Cenni storici su Cuglieri.
Il toponimo è di antica origine incerta, molto probabilmente punica.
Citata da Tolomeo come la GURULIS NOVA, venne fondata dai Cornensi dopo il 215 a.
C.
, sebbene il ritrovamento di nuraghi e tombe dei giganti testimonino una presenza ancora più antica.
Sul territorio comunale si riscontrano anche tracce della presenza romana, soprattutto in regione S'Essa e nella zona compresa tra le località di Santa Caterina di Pittinuri e di Sant'Archittu, dove sorgeva la città punico romana di Corpus, che svolse un ruolo importante nello scontro finale tra romani e sardo-punici durante il 215 a.
C.
, dato che la sua conquista segnò il definitivo passaggio della Sardegna sotto il dominio romano.
Nel 1821 divenne capoluogo di una vasta provincia e dal 1927 al 1970 fu sede del Pontifico Seminario regionale sardo.
Nel territorio vi sono numerose testimonianze preistoriche, nuragiche e puniche.
I numerosi nuraghi sono concentrati soprattutto nella zona di Sessa: meritano attenzione quelli di Oragiana, Oratanda, Orakeris e nuraghe Maggiore.
Nella pineta di Is Arenas, è ancora visibile il ponte romano, alto circa sette metri, che scavalca il rio Azzanna.
Degne di nota sono, in aggiunta: le aree archeologiche di Columbaris e di Corpus, di antica origine paleocristiana, risalenti al VI secolo d.
C.
; la necropoli punico-romana di Fanne Massa; Palatu, sito misterioso e suggestivo, arroccato sulle pendici del vulcano spento di Conca Mele, di probabile epoca tarda alto medioevale.
Meritano di essere menzionate anche: la parrocchiale di Santa Maria della Neve, riedificata nel 1600 sopra una precedente chiesa duecentesca, in stile barocco, al cui interno si trova la statua in pietra dipinta della Madonna; l'Antiquarium comunale, ordinato nel Seicento ex convento dei Cappuccini, che conserva materiale archeologico proveniente dalle aree archeologiche; le rovine del castello del Montiferru, costruito in epoca medievale a scopo difensivo.