Provincia di Viterbo

Lazio - Sigla: VT

60 Comuni Codice: 056 Regione: 12

Descrizione

Territorio. Occupa la porzione pi๠settentrionale del Lazio ed è racchiusa tra la Toscana a nord -con la quale condivide l’ambiente unico, da un punto di vista naturalistico, della Maremma-, il mar Tirreno a ovest, la provincia di Roma a sud e l’Umbria a oriente; quest’ultimo confine è segnato dal monte Rufeno (734 m), dalla catena dei monti Volsini e dal corso del fiume Tevere, che, per un breve tratto, divide il Viterbese anche dalla Sabina. La sua economia si incentra prevalentemente sulle attività legate ai settori terziario e secondario; la popolazione presenta un indice di vecchiaia di poco superiore alla media e si distribuisce in 60 comuni. Meno di due milioni di anni fa la maggior parte del territorio era ancora sommersa dalle acque del mare pliocenico, come testimoniano i vasti depositi di argille e argille sabbiose incisi dall’azione del Tevere; a un milione di anni fa risalgono, invece, i fenomeni vulcanici che hanno caratterizzato la zona in modo cosଠpeculiare. L’area del monte Cimino fu la prima ad essere interessata dal vulcanesimo; a questa seguirono altre parti della catena omonima, compreso il vulcano di Vico, il cui cratere è oggi occupato da un bacino lacustre; anche nei monti Volsini, a testimonianza dell’antica attività vulcanica, è rimasta una vasta depressione, poi colmata dalle acque del lago di Bolsena. I colori e i profumi della macchia mediterranea dominano la fascia costiera; procedendo verso l’interno conquistano spazio cerri, lecci, roverelle e carpini, spodestati sui monti Cimini da essenze tipicamente continentali, come il castagno e il faggio -quest’ultimo in questo territorio s’incontra a quote molto basse-, e nelle aree lacustri e fluviali da farnie, ontani, salici, tamerici e giunchi, tra i quali nidifica il caratteristico svasso maggiore. Lo stemma provinciale, concesso con Regio Decreto, raffigura, in campo azzurro, un leone posto su una verde campagna erbosa; sullo sfondo rosso del capo, sostenuto da una fascia d’oro con la scritta in caratteri medievali NON METUENS VERBUM LEO SUM QUI SIGNO VITERBUM, compare una croce d’argento, accompagnata da quattro chiavi poste in palo e con gli ingegni all’insà¹. Comunicazioni. Solcata lungo la valle del Tevere dall’autostrada A1 del Sole (Milano-Roma-Napoli) e dalle tratte ferroviarie di rilievo nazionale della “Direttissima” Roma-Firenze e della Roma-Firenze-Bologna, svolge una funzione di cerniera per il traffico tirrenico diretto verso le regioni settentrionali della penisola. Sul suo territorio convergono, infatti, numerosi tracciati viari longitudinali di grande rilievo, come le statali n. 1 Aurelia, che da Roma arriva fino al confine italo-francese, n. 2 Cassia, n. 3 Flaminia e n. 71 Umbro-casentinese-romagnola, che dal Viterbese si spinge fino a Ravenna, in Emilia-Romagna. Completano la rete viaria importanti tracciati trasversali: la superstrada Viterbo-Orte-Terni, che in futuro si spingerà fino a Civitavecchia (RM), la statale n. 1 bis Aurelia, la n. 74 Maremmana, che unisce il comprensorio volsinio all’Argentario, in Toscana, e la n. 312 Castrense. Due tratte ferroviarie di rilievo nazionale (Orte-Falconara Marittima e Roma-Pisa), due di rilievo regionale (Viterbo-Attigliano e Orte-Capranica), una in concessione (Roma-Fabrica di Roma-Viterbo) e una metropolitana (Roma-Capranica-Viterbo) completano il panorama delle infrastrutture delle comunicazioni. Storia. Culla della splendida e raffinata civiltà degli etruschi, fieri e indomiti avversari di Roma per lungo tempo -oltre che re della “città eterna” con i Tarquini, tra il 616 e il 509 a. C., secondo una tradizione che affonda le sue radici nella leggenda-, il Viterbese venne definitivamente assoggettato dalle legioni romane nel III secolo a. C. e all’epoca della ristrutturazione politico-amministrativa di Augusto divenne la REGIO VII. Dopo l’eclissi dell’impero romano fu occupato dai goti, riconquistato dai bizantini al termine della guerra greco-gotica (535-553), compreso nel DUCATUS ROMANUS e, infine, nuovamente conquistato dai longobardi. In epoca carolingia venne formalmente annesso per intero al Patrimonio di San Pietro e, dopo complesse vicende, che videro come protagonisti il papa, l’imperatore e potenti comuni, come Viterbo e Corneto (Tarquinia), dal basso Medioevo entrò a far parte in modo stabile dello Stato della Chiesa. Tra il XVI e il XVII secolo vide l’affermarsi del potente ducato farnesiano di Castro; al tempo della Repubblica Romana (1798-1799) venne inglobato nel Dipartimento del Cimino, poi Dipartimento Napoleonico (1809-1814); conobbe anche il fenomeno del brigantaggio. Dopo il riassetto amministrativo e politico di papa Gregorio XVI (1833) venne compreso quasi interamente nella Delegazione di Viterbo -rimase esclusa una piccola porzione di territorio costiero compresa nella Delegazione di Civitavecchia-; fino al 1923 fece parte della provincia di Roma. Struttura socio-economica. Negli ultimi decenni l’incidenza del settore terziario nella composizione della ricchezza della provincia è notevolmente aumentata; segue a buona distanza il settore secondario. Insieme alla pubblica amministrazione è il commercio la voce trainante del terziario, anche se negli ultimi tempi il turismo ha conosciuto un buon incremento, poiché i visitatori sono sempre pi๠attratti dalle testimonianze storico-architettoniche di cui il territorio è ricco e dall’incremento qualitativo e quantitativo delle strutture ricettive. Il settore primario, dal canto suo, pur avendo conosciuto una contrazione continua negli ultimi decenni, peraltro sulla scia di una tendenza nazionale, ricopre ancora un ruolo economico importante, superiore, in termini percentuali assoluti, a quello di tutte le altre provincie del Lazio. Dai vigneti del Viterbese si ricavano eccellenti e apprezzati vini, premiati giustamente con il riconoscimento del marchio Doc, come il notissimo EST EST EST! di Montefiascone e l’Aleatico di Gradoli; tra le altre coltivazioni vanno menzionate quelle della nocciola, della castagna, del grano duro, delle lenticchie, dei fagioli, del mais, del girasole e della barbabietola da zucchero; non manca, infine, una produzione di olio di oliva di buona qualità . L’industria si concentra intorno a Viterbo, Tarquinia e Vetralla e tra Civita Castellana e Fabrica di Roma, uno dei poli nazionali della produzione di idrosanitari in ceramica e stoviglie. Oltre al capoluogo provinciale, rappresentano poli di gravitazione Civita Castellana, Orte e Ronciglione.

Ambiti Territoriali

DEFINIZIONE Sotto gli aspetti naturalistico, insediativo ed economico-produttivo la provincia può essere grossomodo suddivisa in due fasce parallele, orientate in direzione nord-ovest-sud-est: la pianura costiera e l’altopiano della Tuscia, nella porzione occidentale; i comprensori vulcanici dei Volsini e dei Cimini, nella parte centrale. La prima zona ingloba la porzione laziale della Maremma mentre la seconda comprende la fascia montuosa e collinare centrale, con i laghi di origine vulcanica di Bolsena e Vico e il capoluogo provinciale, e si estende fino al limite della provincia di Roma, dalla quale la dividono le propaggini settentrionali dei monti Sabatini. Resta esclusa da questa ipotesi di suddivisione la fascia di territorio compresa nella valle del Tevere, con i comuni che ne fanno parte, a causa della sua posizione geografica, che le dona caratteristiche di tipo “sovraregionale” determinandone, al contempo, una sorta di “irriducibilità ” al resto del Viterbese. Valle del Tevere: Bassano in Teverina, Bomarzo, Castiglione in Teverina, Civita Castellana, Civitella d’Agliano, Gallese, Graffignano, Orte. [La VALLE DEL TEVERE ha rappresentato fin dall’antichità , oltre che una via di transito fondamentale, un vero e proprio confine naturale tra le genti latine e quelle etrusche; durante l’alto Medioevo, inoltre, funse da “corridoio” per i collegamenti tra Roma e Ravenna, nuova capitale dell’impero d’occidente dopo le conquiste gote. Il paesaggio è caratterizzato da una vasta pianura di fondovalle, intensamente coltivata e antropizzata, che diventa angusta solo nei dintorni di Orte, dove il Tevere è costretto tra le ripide scarpate formate dalle estreme propaggini dei monti Cimini; dolci colline, coperte di vigne e oliveti, e isolati speroni di rocce tufacee, sui quali si arroccano borghi dal caratteristico colore ocra, fanno ala al corso delle acque. La conformazione del terreno è assai favorevole alle comunicazioni e all’insediamento di infrastrutture industriali: la vallata accoglie, infatti, i tracciati dell’autostrada A1 del Sole (Milano-Roma-Napoli) e delle linee ferroviarie “Direttissima” Roma-Firenze e Roma-Firenze-Bologna nonché l’importante polo industriale di Civita Castellana, che, con Orte, rappresenta anche un importante polo di attrazione commerciale.] Maremma Laziale: Blera, Canino, Montalto di Castro, Monte Romano, Tarquinia, Tuscania. Cimini-Volsini: Acquapendente, Arlena di Castro, Bagnoregio, Barbarano Romano, Bassano Romano, Bolsena, Calcata, Canepina, Capodimonte, Capranica, Caprarola, Carbognano, Castel Sant’Elia, Celleno, Cellere, Corchiano, Fabrica di Roma, Faleria, Farnese, Gradoli, Grotte di Castro, Ischia di Castro, Latera, Lubriano, Marta, Montefiascone, Monterosi, Nepi, Onano, Oriolo Romano, Piansano, Proceno, Ronciglione, San Lorenzo Nuovo, Soriano nel Cimino, Sutri, Tessennano, Valentano, Vallerano, Vasanello, Vejano, Vetralla, Vignanello, Villa San Giovanni in Tuscia, Viterbo, Vitorchiano. MAREMMA LAZIALE Territorio. Costituisce l’estrema propaggine meridionale della Maremma, che si estende grossomodo tra Cecina (LI), in Toscana, e Tarquinia. Occupata in passato da vaste paludi, oggi praticamente scomparse, fatta eccezione per piccole zone attorno alla foce del fiume Fiora e nei pressi di Tarquinia, appare come una vasta e, a tratti, selvaggia pianura, incisa profondamente dal corso dei fiumi e occupata da estesi pascoli e altrettanto grandi distese coltivate a grano, tra le quali emergono di quando in quando fitte macchie di roverella e lecci. Si tratta di una tra le zone meno antropizzate dell’intera regione, con un profilo geometrico assai monotono, caratterizzato da quote raramente superiori ai 200 m di altezza -i fiumi scorrono quasi ovunque incassati al di sotto dei 100 m-. Comunicazioni. L’arteria fondamentale del comprensorio è la statale n. 1 Aurelia, dalla quale, nei pressi di Tarquinia, si dirama la n. 1 bis, in direzione della statale n. 2 Cassia; in prossimità di Montalto di Castro, inoltre, sulla storica consolare converge la statale n. 312 Castrense, che conduce verso il lago di Bolsena. Per quanto concerne i collegamenti ferroviari, parallelamente alla costa tirrenica corre la linea di rilievo nazionale Roma-Pisa. Storia. Questo comprensorio, in parte popolato già durante l’età del bronzo, vide l’affermarsi della raffinata civiltà etrusca, che ebbe nelle città -stato di Tarquinia, Tuscania e Vulci alcuni dei suoi pi๠fiorenti e potenti insediamenti. Durante il Medioevo fu terra di conquista per goti e longobardi, prima di essere formalmente annesso al Patrimonio di San Pietro; vide inoltre l’ascesa di potenti famiglie nobiliari, come gli Anguillara e, in parte, i Farnese. Dal XIV secolo fino al 1870 fu parte integrante dello Stato della Chiesa; nell’Ottocento conobbe il fenomeno del brigantaggio. Struttura socio-economica. Le caratteristiche geomorfologiche e climatiche hanno sempre favorito le attività agricole, che, nonostante il declino subito negli ultimi decenni, sono ancora largamente praticate: grandi distese di cereali, coltivazioni industriali e pascoli, infatti, occupano una buona porzione di suolo. Il settore secondario, che ha le sue zone elettive altrove nella provincia, si concentra intorno a Tarquinia e Montalto di Castro. Tuttavia, è il terziario, dominato dai comparti del commercio e del turismo, il settore trainante dell’economia del comprensorio. CIMINI-VOLSINI Territorio. Il monte Cimino (1.053 m), di origine vulcanica, è l’unica cima del Viterbese che supera la quota di mille metri; a meridione un altopiano ampio e ondulato lo collega al cratere occupato dal lago di Vico, dominato dal cono del monte Venere (838 m). Nella parte settentrionale del comprensorio spicca la presenza del lago di Bolsena, il pi๠ampio bacino vulcanico d’Italia. A oriente di questo lago, verso la valle del Tevere, il paesaggio è caratterizzato da fossi, valloni, speroni tufacei, altopiani coltivati e calanchi -questi ultimi vanno lentamente sgretolando la splendida Civita di Bagnoregio, costruita su un balcone tufaceo adagiato su di un banco di argille plioceniche, assai sensibili all’erosione delle acque meteoriche-. Al centro del comprensorio sorge Viterbo, alle cui porte numerose sorgenti calde, sfruttate fin dall’antichità , come quella di Bullicame, rappresentano un’ulteriore testimonianza della natura vulcanica dei luoghi. Comunicazioni. La struttura urbana, residenziale e produttiva del comprensorio è sorretta dalla statale di grande comunicazione n. 2 Cassia, intersecata, all’altezza del capoluogo provinciale, dalla superstrada Viterbo-Orte-Terni; sull’antica consolare converge la statale n.1 bis Aurelia, che collega la Cassia all’Aurelia, mentre, all’altezza di Montefiascone, se ne distacca la statale n. 71 Umbro-casentinese-romagnola. Le tratte ferroviarie di rilievo regionale Viterbo-Attigliano e Orte-Capranica, quella metropolitana Roma-Capranica-Viterbo e quella in concessione Roma-Fabrica di Roma-Viterbo svolgono un prezioso ruolo nello smistamento del sostenuto traffico pendolare verso la capitale. Storia. Le rive dei laghi di Bolsena e di Vico furono popolate fin dall’età del bronzo; insediamenti come Bisenzio, presso l’odierna Capodimonte, e Castel d’Asso, nei dintorni di Viterbo, testimoniano invece la presenza degli etruschi, ai quali, probabilmente, si deve il primo abbassamento del livello del lago di Vico, per ricavarne terre coltivabili. Dopo la caduta di Roma, prima delle conquiste longobarde e franche, queste terre furono a lungo contese tra goti e bizantini; sull’isola Martana, nel lago di Bolsena, fu assassinata Amalasunta (535), figlia di Teodorico. Compreso nel Patrimonio di San Pietro, il comprensorio fu a lungo nelle mire di Orvieto e di potenti famiglie, come gli Orsini e i Farnese; tra il XVI e il XVII secolo vide lo sviluppo del potente ducato autonomo farnesiano di Castro; fino al 1870 fu compreso nello Stato della Chiesa. Struttura socio-economica. Questo comprensorio concentra buona parte delle risorse economiche della provincia, particolarmente per quello che riguarda il settore secondario, che raccoglie i suoi apparati produttivi intorno al capoluogo provinciale e nei comuni di Vetralla e Fabrica di Roma. L’agricoltura e la piscicoltura di acqua dolce hanno anch’esse un ruolo di un certo rilievo. Il settore trainante dell’economia è, tuttavia, anche in questo comprensorio, quello terziario. Viterbo è polo di attrazione burocratico-amministrativo mentre per i consumi ci si rivolge anche a Ronciglione.

Comuni della Provincia

60 comuni
Acquapendente
Scopri
Arlena di Castro
Scopri
Bagnorègio
Scopri
Barbarano Romano
Scopri
Bassano in Teverina
Scopri
Bassano Romano
Scopri
Blera
Scopri
Bolsena
Scopri
Bomarzo
Scopri
Calcata
Scopri
Canepina
Scopri
Canino
Scopri
Capodimonte
Scopri
Caprànica
Scopri
Caprarola
Scopri
Carbognano
Scopri
Castel Sant'Elia
Scopri
Castiglione in Teverina
Scopri
Celleno
Scopri
Cèllere
Scopri
Cìvita Castellana
Scopri
Civitella d'Agliano
Scopri
Corchiano
Scopri
Fàbrica di Roma
Scopri
Falèria
Scopri
Farnese
Scopri
Gallese
Scopri
Gradoli
Scopri
Graffignano
Scopri
Grotte di Castro
Scopri
Ìschia di Castro
Scopri
Làtera
Scopri
Lubriano
Scopri
Marta
Scopri
Montalto di Castro
Scopri
Monte Romano
Scopri
Montefiascone
Scopri
Monterosi
Scopri
Nepi
Scopri
Onano
Scopri
Oriolo Romano
Scopri
Orte
Scopri
Piansano
Scopri
Proceno
Scopri
Ronciglione
Scopri
San Lorenzo Nuovo
Scopri
Soriano nel Cimino
Scopri
Sutri
Scopri
Tarquìnia
Scopri
Tessennano
Scopri
Tuscània
Scopri
Valentano
Scopri
Vallerano
Scopri
Vasanello
Scopri
Vejano
Scopri
Vetralla
Scopri
Vignanello
Scopri
Villa San Giovanni in Tùscia
Scopri
Viterbo
Scopri
Vitorchiano
Scopri

Informazioni

  • Nome completo Viterbo
  • Sigla VT
  • Codice ISTAT 056
  • Regione Lazio
  • Numero comuni 60

Date Storiche

Statistiche Comuni

  • Popolazione media 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m

Mappa Provincia

Caricamento mappa...

Mappa dei comuni della provincia