Provincia di Sondrio

Lombardia - Sigla: SO

78 Comuni Codice: 014 Regione: 03

Descrizione

Territorio. Con una superficie di circa 3.200 chilometri quadrati, la provincia si distende nella parte settentrionale della regione, comprendendo 78 comuni. La presenza dell'arco alpino ne caratterizza il profilo geometrico, estremamente irregolare, con variazioni altimetriche decisamente notevoli e quote comprese tra i 200 e i 4.000 metri. La parte meridionale della provincia è interessata da un'ampia vallata ad andamento trasversale attraversata dal corso del fiume Adda; il fiume Mera è l'altro principale corso d'acqua del territorio. Tutto l'arco alpino è interessato inoltre dalla presenza dei ghiacciai: in questa provincia, oltre ad essere particolarmente numerosi, si trovano quelli posti alle quote maggiori. Le valli che intersecano la pianura dell'Adda dirigendosi verso i passi alpini (tra i quali l'Aprica, lo Stelvio e lo Spluga) completano le caratteristiche orografiche. Lo stemma, concesso con Regio Decreto, racchiude le insegne dei comuni di Sondrio, Tirano, bormio, Chiavenna e Morbegno. Il castello di pietra sormontato da un'aquila imperiale in volo abbassato (stemma di tirano) è quello di Ludovico il moro; lo stemma di Bormio (una croce d'argento su fondo rosso), uguale a quello di Milano, ricorda che Bormiofu dominio del Duca di Milano; due chiavi decussate su fondo rosso costituiscono l'elemento comune agli stemmi di Chiavenna e Morbegno (nel primo, le chiavi rappresentano i passi montani mentre l'aquila evoca l'imperatore Federico Barbarossa; nelle chiavi attraversate dalla spada si rappresentano, invece, il passo di san Marco e la famosa battaglia di Delebio contro gli invasori veneziani; al centro dello scudo composito si pone, infine, lo stemma di Sondrio, in cui le spade incrociate e le palme assumono un significato religioso, essendo soldati (spade) e martiri (palme) i Patroni della città . Si presume che il giglio d'oro evochi il casato Masegra. Comunicazioni. La provincia non è interessata da alcun tracciato autostradale; la viabilità ordinaria ha nelle strade statali n. 36 e 38 gli assi principali, dai quali si dipartono tracciati minori che raggiungono le località poste alle quote pi๠elevate. La rete ferroviaria conta quasi esclusivamente sulla linea a binario unico Milano-Tirano. Non vi sono aeroporti raggiunti dalle rotte nazionali. Lungo l'arco alpino, in corrispondenza degli storici valichi, è stata progettata la realizzazione di trafori che potrebbero forse in parte restituire alle valli il loro antico ruolo di vie di transito; il traforo ferroviario dello Spluga e quello dello Stelvio non sono stati tuttavia mai realizzati. L?orografia della zona ostacola non poco il collegamento col resto della regione: in queste condizioni si accentua l'isolamento di tutta l'area, alla quale si accede con comodità solo ad ovest (lago di Como). Storia. Abitata da civiltà antichissime, fin dal Paleolitico, come dimostrano i reperti custoditi in preziosi giacimenti culturali, l'area risentଠa lungo del dominio dei grigioni prima di accomunarsi nelle vicende storiche alle altre province lombarde ed essere soggetta ai Visconti e agli Sforza. Le civiltà alpine in particolare hanno lasciato tracce profonde nei costumi locali che richiamano qui pi๠che altrove una radicata tradizione. Da sempre terra di passaggio per chi valicava le Alpi, ha conosciuto la dominazione austriaca nel XIX secolo. Provincia dal 1814, è stata interessata da un consistente flusso emigratorio nel secondo dopoguerra, diretto verso gli Stati Uniti d'America, la vicina Svizzera e l'Australia. Struttura socio-economica. La voce di gran lunga preponderante nel panorama economico è costituita dal terziario, cui si devono oltre i due terzi del reddito, e in particolare dal commercio e dai servizi privati. Meno significativo è l'apporto dell'industria manifatturiera, limitata anche dall'orografia e dalle caratteristiche delle infrastrutture di comunicazione; è invece molto sviluppata l'attività di produzione dell'energia elettrica: i numerosi impianti, sparsi su una buona parte del territorio provinciale, sono in grado di soddisfare quasi la metà del fabbisogno regionale. Di consistenza decisamente modesta l'agricoltura, cui va tuttavia il non trascurabile merito di contribuire alla conservazione dell'ambiente, che in questa parte della regione assume un rilievo particolarmente importante. Il turismo, favorito dalla ricchezza di attrattive ambientali e paesaggistiche, rappresenta una risorsa di primo piano ormai da decenni e mantiene sostanzialmente inalterata la sua capacità di reddito. L'isolamento e la storica difficoltà di comunicazione hanno determinato sensibili disomogeneità culturali, particolarmente evidenti nelle valli meno accessibili; tutta la provincia risente in generale della vicinanza della svizzera. Il progressivo abbandono della montagna a vantaggio dei centri vallivi ha caratterizzato lo sviluppo sociale degli ultimi decenni.

Ambiti Territoriali

DEFINIZIONE La provincia presenta una curiosa forma ad U, disegnata dalle valli dei due fiumi principali; gli stessi due tracciati fluviali riuniscono nel loro bacino le due aree omogenee (Valtellina e Valchiavenna) nelle quali si possono identificare altrettanti ambiti sub-provinciali abbastanza distanti sotto il profilo delle origini storiche e dell'identità culturale, pi๠che per le caratteristiche morfologiche e climatiche. Le valli minori, se in alcuni casi presentano caratteristiche socio-culturali ancora pi๠spiccate, fanno tuttavia riferimento ai sistemi economici e alle reti di servizio dei centri di gravitazione maggiori. La presenza, accanto al capoluogo provinciale, di altri centri di richiamo quali Tirano e Bormio porta in alcuni casi ad identificare ulteriori divisioni all'interno della Valtellina, divisioni che non trovano tuttavia una giustificazione dal punto di vista strettamente geografico. Valtellina: Albaredo per San Marco, Albosaggia, Andalo Valtellino, Aprica, Ardenno, Bema, Berbenno di Valtellina, Bianzone, Bormio, Buglio in Monte, Caiolo, Caspoggio, Castello dell'Acqua, Castione Andevenno, Cedrasco, Cercino, Chiesa in Valmalenco, Chiuro, Cino, Civo, Colorina, Cosio Valtellino Dazio, Delebio, Dubino, Faedo Valtellino, Forcola, Fusine, Gerola Alta, Grosio, Grosotto, Lanzada, Livigno, Lovero, Mantello, Mazzo di Vaaltellina, Mello, Montagna in Valtellina, Morbegno, Pedesina, Piantedo, Piateda, Poggiridenti, Ponte in Valtellina, Postalesio, Rasura, Rogolo, Sernio, Sondolo, Sondrio, Spriana, Talamona, Tartano, Teglio, Tirano, Torre di Santa Maria, Tovo di Sant'Agata, Traona, Tresivio, Valdidentro, Valdisotto, Valfurva, Val Masino, Vervio, Villa di Tirano. Valchiavenna: Campodolcino, Chiavenna, Gordona, Madesimo, Menarola, Mese, Novate Mezzola, Piuro, Prata Camportaccio, Samolaco, San Giacomo Filippo, Verceia, Villa di Chiavenna. VALTELLINA Territorio. Chiusa a sud dalle alpi Orobie e a nord dalle Alpi Retiche, che segnano parte del confine italo-svizzero, è la maggiore delle valli lombarde, interamente attraversata dal corso del fiume Adda, per una lunghezza di oltre 120 chilometri. Ad ovest si congiunge con la Valchiavenna, a nord-est, aggirato il gruppo del Bernina che si trova in territorio svizzero, confina con le province di Trento e Bolzano, della regione Trentino-Alto Adige. Quest'ultima parte è inclusa nei confini del Parco Nazionale dello Stelvio, il pi๠grande d'Italia, a cavallo tra la Lombardia e il Trentino-Alto Adige. I rilievi maggiori sono costituiti dalla Punta Perucchetti (4.021 metri), nel massiccio del Bernina, dal Gran Zebrà¹, dai monti Cevedale e Disgrazia e dalla Punta San Matteo, tutti ben oltre i tremila metri. Tra le principali vali secondarie figurano la Valmalenco, che dal capoluogo provinciale si sviluppa in senso verticale verso il gruppo del Bernina, e la Valfurva, tutta compresa nel Parco Nazionale dello Stelvio. Nella zona di Bormio si conta la presenza di sorgenti termali, sfruttate sin dall'epoca romana per la cura delle affezioni della pelle, delle vie respiratorie e delle ossa. Comunicazioni. Oltre alla statale n. 38, vanno ricordate: la n. 39 che, superato il passo dell'Aprica, entra nel territorio della provincia di Brescia verso la Val Camonica; la n. 300, che percorre tutta la Valfurva, e la n. 301 che da Bormio raggiunge Livigno. Per un brevissimo tratto la Valtellina è inoltre interessata dalla celebre Ferrovia Retica, la principale ferrovia privata Svizzera, che da Tirano attraversa tutta la Val Poschiavo, in territorio elvetico, aggirando il Bernina per giungere a St. Moritz dopo aver coperto un percorso di oltre 370 chilometri nel cuore delle Alpi. Storia. La distanza dei maggiori centri della vita politica regionale e nazionale non ha risparmiato a questa zona traversie politiche e militari; l'importanza dei passi alpini per le comunicazioni ne ha anzi accresciuto la valenza strategica facendone teatro di insediamenti sin dall'epoca romana, sebbene di quel periodo non rimangono tracce particolarmente consistenti. In epoca medievale tra le famiglie pi๠in vista della regione figuravano gli Odescalchi e i Rusconi (o Rusca). Struttura socio-economica. In questa parte della provincia sono particolarmente evidenti le conseguenze del processo di profonda terziarizzazione dell'economia: oggi la zona vive soprattutto di commercio (in buona parte affidato agli esercizi della grande distribuzione) e dei servizi, tra cui figurano i settori assicurativo e creditizio. Di grande importanza per tutta l'economia provinciale è stato l'intenso sviluppo del turismo invernale, ed estivo (soprattutto in località ormai celeberrime come Bormio, Livigno, Aprica, Santa Caterina Valfurva), cui si è affiancato quello termale, che sta progressivamente trovando spazi sempre pi๠importanti. L'industria, pur non raggiungendo la consistenza che si registra in altre province lombarde, è comunque rappresentata nei comparti alimentare (tra i prodotti di maggior successo sono la bresaola, le bevande alcoliche e le produzioni lattiero-casearie), plastico, siderurgico, del mobile, dei materiali da costruzione; resiste l'attività artigianale della lavorazione della pietra ollare. Sebbene l'agricoltura non possa aspirare ad un ruolo significativo dal punto di vista dele risorse occupazionali, merita di essere segnalata la coltivazione della vite che, a dispetto delle caratteristiche geomorfologiche e climatiche, si fa apprezzare per la qualità della sua produzione. VALCHIAVENNA Territorio. La parte pi๠occidentale della provincia costituisce l'ambito sub-provinciale di minore estensione. àˆ composta dai bacini idrografici del basso e medio corso del fiume Mera e del torrente Liro. Il fiume Mera attraversa la parte italiana della Val Bregaglia, il piano di Chiavenna, forma il lago di Mezzola e si getta poi nel lago di Como, poco al di sopra dell'Adda. Il torrente Liro solca invece la Val San Giacomo che si estende a nord, verso lo Spluga. Ad est dello Spluga la val di Lei presenta le caratteristiche naturali delle valli alpine non antropizzate. I principali rilievi sono il Pizzo Stella, il Pizzo Tambò e il pizzo d'Inferno, che superano tutti i tremila metri di quota. Oltre al lago di Mezzola, quelli di Montespluga e di Lei completano le ricche risorse paesaggistiche della zona. Comunicazioni. Nate dalle antiche vie di comunicazione romane, garantiscono i collegamenti stradali la strada statale n. 36, che dal lago di Como raggiunge il passo dello Spluga, e la n. 37, che da Chiavenna si spinge in Val Bregaglia per entrare in territorio svizzero del valico di Castasegna. Dalla fine dell'Ottocento i valchiavennaschi possono servirsi anche della ferrovia Colico-Chiavenna. Storia. Gli scarsi reperti archeologici consentono di datare la presenza umana nella zona all'età del bronzo o del ferro. La zona fu abitata dai liguri, dai reti, dai romani. Risale al tempo della dominazione romana la funzione strategica dell'intera valle come via di transito verso il nord Europa. Sottoposta all'autorità comasca, fu dei Visconti, dei Balbiani, dei grigioni e nel Cinquecento vide la nascita di numerose comunità protestanti. Dopo l'epoca napoleonica fu annessa al regno lombardo-veneto ma fu tra le prime zone a vivere la reazione antiaustriaca durante il Risorgimento. Struttura socio-economica. Persa buona parte della sua importanza commerciale dopo l'apertura dei maggiori trafori alpini che hanno modificato il corso delle rotte commerciali europee, oggi la zona basa la propria sussistenza su un'economia che non tiene il passo delle altre province lombarde e che si presenta in difficoltà anche rispetto alla Valtellina. L'agricoltura occupa un ruolo del tutto marginale da sempre, viste le limitazioni dell'ambiente fisico (la bonifica del piano di Chiavenna risale solo alla fine dell'Ottocento) e conta oggi unicamente sull'allevamento bovino e avicolo e sulla coltivazione della vite, che, in vero, alimenta una produzione vinicola di pregio. L'industria ha conosciuto un tempo momenti di benessere grazie alla filatura del cotone e all'impianto di apprezzate birrerie; oggi queste attività sono scomparse mentre è ancora praticata la lavorazione del legno, da tempo diretta alla produzione di articoli sportivi (a Chiavenna è nata la pi๠antica fabbrica di sci). Anche in questa zona sono particolarmente diffuse le centrali elettriche, che impiegano buona parte degli addetti al settore secondario; gli altri lavorano nei comparti alimentare (apprezzata la produzione dei salumifici, in particolare la bresaola, e quella dolciaria) e dei materiali da costruzione. A quest'ultimo riguardo va segnalato il declino della lavorazione della pietra ollare; resiste invece quella del ferro battuto e il sottosuolo consente lo sfruttamento di cave di granito. Lo sviluppo del turismo, fin dall'inizio del Novecento, ha cambiato il volto della valle e modificato profondamente gli equilibri economici; oggi costituisce una delle principali fonti di reddito, grazie anche al successo di località come Campodolcino e soprattutto Madesimo. Le risorse ambientali e paesaggistiche vengono adeguatamente sfruttate anche in aziende agrituristiche. Il corso della storia e i mutamenti economici non hanno cancellato le pi๠radicate tradizioni valligiane: tra le pi๠curiose è quella dei "crotti", cavità naturali formate dagli enormi massi staccatisi dalle montagne, adattate a vani abitativi utilizzati per riunioni conviviali in cui la qualità della produzione vinicola locale trova i suoi pi๠convinti estimatori. Anche in questa zona, come nel resto della provincia, le dimensioni del tessuto economico hanno costretto buona parte della popolazione attiva all'emigrazione, prima in Europa e poi nel continente americano.

Comuni della Provincia

78 comuni
Albaredo Per San Marco
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Albosaggia
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Àndalo Valtellino
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Aprica
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Ardenno
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Bema
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Berbenno Di Valtellina
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Bòrmio
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Bùglio In Monte
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Campodolcino
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Verceia
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Villa Di Chiavenna
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Villa Di Tirano
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Informazioni

  • Nome completo Sondrio
  • Sigla SO
  • Codice ISTAT 014
  • Regione Lombardia
  • Numero comuni 78

Date Storiche

Statistiche Comuni

  • Popolazione media 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m

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