Cantalupo in Sabina

Lazio - Rieti (RI)

Superficie: 10.53 km² Codice ISTAT: 10
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Descrizione

Cantalupo in Sabina in sintesi.
Comune collinare, fondato in epoca medievale; la sua economia, di tipo essenzialmente rurale, è oggi sostenuta anche da un crescente movimento turistico.
La comunità dei cantalupani, che fa registrare un indice di vecchiaia nella media, è concentrata per la maggior parte nel capoluogo comunale ma risiede anche in alcuni piccoli aggregati urbani oltre a in un buon numero di case sparse sui fondi.
L’abitato, in sensibile espansione edilizia, è raccolto sulla cima di una bassa collina e presenta una struttura urbana a cerchi concentrici, imperniata su un palazzo-castello di epoca medievale; vi si possono altresì distinguere una parte rinascimentale e una sei-settecentesca.
Il territorio comunale include una serie di rilievi collinari dai profili arrotondati, che da un lato degradano verso l’ampio fondovalle del fiume Tevere e dall’altro si inerpicano in direzione dei monti Pizzuto e Tancia, le cui cime elevate fanno da quinta scenografica all’abitato.
Le quote relativamente modeste e l’abbondanza di acqua rendono il comprensorio cantalupano adatto all’insediamento e alle attività umane; qua e là, tuttavia, sopravvivono ancora ampi tratti dell’originaria copertura arborea, costituita da macchia mediterranea e lecci, frammisti a specie tipiche dell’alta collina e della bassa montagna, quali ornielli, carpini, aceri e cerri.
Sullo sfondo argentato dello stemma comunale, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, è raffigurato un lupo nero sormontato da una stella azzurra a otto raggi.

Localizzazione

Collocazione e territorio di Cantalupo in Sabina.
Ubicata sulle propaggini collinari dei monti Sabini, tra le valli del torrente L’Aia e del fosso di Galantina, si sviluppa nelle immediate vicinanze della strada statale n.
313, che, distaccandosi dalla n.
4 Salaria all’altezza di Passo Corese (Fara in Sabina), si snoda con tracciato angusto e tortuoso nella parte occidentale della Sabina per poi approdare nella provincia di Terni, in Umbria; dista in aggiunta 28 km dal casello di Fiano Romano della diramazione Roma Nord dell’autostrada A1 del Sole (Milano-Roma-Napoli) e 8 dallo scalo ferroviario di riferimento sulla linea Roma-Firenze-Bologna.
L’aeroporto intercontinentale “Leonardo da Vinci” e il porto commerciale sono situati rispettivamente a 87 e 129 km.
Si rivolge a Roma e Rieti sia per i rapporti con le istituzioni sia per i consumi.

Storia

Cenni storici su Cantalupo in Sabina.
Sorta probabilmente tra il X e l’XI secolo, fu soggetta in principio all’abbazia di Farfa e nel XII secolo conobbe un periodo di autonomia.
Passata nel 1278 tra i domini della Santa Sede, all’inizio del Trecento entrò a far parte dei possedimenti della nobile famiglia dei Sant’Eustachio e successivamente fu soggetta al dominio feudale dei Savelli, costituendo per lungo tempo oggetto di contesa tra questi ultimi e la Chiesa.
In seguito si successero alla sua guida altre illustri famiglie, quali i Cesi, i Vaini e i Lante Della Rovere.
Aggregata alla vicina Casperia nel 1927, riacquistò l’autonomia amministrativa nel 1940.
Alla denominazione di Cantalupo fu aggiunta nel 1863 l’attuale specificazione geografica.
Nell’ambito del patrimonio storico-architettonico spicca il palazzo Camuccini, interessante rielaborazione cinquecentesca in forme vignolesche del castello medievale: ornato da un bel porticato dorico e da una loggia ionica sulla facciata, conserva all’interno pregevoli affreschi della scuola degli Zuccari.
Degna di nota è anche la parrocchiale, nella quale si può ammirare un originale fonte battesimale ricavato da un’urna funeraria romana; si trova invece in stato di abbandono la chiesa dedicata a San Biagio, si trova fuori dell’abitato e contraddistinta da una bella facciata barocca.

Economia

Struttura economica di Cantalupo in Sabina.
La vicinanza della valle del fiume Tevere, che fin dall’antichità ha favorito la circolazione di idee e le attività economiche, stimola nei cantalupani l’apertura al nuovo e al progresso; ciononostante la vita della comunità per molti versi è ancora legata ai ritmi agro-pastorali della Sabina.
L’agricoltura, praticata su larga parte del territorio comunale e specializzata nella produzione di cereali, olive e uva, rappresenta una significativa fonte di reddito e di occupazione; è trascurabile invece l’incidenza del settore secondario, comprendente poche imprese di dimensione artigianale, attive nei comparti alimentare, edile, metallurgico e del legno; il terziario ha raggiunto un discreto livello di sviluppo: il commercio appare piuttosto vivace e nell’ambito dei servizi si registra la presenza del credito.
Il Comune, sede degli ordinari uffici municipali e postali, è dotato soltanto di scuole materne ed elementari e per l’assistenza sanitaria può contare unicamente sulla farmacia; possiede comunque una biblioteca comunale e vanta un discreto apparato ricettivo.

Cultura e Tradizioni

Patrimonio culturale e tradizioni di Cantalupo in Sabina.
Ospedale a Magliano SabinaUsl di RietiCarabinieri a Torri in SabinaGuardia di finanza a Poggio MirtetoVigili del fuoco a Montelibretti (RM): loc.
Passo CoresePretura di Rieti sez.
Poggio MirtetoTribunale a RietiCorte d'Appello a RomaUfficio Imposte Dirette a RietiUfficio del Registro a RietiConservatoria dei Registri Immobiliari a RietiStazione ferroviaria a Poggio MirtetoAeroporto a Roma/FiumicinoPorto a Civitavecchia (RM)

Relazioni e Gemellaggi

Relazioni territoriali e collegamenti di Cantalupo in Sabina.
L’aria salubre che vi si respira e la calma che vi regna sovrana la rendono una tranquilla stazione di soggiorno, frequentata soprattutto nel periodo estivo e adatta a chi voglia ritemprarsi dallo stress e dai ritmi frenetici che caratterizzano la vita moderna.
La vicinanza delle due vette più elevate della catena dei Sabini, i monti Pizzuto e Tancia, la rende un buon punto di partenza per escursioni in un ambiente naturale straordinariamente ricco e non ancora violato dal turismo di massa: dalla cima del monte Pizzuto, in particolare modo, si gode di una magnifica vista sulla valle del fiume Tevere, sull’ameno paesaggio collinare della Sabina, sulla conca di Rieti e su cime maestose, quali il Terminillo, il Gran Sasso e il Velino.
Il Patrono San Biagio si festeggia il 3 febbraio.

Dati Statistici

  • Superficie 10.53 km²
  • Codice ISTAT 10

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