Cenni storici su Almenno San Salvatore.
Abitata da tempi assai remoti, secondo alcuni studiosi deriva la prima parte del toponimo dalla voce ligure "lemos" ('olmo') e secondo altri dall'espressione latina AD LIMEN ('al confine').
Fu sede della Corte Regia longobarda di Lemine, comprendente anche i territori degli attuali comuni di Almenno San Bartolomeo, Almè e Villa d'Almè.
Subì la dominazione dei franchi e fu sottoposta ai conti di Lecco.
Nel 975 entrò nei possedimenti dei vescovi di Bergamo.
Fu teatro dei violenti scontri tra i guelfi e i ghibellini, che portarono alla rovina della località di San Giorgio e del castello, definitivamente abbattuto nel 1444 con il passaggio alla repubblica di Venezia.
Al periodo della dominazione veneziana, probabilmente al 1598, risale la divisione del Comune di Almenno nei due attuali, al cui nome furono aggiunti quelli dei rispettivi Patroni con funzione distintiva.
Alla Serenissima fece seguito la dominazione austriaca, fino al 1859, che trovò qui un'aspra opposizione.
Il patrimonio storico-architettonico annovera: la chiesa di San Giorgio, realizzata nel X secolo e più volte restaurata, che conserva un fossile del Pleistocene; la chiesa di San Nicola (o Santa Maria della Consolazione, del XV secolo), ricca di affreschi e dipinti; la chiesa dei Cappuccini, del XVI secolo; la parrocchiale, dedicata al San Salvatore ed edificata nel XVIII secolo sui resti di una chiesa del '400; casa Dolci; il cinquecentesco edificio a loggiati di Ca' Marcellino e il settecentesco palazzo della Pretura.
Anteriore al Mille è la prima fase costruttiva del santuario della Madonna del Castello, che include una cripta in stile preromanico e la chiesa edificata tra il XV e il XVI secolo a seguito di apparizioni della Madonna.