Cenni storici su Vicoforte.
Le attestazioni medievali relative al toponimo riportano “Vicus”, continuazione della voce latina con valore di ‘villaggio, borgo di contadini’.
L’aggettivo “forte” è giustificato dalla fortificazione del luogo.
Le vicende storiche del borgo risalgono al periodo romano, quando fu conquistato dai romani e le popolazioni furono iscritte alla tribù Camilia.
Nulla si sa, invece, del periodo alto-medievale.
Nell’anno Mille appartenne al comitato di Bredulo; successivamente l’imperatore Enrico III lo confermò al vescovo di Asti.
Dopo il 1231 entrò a far parte, insieme con altre comunità vicine, del distretto moregalese, di cui seguì le vicende per tutto il Medioevo.
Interessanti sotto il profilo storico-architettonico sono: la parrocchiale dei Santi Giovanni e Donato, di antica origine antica, modificata nel corso del XVIII secolo; la parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, che conserva preziosi affreschi del XV secolo; la parrocchiale di San Grato, si trova nella località omonima, con una pregevole tela del XVIII secolo; la parrocchiale dell’Annunciazione, con l’altare e il fonte battesimale della seconda metà del XVIII secolo; infine, le numerose cappelle disseminate sul territorio, tra cui quella di San Rocco, con un ciclo di affreschi del 1633, dell’annunciazione, della disputa, dell’orazione nell’orto, della flagellazione, del viaggio al calvario, dell’ascensione e della discesa dello Spirito Santo.
Ma, più di tutti, merita di essere citato il santuario della Madonna Santissima, un’imponente costruzione cominciata nel 1596 e portata a termine da Francesco Gallo nel Settecento, che disegnò la grandiosa cupola semiellissoidale (la più vasta tra quelle ellittiche esistenti) totalmente decorata all’interno.
I quattro campanili furono completati solo nel 1906.
L’interno, preceduto da un atrio, ha un grande impatto scenografico.
L’asse maggiore della cupola poggia su otto pilastri e su altrettanti archi su cui poggiano il tamburo e la volta decorata.
Sul perimetro si aprono quattro cappelle.