Cenni storici su Gonnostramatza.
Il toponimo è composto dal termine latino GONN, ‘monte’ e da quello sardo “tramattsu”, ‘tamerice’, col significato di ‘collina del tamerice’.
Il borgo è di probabile origine nuragica.
Poche sono le notizie relative alle sue vicende storiche: si sa che appartenne alla diocesi di Terralba Prebenda di Sardara e, nel periodo dei giudicati, alla curatoria di Mogoro.
Nel Settecento fu sede di una Cassa di Credito Agricolo, istituita dai Savoia.
Il territorio presenta un patrimonio archeologico di rilievo.
Le testimonianze più antiche risalgono al periodo nuragico: il nuraghe di Pranu Aidu, con le torri, era un’officina per la lavorazione dell’ossidiana.
Di notevole importanza anche i siti di Bruncu S’Arbia, Su Seddarxiu, Bruncu S’Omini Mortu, Sa Costa Manna, Scaba Axeddu, Chiccu Leus, Miali Crabus a Sa Turriga.
In località San Giuanni sono stati rinvenuti numerosi reperti di epoca romana: vasi, tegole e blocchi squadrati degli edifici crollati.
Tra le altre opere architettoniche più importanti meritano di essere citate: la parrocchiale, dove è conservato il polittico di Lorenzo Cavaro, datato 1501 e la chiesa di San Paolo, del XIII secolo in regione Serzala.