Cenni storici su Credaro.
Sede di insediamenti già nell'età del bronzo, deriva il toponimo dal latino CRETA, che designa la presenza di 'terre cretacee'.
Con i romani divenne uno dei villaggi dipendenti dal distretto di Calepio, di cui seguì le vicende, dalle invasioni barbariche alle lotte tra guelfi e ghibellini, dall'avvento della Repubblica Veneta al risorgimento.
Nel basso Medioevo appartenne ai conti Calepio, che fecero costruire tutte le fortificazioni della zona, oltre al palazzo della Ragione, dove veniva amministrata la giustizia, e al castello di Montecchio che, distrutto dai bresciani verso la metà del XIII secolo, fu poi ricostruito e donato, nel Quattrocento, all'ordine dei padri serviti, che ne fecero il loro convento.
Nel 1100 i conti Martinengo cedettero a Bergamo i loro diritti feudali sul castello credarese, favorendo così la trasformazione del borgo in libero Comune.
Dopo il passaggio sotto la dominazione veneziana, nel corso del XVII secolo fu in balia di bande di facinorosi e briganti, che commisero azioni nefande sia nei confronti della popolazione che nei confronti della nobiltà locale, come l'uccisione, nei primissimi anni del Seicento, del conte Ruggeri Calepio.
In località Trebecco sono tuttora visibili i resti del borgo fortificato, sorto intorno al castello medievale, su uno sperone di roccia alla confluenza del torrente Uria nell'Oglio.
Accanto al fortilizio si erge la chiesa di San Fermo, costruita prima del 1100 e più volte trasformata nel corso dei secoli.
Della stessa epoca è la chiesa di San Giorgio.
Tipica abitazione gentilizia, del primo rinascimento lombardo, è il palazzo della Ragione, oggi ampiamente rimaneggiato.