Regione Lombardia

12 Province 1548 Comuni 0 Abitanti Codice: 03

Descrizione

Regione   pi๠  ricca   d'Italia, ha la forma di un quadrilatero e si estende nell'Italia settentrionale, tra la Svizzera, il Trentino-Alto Adige, il Veneto, l'Emilia-Romagna e il   Piemonte.   La   crescita   economica   che   l'ha   interessata   negli   anni   Cinquanta   e Sessanta del XX secolo è stata particolarmente sensibile nelle province nord-occidentali, verso le quali si è diretta larga parte del flusso migratorio proveniente dalle regioni orientali e centro-meridionali della penisola: le aree industriali pertanto si sono   considerevolmente   estese   fino   a   conferire   all'area   centrale   della   regione l'aspetto   di   una   megalopoli,   all'interno   della   quale   insediamenti   residenziali   e industriali si susseguono senza soluzione di continuità . I caratteri naturalistici originari dell'area metropolitana centrale, percorsa da una rete viaria estremamente articolata,   sono   stati   quasi   del   tutto   cancellati   e   sostituiti   da   un   paesaggio   fortemente improntato dall'uomo. L'istituzione di numerosi parchi e riserve naturali ha tuttavia promosso la riqualificazione delle aree alterate dai processi di industrializzazione e urbanizzazione   nonchà©   la   tutela   e   la   salvaguardia   degli   ambienti   naturali   non degradati dall'antropizzazione. àˆ tra le regioni pi๠densamente popolate d'Italia.   Collegamenti. Ha un eccellente sistema stradale e ferroviario, quasi interamente convergente su Milano, che viene cosଠa essere ottimamente collegata con l'Europa centro-occidentale e con il resto dell'Italia. Nella regione, che è il cuore dell'Italia continentale, convergono le grandi vie di comunicazione della pianura padana e fanno capo le ferrovie del Gottardo e del Sempione nonchà© le strade che valicano le Alpi; da essa partono le grandi arterie che raggiungono il mar Ligure, l'Adriatico e le aree peninsulari. Il sistema delle comunicazioni conta su sette   autostrade (A1 Milano-Napoli, A4 Torino-Trieste, A7 Milano-Genova, A8 Milano-Varese, A9 Lainate-Como-Chiasso, A21 Torino-Brescia, A22 Brennero-Modena) e su una rete capillare di   strade   statali. Le linee   ferroviarie Milano-Torino, Milano-Venezia, Milano-Genova, Milano-Como-Chiasso, Milano-Bologna attraversano il territorio con numerosi scali e collegamenti rapidi; a queste si aggiunge una serie di linee interne, gestite, in parte, dalle Ferrovie Nord Milano. Il quadro delle infrastrutture di   trasporto è   completato   dagli     aeroporti,   tra   cui   spiccano   i   due   milanesi   di   Linate   e   della Malpensa e quello di Bergamo/Orio al Serio. Il Po è navigabile da Pavia con naviglio fino a 300 tonnellate di stazza mentre per il traffico marittimo la Lombardia si serve di porti extraregionali, come Venezia e Genova. Intensa è la navigazione   lacustre,   che assolve in gran parte a compiti turistici. La qualità  dei trasporti e dei collegamenti è generalmente buona, salvo inconvenienti nei mesi invernali sui valichi alpini -in caso di abbondanti nevicate- e in pianura in caso di nebbie fitte e persistenti.   Territorio. àˆ formata da una   zona   montuosa, che comprende il settore centrale dell'arco alpino, ricco di ghiacciai -con le estreme propaggini delle Alpi Lepontine e i gruppi maggiori delle Alpi Retiche (Bernina, Disgrazia, Ortles-Cevedale, Adamello)-, e la corrispondente fascia calcarea prealpina, nonchà© da una zona pianeggiante che si estende fino al Po, fertile e fittamente irrigata da canali e da fiumi, tutti tributari del Po   e   in   gran   parte   emissari   dei   laghi   prealpini.   Le Alpi   si   estendono   su   una superficie   vastissima:   una linea netta divide   le Alpi Lepontine, comprese solo in minima parte nel territorio lombardo, dalle Alpi Retiche, con cime elevate, che, dopo lo Stelvio, si aprono a ventaglio a formare i massicci del Cevedale e dell'Adamello. Un terzo gruppo alpino si eleva a sud delle Alpi Retiche: le Alpi Orobie, che si estendono in una fascia continua e quasi priva di valichi, per circa 80 chilometri. La regione alpina è molto ricca di acque e numerose sono le sorgenti e i laghetti che punteggiano i fondovalle, sfruttati fin dal secolo XIX per la produzione di energia idroelettrica. La zona montana comunica con la parte pianeggiante attraverso l'area prealpina,   solcata   da   profonde   spaccature   occupate   da   laghi   pittoreschi   (lago Maggiore o Verbano, lago di Lugano, lago di Como o Lario, lago d'Iseo o Sebino, lago di Garda), che agiscono come serbatoi regolatori per i principali fiumi alpini. I laghi di questa regione, lunghi e stretti, occupano un insieme di valli parallele, che dalla pianura si addentrano nella zona montana; le loro conche sono scavate nella viva roccia e modificate dall'azione dei ghiacciai mentre la loro estremità  meridionale è circondata da anfiteatri morenici. I rilievi collinari e montani sono coperti da una vegetazione, che segue, per zone altimetriche, il variare degli elementi climatici: gli ampi specchi d'acqua della fascia prealpina mitigano il clima, facendo prosperare sulle loro rive una florida vegetazione mediterranea e subtropicale, ricca di azalee, magnolie, palme, cedri, olivi e agrumi. Nella zona montana alla fascia delle colture e dei boschi di latifoglie segue, pi๠in alto, quella delle foreste di aghifoglie, dove predominano   l'abete   rosso   e   il   larice;   ancora   pi๠  in   alto   crescono   ginepri   e rododendri, che, a maggiori altitudini, lasciano il posto ai verdi pascoli alpini. Le acque dell'arco alpino e prealpino scorrono in gran parte fino al fondo meridionale di   esso   e,   filtrate   attraverso   i   terreni   sabbiosi   e   ghiaiosi   della   pianura   asciutta, riaffiorano in sorgenti spontanee (i fontanili, detti anche risorgive) a contatto con il suolo argilloso e impermeabile della "bassa", delimitata a sud dal Po e solcata da una fitta   rete   di   canali   e   rogge.   Riunito   al ducato di Milano fin   dal   tempo delle signorie, l'Oltrepಠpavese appartiene alla Lombardia pi๠per ragioni storiche che per caratteri   morfologico-strutturali:   a   sud   della   pianura   padana   domina   infatti   un paesaggio di colline, che progressivamente si elevano fin quasi a raggiungere il crinale appenninico. Anche la natura del   sottosuolo contribuisce a fare della Lombardia una regione ricca e interessante: il territorio è disseminato di stazioni idrominerali e le risorse minerarie hanno dato luogo a un'industria estrattiva molto sviluppata in passato. L'idrografia della regione è varia e ricca. I maggiori bacini fluviali sono quelli dell'Adda, dell'Oglio, del Ticino, del Serio, del Brembo, del Mella, del Chiese e del Mincio, tutti tributari del Po. La Lombardia possiede, inoltre, un complesso sistema di canali, dei quali uno dei pi๠noti, il Naviglio Grande, lungo circa 50 km, porta l'acqua del Ticino a Milano.   Clima. Presenta nella zona di pianura caratteri che spiccano anzitutto per   l'assenza di eccessi sia termici che pluviometrici; in particolare, quello della pianura padana si suole definire in breve come clima continentale. Si tratta, perà², di una continentalità  singolare: la pianura padana, protetta dalle Alpi dai rigori nordici e, d'altra parte, preclusa dai tepori  mediterranei dagli Appennini, è caratterizzata da condizioni climatiche che possono considerarsi di transizione tra l'area mediterranea e quella continentale. In estate la pianura è caratterizzata da caldo afoso, circa 24 °C in luglio ed umidità  tra 98à·100%, saltuariamente   mitigato   da   temporali;   l'inverno è   freddo   e   nebbioso,   con   circa   1 grado centigrado di temperatura media in gennaio, con rare nevicate. La primavera e l'autunno sono miti e piovosi. Nettamente differenziato da quello della pianura è il clima della montagna che, attraverso un graduale modificarsi nella fascia prealpina, manifesta verso i margini settentrionali della regione i tipici caratteri alpini, con estati brevi, fresche e piovose, inverni lunghi, rigidi ed asciutti. Le aree immediatamente circostanti i laghi alpini costituiscono, sotto l'aspetto termico, delle oasi di mitezza. I venti dominanti nella regione, a parte quelli generati dalle configurazioni bariche a grande scala in cui si inseriscono anche venti eccezionali come il fà¶hn, sono rappresentati dalle brezze di monte e di valle, che sono generate dal differente riscaldamento diurno e notturno tra le cime dei monti e le valli. Lo stesso meccanismo presenta il vento determinato da differenze termiche sulla zona dei laghi (brezza di lago).   Attività  produttive. àˆ la regione pi๠industrializzata d'Italia e in un certo senso, dal punto di vista dell'organizzazione tecnica ed economica, la pi๠europea. L'indice di distribuzione del reddito pro capite è, inoltre, tra i pi๠elevati in Italia e molto vicino all'indice dei pi๠progrediti paesi europei occidentali. Anche i dati sul numero dei vani d'abitazione, automobili, radio, televisioni, consumo della carne, istruzione sono molto alti e superano i dati riscontrabili nell'Italia peninsulare e nelle isole. Malgrado i tratti di territorio improduttivi o boscosi, l'agricoltura, che è sostenuta da un complesso sistema di irrigazione, rappresenta una parte importantissima nell'economia della regione. I prodotti principali sono il foraggio, il grano, il granturco, il riso, l'orzo, la patata, la barbabietola, gli ortaggi, la frutta, il vino. Diffuse sono in tutta   la pianura,   specie nella   "bassa",   le aziende agricole   a carattere   industriale. L'allevamento puಠvalersi della forte produzione di foraggio e della grande estensione dei pascoli alpini. Particolarmente importante è l'allevamento dei bovini, che alimenta l'industria lattiero-casearia (Melzo, Lodi, Gorgonzola). I residui della lavorazione del latte sono, inoltre, utilizzati per l'allevamento dei suini, che a sua volta alimenta l'industria   delle carni insaccate.   L'industria tessile ha in Lombardia una lunga   tradizione   storica   e,   per   quanto   in   questi   ultimi   tempi   essa   abbia   dovuto affrontare una certa flessione di mercato, conserva ancora un deciso primato: da sole, le aziende lombarde assorbono oltre il 40% degli addetti al comparto tessile italiano. Vi sono in Lombardia oltre 3.000 impianti cotonieri, distribuiti tra Milano, Busto Arsizio, Monza, Gallarate, Como, Lecco. In decadenza è la gloriosa e antica industria della seta, alimentata un tempo dalla gelsicoltura,   mentre un fortissimo sviluppo ha avuto l'industria delle fibre artificiali. Diffusi, ma in complesso di minore importanza,   sono   i   canapifici   e   i   linifici   (Monza,   Desio,   Gandino).   L'industria siderurgica,   concentrata   in   alcune   aree   (Sesto   San   Giovanni,   Milano,   Dalmine, Bergamo, Valtellina), ha da sola validamente contribuito al grande aumento della produzione   dell'acciaio   in   Italia.   Le   industrie   meccaniche,   situate   nella   fascia industriale delle colline e dell'alta pianura, impegnano circa 500.000 addetti, il 36% circa di quelli del settore in Italia. Tra i grandi complessi meccanici vanno segnalate le industrie che producono autoveicoli, armi, radio e materiale elettrico, macchine da cucire. L'editoria, concentrata a Milano, è per impiego di capitali e diffusione al primo posto assoluto in Italia. Numerosi sono anche i cementifici, i mulini, le cartiere, le concerie, le industrie chimiche e della ceramica. Fiorente è anche il comparto dell'abbigliamento (Milano) e dei cappelli di feltro (Monza, Como). L'industria del legno è articolata in piccole fabbriche e laboratori diffusi in Brianza (Cantà¹, Lissone, Meda), dove si producono mobili largamente esportati. Un elemento importante per l'industria lombarda è l'alta produzione di energia elettrica, che raggiunge il 30% del totale nazionale. Gli impianti si trovano in gran parte lungo l'Adda, l'Oglio e il Ticino. Larga diffusione ha inoltre avuto l'uso del metano, per cui esiste un'estesa rete di distribuzione. Lo sviluppo economico ha favorito la crescita del terziario in tutti   i suoi   comparti:   dal   credito   al commercio,   dalle   assicurazioni ai   servizi   alla produzione. La distribuzione spaziale dei servizi alla produzione evidenzia il ruolo  di Milano nel "quaternario" o terziario avanzato.   Analisi statistica. Area sociale.   Le   statistiche   sociali   e   culturali   varie   vedono   la Lombardia collocarsi, nel complesso, al di sopra delle medie nazionali: è la seconda regione per diffusione di periodici (98 copie per abitante contro le 66 della media italiana) e la quinta per grado di istruzione. Superiore ai valori medi sono anche le spese per spettacoli, manifestazioni sportive e intrattenimenti vari. àˆ la terza regione per percentuale di furti e la quarta rispetto al totale dei delitti.   Area   economica. àˆ la regione che vanta il Prodotto Interno Lordo pi๠elevato sia in termini assoluti che in termini relativi; è la terza regione per percentuale di occupati e superiori ai valori medi sono anche i consumi pro-capite. L'apporto pi๠consistente al Prodotto Interno Lordo è dato dal terziario con una percentuale del 60,1%, di poco inferiore alla media italiana (66,5%); superiore ai valori medi si colloca, invece, il valore aggiunto rilevato nell'industria (38% contro il 29,8% dell'Italia). Area demografica. àˆ la quarta regione per estensione territoriale ma la prima per numero di abitanti; la città  pi๠popolosa è il capoluogo regionale con oltre un milione e trecentomila abitanti mentre oltre il 76% dei comuni non supera i 5.000 abitanti. La classe di ampiezza demografica che va dai 1.000   ai   2.000   abitanti   comprende   il   maggior   numero   di   comuni   (342).   Nella graduatoria della vita media le donne raggiungono la media nazionale di ottant'anni mentre gli uomini occupano solo il diciannovesimo posto con 72,5 anni rispetto alla media di 73,4. L'indice di vecchiaia (114,1) è superiore alla media (96,57).   Area ambientale. La percentuale di superficie pianeggiante (47,1%) supera notevolmente la media nazionale (23,2%); superiore alla media è anche la percentuale di superficie montuosa mentre quella collinare raggiunge appena il 12,4%.

Storia

Se la   pi๠  antica   presenza   dell'uomo   in   questa   regione   è   documentata   solo episodicamente, relativamente agevole è invece tracciare le grandi linee dello sviluppo storico e culturale delle comunità  che vi si insediarono a partire dal V   millennio a.C. Il processo di "neolitizzazione", attraverso il quale le popolazioni locali acquisirono le tecniche dell'economia produttiva, appare definitivamente compiuto   solo   a   partire   dal   IV   millennio,   nel   corso   del   quale   la   Lombardia divenne parte integrante di una pi๠vasta e omogenea area culturale padano-alpina. Molto diversificati economicamente, gli insediamenti di questa cultura sfruttarono nel modo pi๠idoneo ambienti geografici diversi. Con le culture finali del   Neolitico   (cultura di Lagozza;   fase   finale   della   cultura   dei   vasi   a   bocca quadrata) divennero stabili i rapporti con popolazioni lontane, con cui, attraverso lo scambio di materie prime non reperibili nell'area padana, circolarono anche   nuove   idee   ed   esperienze   culturali.   La cultura di Remedello   diede l'impronta alla Lombardia all'inizio del II millennio a.C., quando si conobbe il rame per i rapporti stabilitisi con le civiltà  iberiche e con quella di Creta minoica. Durante l'età  del Bronzo si sviluppಠla cultura terramaricola: si intensificarono notevolmente i rapporti commerciali con le civiltà  dell'Europa centrale, dalla quale si importava metallo. L'età  del Ferro assunse una sua particolare fisionomia   con   la cultura di Golasecca,   localizzata   nella   parte   settentrionale   della regione, mentre in quella meridionale continuarono quegli aspetti di cultura terramaricola   che   incontreranno   i   romani. Nel   IV secolo   a.C. alla cultura di Golasecca si sostituଠun nuovo assetto culturale: il nuovo panorama che si creಠin Lombardia è da collegare alla grande ondata migratoria celtica, che portಠin Italia nuovi gruppi etnici. Il popolamento della regione durante il IV e il III secolo fu estremamente complesso e solo in parte illuminato dalle fonti storiche: gli insubri occuparono la zona tra Ticino, Adda e Po e fondarono Mediolanum; i cenomani si stanziarono nell'area compresa tra Brescia, Cremona e Mantova. Quando, nel 222 a.C., gli insubri dovettero cedere alla conquista dei romani, questi si impadronirono della pianura ma dovettero arrestarsi ai piedi delle Alpi. Nel I secolo a.C. la storia della Lombardia si confuse con quella della Gallia Cisalpina e la stessa suddivisione augustea la divise tra la regione TRANSPADANA (XI) e la VENETIA (X). Lo sviluppo dei centri gallici dovette essere favorito dalla situazione di calma forzata imposta dai romani, dall'assimilazione progressiva da parte delle à©lite locali di modelli urbani o, comunque, di modelli di vita associata di tipo romano e italico e dalla penetrazione pacifica di romani e italici per i motivi pi๠disparati, primi fra tutti quelli mercantili e commerciali. Poco alla volta i centri principali si evolvevano in città  vere e proprie e la realizzazione di nuovi assi stradali ebbe un ruolo rilevante nell'accelerare questo processo. La regione acquistಠimportanza storica quando Milano, nel IV e nel V   secolo d.C., fu uno dei centri di diffusione del cristianesimo, ma solo dopo le invasioni barbariche ebbe una sua propria unità  politica, con i longobardi, dai quali derivಠil nome. La conquista longobarda fu rapida e seguଠgli itinerari delle vie romane. Ilongobardi si insediarono secondo uno schema già  collaudato: il controllo delle località  di importanza strategica fu affidato a gruppi di famiglie, che adottarono un modello di occupazione tipicamente militare e riorganizzarono il territorio conquistato dividendolo in ducati, che, dopo la morte di Alboino, si   trasformarono in tanti piccoli regni autonomi. La pressione dei bizantini e dei franchi favorà¬, in seguito, la costituzione di un regno unitario, che nel corso del VI secolo si consolidಠnell'estensione territoriale. Con la conquista dei franchi, lo sviluppo delle istituzioni feudali e il sorgere dei comuni, la fisionomia territoriale e politica della regione diventarono frammentarie. Vi fiorirono i comuni di Milano, Como, Lodi, Cremona, Pavia e come tale sviluppo fu precoce rispetto alle restanti parti dell'Italia   centrosettentrionale,   cosଠ  fu   precoce  il   passaggio   dal comune   alla signoria. La lotta tra impero e papato, facendo sଠche entrambi i contendenti largheggiassero in concessioni per ottenere appoggi e alleanze, contribuଠa sua volta a rafforzare l'autonomia delle città . Tutte le maggiori città  lombarde si diedero un ordinamento comunale, con il consiglio e i consoli e altre autorità : al nuovo ordinamento corrisposero un'accentuata supremazia del centro urbano   sul   contado   e   contrasti   tra   centro   e   centro   per   la   supremazia   regionale: quando Federico Barbarossa scese in Italia a pi๠riprese per cercare di sottomettere i comuni, Lodi e Pavia si schierarono al suo fianco contro Milano e i suoi alleati. La sottomissione delle città  lombarde ebbe tuttavia breve durata e, nel 1167, alla sua quarta discesa in Italia, il Barbarossa si trovಠdi fronte la lega lombarda, in cui si erano uniti i comuni padani, appoggiati dal papa. La battaglia di Legnano del 1176, vinta dalle truppe comunali, e la pace di Costanza del 1183, con cui l'imperatore riconobbe l'autonomia comunale, segnarono la fine della contesa. Con i Visconti la Lombardia visse una fase decisiva per la sua storia: il governo visconteo portಠMilano alla supremazia su tutte le vicine città  e affermಠanche il primato economico della città  su tutte le altre; anzi, lo stato di Milano abbracciಠnel secolo XIV confini assai pi๠vasti di quelli della regione e giunse, con Gian Galeazzo Visconti, a un dominio sull'Italia settentrionale. Questo predominio ebbe tuttavia la vita effimera di tutti i piani espansionistici legati all'ambizione di un solo uomo: nelle successive lotte con gli stati vicini i Visconti persero i confini prima raggiunti e solo con Francesco Sforza fu attuata una politica di saggio equilibrio. All'inizio del XVI secolo il ducato di Milano divenne oggetto di contesa tra Francia e Spagna: dopo l'effimera conquista di Luigi XII prima e di Francesco I poi, con Carlo V passಠdefinitivamente agli spagnoli, che lo governarono fino al XVIII secolo   quando,   in   seguito   alla   guerra   di   successione   spagnola,   passಠ  agli austriaci. La conquista da parte di Napoleone Bonaparte portಠalla formazione della repubblica cisalpina e del regno d'Italia, di cui Milano divenne la capitale. Il   ritorno   degli   austriaci,   che  istituirono   il   regno lombardo-veneto,   i   moti risorgimentali, le prime due guerre d'indipendenza furono gli ultimi avvenimenti che precedettero l'ingresso della Lombardia nel nuovo stato unitario italiano. Negli anni compresi tra l'unità  d'Italia e la prima guerra mondiale il volto della Lombardia cambiಠradicalmente: da regione essenzialmente agricola divenne la regione pi๠industrializzata d'Italia. Lo stesso andamento della popolazione rispecchiಠ  questo   processo   di   sviluppo   -le aree industrializzate conobbero un   forte incremento demografico- e si moltiplicarono le scuole e le istituzioni culturali a sostegno del progresso economico. Lo sviluppo di quegli anni fu accompagnato dalle lotte delle classi lavoratrici per assicurarsi migliori condizioni di vita: nel 1882 nacque a Milano il Partito operaio italiano e, nei decenni successivi, furono fondate le Camere del lavoro in numerosi centri della regione. Durante gli anni del fascismo la Lombardia ribadଠil proprio ruolo d'avanguardia in campo economico: tuttavia, ai   primi   segni   di   cedimento   del   regime   fascista,   le   classi   lavoratrici   lombarde manifestarono apertamente il proprio dissenso. Gli anni del dopoguerra furono gli anni della ricostruzione e del boom economico, nel corso dei quali le città  lombarde divennero meta di un consistente flusso migratorio proveniente dalle zone meno sviluppate d'Italia. Seguirono i conflitti sociali, le lotte sindacali e le manifestazioni studentesche degli anni Sessanta del XX secolo. Oggi la storia delle città  lombarde è caratterizzata dalla difficile ricerca di una nuova identità  all'interno di una società  evolutasi in direzione postindustriale.  

Servizi

Turismo. La straordinaria ricchezza di monumenti, testimonianza indelebile delle attitudini   culturali   dei popoli, che, nel corso dei   millenni, hanno scritto la storia lombarda, e l'ambiente naturale, che si articola in una miriade di paesaggi e di scorci, danno notevole impulso al turismo: i visitatori, tuttavia, trovano motivo di interesse, oltre   che   nell'immenso   patrimonio   artistico,   culturale   e   ambientale,   anche   nelle manifestazioni folcloristiche e tradizionali, che sopravvivono in un territorio fortemente industrializzato e urbanizzato.   Sport. Tra le strutture sportive va segnalato il Velodromo Vigorelli, che vanta una delle migliori piste ciclistiche del mondo; altri impianti importanti sono rappresentati dall'Autodromo di Monza,   dallo Stadio San Siro  e  dalle stazioni sciistiche  che punteggiano le valli alpine e prealpine, tra cui il comprensorio di Foppolo (BG), Ponte di Legno (BS) e Bormio (SO).   Trasporti. Il sensibile incremento di mobilità  è stato largamente coperto dall'uso del   mezzo privato, con significative perdite per le autolinee e una relativa stabilità  della quota   percentuale   del   trasporto   ferroviario.   La   frammentazione   delle   relazioni origine-destinazione, determinata dal mutamento del contesto residenziale e produttivo,   ha   contribuito   inoltre   a   rendere   sempre   meno   competitivo   il   trasporto pubblico.   Per   quanto   riguarda   la   domanda   merci,   la   posizione   occupata   dalla Lombardia nel panorama nazionale e internazionale si scontra con l'insufficienza delle infrastrutture, specie per l'interscambio strada-rotaia nel trasporto combinato, che è proprio il tipo di servizio caratterizzato dagli incrementi di traffico maggiori. Dal punto di vista della rete infrastrutturale la maggiore congestione si verifica in accesso al nodo di Milano, sia per strada che per ferrovia: il traffico sulle tangenziali milanesi e sui tratti centrali dell'A4 e dell'A8/9 è tale da causare il costante blocco della circolazione nelle ore di punta e situazioni non meno critiche si registrano nella fascia compresa tra Milano, la Brianza e l'area pedemontana.   Sanità . L'asse portante della   rete   ospedaliera   pubblica è costituito da 149 presidi e si articola in aziende ospedaliere, ospedali a gestione diretta, ospedali classificati o   assimilati,   istituti   psichiatrici   residuali,   istituti   a   carattere   scientifico   e   istituti classificati presidio della Usl. La struttura sanitaria pubblica è affiancata da una rete ospedaliera privata altrettanto diversificata e capillare, che conta 76 case di cura e istituti di riabilitazione. Non mancano, inoltre, ambulatori polifunzionali, servizi di consultorio e assistenza sociale, servizi per le tossicodipendenze.   Istruzione e cultura. La Lombardia ha cinque   università . L'ateneo di Milano ha otto facoltà : scienze matematiche fisiche e naturali, farmacia, medicina e chirurgia, agraria, medicina veterinaria, scienze politiche, giurisprudenza, lettere e filosofia. A Milano hanno sede, inoltre, l'Università  Commerciale Luigi Bocconi, il Politecnico (con le facoltà  di ingegneria e architettura), l'Università  Cattolica del Sacro Cuore (con le facoltà  di economia e commercio, scienze politiche, giurisprudenza, lettere e filosofia, magistero, lingue e letterature straniere, scienze bancarie finanziarie e previdenziali, scienze matematiche fisiche e naturali), l'Istituto universitario di lingue moderne, l'Istituto superiore di educazione fisica (con sede distaccata a Brescia) e l'Istituto di educazione fisica della   Lombardia.   L'ateneo di Brescia ha tre facoltà  (medicina e chirurgia, ingegneria, economia e commercio) e l'Istituto universitario di   lingue   e   letterature   straniere   di   Bergamo   annovera   le   facoltà    di   ingegneria, economia e commercio, lingue e letterature straniere. L'ateneo di Castellanza   (VA) ha la sola facoltà  di economia e commercio. L'Università  di Pavia comprende le facoltà    di   lettere   e   filosofia,   scienze   politiche,   giurisprudenza,   medicina,   scienze matematiche fisiche e naturali, farmacia, economia e commercio e ingegneria. Ricchi e completi sono anche il sistema   scolastico e quello delle strutture culturali in genere, che custodiscono alcune delle opere pi๠importanti del mondo: vi sono centinaia di biblioteche e musei, gallerie e teatri, anche se a Milano spetta un posto di particolare rilievo.

Ordinamento

Il Consiglio regionale, con sede a Milano, è composto da 80 consiglieri e si articola in   sette   commissioni   permanenti:   I   Commissione   Programmazione   e   bilancio;   IICommissione Affari istituzionali; III Commissione Sicurezza sociale; IV Commissione Sviluppo economico; V Commissione Territorio; VI Commissione Ambiente, energia, protezione civile; VII Cultura, informazione e formazione professionale, commercio, turismo e tempo libero. La Giunta della Regione Lombardia, con sede a Milano, è composta dal presidente e da dieci assessori. Presso la Giunta operano anche la Commissione per la comunicazione, l'editoria e l'immagine, numerosi Comitati e altre Commissioni, all'interno dei   settori:     territorio,   ambiente   ed   energia,   lavori pubblici,   edilizia   residenziale, cultura e informazione, sanità  e igiene, istruzione, formazione professionale, lavoro, turismo e commercio. Istituzioni sub-regionali diverse da Province e Comuni operano in vari settori e a vari livelli. Si contano, fra l'altro, numerosi Consorzi di bonifica, di bonifica montana e di miglioramento fondiario. Lo stemma della Regione è quello assunto con L.R. del 12 giugno 1975, n.85: il simbolo costituito da una croce curvilinea argentea in campo verde, inclinata in senso   orario.   La   croce   quadriloba,   nota   come   "rosa   camuna",   è   inclinata   verso nord-est, come se i quattro lobi puntassero da Voghera a Bormio e da Ostiglia a Luino, agli estremi delle massime misure regionali. Sotto il quadrato sono riportate le parole, in nero: Regione Lombardia, attaccate tra loro. Comunità  montane. Sono 30 e hanno sede nelle province di Bergamo (8), Brescia (9), Como (4), Lecco (3), Pavia (1), Sondrio (5) e Varese (4).  Unità  Sanitarie Locali. Unità    sanitarie  locali.   Sono 44 cosଠdistribuite: 4   in provincia   di BG, 5 BS, 4 CO, 2 CR,  1 LC, 1 LO,  3 MN,  16 MI, 3 PV,  1 SO, 4 VA. Distretti scolastici. Sono 100, cosଠdistribuiti: 9 in provincia di BG, 11 BS, 7 CO, 3 CR, 3 LC, 3 LO, 6 MN, 38 MI, 6 PV, 5 SO, 9 VA. 

Province della Regione

12 province
Bergamo

BG

244 comuni

Codice: 016

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Brescia

BS

206 comuni

Codice: 017

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Como

CO

164 comuni

Codice: 013

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Cremona

CR

115 comuni

Codice: 019

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Lecco

LC

90 comuni

Codice: 097

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Lodi

LO

61 comuni

Codice: 098

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Mantova

MN

70 comuni

Codice: 020

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Milano

MI

134 comuni

Codice: 015

Esplora provincia
Monza e della Brianza

MB

55 comuni

Codice: 108

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Pavia

PV

190 comuni

Codice: 018

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Sondrio

SO

78 comuni

Codice: 014

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Varese

VA

141 comuni

Codice: 012

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Comuni Principali

I 10 comuni più popolosi
Comune Provincia Abitanti Altitudine
Credaro Bergamo 0 0 m
Breno Brescia 0 0 m
Guanzate Como 0 0 m
Oggiono Lecco 0 0 m
Vittuone Milano 0 0 m
Certosa di Pavia Pavia 0 0 m
Buguggiate Varese 0 0 m
Curno Bergamo 0 0 m
Brèscia Brescia 0 0 m
Inverigo Como 0 0 m

Informazioni Regione

  • Nome Lombardia
  • Codice ISTAT 03
  • Ordine alfabetico 9
  • Numero province 12
  • Numero comuni 1548
  • Popolazione totale 0

Date Storiche

Statistiche Avanzate

  • Popolazione media comune 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m
  • Superficie media 15,43 km²

Mappa Regione

Mappa della regione Lombardia

Capoluogo di Regione

Milano

Provincia: Milano (MI)

Vedi scheda