Cenni storici su Borgo Velino.
Fondata nel XIV secolo dagli abitanti dell’insediamento di Forca Pretula, distrutto dalle milizie della vicina Cittaducale, appartenne a lungo al regno di Napoli e ne seguì le vicende storiche.
Nel 1539 fu inserita, insieme ad altri territori della zona, fra i domini di Margherita d’Austria, figlia di Carlo V e moglie in seconde nozze di Ottavio Farnese, duca di Nepi; alla morte della sovrana, che governò con mitezza e saggezza, rimase tra i possedimenti dei Farnese fino al 1731, anno in cui ritornò sotto la giurisdizione dei Borboni.
Aggregata alla vicina Antrodoco nel 1928, ottenne l’autonomia amministrativa nel 1957.
Il toponimo, che è stato Borghetto fino al 1863, deve la specificazione alla vicinanza del fiume Velino.
La testimonianza storico-architettonica più illustre è senz’altro costituita dalla maestosa chiesa dedicata a San Matteo, costruita nel Settecento, ma tra le vestigia del passato figurano anche i resti di fortificazioni medievali, come la porta turrita attraverso la quale si accede all’abitato.
Si trova invece in stato di abbandono la chiesa dei Santi Dionisio, Rustico ed Eleuterio, o di Sant’Antonio, si trova fuori dell’abitato, nei pressi del fiume Velino: edificata in stile romanico, era adorna di pregevoli affreschi attribuiti al pittore amatriciano Dionisio Cappelli.