Cenni storici su Belmonte in Sabina.
Menzionata nelle fonti documentarie solo a partire dal XIV secolo, ha sicuramente un’origine più antica, databile al XII secolo o forse anche prima; del resto, tracce di insediamenti, come quelle rinvenute nelle grotte in località Zoccani, attestano la presenza dell’uomo fin dalla preistoria.
Inserita nei possedimenti della Chiesa, conobbe nel corso dei secoli il succedersi di varie famiglie feudali: ai Brancaleone subentrarono i Cesarini, che la tennero fino al Seicento; seguirono quindi i Mattei, i Lante Della Rovere, i Muti e i Lepri –questi continui avvicendamenti di signorie determinarono comunque un lungo periodo di malgoverno–.
Fino al 1863 si è chiamata semplicemente Belmonte, con chiaro riferimento al sito in cui si sviluppa; la specificazione geografica fu aggiunta per distinguerla dai numerosi omonimi sparsi in tutta Italia.
Tra le vestigia del passato figurano la parrocchiale di San Salvatore e la chiesa dedicata a Santa Rufina, contenente una bella tela della Vergine con il Bambino.
Assai interessanti sono le testimonianze storico-architettoniche situate nei pressi della località di Collina: le massicce mura ciclopiche di epoca preromana; il grandioso ponte romano del Sambuco, nelle vicinanze del quale si trovano anche le rovine di una villa; i resti della chiesa di Sant’Elena, risalente a un’epoca anteriore al XII secolo e sorta probabilmente su un tempio pagano.
Merita una visita accurata anche il convento di San Nicola, che conserva parte dell’originaria struttura medievale e, all’interno, affreschi del Cinquecento e una bellissima statua lignea seicentesca raffigurante San Francesco.