Regione Sardegna

9 Province 377 Comuni 0 Abitanti Codice: 20

Descrizione

Terra dei nuraghi, conserva l’eredità  di una lontanissima preistoria, testimoniata dai megalitici reperti archeologici presenti su tutto il suo territorio. Caratterizzata dalla preziosa bellezza incontaminata dei suoi spazi, puಠoffrire ai sempre pi๠ingenti flussi turistici la ricchezza peculiare di una regione ricca di storia, cultura, arte e natura, con le sue meravigliose coste, alte e frastagliate, che si tuffano su uno dei mari pi๠belli d’Europa. E dell’Europa, appunto, è, per dimensione, la quarta isola, collocata al centro del Mediterraneo Occidentale. Collegamenti. La totale assenza di autostrade è compensata, almeno in parte, da alcune direttrici principali, tutte strade statali, che collegano i centri pi๠importanti: la strada statale n. 131 Carlo Felice, la n. 131 DCN, la n. 391 che collega Sassari all’aeroporto di Alghero/Fertilia, la n. 597 e la n. 199 con allacciamento a Golfo Aranci, la n. 125 che congiunge Cagliari e Tortolà¬, la n. 389/198 che unisce Tortolà¬, Lanusei e Nuoro. Le linee ferroviarie mettono in comunicazione i principali centri costieri (corrispondenti ad altrettanti scali marittimi) con le principali località  dell’interno, dislocate nelle quattro province. Linee aeree e di navigazione consentono di raggiungere l’isola agevolmente: i traghetti delle ferrovie dello stato e delle compagnie marittime pubbliche e private garantiscono il collegamento con la Francia, oltre che con Genova, Livorno, Civitavecchia, Napoli e Palermo. Gli aereoporti di Cagliari/Elmas, Alghero/Fertilia e Olbia/Costa Smeralda assicurano giornalmente il raggiungimento dei principali scali nazionali (in particolare, di quello di Roma/Fiumicino, che mette a disposizione un gran numero di linee intercontinentali dirette); quello di Tortolà¬/Arbatax ha pi๠il ruolo di infrastruttura a servizio del turismo; quello di Oristano/Fenosu è un aeroporto civile minore, aperto al traffico di aviazione generale; quello militare di Decimomannu (CA) è chiuso al traffico civile. Per quanto concerne i porti, i principali approdi di navigazione sono costituiti da Olbia, il pi๠importante accesso all’isola, seguito dai porti di Cagliari e di Porto Torres. Aeroporti, porti e capoluoghi di provincia costituiscono centri di gravitazione insieme con poli interni a ciascuna circoscrizione provinciale, come: Carbonia, Iglesias, San Gavino Monreale e Sanluri, in provincia di Cagliari; Isili, Lanusei e Macomèr, in provincia di Nuoro; Tempio Pausania e Ozieri, in provincia di Sassari. Territorio. La regione presenta una morfologia di tipo prevalentemente montuoso, caratterizzata da rilievi isolati, di media altitudine, le cui punte massime restano tutte al di sotto dei 2.000 metri. Le principali catene sono costituite: dai monti della Limbara, a nord-est; da quelli del Marghine e del Goceano, che si estendono verso il centro; dai monti di Oliena, sul versante centro-orientale; dal massiccio del Gennargentu, che domina sull’area centrale e che accoglie fra le sue cime Punta la Marmora, la pi๠alta dell’isola in assoluto. Procedendo ancora verso sud-est si incontrano i monti Sarrabus, mentre a disegnare il paesaggio montuoso del versante occidentale sono il massiccio del Montiferru, di natura vulcanica, e, spostati pi๠a sud, i monti dell’Iglesiente e del Sulcis. A completare il quadro orografico sono i numerosi altipiani e tavolati della regione, quali quelli di Buddusà², di Bitti, del Logudoro, dell’Anglona, di Campeda e di Abbasanta. A spezzare l’assetto montuoso sono, infine, poche zone pianeggianti, come il Campidano, i “Campi” di Ozieri e Bonorva e le fasce costiere della Nurra e del Sarrabus. Le risorse del sottosuolo, un tempo ricco di carbone, rame, zinco, piombo, piriti e arsenico, tendono a perdere importanza a causa della scarsa redditività ; è in declino, cosà¬, soprattutto l’attività  estrattiva di bauxite, piombo e zinco, mentre resta soddisfacente la produzione di sale delle saline di Cagliari e di Sant’Antioco. La vegetazione sarda, seppur soggetta a fenomeni climatici difficili come il vento, che soffia costantemente, è molto ricca e varia, ospitando specie rare ed endemiche e in generale assumendo, a seconda della zona e dell’altitudine, caratteristiche differenti: tipiche delle fasce costiere sono le “praterie a graminacee”, sostituite, man mano che ci si allontana dalla costa, dalla gariga, a sua volta confinante con le vaste distese di macchia mediterranea, che costituisce indubbiamente la specie floreale dominate nella regione. Anche la fauna, benchà© si sia impoverita rispetto al passato, vanta tuttora una notevole varietà  di specie rare o addirittura esclusive: tra gli insetti, vale la pena citare almeno la farfalla Papilio hospiton; tra i mammiferi, il muflone, il cervo sardo, il daino, il gatto selvatico sardo, la volpe sarda, il ghiro e la rarissima Foca monaca, presente in pochissimi esemplari sulla costa del golfo di Orosei, anche per questo identificato dall’Unione Europea quale “Sito di Importanza Comunitaria”. Molto ricca è anche anche l’avifauna, che conta circa 100 specie nidificanti, fra cui il grifone, il falco della regina, l’aquila reale, l’astore sardo, lo sparviero sardo e la poiana sarda; molto importanti risultano, infine, rettili e anfibi, rappresentati in gran parte da specie endemiche della Sardegna, nonchà© gli invertebrati, localizzati negli ambienti delle grotte. La cartina idrografica presenta una regione piuttosto povera di acqua: il territorio è infatti attraversato da pochi fiumi importanti, peraltro a carattere torrentizio, quali il Tirso, che è il pi๠lungo in assoluto, il Flumendosa, il Coghinas, il Cedrino, il Temo, in parte navigabile, il Rio Palmas, il Flumini Mannu di Sanassi, il Liscia, il Patrongiano, il Rio di Posada e il Rio Mannu. Tra i laghi assumono particolare importanza quelli artificiali legati all’irrigazione e alla produzione di energia elettrica: fra questi, il lago Omodeo e il Coghinas (recentemente è stato creato l’Ente Autonomo Flumendosa, finalizzato al possibile sfruttamento del fiume mediante la creazione di invasi artificiali). Tra i bacini naturali l’unico degno di nota è il Baratz, situato nella Nurra. Sono infine presenti alcune sorgenti termali e minerali a carattere terapeutico: tra le termali sono da ricordare quelle di Sardara, Fordongianus, Benetutti, Casteldoria e S’Acquacotta, presso Villasor (CA); tra le minerali, quelle di Rinaggiu nel comune di Tempio Pausania (SS), Santa Lucia nel comune di Bonorva (SS) e San Martino nel comune di Sassari. Clima. L’orientamento dei due rilievi principali, il massiccio del Gennargentu e l’altipiano settentrionale, da SW a NE, non costituisce importante fattore modificante delle condizioni atmosferiche. Tuttavia introduce variazioni dinamiche e termodinamiche nelle masse d’aria, che si ripercuotono sulle caratteristiche climatiche dei versanti principali della Sardegna. I fenomeni pi๠intensi sono legati alla formazione di una depressione sul mar Ligure preceduta da un afflusso d’aria umida atlantica attraverso la valle del Rodano. Le coste occidentali della Sardegna vengono interessate da venti forti di maestrale con mareggiate, intensi annuvolamenti e precipitazioni su tutta l’isola, della durata di alcuni giorni. Un’altra situazione meteorologica rilevante è associata allo spostamento verso N-NE della depressione sahariana, associata a un afflusso di aria calda proveniente da E-SE fortemente umidificate per aver attraversato quasi tutto il Mediterraneo centro-orientale. In alcuni casi tali masse provenienti dal deserto giungono sull’isola ancora molto calde e con sabbia in sospensione. Le coste tirreniche sono interessate pi๠direttamente con nuvolosità  stratificata e abbondanti precipitazioni. Fenomeno pi๠rilevante è la scarsità  di precipitazione specie nella parte meridionale. Molti studiosi del clima controllano la tendenza di questa parte dell’isola alla desertificazione. Altro fenomeno rilevante è la canalizzazione del Mistral sulle Bocche di Bonifacio: la particolare posizione del golfo dell’Asinara determina un accumulo delle masse d’aria provenienti da NW che, agevolate dal minore attrito sul canale di Sardegna, defluiscono attraverso le Bocche di Bonifacio con intensità  rilevante, a volte intorno a 100 km/h. Attività  produttive. Caratterizzata da una forte impronta agro-pastorale, l’economia della regione continua a trovare uno dei suoi principali punti di forza nel settore primario, la cui redditività  favorisce l’intensa produzione locale cui è legata una rinomata e diffusa tradizione gastronomica. All’allevamento di suini, caprini e ovini si associa la produzione abbondante di latte, formaggi, lana e carne e si affiancano le attività  agricole, che producono principalmente cereali, uva, olive, frutta, ortaggi, tabacco e sughero, caratteristico, quest’ultimo, per essere una ricchezza tipica sarda. Non riesce ancora a conquistare un ruolo trainante per l’economia il settore industriale; tuttavia, la diffusione nell’isola di potenti centrali elettriche ha stimolato lo sviluppo dell’industria pesante, ad alta intensità  di capitale e di consumo energetico, come la raffinazione del petrolio e gli stabilimenti petrolchimici e metallurgici, cui si aggiungono l’industria tessile, la chimica, la manifatturiera e quella di trasformazione dei prodotti alimentari. A completare il quadro economico dell’isola è anche una fiorente tradizione artigianale, concentrata nell’arte della tessitura, nell’oreficeria, nella produzione di merletto, nella lavorazione del legno, nella produzione di ceramiche e terracotta. Dagli anni ‘70 del Novecento si è manifestato un processo di terziarizzazione dell’economia che, mediante la crescita di imprese e attività  commerciali, va stimolando un significativo aumento occupazionale, giungendo, quindi, ad assumere un ruolo rilevante nella formazione del reddito regionale. Analisi statistica. Area sociale. Le statistiche culturali e sociali varie vedono la regione collocarsi, nel complesso, nelle ultime posizioni con valori molto al di sotto delle medie nazionali. àˆ la penultima regione per grado di istruzione con 169,6 laureati e diplomati per 1000 abitanti contro i 211,1 della media italiana e occupa solo la quattordicesima posizione per quanto riguarda la spesa pro-capite per spettacoli, manifestazioni sportive e trattenimenti vari. Di poco inferiore alla media nazionale è la diffusione di periodici per abitante (63 copie). Anche per quanto riguarda le statistiche sanitarie i valori sono, seppur di poco, inferiori a quelli medi nazionali. Area economica. L’apporto pi๠consistente al Prodotto Interno Lordo è dato dal terziario, con una percentuale di poco superiore ai valori medi nazionali; discreto è l’apporto dato dal settore agricolo (5,1% contro il 3,7% nazionale) mentre il valore aggiunto del settore industriale è inferiore alla media italiana (25,2% rispetto al 29,8% nazionale). Nella graduatoria dei conti economici la regione occupa le ultime posizioni con il quindicesimo posto per quanto riguarda numero di occupati e il quindicesimo posto per consumi pro-capite e Prodotto Interno Lordo pro-capite. Area demografica. Dodicesima per numero di abitanti, presenta il maggior numero di comuni (109) nella classe di ampiezza demografica che va dai 1000 ai 2000 abitanti. Oltre il 68% dei comuni ha una popolazione che non supera i 3000 abitanti e la città  pi๠popolosa è Cagliari con oltre 200.000 abitanti. Nella graduatoria della vita media occupa il settimo posto per le donne (80,4 anni rispetto alla media italiana di 80 anni) e l’undicesimo per gli uomini (73,7 anni rispetto alla media italiana di 73,4 anni) mentre con un indice di vecchiaia pari a 74,2 (contro il valore nazionale di 96,57) è tra le regioni pi๠giovani d’Italia. Area ambientale. La superficie territoriale secondo la zona altimetrica presenta una composizione prevalentemente collinare (67,9%); il 18,5% di superficie pianeggiante e il 13,6% di superficie montuosa completano l’estensione territoriale della regione. Con il 54% di costa balenabile si colloca al di sotto dei valori medi nazionali nella graduatoria della qualità  delle acque marine balneabili. Con 69 abitanti per km2 si colloca al diciassettesimo posto per densità  di popolazione.

Storia

Affascinanti resti di complessi megalitici, quali dolmen e domus de janas, legati al culto dei morti, e di menhir, allora simboli di fertilità  e fecondità , legati al culto della “grande madre”, testimoniano la presenza di popolazioni dell’età  neolitica. Fra i reperti archeologici di maggiore importanza spiccano, poi, le rovine di monumentali costruzioni, definite nuraghi, risalenti alla civiltà  nuragica. àˆ difficile spiegare con precisione a che cosa servissero queste strutture: probabilmente fungevano da altari per il culto degli eroi o da tombe per gli stessi o da semplici abitazioni ma l’ipotesi pi๠attendibile è quella che attribuisce loro funzioni militari di difesa. Si contano circa 7000 nuraghi in tutta l’isola e accanto ad essi, per lo stesso periodo, assumono grande importanza i resti di “tombe dei giganti”. Le notizie riguardanti queste civiltà  parlano di una società  agro-pastorale dal carattere guerriero, organizzata in trib๠o “cantoni”, spesso in guerra fra loro. In seguito, sembra che i primi ad arrivare in Sardegna siano stati i sardi o shardana, intorno al XIV secolo a.C. Verso il XII-XI secolo a.C., approdarono sull’isola i fenici, grande popolo di navigatori, che non si spinsero mai nell’entroterra ma si localizzarono unicamente lungo i litorali. Qui restarono fin quando, intorno al VI secolo a.C., non iniziಠa irrompere la dominazione punica. Dopo lunghe e sanguinose battaglie con le popolazioni indigene, i punici riuscirono ad attestarsi nella parte occidentale dell’isola mentre i sardi, sospinti dalle invasioni, si stabilirono sul versante orientale. Attorno al 259 a.C. lo sbarco delle truppe comandate da Lucio Cornelio Scipione segnಠl’inizio dell’invasione dell’isola da parte dei romani. Questi impiegarono 127 anni prima di riuscire ad assoggettare la Sardegna, incontrando le maggiori resistenze nei sardi situati nelle montagne, per questo definiti dai romani stessi “barbaricini”. Il dominio romano durಠsette secoli e favorଠper certi versi un leggero miglioramento nelle condizioni dell’isola: ci fu un notevole incremento delle opere pubbliche, uno sviluppo dell’agricoltura e dell’arte estrattiva nelle miniere e furono costruite importanti strade, quali: l’occidentale, che andava da Kà ralis a Tibula, nei pressi di Capo Testa, e l’orientale, che da Kà ralis arrivava ad Olbia. Tuttora nella lingua sarda sono evidenti i segni della sua origine romana, a testimoniare quanto sia forte l’impronta lasciata dal grande impero nella cultura di questa regione. In seguito la Sardegna conobbe l’invasione dei vandali, la cui breve dominazione fu spezzata dai bizantini, che lentamente si impadronirono di quasi tutta l’isola e riuscirono a fronteggiare i violenti attacchi degli arabi. Questi ultimi furono stroncati definitivamente dall’intervento di una potente flotta cristiana che, composta da pisani, genovesi e franchi, sconfisse Museto, potente condottiero, ponendo fine a ogni tentativo arabo di impadronirsi dell’isola. Fu questo il periodo in cui la Sardegna entrಠnell’epoca “giudicale”, alla quale non è possibile attribuire con certezza una data di origine precisa: secondo l’ipotesi pi๠attendibile furono i governatori bizantini a riorganizzare l’assetto militare e quello politico-amministrativo della regione, suddividendola in quattro aree, definite appunto “giudicati” (Cagliari, Arborea, Torres, Gallura). In seguito un’incessante lotta tra pisani e genovesi, gli uni e gli altri interessati al dominio sull’isola, vide prevalere i primi sui secondi: divenuti padroni dei “giudicati” di Cagliari, Torres e Gallura, i pisani smembrarono ulteriormente le tre zone ottenute, imponendo per ognuna di esse i loro uomini. Intanto rimaneva al di fuori del loro controllo il Giudicato d’Arborea, che fu invece al centro delle alterne vicende che scandirono la conquista dell’Isola da parte degli Aragonesi. La definitiva affermazione di questi ultimi fu sancita dalla loro vittoria nell’epica battaglia di Macomèr, nel 1478. Durante l’epoca spagnola, iniziata nel 1479 con la fusione dei due grandi regni iberici d’Aragona e Catalogna, la Sardegna conobbe l’incrementarsi del processo di feudalizzazione, vide trasformarsi tipologicamente e architettonicamente le chiese, subଠl’aggravarsi delle condizioni di vita nelle campagne a causa dei fenomeni di brigantaggio, cui si aggiunsero i danni provocati dalle inondazioni del Tirso: tutti fenomeni che favorirono, perà², la nascita di nuovi nuclei urbani. Con la guerra di successione spagnola, poi, l’Isola finଠsotto la dominazione austriaca e, col trattato di Londra del 1718, fu ceduta ai Savoia in cambio della Sicilia. Quando i francesi, dopo lo scoppio della rivoluzione, nel 1793, cercarono di occupare la Sardegna, i sardi riuscirono a sconfiggerli e, motivati dall’entusiasmo della vittoria, provarono, sotto la guida di Giovanni Maria Anjoi, a rivendicare l’autonomia dell’isola. Il tentativo, perà², non riuscଠe scatenಠuna dura repressione da parte del governo dei Savoia. Carlo Alberto intraprese l’attuazione delle riforme, che nel 1835 sfociarono nella sanzione della fine del sistema feudale: fu ridimensionata l’autorità  della Chiesa, ora sottoposta a quella del Regno, e si verificಠun ripopolamento delle campagne, precedentemente abbandonate; vennero realizzate, inoltre, importanti arterie stradali, fra cui la statale “Carlo Felice”, che metteva in comunicazione Cagliari con Sassari; nel 1848, poi, la Sardegna veniva finalmente integrata nello stato sabaudo. In seguito l’Isola fu colpita da una grave crisi determinata dalle inondazioni, dalla siccità , dalla malaria e dai danni provocati dalla fillossera, oltre che dai costanti fenomeni di banditismo. Nel periodo fascista furono attuati importanti lavori di bonifica e vennero costruite dighe sul Tirso, sul Coghinas e sull’alto Flumendosa. Nel secondo dopoguerra fu finalmente risolto il problema della malaria e si ottennero numerosi progressi in tutti i settori della vita isolana. La Sardegna venne riconosciuta regione autonoma il 26 febbraio 1948.

Servizi

Turismo. La conservazione del patrimonio naturale e delle tradizioni locali richiama l’attenzione di un turismo d’à©lite. Paradossalmente, il sistema di trasporti, costituito da infrastrutture insufficienti a rispondere alla domanda turistica nei periodi di punta, ha contribuito allo sviluppo di un turismo qualitativamente e quantitativamente superiore, che ricerca la bellezza incontaminata degli ambienti completamente salvaguardati sul piano ecologico e naturalistico, il fascino e la ricchezza dei beni archeologici, l’eccezionalità  della cultura tramandata di usi e costumi locali e la genuinità  della produzione eno-gastronomica. I piani di sviluppo relativi al settore turistico, attualmente pi๠concentrato sulle coste e in particolare sulla Costa Smeralda, mirano alla destagionalizzazione e al potenziamento di un’offerta differenziata.   Sport. La presenza del mare condiziona positivamente le attività  sportive: in particolare, si pratica il windsurf e sono attrezzati numerosi centri per l’attività  subacquea, giustificati dalla particolare ricchezza dei fondali. L’entroterra si caratterizza per la diffusine di campi da golf, presenti in diverse zone del territorio, e per le piste da go kart. Diffuso è anche il mountain bike. Trasporti. Il sistema stradale manifesta pi๠punti deboli, che incidono negativamente sulla fruibilità  turistica, sull’accessibilità  in genere e sulle condizioni di sicurezza. La rete ferroviaria, estesa per circa 1.100 km, si distingue nel trasporto gestito dalle Ferrovie dello Stato e in quello di interesse regionale e locale, garantito dalle Ferrovie della Sardegna. Queste ultime hanno attivato anche linee turistiche utilizzabili solo in giorni particolari, anche su prenotazione, per fini turistici. Caratterizzate da una sostanziale insufficienza infrastrutturale, le ferrovie sarde sono le uniche in Italia, insieme a quelle valdostane, a non utilizzare la rete elettrificata e quelle con la pi๠bassa percentuale di binario doppio. Il Piano dei Trasporti prevede, infatti, l’attivazione di un processo di ristrutturazione e ammodernamento. Un piano di potenziamento esiste anche per il trasporto aereo, che migliorerà  i collegamenti col continente italiano ed europeo. Il servizio fornito delle infrastrutture portuali, infine, risulta ancora carente per la mancanza di specializzazione degli scali e per l’inesistenza di strutture intermodali, fatta eccezione per Olbia, collegata con la rete ferroviaria dello stato. Sanità . Le condizioni attuali della sanità  sarda riflettono una grave crisi economica, organizzativa e di rinnovamento. La rete ospedaliera pubblica regionale è costituita da 20 ospedali e 7 presidi, totalizzando un numero complessivo di 8.573 posti letto, corrispondenti a 5,8 per ogni mille abitanti. I recenti provvedimenti per la distribuzione dei posti letto hanno ottenuto come risultato una maggiore concentrazione della ricettività  ospedaliera. Istruzione e cultura. La regione vanta due grandi università : quella di Cagliari e quella di Sassari. L’Università  degli Studi di Cagliari, inaugurata nel 1626 con decreto del re Filippo IV, dislocata anche nelle tre sedi di Iglesias, Nuoro e Oristano, comprende le facoltà  di economia, farmacia, giurisprudenza, ingegneria, lettere e filosofia, lingue e letterature straniere, medicina e chirurgia, scienze della formazione, scienze matematiche fisiche e naturali e scienze politiche, cui si aggiungono i corsi post laurea. A Monserrato (CA) si trova il policlinico universitario. L’ateneo è organizzato in 35 dipartimenti e include 15 centri, legati ai diversi indirizzi culturali, tecnici e di attività  sportiva. L’Università  degli Studi di Sassari, con sede anche a Nuoro, affonda le sue origini nel 1558, quando il sassarese Alessio Fontana lasciಠi suoi beni alla compagnia di Ges๠perchà© nella sua città  fosse fondato un Collegio. Il Collegio gesuitico fu aperto nel 1562 e dichiarato Università  di diritto regio, nel 1617, sotto il re di Spagna Filippo III. Oltre a corsi post laurea, l’ateneo comprende le facoltà  di agraria, economia, farmacia, giurisprudenza, lettere e filosofia, lingue e letterature straniere, medicina e chirurgia, medicina veterinaria, scienze matematiche fisiche e naturali e scienze politiche. In generale il sistema scolastico, abbastanza articolato e ricco di proposte, appare adeguato alle esigenze delle comunità  locali della regione: istituti d’istruzione secondaria di secondo grado sono ubicati, oltre che nei capoluoghi di provincia, anche nei comuni pi๠importanti; in quasi tutti gli altri comuni si trovano le scuole di ordine e grado inferiore. La Sardegna non ha antiche tradizioni museologiche. Tuttavia, tra musei, gallerie, collezioni, centri antiquari e pinacoteche si contano 54 raccolte, di notevole interesse culturale. Comunque, fatta eccezione per i Musei Nazionali di Cagliari, il Museo Sunna di Sassari, di origine ottocentesca, l’Antiquarium Arborense di Oristano e la Galleria Comunale di Cagliari, tutto il resto è di recente costituzione. àˆ molto ricco il patrimonio culturale di materiale scritto, relativo ad antiche tradizioni storiche, artistiche, civili e religiose, raccolto nelle numerose biblioteche presenti sul territorio regionale. Le dotazioni pi๠significative si trovano: a Cagliari, presso la biblioteca Universitaria, ospitata nel settecentesco Palazzo del Seminario Tridentino, presso l’Archivio di Stato, e l’Archivio Diocesano; lo stesso dicasi per Sassari, con la sua biblioteca Universitaria, il suo Archivio di Stato, quello Diocesano e quello del seminario Arcivescovile. Altre strutture di rilievo sono: la Biblioteca del Consiglio Regionale della Sardegna, dotata di una gran quantità  di volumi che spaziano nei diversi settori culturali, e, per quanto riguarda la storia delle tradizioni popolari e del costume, la Biblioteca dell’Istituto Etnografico di Nuoro.

Ordinamento

Il Consiglio regionale, con sede a Cagliari, è formato da 80 membri ed è strutturato in 8 commissioni permanenti: I Autonomia, ordinamento regionale, rapporti con lo Stato, riforma dello Stato, enti locali, organizzazione regionale degli enti e del personale, polizia locale e rurale, partecipazione popolare; II Politiche comunitarie, adeguamento ordinamento regionale agli atti normativi comunitari, rapporti con la Cee, cooperazione internazionale, diritti civili, emigrazione ed immigrazione, etnie, informazione; III Programmazione economica e sociale, bilancio, contabilità , credito, finanze e tributi, demanio e patrimonio, partecipazioni finanziarie; IV Assetto generale del territorio, pianificazione territoriale regionale, urbainistica, viabilità  e trasporti, navigazione e porti, edilizia, lavori pubblici; V Agricoltura, forestazione produttiva, bonifica, acquicoltura, caccia e pesca industriale e marittima, alimentazione, tutela dell’ambiente, forestazione ambientale, recupero ambientale, parchi e riserve naturali, difesa del suolo; VI Industria, miniere, cave e torbiere, artigianato, cooperazione, lavoro e occupazione, turismo, commercio, fiere e mercati, risorse energetiche, fonti alternative d’energia; VII Sanità , igiene pubblica, medicina sociale, edilizia ospedaliera, servizi sanitari e sociali, assistenza, igiene veterinaria, personale delle UUssll; VIII Diritto allo studio, scuole materne, edilizia scolastica, cultura, musei, biblioteche e archivi storici, sport e spettacolo, ricerca scientifica, formazione professionale). Presso il Consiglio operano: il Comitato regionale per il servizio radiotelevisivo e l’Ufficio del difensore civico. La Giunta regionale ha sede a Cagliari ed è composta dal presidente e da dodici assessori. Presso gli assessorati operano anche Consulte, Comitati e Commissioni, oltre ad altre strutture. Istituzioni sub-regionali. Sono presenti, tra le altre: 25 Comprensori, 25 Comunità  montane, 8 Aziende Unità  sanitarie locali e 24 distretti scolastici. Nello stemma regionale concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, figura una croce rossa, accompagnata, nei cantoni, da quattro teste di moro, bendate. La pi๠antica attestazione dell’emblema risale al 1281, ma fu solo nella seconda metà  del XIV secolo che i quattro mori, importati dai re aragonesi, apparvero per la prima volta legati alla Sardegna, divenendone il simbolo. Comunità  montane. In provincia di Cagliari: Del Basso Sulcis con sede a Teulada, Del Mulargia e Flumendosa (Siurgus Donigala), Monte Linas (Guspini), Sa Giara (Tuili), Serpeddଠ(Quartu Sant’Elena), Sarrabus Gerrei (Villasalto), Sulcis Iglesiente (Iglesias), Zona XXIII (Capoterra); in provincia di Nuoro: Barbagia Mandrolisai (Sorgono), Delle Baronie (Siniscola), Marghine Planargia (Macomer), Nuorese (Nuoro), Ogliastra (Lanusei), Sarcidano Barbagia di Seulo (Isili); in provincia di Oristano: Arci Grighine (Palmas Arborea), Del Barigadu (Buschi), Dell’Alta Marmilla (Ales), Montiferru (Cuglieri); in provincia di Sassari: Del Logudoro (Bonorva), Gallura (Tempio Pausania),Goceano (Bono), Monte Acuto (Ozieri), Osilo n. 1 (Osilo), Riviera di Gallura (Olbia), Su Sassu Anglona (Perfugas). Unità  Sanitarie Locali. Azienda Usl 1 di Sassari; Usl 2 di Olbia; Usl 3 di Nuoro; Usl 4 di Lanusei; Usl 5 di Oristano; Usl 6 di Sanluri; Usl 7 di Carbonia; Usl 8 di Cagliari. Distretti scolastici. In provincia di Cagliari: n. 16 con sede a Guspini, n. 17 (Iglesias), n. 18 (Carbonia), n. 19 (Senorbà¬), n. 20 (Muravera), n. 21 (Sanluri), nn. 22 e 23 (Cagliari), n. 24 (Quartu Sant’Elena); in provincia di Nuoro: n. 6 (Macomer), n. 7 (Nuoro), n. 8 (Siniscola), n. 9 (Lanusei), n. 10 (Sorgono), n. 11 (Isili); in provincia di Oristano: n. 12 (Ghilarza), n. 13 (Santu Lussurgiu), n. 14 (Oristano), n. 15 (Ales); in provincia di Sassari: n. 1 (Sassari), n. 2 (Alghero), n. 3 (Tempio Pausania), n. 4 (Olbia), n. 5 (Ozieri). 

Province della Regione

9 province
Cagliari

CA

71 comuni

Codice: 092

Esplora provincia
Carbonia-Iglesias

CI

23 comuni

Codice: 107

Esplora provincia
Medio Campidano

VS

28 comuni

Codice: 106

Esplora provincia
Nuoro

NU

52 comuni

Codice: 091

Esplora provincia
Ogliastra

OG

23 comuni

Codice: 105

Esplora provincia
Olbia-Tempio

OT

26 comuni

Codice: 104

Esplora provincia
Oristano

OR

88 comuni

Codice: 095

Esplora provincia
Sassari

SS

66 comuni

Codice: 090

Esplora provincia
Sud Sardegna

SU

0 comuni

Codice: 111

Esplora provincia

Comuni Principali

I 10 comuni più popolosi
Comune Provincia Abitanti Altitudine
Cabras Oristano 0 0 m
Cùglieri Oristano 0 0 m
Curcùris Oristano 0 0 m
Fordongiànus Oristano 0 0 m
Ghilarza Oristano 0 0 m
Gonnoscodina Oristano 0 0 m
Gonnosnò Oristano 0 0 m
Gonnostramatza Oristano 0 0 m
Marrùbiu Oristano 0 0 m
Masullas Oristano 0 0 m

Informazioni Regione

  • Nome Sardegna
  • Codice ISTAT 20
  • Ordine alfabetico 14
  • Numero province 9
  • Numero comuni 377
  • Popolazione totale 0

Date Storiche

Statistiche Avanzate

  • Popolazione media comune 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m
  • Superficie media 63,90 km²

Mappa Regione

Mappa della regione Sardegna

Capoluogo di Regione

Trebisacce

Provincia: Cosenza (CS)

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