Cenni storici su Antrodoco.
Sede, nell’alto Medioevo, di un gastaldato dipendente dal ducato di Spoleto, appartenne per un certo periodo all’abbazia di Farfa.
Per via della sua posizione strategica, subì numerose aggressioni, tra cui l’offensiva di Federico II di Svevia (1231), al quale comunque riuscì a resistere, gli assalti delle truppe aquilane (1362), che invece la espugnarono, e le ripetute incursioni della vicina Cittaducale (XV secolo).
Inserita nel regno di Napoli, appartenne successivamente, in qualità di feudo, alle famiglie Savelli, Colonna, Bandini e Giugni.
Un ruolo importante nelle vicende storiche locali ebbero le omonime gole, che, strette e ripide, furono teatro di agguati e imboscate: nel 1799 furono fatali a una colonna di soldati francesi, massacrati dalla popolazione locale, e nel 1821 all’esercito napoletano guidato da Guglielmo Pepe, qui sconfitto dagli austriaci.
Il toponimo rispecchia la posizione geografica dell’abitato: deriva, infatti, dal latino INTEROCRIUM, composto da INTER, ‘tra’, e OCRIS, ‘monte sassoso’.
Tra le vestigia del passato spicca il complesso monumentale formato dalla chiesa di Santa Maria Extra Moenia e dall’annesso battistero di San Giovanni, situati fuori dell’abitato: nella chiesa, costruita in stile romanico tra l’XI e il XII secolo, si trovano pregevoli affreschi.
È degna di nota anche la parrocchiale di Santa Maria Assunta, ristrutturata dopo il disastroso terremoto del 1703: nella sagrestia si conserva una stupenda croce processionale quattrocentesca in argento dorato.