montuosi compresi nell’antiappennino tirrenico (monti Ausoni e Aurunci) e nel preappennino laziale (monti Lepini). Vaste e fertili pianure di origine alluvionale e di bonifica, sottratte alle paludi, si estendono dalle zone pedemontane fino alla costa tirrenica; da settentrione verso meridione se ne contano cinque: Maremma laziale, Campagna di Roma, agro pontino, piana di Fondi (LT), piana del Garigliano. Il sottosuolo abbonda di giacimenti di pietre ornamentali -travertino, peperino-; i monti della Tolfa, sono particolarmente ricchi di allume, caolino, ferro, alunite, pirite e fluorite. La Ciociaria, nel comprensorio del comune di Collepardo (FR), offre lo spettacolo della grotta di Collepardo o Regina Margherita, probabilmente parte di un pi๠vasto sistema ipogeo collegato col vicino e suggestivo Pozzo d’Antullo. Le varie aree della regione sono ancora in parte ricoperte da una fitta e variegata vegetazione: la fascia costiera e le zone umide salmastre ospitano brandelli di macchia mediterranea, con essenze anche rare; sul lussureggiante promontorio del Circeo crescono l’endemica centaurea del Circeo e la palma nana -unica palma selvatica d’Europa, presente anche sull’Arcipelago Pontino-, insieme a violaciocche, savanine, bocche di leone, cardi marini, gigli di mare e altre specie floreali; le scoscese rupi dell’isola di Ventotene (LT) custodiscono un rarissimo endemismo, la centaurea cineraria nella varietà  PANDATARIA. Lungo alcuni tratti del Tevere si conservano boschi ripariali di salici; sui rilievi interni, infine, trovano dimora varie essenze, che intorno ai 2.000 m lasciano il posto alla flora tipica dell’alta montagna. Oltre al Parco nazionale del Circeo e al versante laziale del Parco nazionale d’Abruzzo, che racchiude le propaggini meridionali delle Mainarde e dei monti della Meta, le aree regionali e provinciali istituite a parchi e riserve naturali sono 53, per un totale di oltre 150.000 ettari di territorio sottoposti a vincoli di tutela ambientale: le pi๠estese sono quelle dei Parchi naturali regionali dei monti Simbruini, dei monti Lucretili e dei Castelli Romani, che interessano le provincie di Frosinone, Rieti e Roma. Nel 1999 lo Stato ha istituito anche la Riserva naturale statale “Isole di Ventotene e Santo Stefano” nonchà© l’Area naturale marina protetta, con la stessa denominazione, ambedue nel comune di Ventotene (LT). L’idrografia della regione trova nei fiumi Tevere, Aniene, Sacco, Liri e Garigliano, oltre che nei laghi di Bolsena, Bracciano, Vico, Albano, Fondi, Salto, Fogliano e Sabaudia, i suoi elementi fondamentali.   Clima. La distribuzione spaziale delle precipitazioni mostra un massimo nelle terre della Ciociaria con, mediamente, 1500 mm annui e un minimo nell’alto agro romano, con 600 mm annui. Il maggior numero di precipitazioni temporalesche sono localizzate nelle aree in prossimità  dei monti Lepini, Ausoni e Aurunci. In generale le precipitazioni sono pi๠frequenti nei periodi autunnale e invernale e, inoltre, in alcune zone della Ciociaria piove anche per 120 giorni l’anno. I venti prevalenti sono legati al transito delle pertubazioni provenienti dall’Atlantico: da sud-ovest (libeccio) prima del transito, da nord (tramontana) o da nord-ovest (maestrale) dopo il transito. In estate il regime dei venti è prevalentemente quello di brezza che, sul litorale, mitiga, anche se parzialmente, la sensazione di afa generata dall’umidità  e dalle alte temperature, dovute all’insolazione e alla massiccia cementificazione. Attività  produttive. Sotto il profilo economico e produttivo si tratta di una regione a livello intermedio di sviluppo, la cui struttura produttiva è stata considerevolmente influenzata nel corso del tempo dalla presenza sul territorio della capitale d’Italia, attorno alla quale si sono concentrati il settore secondario e, soprattutto, quello terziario. Quest’ultimo settore impiega i tre quarti della forza lavoro complessiva della regione -la pi๠alta percentuale d’Italia-, grazie alla presenza nella capitale dei ministeri della Repubblica; l’apporto economico del comparto turistico, in costante e notevole sviluppo, è assai pronunciato. Il settore industriale, pur avendo conosciuto negli ultimi anni un saldo negativo tra nascita e morte di imprese industriali e artigiane, è assai dinamico e si articola intorno a numerosi poli produttivi: quello di Roma, il polo industriale dell’entroterra pontino, a sud dell’Urbe -che comprende anche l’area romana di Pomezia, strettamente connessa con questo per vicinanza e strategia industriale-, e quelli ciociari di Frosinone-Ferentino e Cassino-Piedimonte San Germano. Diversi altri poli produttivi importanti sono inoltre distribuiti nelle rimanenti e numerose aree industriali della regione: si ricordano quelli di Viterbo e Civita Castellana (VT), di Rieti-Cittaducale e, in provincia di Frosinione, di Sora-Isola del Liri. L’artigianato, praticato in tutte le provincie, assume dimensioni rilevanti soprattutto nel Viterbese e nel Frusinate, dove è presente con una fitta rete di attività  manifatturiere di dimensioni per lo pi๠familiari; l’antica arte della ceramica e la lavorazione della pietra, del ferro, del rame, del cuoio e della pelle rappresentano le attività  trainanti di questo comparto. Il settore agricolo presenta un aspetto estremamente composito, con una notevole varietà  e ricchezza di prodotti, dovuta alle diversità  morfologiche e climatiche riscontrabili fra le varie parti del territorio. Le fasce pianeggianti e costiere dell’agro pontino, dell’agro romano e della Maremma viterbese e romana sono le aree elettive dell’agricoltura industriale (barbabietole da zucchero, girasoli, mais, ecc.) e delle coltivazioni intensive di ortaggi e frutta. Sui rilievi collinari interni prevalgono, invece, la oleoviticoltura e la cerealicoltura: la prima, giustamente rinomata, produce un apprezzato olio di oliva -particolarmente in Sabina e nell’alto Viterbese- ma soprattutto numerosi vini di grande prestigio, giustamente apprezzati fin dall’antichità , consacrati dal marchio Doc. La produzione casearia dà  ottimi pecorini, caciotte e mozzarelle di bufala, che hanno beneficiato del riconoscimento del marchio Doc dell’Unione Europea; ad Amatrice, nel Reatino, vi è invece un’affermata produzione di salumi.   Analisi statistica. Area sociale. Le statistiche culturali e sociali varie vedono il Lazio collocarsi, nel complesso, al di sopra delle medie nazionali. In particolare, per grado di istruzione, è la prima regione con 279,4 laureati e diplomati su 1.000 abitanti contro la media italiana di 211,1. Per la sanità  è in testa alla graduatoria degli istituti privati (3,4 posti-letto per 1.000 abitanti contro la media italiana di 1,4) ma occupa solo il sedicesimo posto in quella degli istituti pubblici (4,5 posti-letto per 1.000 abitanti rispetto alla media italiana di 5,3). Area economica. L’apporto pi๠consistente al Prodotto Interno Lordo è dato dal terziario con una percentuale sensibilmente superiore alla media nazionale mentre i settori industriale ed agricolo hanno un’incidenza complessiva sull’economia superiore di poco al 20%. Il dato pro-capite del P.I.L. vede il Lazio collocarsi al sesto posto nella graduatoria italiana con un 16,2% in pi๠della media nazionale. Vicino ai valori medi nazionali sono, invece, le percentuali degli occupati e i consumi per abitante. Area demografica. Terza regione per numero di abitanti, presenta il maggior numero di comuni (75) nella classe di ampiezza demografica che va dai 1.001 ai 2.000 abitanti. La città  pi๠popolosa, Roma, supera i 2 milioni e 700 mila abitanti mentre la maggioranza dei comuni ha una popolazione inferiore ai 3.000 abitanti. La vita media della popolazione è vicina ai valori medi nazionali mentre l’indice di vecchiaia è lievemente superiore alla media italiana (100,3 contro il 96,57 dell’Italia). Area ambientale. La percentuale di superficie collinare (53,9%) supera sensibilmente la media nazionale (41,6%) mentre quella montana (pari al 26,1%) è inferiore alla media nazionale (35,2%). La qualità  delle acque marine balneabili si pone al di sotto delle percentuali nazionali.

Storia

La regione fu popolata fin dal paleolitico inferiore, oltre che nelle successive epoche -paleolitico medio (70.000-35.000 a. C. circa) e superiore (35.000-8.500 a. C. circa)-, come testimoniano le aree archeologiche di Colle Marino -il sito pi๠antico, nei pressi di Anagni (FR)-, della grotta del Fossellone -sul promontorio del Circeo (LT)-, della grotta Polesini -a valle di Tivoli (RM), sulle rive del fiume Aniene- e altri siti. Vide poi la fioritura delle culture di Rinaldone, sviluppatasi nell’odierna provincia di Viterbo fino ai primi secoli del II millennio a. C., e di Asciano, che interessಠparticolarmente la parte settentrionale della regione durante la fase centrale dell’età  del bronzo (metà  del II millennio a. C.). Dal XII secolo a. C. il fiume Tevere cominciಠad assumere la funzione di confine tra l’Etruria a nord e il LATIUM VETUS e la Sabina a meridione; i due territori si diversificarono culturalmente sempre pià¹, fino ad assumere caratteri completamente diversi dalla prima età  del ferro (IX secolo a. C.). Il nome geografico del territorio è attestato fin dalla metà  del VI secolo a. C. nella forma LATITHE (‘quello del Lazio’), come testimonia un’iscrizione proveniente dalla tomba degli Auguri nella necropoli di Tarquinia (VT), e, secondo la maggioranza degli studiosi, deriverebbe dal termine greco PLATàšS, latinizzato in LATUS, ‘territorio ampio e aperto’; con l’aggiunta al nome geografico del suffisso dell’etnico si è formato il vocabolo LATINUS, ‘il popolo del Lazio’, che si potrebbe tradurre anche come ‘popolo delle pianure’. Gli insediamenti ascrivibili alla prima fase della cultura latina (X-VIII secolo a. C.) si addensarono soprattutto nell’area dei Colli Albani e ciಠsuffragherebbe l’ipotesi secondo cui ALBA LONGA sarebbe stata il centro egemone di una vera e propria confederazione di villaggi, prima della fondazione di Roma. Il Lazio pi๠antico (LATIUM VETUS) abbracciಠla porzione di territorio che dal fiume Tevere giungeva al promontorio del Circeo e fu popolato non solo da genti latine ma anche da altri gruppi etnici (rutuli, equi, volsci, ernici, aurunci, sabini e falisci). Durante la seconda metà  dell’VIII secolo a. C., in seguito alla nascita delle città -stato, che dalla Grecia influenzarono ben presto anche l’organizzazione territoriale della penisola italiana, sorse Roma, la cui fondazione è leggendariamente stabilita al 753 a. C. La storia del LATIUM, da quando Roma divenne una potenza territoriale (VI sec.), fu quella dell’espansionismo della “città  eterna”, che, all’inizio, si considerಠe venne considerata come PRIMA INTER PARES dalle altre città  latine, raccolte attorno ad essa in un trattato di alleanza (FOEDUS CASSIANUM, 493 a. C.), per far fronte al comune pericolo rappresentato da etruschi, cartaginesi e altri popoli italici, particolarmente equi e volsci. Dopo un lungo periodo di instabilità  e fluttuazione dei confini territoriali, Roma, nel 338 a. C., sconfitta la lega latina, formatasi in seguito alla ribellione degli ex alleati latini coalizzatisi con i volsci, gli etruschi e gli ernici, rimase padrona del Lazio. In seguito all’espansione romana verso i territori meridionali dei volsci e degli aurunci e alla sottomissione degli ernici, al LATIUM VETUS si aggiunse il LATIUM NOVUM o ADIECTUM, che inglobಠil territorio compreso fino ai fiumi Sacco-Liri e Volturno. Lunghi secoli di instabilità  e distruzioni seguirono il crollo dell’impero romano; ondate successive di invasioni barbariche e la lunga, sanguinosa guerra di riconquista della penisola intrapresa dall’imperatore Giustiniano (guerra greco-gotica, 535-553) investirono con violenza il Lazio e Roma. L’effimera riconquista bizantina fu di lଠa poco infranta dai nuovi invasori longobardi (568) e dal crescente potere politico dei pontefici di Roma che, a partire da Gregorio Magno (590-604), supplendo in parte al vuoto di potere politico determinatosi, concentrarono nelle loro mani sia le funzioni spirituali che quelle temporali, in seguito rafforzate dall’alleanza con i carolingi e dalla riorganizzazione del Patrimonio di San Pietro. Con la dissoluzione dell’impero carolingio arrivarono nuove distruzioni, causate dalle incursioni dei saraceni (846-910), che, sbarcati a Ostia, saccheggiarono le basiliche fuori delle mura di Roma, e degli ungari (927, 937 e 942). Nei secoli successivi il potere temporale della Chiesa si estese sempre pià¹. Il trasferimento della sede papale da Roma ad Avignone (1309) favorà¬, tuttavia, la formazione di autonomie locali e il consolidamento di potentati nobiliari; tali domini, perà², furono gradualmente riportati sotto il controllo pontificio durante il XV secolo. La riaffermazione del potere papale, infatti, fu energicamente condotta dal legato pontificio, cardinale Egidio Albornoz, che sfruttಠabilmente le insanabili divisioni e gli odi secolari esistenti tra le pi๠illustri famiglie del Lazio (Anguillara, Orsini, Savelli, Caetani, Colonna, Massimo, Conti, e Prefetti di Vico), dalle cui fila uscirono peraltro numerosi pontefici. Dal pontificato di Martino V (1417-1431), si puಠaffermare che la storia del Lazio si appiattଠulteriormente su quella dello Stato pontificio. Durante l’età  moderna la regione venne divisa in tre provincie: Patrimonio di San Pietro (territori a nord di Roma fino agli attuali confini umbro-toscani della provincia di Viterbo); Sabina (territori comprendenti una porzione della valle dell’Aniene e la provincia di Rieti); Campagna e Marittima (territori a sud e a oriente di Roma, comprendenti la parte rimanente della valle dell’Aniene, le attuali provincie di Frosinone e, solo in parte, di Latina, poichà© il confine meridionale si arrestava a Terracina). Alle provincie elencate si aggiunse il DISTRICTUS URBIS, ovvero il territorio di Roma, area di problematica individuazione. Nel periodo compreso tra la fine del XV e il XVIII secolo il potere temporale dei papi raggiunse il suo massimo fulgore. Accanto ai territori controllati direttamente dalla Santa Sede (località  IMMEDIATE SUBIECTAE), infatti, esistevano città  e vaste aree concesse in signoria o in vicariato (località  MEDIATE SUBIECTAE); queste costituivano le terre baronali, veri e propri stati signorili autonomi, legati alle grandi famiglie pontificie dei secoli XVI e XVII -Pamphili, Chigi, Borghese, Rospigliosi, Lante, ecc.-, come il ducato farnesiano di Castro, conquistato dopo una lunga guerra da Innocenzo X (1644-1655). A beneficiare della politica di intervento economico dei pontefici fu, perà², tra il Cinquecento e il Settecento, soprattutto Roma mentre il resto della regione precipitಠin una crisi sociale ed economica di grandi proporzioni, segnata dall’abbandono delle campagne e dall’impaludamento di grandi estensioni di terreno, che favorଠla diffusione della malaria, l’esplosione di frequenti carestie, la nascita del brigantaggio e una forte tendenza all’inurbamento verso Roma. Il potere temporale dei papi fu incrinato nel 1798 dall’ingresso delle truppe francesi a Roma, che deportarono Pio VI in Francia, e dalla proclamazione della prima Repubblica Romana nonchà© dalla seguente annessione napoleonica dello Stato della Chiesa. Dopo la breve parentesi della Restaurazione, la proclamazione della seconda Repubblica Romana (1849) inferse un nuovo e duro colpo al potere dei papi, che cessಠdefinitivamente con l’ingresso delle truppe italiane a Roma (20 settembre 1870) e la proclamazione della città  a capitale d’Italia. Nel 1927 il Lazio fu suddiviso nelle quattro provincie di Roma, Viterbo, Rieti e Frosinone; a queste si aggiunse, nel 1934, la provincia di Littoria -Latina dal 1945-. Attraversato dalla linea Gustav e teatro degli sbarchi alleati di Anzio e Nettuno, fu violentemente investito dagli avvenimenti della seconda guerra mondiale.

Servizi

Turismo. La presenza sul territorio della “città  eterna” e i numerosi tesori archeologici e culturali di cui è ricchissima fanno di questa regione una delle mete irrinunciabili del turismo mondiale. Non solo le bellezze storiche e architettoniche fungono da richiamo per il turismo: notevoli e molteplici sono, infatti, anche le attrattive ambientali, che comprendono splendide spiagge sabbiose e rocciose, isole vulcaniche dominate da bianche falesie, rilievi ammantati di fitti boschi e laghi circondati da una natura lussureggiante. Poli alberghieri forniti di elevata capacità  ricettiva sono dislocati nei principali centri turistici e nei capoluoghi di provincia; la capitale, inoltre, dispone di alcuni degli alberghi storici pi๠rinomati e confortevoli del mondo. L’agriturismo, sviluppatosi notevolmente nell’ultimo decennio, ha trovato, particolarmente nella parte settentrionale e orientale della regione, condizioni ambientali favorevoli; il campeggio è praticato soprattutto lungo la costa e, in minor misura, intorno ai laghi e sui rilievi interni. Sport. Tre provincie sono dotate di strutture per gli sport invernali: gli impianti pi๠sviluppati e noti, in attività  fin dagli anni Trenta del Novecento, sono quelli del Terminillo, in provincia di Rieti; a questi si affiancano egregiamente gli altri, pi๠recenti ma non per questo meno attrezzati, di Campo Catino e Campo Staffi, in provincia di Frosinone, e di monte Livata, in provincia di Roma. L’offerta sportiva della regione, d’altra parte, è assai vasta e variegata: il Coni ha installato nel comune di Formia (LT) il Centro nazionale di atletica leggera, uno dei pi๠sofisticati e all’avanguardia d’Europa, mentre la capitale -che ha ospitato le Olimpiadi del 1960- è sede di innumerevoli e qualificati impianti sportivi; lungo il corso dei fiumi Aniene e Tevere si possono effettuare escursioni in canoa mentre la vela e il windsurf sono praticabili sia lungo le coste -molti porti turistici ospitano associazioni veliche e scuole di vela e windsurf- sia sui laghi di Bracciano e Bolsena. Gli appassionati di golf dispongono di splendidi campi, situati nella capitale e nei suoi dintorni, assai apprezzati anche dai professionisti; numerosi sono, inoltre, i sentieri segnalati a cura di Enti locali, Comunità  montane e Cai, di cui possono usufruire gli appassionati di escursionismo, alpinismo, mountain-bike ed equitazione -per la quale vi sono innumerevoli centri di addestramento-. àˆ possibile poi cimentarsi con il volo a motore o con quello a vela e praticare il parapendio e il paracadutismo. La provincia di Roma, infine, dispone anche di un autodromo (Vallelunga), che, oltre a ospitare gare automobilistiche di livello nazionale e internazionale, è anche sede di corsi di guida veloce e di guida sicura per i comuni automobilisti. Trasporti. Dispone di una vasta e fitta trama di assi viari di fondamentale importanza per le comunicazioni regionali e nazionali; questi, sebbene lungo alcune direttrici -in particolare attorno alla capitale, sulla quale si incentrano i tre quarti dell’intera mobilità  individuale su strada della regione- risultino ormai inadeguati per la mole del traffico, assorbono la gran parte del movimento merci e passeggeri a discapito del trasporto su ferrovia. La mobilità  si basa in maggioranza, oltre che sul trasporto privato, su regolari servizi di autolinee, sia private che pubbliche, gestite dalla regione (Acotral); queste svolgono, d’altronde, un fondamentale servizio di collegamento tra le aree periferiche meno servite e i distretti produttivi, oltre che con l’Urbe. Il traffico aereo si incentra sullo scalo intercontinentale di Roma/Fiumicino (aeroporto “Leonardo da Vinci”), che costituisce anche il baricentro dei flussi aerei nazionali, e su quello internazionale di Ciampino (aeroporto “G. B. Pastine”), che svolge essenzialmente funzioni di scalo alternativo al primo e, in alcuni periodi dell’anno, di decongestionamento del traffico aereo che gravita sull’aerostazione “Leonardo da Vinci”; l’aeroporto dell’Urbe, infine, costituisce il pi๠importante scalo regionale per i servizi di aviazione generale (aerotaxi, aerofotogrammetria, voli turistici, ecc.). Il sistema portuale si articola su due scali di importanza primaria, Civitavecchia (RM) -ai primi posti in Italia per il movimento passeggeri- e Fiumicino (RM), che fa registrare il maggior traffico mercantile; su di essi gravita un movimento commerciale di interesse internazionale quantificabile nell’ordine delle 250.000 tonnellate di merci l’anno; ai due scali summenzionati, inoltre, bisogna aggiungere il porto militare di Gaeta (LT) e una serie di scali portuali minori: Anzio (RM), Santa Marinella (RM), Nettuno (RM), Terracina (LT), Formia (LT), Ventotene (LT). Sanità . La struttura sanitaria pubblica regionale conta 3 aziende ospedaliere, 61 ospedali a gestione diretta, 8 ospedali classificati o assimilati, 2 policlinici universitari, 8 istituti a carattere scientifico, di cui uno specializzato in pediatria, 2 istituti psichiatrici residuali e 3 istituti presidio delle Usl; ai nosocomi citati si aggiungono 100 presidi ospedalieri privati accreditati e 44 case di cura private non accreditate. L’assistenza sanitaria territoriale è realizzata mediante ambulatori e laboratori per l’attività  specialistica e di diagnostica strumentale, consultori, Sert (Servizio Tossicodipendenze), comunità  per l’assistenza ai tossicodipendenti, centri di salute mentale, centri di assistenza riabilitativa e residenze sanitarie assistenziali per anziani e disabili. Istruzione e cultura. Nella capitale hanno sede tre università  statali (“La Sapienza”, fondata da papa Bonifacio VIII nel 1303, “Tor Vergata” e “Roma Tre”) nonchà© istituti a livello universitario (Accademia di Belle Arti, Accademia Nazionale di Danza, Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, Accademia Musicale di Santa Cecilia), atenei privati, accademie di rilievo internazionale e varie altre istituzioni culturali e scientifiche, come il Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’Accademia Nazionale dei Lincei, la Società  Geografica Italiana e la Società  Nazionale Dante Alighieri. Altri atenei si trovano a Viterbo (Università  degli studi della Tuscia) e a Cassino (Università  degli studi di Cassino). Articolato appare il sistema scolastico e assai ricco è il tessuto delle strutture culturali in genere, che custodiscono opere di inestimabile valore: in tutta la regione si contano pi๠di 150 musei e oltre mille biblioteche, concentrati per lo pi๠nella capitale.

Ordinamento

Il Consiglio regionale, con sede a Roma, si compone di sessanta membri e si articola in otto commissioni permanenti: I Urbanistica, ambiente, ecologia, assetto territorio, parchi; II Bilancio tributi, programmazione, piani di sviluppo economico, partecipazioni regionali, demanio, patrimonio, provveditorato; III Affari generali, personale, cultura, diritto allo studio, informazione; IV Lavori pubblici, viabilità , acque ed acquedotti, trasporti, energia; V Sanità , assistenza, igiene, problemi inquinamento, formazione professionale sanitaria; VI Agricoltura e foreste, caccia e pesca; VII Artigianato, industria e commercio, fiere e mercati, cave e torbiere, acque minerali e termali, turismo e industria alberghiera, sport e tempo libero, problemi lavoro, formazione professionale; VIII Questioni istituzionali, rapporti con gli organi istituzionali, autoriforma, questioni concernenti gli enti locali, trasparenza della pubblica amministrazione. Alle commissioni permanenti si aggiungono due commissioni speciali, che si occupano rispettivamente dei problemi di Roma capitale e dell’area metropolitana e della lotta alla criminalità  e al traffico della droga e problemi carcerari. La Giunta regionale, con sede a Roma, è formata dal presidente e da dodici assessori. Tra le istituzioni sub-regionali si contano 17 Comunità  montane, 12 Unità  sanitarie Locali, 59 distretti scolastici e 12 consorzi di bonifica. Lo stemma della Regione, racchiuso da un cordone dorato, è di forma ottagonale e raffigura lo stemma della provincia di Roma, attorniato da quelli delle province di Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, legati tra loro da un nastro tricolore. Comunità  montane. “Alta Tuscia laziale” con sede ad Acquapendente (VT), “Cimini” (Ronciglione-VT), “Monti della Tolfa” (Allumiere-RM), “Sabina” (Poggio Mirteto-RI), “Montepiano Reatino” (Rieti), “Velino” (Posta-RI), “Salto Cicolano” (Petrella Salto-RI), “Turano” (Castel di Tora-RI), “Monti Sabini, Tiburtini, Corniolani e Prenestini” (Tivoli-RM), “Aniene” (Subiaco-RM), “Castelli Romani e Prenestini” (Rocca Priora-RM), “Monti Ernici” (Veroli-FR), “Monti Lepini” (Priverno-LT), “Valle di Comino” (Atina-FR), “Valle del Liri” (Arce-FR), “Monti Ausoni” (Lenola-LT), “Monti Aurunci” (Esperia-FR). Unità  sanitarie locali. Sono cosଠdistribuite: 8 in provincia di Roma, con sede a Roma (5), Albano Laziale, Civitavecchia e Tivoli, e 4 nelle altreprovince, con sede nei rispettivi capoluoghi provinciali. Distretti scolastici. Sono 59 con sede a: Frosinone (1) e provincia (9); Latina (1+5); Rieti (1+2); Roma (20+15); Viterbo (1+4). 

Province della Regione

5 province
Frosinone

FR

91 comuni

Codice: 060

Esplora provincia
Latina

LT

33 comuni

Codice: 059

Esplora provincia
Rieti

RI

73 comuni

Codice: 057

Esplora provincia
Roma

RM

121 comuni

Codice: 058

Esplora provincia
Viterbo

VT

60 comuni

Codice: 056

Esplora provincia

Comuni Principali

I 10 comuni più popolosi
Comune Provincia Abitanti Altitudine
Accùmoli Rieti 0 0 m
Amatrice Rieti 0 0 m
Antrodoco Rieti 0 0 m
Ascrèa Rieti 0 0 m
Belmonte in Sabina Rieti 0 0 m
Borbona Rieti 0 0 m
Borgorose Rieti 0 0 m
Borgo Velino Rieti 0 0 m
Cantalice Rieti 0 0 m
Cantalupo in Sabina Rieti 0 0 m

Informazioni Regione

  • Nome Lazio
  • Codice ISTAT 12
  • Ordine alfabetico 7
  • Numero province 5
  • Numero comuni 378
  • Popolazione totale 0

Date Storiche

Statistiche Avanzate

  • Popolazione media comune 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m
  • Superficie media 45,52 km²

Mappa Regione

Mappa della regione Lazio

Capoluogo di Regione

Roma

Provincia: Roma (RM)

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