Provincia di Bergamo

Lombardia - Sigla: BG

244 Comuni Codice: 016 Regione: 03

Descrizione

Territorio. Articolata in 244 comuni, si estende al centro della regione: è occupata per pi๠di due terzi dagli spazi montani delle valli Seriana e Brembana, separate a settentrione, a occidente e a oriente da alti crinali, che segnano il confine rispetto ai bacini valtellinesi, lariano e camuno. L'intera area si sviluppa secondo una configurazione binaria principale, rappresentata dai sistemi del Serio e del Brembo, disposti perpendicolarmente alla catena delle Orobie; il sistema secondario è definito dai legamenti trasversali fra le due valli e dai bacini minori delle valli Imagna e Cavallina, che delimitano il versante meridionale del territorio montano, convergendo da ovest e da est sul capoluogo di provincia. Cosଠcome la montagna è tanto diversa da valle a valle, anche la pianura bergamasca a sud mostra differenze notevoli: la bassa presenta un terreno argilloso ricco di fontanili e risorgive, che assicurano acqua a temperatura pressoché costante in ogni periodo dell'anno; l'alta pianura, invece, offre un terreno molto permeabile, che difficilmente trattiene le acque, che filtrano molto rapidamente negli strati pi๠profondi. Oltre al Serio e al Brembo una fitta rete di affluenti solca il territorio montano, mentre i laghi di Endine e d'Iseo, in comunione con la provincia bresciana, costituiscono il patrimonio lacustre della provincia bergamasca, aggiungendo un'ulteriore nota di attrazione al già variegato paesaggio. Il clima risente delle differenze morfologiche: se la pianura soffre di elevate temperature estive e di inverni umidi e nebbiosi, sui rilievi e nelle zone lacustri il clima è senza dubbio pi๠mite. La varietà delle caratteristiche morfologiche e climatiche condiziona, inoltre, la vegetazione, che cambia nettamente fra pianura, fascia pedemontana e fascia montana. Una percentuale ragguardevole del territorio provinciale è rappresentata da aree tutelate (Parco dell'Adda Nord, Parco delle Orobie bergamasche, Parco del Serio, Parco dei Colli di Bergamo), che hanno, tra gli scopi istituzionali, la salvaguardia del patrimonio faunistico e botanico, la regolamentazione delle attività agricole e turistiche e la conservazione delle caratteristiche paesaggistiche. Nello stemma provinciale, partito d'oro e di rosso, si rappresentano un'aquila nera, un cervo d'oro e una corona. Il motto è: BERGOMATUM AGER. La sua concessione ufficiale è avvenuta con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Comunicazioni. La rete stradale provinciale è strettamente collegata al capoluogo, a tutti i comuni, grandi e piccoli, e alla rete costituita dalle strade statali. Estremamente articolata è la viabilità ordinaria, che garantisce collegamenti pi๠che soddisfacenti. Gli assi viari pi๠importanti sono rappresentati dalle strade statali n. 11 Padana Superiore, n. 42 del Tonale e della Mendola, n. 294 della Val di Scalve, n. 342 Briantea, n. 469 Sebina Occidentale, n. 470 della Valle Brembana, n. 472 Bergamina, n. 498 Soncinese, n. 510 Sebina Orientale, n. 525 del Brembo, n. 573 l'Ogliese, n. 591 Cremasca, n. 639 del Laghi di Pusiano e di Garlate. Un solo tracciato autostradale attraversa il territorio: l'A4 Torino-Trieste. La rete ferroviaria è costituita dalle linee Lecco-Rovato, Bergamo-Cremona, Seregno-Ponte San Pietro e Brescia-Edolo (quest'ultima gestita dalle Ferrovie Nord Milano) e il collegamento con la rete del traffico aereo è garantito dall'aeroporto di Bergamo/Orio al Serio. Storia. Il territorio bergamasco risulta abitato fin dalla metà del II millennio a.C. dai liguri, popolazione di origine preindoeuropea e mediterranea; dediti alla pastorizia e alla vita nomade, hanno lasciato poche testimonianze del proprio passaggio. Le trib๠nomadi, quando cominciarono a trasformarsi in popolazioni contadine e quindi a stanziarsi in insediamenti stabili, lasciarono tracce pi๠consistenti della propria presenza. Seguà¬, tra VII e VI secolo a.C., la dominazione etrusca. Intorno alla metà del VI secolo la tradizione storiografica registra un avvenimento catastrofico: l'invasione prima degli insubri e quindi dei cenomani. A partire dal II secolo a.C. la colonizzazione romana, avvenuta attraverso fasi graduali, impresse un nuovo corso alla storia della provincia bergamasca: la centuriazione, ovvero la distribuzione della terra in poderi di uguali dimensioni disposti secondo un disegno a scacchiera, trasformò le campagne in ordinati luoghi di lavoro produttivo e le città si arricchirono di abitazioni in pietra e di sontuosi edifici pubblici. Le invasioni dei visigoti e degli unni, e soprattutto dei longobardi nel 569, in molti casi distrussero quello che i romani, in secoli di paziente lavoro, avevano costruito. Franchi e ungari promossero la ricostruzione delle città , la bonifica delle campagne e la realizzazione di canali per l'irrigazione. Dopo il crollo delle autonomie comunali, il territorio bergamasco cadde sotto la signoria dei Visconti e, nel 1428, fu annesso alla repubblica veneta. Nel 1797 Napoleone Bonaparte promosse la costituzione della repubblica cisalpina e Bergamo fu nominata capoluogo del dipartimento del Serio. L'annessione all'Austria, dopo il crollo dell'impero napoleonico, non cancellò le idee di libertà e uguaglianza ereditate dalla Francia, pienamente realizzate nei moti risorgimentali. Struttura socio-economica. Un'analisi condotta sulla base delle circoscrizioni del collocamento mostra che all'interno della provincia possono essere individuate tra grandi aree produttive: le aree economicamente "centrali" di Bergamo e delle circoscrizioni vicine, in cui la presenza costante dell'industria manifatturiera si combina con specializzazioni locali; le polarità emergenti di Treviglio e Romano di Lombardia, in marcata crescita demografica in seguito al decongestionamento di Milano e Sesto San Giovanni; le aree settentrionali di Clusone, Almè, Zogno, Lovere e Albino. La relativa scarsità di terreno pianeggiante (visto che valli e monti rappresentano circa due terzi del territorio provinciale), la centralità del territorio lungo la direttrice Torino-Milano-Venezia, la contiguità con l'area metropolitana di Milano, la vicinanza ai mercati hanno contribuito in maniera decisiva allo sviluppo industriale della provincia bergamasca. Caratteristiche peculiari della sua struttura industriale sono le produzioni despecializzate e le attività diversificate, la prevalenza assoluta delle piccole imprese (con una vitale componente artigiana) e la forte esportazione di manifatture. Alcuni comparti (carpenteria meccanica, elettromeccanica ed elettronica, macchine per l'agricoltura, tessile, manufatti in cemento e vetro, materie plastiche e gomma) hanno un peso economico e occupazionale pi๠rilevante, in grado di alimentare forti interazioni economiche. Il rapido sviluppo dei rapporti internazionali e l'avanzamento della tecnologia nel campo dell'informazione hanno contribuito, inoltre, allo sviluppo di una rete di servizi, che si avvale dell'informatica (nelle sue pi๠diverse espressioni), delle società di consulenza, del credito agevolato e di una rete di distribuzione capillare, articolata in forme distributive e in tipologie aziendali estremamente diversificate.

Ambiti Territoriali

DEFINIZIONE àˆ possibile ripartire la circoscrizione bergamasca in cinque ambiti, individuati sulla base dell'analisi dei caratteri territoriali e urbanistici e della definizione della capacità di attrazione e del raggio d'influenza dei centri principali: la Pianura bergamasca, che trova il suo naturale punto di aggregazione nel capoluogo di provincia; il Lago d'Iseo, che riunisce i comuni distribuiti lungo la sponda orientale del Sebino e nella Valle Cavallina; la Val Brembana; la Valle Seriana e la Val di Scalve. Nonostante l'evidente omogeneità orografica, che nei secoli l'ha configurata come compagine storico-naturalistica autonoma, nella Val di Scalve non sono emersi poli in grado di esercitare un'attrazione socio-economica tale da contrastare la forza centrifuga, che fa gravitare quest'ambito in parte su Clusone (Valle Seriana) e in parte su Lovere (Lago d'Iseo). Pianura bergamasca : Albano Sant'Alessandro, Almè, Ambivere, Antegnate, Arcene, Arzago d'Adda, Azzano San Paolo, Bagnatica, Barbata, Bariano, Barzana, Bergamo, Bolgare, Boltiere, Bonate Sopra, Bonate Sotto, Bottanuco, Brembate, Brembate di Sopra, Brignano Gera d'Adda, Brusaporto, Calcinate, Calcio, Calusco d'Adda, Calvenzano, Canonica d'Adda, Capriate San Gervasio, Caravaggio, Carobbio degli Angeli, Carvico, Casirate d'Adda, Castelli Calepio, Castel Rozzone, Cavernago, Cenate Sotto, Chignolo d'Isola, Chiuduno, Cisano Bergamasco, Ciserano, Cividate al Piano, Cologno al Serio, Comun Nuovo, Cortenuova, Costa di Mezzate, Covo, Curno, Dalmine, Fara Gera d'Adda, Fara Olivana con Sola, Filago, Fontanella, Fornovo San Giovanni, Ghisalba, Gorlago, Gorle, Grassobbio, Grumello del Monte, Isso, Lallio, Levate, Lurano, Madone, Mapello, Martinengo, Medolago, Misano di Gera d'Adda, Montello, Morengo, Mornico al Serio, Mozzanica, Mozzo, Orio al Serio, Osio Sopra, Osio Sotto, Pagazzano, Paladina, Palosco, Pedrengo, Pognano, Ponteranica, Ponte San Pietro, Pontida, Pontirolo Nuovo, Presezzo, Pumenengo, Romano di Lombardia, San Paolo d'Argon, Scanzorosciate, Seriate, Solza, Sorisole, Sotto il Monte Giovanni XXIII, Spirano, Stezzano, Suisio, Telgate, Terno d'Isola, Torre Boldone, Torre de' Roveri, Torre Pallavicina, Treviglio, Treviolo, Urgnano, Valbrembo, Verdellino, Verdello, Villa d'Adda, Villa d'Almè, Zanica. Val Brembana : Algua, Almenno San Bartolomeo, Almenno San Salvatore, Averara, Bedulita, Berbenno, Blello, Bracca, Branzi, Brembilla, Brumano, Camerata Cornello, Capizzone, Caprino Bergamasco, Carona, Cassiglio, Corna Imagna, Cornalba, Costa di Serina, Costa Valle Imagna, Cusio, Dossena, Foppolo, Fuipiano Valle Imagna, Gerosa, Isola di Fondra, Lenna, Locatello, Mezzoldo, Moio de' Calvi, Olmo al Brembo, Oltre il Colle, Ornica, Palazzago, Piazza Brembana, Piazzatorre, Piazzolo, Roncobello, Roncola, Rota di Imagna, San Giovanni Bianco, San Pellegrino Terme, Santa Brigida, Sant'Omobono Imagna, Sedrina, Serina, Strozza, Taleggio, Ubiale Clanezzo, Valleve, Valnegra, Valsecca, Valtorta, Vedeseta, Zogno. Valle Seriana : Albino, Alzano Lombardo, Ardesio, Aviatico, Casnigo, Castione della Presolana, Cazzano Sant'Andrea, Cene, Cerete, Clusone, Colzate, Fino del Monte, Fiorano al Serio, Gandellino, Gandino, Gazzaniga, Gorno, Gromo, Leffe, Nembro, Oltressenda Alta, Oneta, Onore, Parre, Peia, Piario, Ponte Nossa, Pradalunga, Premolo, Ranica, Rovetta, Selvino, Songavazzo, Valbondione, Valgoglio, Vertova, Villa di Serio, Villa d'Ogna. Lago d'Iseo : Adrara San Martino, Adrara San Rocco, Berzo San Fermo, Bianzano, Borgo di Terzo, Bossico, Casazza, Castro, Cenate Sopra, Costa Volpino, Credaro, Endine Gaiano, Entratico, Fonteno, Foresto Sparso, Gandosso, Gaverina Terme, Grone, Lovere, Luzzana, Monasterolo del Castello, Parzanica, Pianico, Predore, Ranzanico, Riva di Solto, Rogno, Sarnico, Solto Collina, Sovere, Spinone al Lago, Tavernola Bergamasca, Trescore Balneario, Viadanica, Vigano San Martino, Vigolo, Villongo, Zandobbio. Val di Scalve : Azzone, Colere, Schilpario, Vilminore di Scalve. PIANURA BERGAMASCA Territorio. La fascia collinare -compresa tra la Val Brembana e la Valle Seriana- che fa da sfondo a Bergamo e include il colle della Città Alta è tutelata dal Parco dei Colli di Bergamo. L'area è caratterizzata dalla peculiare fusione di valori naturali e culturali, da cui nasce un paesaggio composito: i boschi del versante settentrionale del Colle di Bergamo e del Canto Alto, le aree agricole nei tratti pianeggianti e sulle colline, gli ambienti fluviali lungo il Brembo e il Serio. Il nucleo di maggior interesse storico-architettonico è costituito dalla Città Alta, interamente inserita nel Parco, ma tutto il versante collinare occidentale di Bergamo è disseminato di edifici rurali e residenziali di notevole pregio. Il Parco del Serio segue il corso del fiume fino alla sua foce in Adda: nel primo tratto, da Seriate a Mozzanica, si manifesta il singolare fenomeno dell'inabissamento delle acque del fiume, che dà al letto fluviale l'aspetto di una biancheggiante distesa di ghiaie; nel tratto successivo la falda riemerge in superficie e il fiume riacquista un alveo definito, che origina zone paludose, la cui evoluzione naturale è contenuta dalle arginature e dalle bonifiche. Il paesaggio è caratterizzato dalla presenza di estese coltivazioni cerealicoli e di pioppeti e lungo le rive del fiume sono visibili i segni dell'intensa attività di escavazione di sabbia e ghiaia, che ha causato la formazione di numerosi laghi di cava. Fortemente antropizzato è il territorio rivierasco dell'Adda, che scorre tra rive profonde, lungo le quali prevalgono le attività agricole, l'attività estrattiva e gli insediamenti industriali. Comunicazioni. La qualità dei collegamenti è di buon livello e si affida alle strade statali n. 11 Padana Superiore, n. 42 del Tonale e della Mendola, n. 342 Briantea, n. 469 Sebina Occidentale, n. 470 della Valle Brembana, n. 472 Bergamina, n. 498 Soncinese, n. 525 del Brembo, n. 573 l'Ogliese, n. 591 Cremasca, n. 639 dei Laghi di Pusiano e di Garlate; a queste va aggiunto il tracciato autostradale dell'A4 Torino-Trieste. Le linee ferroviarie Lecco-Rovato, Bergamo-Cremona, Seregno-Ponte San Pietro e l'aeroporto di Orio al Serio completano il quadro delle infrastrutture di trasporto. Storia. Il complesso collinare di Bergamo, posto alla confluenza delle retrostanti valli prealpine e affacciato sulla pianura, fertile e ricco di acque, è il naturale punto di contatto dell'economia silvo-pastorale dell'area montana e di quella agricola della pianura, felice sintesi che ne ha determinato, nei secoli, la continuità insediativa. I rinvenimenti archeologici, databili al V secolo a.C. e riferibili alla fase finale della cultura di Golasecca, attestano l'esistenza di un complesso protourbano dell'età del Ferro -in parte esteso sul colle, in parte nell'area pedecollinare meridionale- coincidente per estensione col successivo centro romano, medievale e postmedievale. La discesa dei galli nella pianura padana, alla fine del IV secolo a.C., interruppe la vita dell'abitato golasecchiano della Città Alta, che il processo di romanizzazione restituଠa nuova vita con la fondazione della colonia latina nell'89 a.C. Le devastazioni seguite al crollo dell'impero romano d'Occidente e alle invasioni barbariche non impedirono ai longobardi di eleggere Bergamo sede di un ducato che comprendeva anche l'attuale Cremasco. Una parte delle istituzioni longobarde restò in vita con i franchi: al duca subentrò un conte, direttamente legato all'imperatore da un rapporto di vassallaggio; il vescovo fu però l'autorità maggiore sia per prestigio che per potere. Successivamente, proprio mentre i comuni affermavano la loro autonomia nei confronti dell'Impero, scoppiarono violente contese tra le città , che degenerarono in scontro aperto tra Bergamo e Brescia. I sanguinosi scontri tra guelfi e ghibellini, che si intrecciarono alle controversie tra Impero e Papato e coinvolsero i comuni lombardi nella guerra con Federico Barbarossa e Federico II di Svevia, segnarono la storia di Bergamo fino alla spontanea consegna della città a Giovanni di Boemia avvenuta nel 1331, che precedette il passaggio ai Visconti, che fecero di Bergamo e del Bergamasco un territorio di rapina, pi๠volte percorso da eserciti in guerra. La sottomissione a Venezia non pose Bergamo al riparo dalle guerre: i conflitti che opposero la Repubblica veneta al ducato di Milano la esposero ai saccheggi e alle devastazioni degli eserciti e delle compagnie di ventura. La sottomissione a Venezia offrଠtuttavia l'indubbio vantaggio di una stabilità politica, rafforzata dalla scomparsa delle guerre, e dal miglioramento dell'industria e del commercio. Brigantaggio, epidemie di peste e carestie scandirono il passaggio del XVII secolo, nel corso del quale, tuttavia, si assistette all'introduzione della bachicoltura e al progressivo sviluppo dell'industria della seta. L'inizio della dominazione austriaca, nei primi anni del XVIII secolo, pose fine alle guerre e allontanò le armi: da allora nessun esercito percorse in guerra il territorio bergamasco. La Restaurazione, seguita alla breve parentesi napoleonica, non riuscଠa cancellare le idee rivoluzionarie, che esplosero nei moti risorgimentali, preludio dell'annessione al regno d'Italia. Struttura socio-economica. L'area produttiva di Bergamo è un aggregato monopolare, concentrato attorno al polo di Bergamo, con presenza in tutti i comparti dell'industria manifatturiera, dominata dai comparti tessile, metalmeccanico e del legno. La presenza costante dell'industria manifatturiera si combina con specializzazioni locali: servizi a Bergamo; costruzioni, trasporti e telecomunicazioni a Grumello del Monte; servizi di sanità e salute a Ponte San Pietro. L'area identificata comprende, oltre al capoluogo di provincia, una serie di comuni che disegnano attorno a Bergamo un'area circolare che si estende verso sud e verso la zona milanese; La consistente crescita demografica delle polarità emergenti di Treviglio, specializzata in manifatture e trasporti, e di Romano di Lombardia (industria estrattiva e costruzioni) si inserisce inoltre nel flusso di insediamento demografico che ha caratterizzato le zone della bassa pianura, nelle quali è confluito il processo di decongestionamento delle circoscrizioni di Milano e Sesto San Giovanni. VAL BREMBANA Territorio. Attraversata dal fiume Brembo, affluente di sinistra dell'Adda, si estende per 26 km dal versante meridionale delle Alpi Orobiche fino alla pianura padana. A nord la valle è formata da tre rami principali, percorsi rispettivamente dal Brembo di -Mezzoldo che nasce presso il monte Azzaredo- da quello di Foppolo -che nasce presso il monte Cadelle- e da quello di Carona -che nasce presso il Pizzo del Diavolo- che confluiscono a Branzi, nei cui dintorni si sono formati alcuni laghetti (laghi Gemelli, lago Nero), utilizzati per la produzione di energia elettrica. Valli minori, punteggiate di piccoli centri turistici, si raccolgono nella valle principale. Comunicazioni. Il sistema dei collegamenti di cui dispone è caratterizzato dalla prevalenza delle direttrici nord-sud (n. 342 Briantea, n. 470 della Valle Brembana, che segue il corso del fiume Brembo, e n. 639 dei Laghi di Pusiano e di Garlate) e comprende le linee ferroviarie Bergamo-Cremona e Seregno-Ponte San Pietro. Storia. I rinvenimenti archeologici, che coprono un arco cronologico piuttosto ampio, attestano la presenza di insediamenti già nel II millennio a.C.: la valle risulta abitata da una popolazione -che gli storici antichi definiscono liguri- dedita principalmente alla pastorizia. Nel corso del I millennio a.C. la tradizione storiografica antica registra la dominazione etrusca e l'invasione degli insubri prima, dei cenomani poi. Il processo di romanizzazione, a partire dal II secolo a.C., lascia tracce consistenti della centuriazione, nel moltiplicarsi degli insediamenti e nell'estrazione della fluorina nelle numerose cave presenti ne territorio. Il crollo dell'impero romano d'Occidente, che aprଠla strada alle invasioni barbariche, fu causa dello smantellamento del sistema insediativo e politico-amministrativo realizzato dai romani la ricostruzione, lenta e faticosa, passò attraverso le dominazioni franca e longobarda fino ad arrivare all'affermazione delle autonomie comunali e agli scontri tra le opposte fazioni dei guelfi e dei ghibellini, che coinvolsero i borghi della valle nella contesa tra Impero e Papato, di cui la lotta fra i comuni lombardi e Federico Barbarossa fu una delle manifestazioni pi๠significative. A causa della posizione geografica e delle difficoltà di accedervi dalle zone vicine, la valle rimase tuttavia quasi isolata fino al XVI secolo, quando Venezia promosse la realizzazione della Via Priula, che attraversava la Val Brembana per collegare il Veneto alla Svizzera. Struttura socio-economica. L'isolamento di cui ha goduto nei secoli ha impedito uno sviluppo industriale indiscriminato: la valle conserva ancora oggi caratteristiche rurali -agricoltura e pascolo sono state, sin dall'antichità , le attività principali dei valligiani- e la valorizzazione delle bellezze naturali ha promosso lo sviluppo del turismo, specie in alta Val Brembana -lungo il ramo orientale del Brembo- dove si sono moltiplicati gli impianti di risalita e le strutture alberghiere. La valorizzazione degli alpeggi e della produzione foraggera e l'introduzione di impianti fruttiferi procede parallelamente allo sviluppo dell'artigianato, che si avvale della predisposizione di aree attrezzate nell'alta valle, nel tentativo di decongestionare le aree allo sbocco della pianura. VALLE SERIANA Territorio. Incassata ai piedi delle Alpi Orobie, la Valle Seriana attraversa le Prealpi Bergamasche e sbocca nella pianura padana; il solco vallivo, inciso dal fiume Serio -che nasce dal monte Torena, nella conca tra il Pizzo Coca e il monte Gleno- presenta un paesaggio variegato: dalle dolci colline alle porte del capoluogo agli altopiani che si affacciano sul fondovalle. Quest'ultimo è un susseguirsi di insediamenti senza soluzione di continuità , una "città lineare", che, lungo i fianchi vallivi, non ha cancellato la fitta trama dei sentieri e delle mulattiere, tracciati per collegare i borghi nei quali un tempo si svolgeva la vita delle popolazioni locali. Parte della valle è compresa nel Parco delle Orobie Bergamasche, che tutela il versante bergamasco della catena orobica, caratterizzato da rilievi tra i 2.000 e i 3.000 metri sul livello del mare e da profonde incisioni vallive che alimentano i principali fiumi bergamaschi; i boschi rappresentano uno degli aspetti pi๠pregiati del Parco. Comunicazioni. La valle è attraversata da una fitta e articolata rete di strade statali: n. 42 del Tonale e della Mendola, n. 294 della Val di Scalve, n. 342 Briantea, n. 470 della Valle Brembana e n. 525 del Brembo. La rete ferroviaria è costituita dalle linee Bergamo-Cremona, Lecco-Rovato e Brescia-Edolo (quest'ultima gestita dalle Ferrovie Nord Milano). Storia. I reperti archeologici rinvenuti nella grotta della "Corna Altezza" e del "Bus de la Scabla" sono segni di un popolamento antichissimo, databile alla preistoria; tuttavia poco si conosce del popolo che Plinio il Vecchio chiamò OROBIUM STIRPS, che per primo abitò le montagne della Valle Seriana: gli orobi, nome con cui i greci identificarono i galli cenomani. Conquistata dai romani nei primi anni del II secolo a.C., la valle entrò nel numero dei confederati e solo nell'88 a.C. divenne colonia romana. La prima occupazione romana riguardò il territorio valligiano solo fino ad Albino: solamente dopo Augusto furono sottomesse le genti retiche che popolavano la media e l'alta valle. Scarsamente documentato è il periodo del crollo dell'impero romano d'Occidente e delle invasioni barbariche; tuttavia, a partire dall'ottavo secolo d.C., i nomi dei borghi disseminati nella valle fanno la loro comparsa nei documenti. Nel corso dell'alto Medioevo si affermò l'autorità dei vescovi, spesso contrastata dai primi sintomi delle autonomie comunali. Le lotte civili tra guelfi e ghibellini e la disastrosa signoria dei Visconti precedettero la volontaria sottomissione a Venezia, che inaugurò un lungo periodo di pace favorendo i commerci e i traffici, dando notevole impulso alle attività artigianali della valle. Alla breve parentesi napoleonica seguଠla dominazione austriaca, spazzata via dal periodo risorgimentale, culminato nell'unità d'Italia. Alla fine del XIX secolo sorsero i primi insediamenti industriali, che si moltiplicarono all'inizio del secolo successivo, per svilupparsi maggiormente dopo la seconda guerra mondiale. Struttura socio-economica. La Valle Seriana è uno dei poli a maggiore sviluppo industriale della provincia: la lavorazione della lana mantiene la sua tradizione nelle industrie manifatturiere che utilizzano soprattutto fibre sintetiche mentre notevole impulso è dato dal comparto meccanotessile, che promuove la nascita di nuovi poli industriali disseminati lungo la vallata. Lo sviluppo industriale della valle è iniziato intorno a Ponte Nossa e a Clusone, dove apposite aree sono state destinate ad accogliere gli insediamenti industriali. L'agricoltura, che per secoli ha rappresentato l'attività fondamentale dei valligiani, si è andata sempre pi๠qualificando nelle aziende della Media Valle. Il turismo di massa ha fatto la sua comparsa nelle zone climatiche pi๠favorite, dove si sono moltiplicati gli insediamenti residenziali, le strutture alberghiere e gli impianti di risalita. Il patrimonio artistico, custodito nelle chiese e nei centri storici, ha sviluppato anche il "turismo d'arte". LAGO D'ISEO Territorio. Compresa tra la valle Seriana e il bacino del lago d'Iseo, la Val Cavallina è punteggiata da sorgenti termali (terme di Trescore e di Gaverina) e specchi d'acqua (laghi di Endine e Gaiano). Il monte Misma, il Colle Gallo, l'altopiano dei Colli di San Fermo, i rilievi boscosi del monte di Grone, il crinale dei Sommi disegnano il profilo della valle. Il clima temperato, con estati piuttosto fresche e inverni non troppo freddi, favorisce la presenza di oasi ecologiche: la Valle del Freddo -biotopo le cui correnti di aria fredda, a una quota di soli 340 metri sul livello del mare, consentono la crescita e la riproduzione di specie vegetali alpine- e l'oasi WWF della Valpredina, che ospita una vegetazione tipica del clima mediterraneo. Le montagne e i boschi della Val Cavallina dominano l'ampia distesa del lago d'Iseo, che si allunga tra le province di Brescia e Bergamo con rive assai ripide, punteggiate di viti e olivi. Comunicazioni. L'asse viario principale è costituito dalla strada statale n. 42 del Tonale e della Mendola, che da Bergamo raggiunge la Val Camonica, dove segue il corso del fiume Oglio. Le strade statali n. 469 Sebina Occidentale e n. 510 Sebina Orientale e le linee ferroviarie Lecco-Rovato e Brescia-Edolo (quest'ultima gestita dalle Ferrovie Nord Milano) completano il quadro delle infrastrutture di trasporto. Storia. Liguri, etruschi, insubri, cenomani e romani hanno segnato la storia pi๠antica delle valli che si aprono lungo la sponda del lago d'Iseo, le cui vicende pi๠significative ricalcano il percorso storico della Bergamasca: ai violenti scontri tra le opposte fazioni dei guelfi e dei ghibellini seguirono le contese con Federico Barbarossa; all'annessione al ducato di Milano seguଠla lunga dominazione veneziana. La breve parentesi napoleonica, la Restaurazione e l'attiva partecipazione ai moti risorgimentali precedettero l'annessione, con tutta la Lombardia, al regno d'Italia. Struttura socio-economica. L'agricoltura e le attività silvo-pastorali sono le principali risorse economiche della zona montana al confine con la pianura, con le colline della Valle Cavallina e con il lago d'Iseo: numerosi sono gli interventi istituzionali volti a potenziare la vitivinicoltura, l'olivicoltura e la zootecnia. L'industria è articolata in aziende di piccole dimensioni, con un numero di addetti limitato. Gli insediamenti industriali si moltiplicano intorno a Lovere, dove la crisi del comparto siderurgico ha imposto uno spostamento delle risorse e degli incentivi sul terziario e sul commercio, sull'agricoltura e sul turismo. VAL DI SCALVE Territorio. La Val di Scalve occupa l'estrema porzione nord-orientale della provincia e ne costituisce un'appendice notevolmente isolata anche perché lontana dal grande sistema idrografico che caratterizza il territorio bergamasco e che è impostato sui due assi portanti del Brembo e del Serio, con le relative valli e i numerosi affluenti. Il suo isolamento è evidenziato dalla presenza di due catene montuose -che contribuiscono a creare un ambiente climatico del tutto particolare- con numerosi passi di collegamento con la Valtellina, la Val Camonica e la Valle Seriana. A settentrione corre infatti una barriera ininterrotta di montagne che appartengono alla fascia orientale delle Alpi Orobie e che separano la Val di Scalve dalla Valtellina. La catena che invece fa da barriera alla valle a sud e a est è costituita essenzialmente da calcari di Esino e annovera alcune delle cime pi๠maestose delle Orobie. Tutta la valle -costituita da ampi terrazzamenti di origine morenica- è percorsa dal torrente Dezzo, che scorre quasi costantemente da est a ovest, salvo piegare bruscamente a sud subito dopo aver ricevuto da destra l'affluente Povo e prima di gettarsi nell'orrido della via Mala. Una delle attrattive della valle è rappresentata dai laghetti alpini: il lago di Polzone, incassato in una profonda conca ai piedi della Presolana; il lago artificiale del Gleno; il laghi di Cornalta e di Varro, alimentati da sorgenti sotterranee e da neve di fusione; i quattro laghi del Venerocolo, i laghetti della zona del Vivione; il laghetto dei Campelli, ai piedi della cuspide dolomitica del Cimon della Bagozza. Comunicazioni. L'asse viario principale della valle è la strada statale n. 494 della Val di Scalve; il traffico su rotaia è garantito dalla linea Brescia-Edolo, gestita dalle Ferrovie Nord Milano. Storia. Sulle origini dei primi abitatori della valle sono state formulate diverse ipotesi: le pi๠accreditate ne ricostruiscono il viaggio dall'alta Valle Seriana, attraverso il passo della Manina, o dalla Val Camonica o addirittura dalla Valtellina. Il toponimo Scalve deriva dal termine celtico "skalf", strettoia, con chiaro riferimento all'aspetto geografico della parte inferiore della valle. In epoca romana la valle fu indicata col nome di Val Decia: i romani promossero l'attività di estrazione del minerale di ferro, che divenne una notevole fonte di reddito -in alternativa al taglio del legname, alla pastorizia e alla stentata agricoltura- quando l'imperatore Enrico III concesse ai valligiani il privilegio di scavo e vendita del ferro in tutto l'Impero. Il periodo di floridezza culminò nel XVI secolo, nel corso del quale oltre cinquanta miniere alimentavano sei forni fusori. La sottomissione a Venezia non impedଠagli scalvini di salvaguardare l'autonomia della quale godevano fin dall'epoca romana e la valle fu repubblica amministrata da un podestà . Struttura socio-economica. La popolazione assomma a poco pi๠di 4.500 unità ed è distribuita in numerose località che danno luogo ai quattro comuni della valle: le aree urbanizzate rappresentano, tuttavia, una percentuale irrilevante del territorio valligiano, occupato principalmente da prati permanenti e pascoli, da boschi e da zone rocciose e specchi d'acqua. Il turismo è la principale risorsa economica della Val di Scalve, con gli impianti di risalita di Colere e le piste di fondo nella pineta di Schilpario. La chiusura delle miniere di Colere e Schilpario non ha impedito il moltiplicarsi degli insediamenti industriali -specializzati nei comparti tessile e meccanico- gestiti da cooperative di lavoro successive alla chiusura di alcuni laboratori gestiti da imprenditori esterni alla valle: gli scalvini sono passati dalla maglia alla meccanica, per giungere all'abbigliamento sportivo, alla biancheria per la casa, alla plastica.

Comuni della Provincia

244 comuni
Adrara San Martino
Scopri
Adrara San Rocco
Scopri
Albano Sant'Alessandro
Scopri
Albino
Scopri
Àlgua
Scopri
Almè
Scopri
Almenno San Bartolomèo
Scopri
Almenno San Salvatore
Scopri
Alzano Lombardo
Scopri
Ambìvere
Scopri
Antegnate
Scopri
Àrcene
Scopri
Ardèsio
Scopri
Arzago d'Adda
Scopri
Averara
Scopri
Aviàtico
Scopri
Azzano San Pàolo
Scopri
Azzone
Scopri
Bagnàtica
Scopri
Barbata
Scopri
Bariano
Scopri
Barzana
Scopri
Bedulita
Scopri
Berbenno
Scopri
Bèrgamo
Scopri
Berzo San Fermo
Scopri
Bianzano
Scopri
Blello
Scopri
Bòlgare
Scopri
Boltiere
Scopri
Bonate Sopra
Scopri
Bonate Sotto
Scopri
Borgo di Terzo
Scopri
Bòssico
Scopri
Bottanuco
Scopri
Bracca
Scopri
Branzi
Scopri
Brembate
Scopri
Brembate di Sopra
Scopri
Brembilla
Scopri
Brignano Gera d'Adda
Scopri
Brumano
Scopri
Brusaporto
Scopri
Calcinate
Scopri
Càlcio
Scopri
Calusco d'Adda
Scopri
Calvenzano
Scopri
Camerata Cornello
Scopri
Canònica d'Adda
Scopri
Capizzone
Scopri
Capriate San Gervàsio
Scopri
Caprino Bergamasco
Scopri
Caravàggio
Scopri
Caròbbio degli Àngeli
Scopri
Carona
Scopri
Carvico
Scopri
Casazza
Scopri
Casirate d'Adda
Scopri
Casnigo
Scopri
Cassìglio
Scopri
Castèl Rozzone
Scopri
Castelli Calèpio
Scopri
Castione della Presolana
Scopri
Castro
Scopri
Cavernago
Scopri
Cazzano Sant'Andrea
Scopri
Cenate Sopra
Scopri
Cenate Sotto
Scopri
Cene
Scopri
Cerete
Scopri
Chignolo d'Ìsola
Scopri
Chiuduno
Scopri
Cisano Bergamasco
Scopri
Ciserano
Scopri
Cividate al Piano
Scopri
Clusone
Scopri
Còlere
Scopri
Cologno al Sèrio
Scopri
Colzate
Scopri
Comùn Nuovo
Scopri
Corna Imagna
Scopri
Cornalba
Scopri
Cortenuova
Scopri
Costa di Mezzate
Scopri
Costa di Serina
Scopri
Costa Valle Imagna
Scopri
Costa Volpino
Scopri
Covo
Scopri
Credaro
Scopri
Curno
Scopri
Cùsio
Scopri
Dàlmine
Scopri
Dossena
Scopri
Èndine-Gaiano
Scopri
Entràtico
Scopri
Fara Gera d'Adda
Scopri
Fara Olivana con Sola
Scopri
Filago
Scopri
Fino del Monte
Scopri
Fiorano al Sèrio
Scopri
Fontanella
Scopri
Fonteno
Scopri
Fòppolo
Scopri
Foresto Sparso
Scopri
Fornovo San Giovanni
Scopri
Fuipiano Valle Imagna
Scopri
Gandellino
Scopri
Gandino
Scopri
Gandosso
Scopri
Gaverina Terme
Scopri
Gazzaniga
Scopri
Gerosa
Scopri
Ghisalba
Scopri
Gorlago
Scopri
Gorle
Scopri
Gorno
Scopri
Grassobbio
Scopri
Gromo
Scopri
Grone
Scopri
Grumello del Monte
Scopri
Ìsola di Fondra
Scopri
Isso
Scopri
Làllio
Scopri
Leffe
Scopri
Lenna
Scopri
Levate
Scopri
Locatello
Scopri
Lovere
Scopri
Lurano
Scopri
Luzzana
Scopri
Madone
Scopri
Mapello
Scopri
Martinengo
Scopri
Medolago
Scopri
Mezzoldo
Scopri
Misano di Gera d'Adda
Scopri
Mòio de' Calvi
Scopri
Monasterolo del Castello
Scopri
Montello
Scopri
Morengo
Scopri
Mornico al Sèrio
Scopri
Mozzànica
Scopri
Mozzo
Scopri
Nembro
Scopri
Olmo al Brembo
Scopri
Oltre il Colle
Scopri
Oltressenda Alta
Scopri
Oneta
Scopri
Onore
Scopri
Orio al Serio
Scopri
Ornica
Scopri
Osio Sopra
Scopri
Osio Sotto
Scopri
Pagazzano
Scopri
Paladina
Scopri
Palazzago
Scopri
Palosco
Scopri
Parre
Scopri
Parzànica
Scopri
Pedrengo
Scopri
Pèia
Scopri
Piànico
Scopri
Piàrio
Scopri
Piazza Brembana
Scopri
Piazzatorre
Scopri
Piazzolo
Scopri
Pognano
Scopri
Ponte Nossa
Scopri
Ponte San Pietro
Scopri
Ponterànica
Scopri
Pontida
Scopri
Pontirolo Nuovo
Scopri
Pradalunga
Scopri
Predore
Scopri
Prèmolo
Scopri
Presezzo
Scopri
Pumenengo
Scopri
Rànica
Scopri
Ranzanico
Scopri
Riva di Solto
Scopri
Rogno
Scopri
Romano di Lombardia
Scopri
Roncobello
Scopri
Ròncola
Scopri
Rota d'Imagna
Scopri
Rovetta
Scopri
San Giovanni Bianco
Scopri
San Pàolo d'Argon
Scopri
San Pellegrino Terme
Scopri
Sant'Omobono Terme
Scopri
Santa Brigida
Scopri
Sàrnico
Scopri
Scanzorosciate
Scopri
Schilpàrio
Scopri
Sedrina
Scopri
Selvino
Scopri
Seriate
Scopri
Serina
Scopri
Solto Collina
Scopri
Solza
Scopri
Songavazzo
Scopri
Sorìsole
Scopri
Sotto il Monte Giovanni XXIII
Scopri
Sòvere
Scopri
Spinone al Lago
Scopri
Spirano
Scopri
Stezzano
Scopri
Strozza
Scopri
Suìsio
Scopri
Talèggio
Scopri
Tavèrnola Bergamasca
Scopri
Telgate
Scopri
Terno d'Ìsola
Scopri
Torre Boldone
Scopri
Torre de' Ròveri
Scopri
Torre Pallavicina
Scopri
Trescore Balneàrio
Scopri
Trevìglio
Scopri
Treviolo
Scopri
Ubiale-Clanezzo
Scopri
Urgnano
Scopri
Valbondione
Scopri
Valbrembo
Scopri
Valgòglio
Scopri
Valleve
Scopri
Valnegra
Scopri
Valsecca
Scopri
Valtorta
Scopri
Vedeseta
Scopri
Verdellino
Scopri
Verdello
Scopri
Vèrtova
Scopri
Viadànica
Scopri
Vigano San Martino
Scopri
Vìgolo
Scopri
Villa d'Adda
Scopri
Villa d'Almè
Scopri
Villa d'Ogna
Scopri
Villa di Sèrio
Scopri
Villongo
Scopri
Vilminore di Scalve
Scopri
Zandòbbio
Scopri
Zànica
Scopri
Zogno
Scopri

Informazioni

  • Nome completo Bergamo
  • Sigla BG
  • Codice ISTAT 016
  • Regione Lombardia
  • Numero comuni 244

Date Storiche

Statistiche Comuni

  • Popolazione media 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m

Mappa Provincia

Caricamento mappa...

Mappa dei comuni della provincia