Regione Valle d'Aosta

1 Province 74 Comuni 0 Abitanti Codice: 02

Descrizione

Antica dimora dei fieri salassi, è la pi๠piccola regione d'Italia sia per numero di abitanti sia per estensione. Oltre all'italiano la sua popolazione parla un dialetto franco-provenzale (patois) e negli atti pubblici pratica il bilinguismo, essendo la lingua francese parificata a quella italiana e insegnata nelle scuole; si registra inoltre la presenza di un piccola etnia tedesca (walser), insediata da secoli nella valle di Gressoney e ben integrata, che ancora oggi parla un dialetto di derivazione tedesco- medievale. La regione è da tempi remotissimi luogo di transito: i suoi passi alpini hanno rappresentato nel corso dei secoli la naturale via di collegamento tra l'Italia e l'Europa del nord, oltre che l'accesso privilegiato di armate ed eserciti, da Annibale a Napoleone; nella seconda metà  del Novecento, in seguito all'apertura dei trafori del Gran San Bernardo (1964) e del Monte Bianco (1965), la regione è divenuta uno snodo cruciale lungo le moderne direttrici di traffico tra il nord e il sud dell'Europa oltre che tra le aree pi๠industrializzate del settentrione d'Italia, la Francia e la Svizzera. Il fenomeno dell'emigrazione si è manifestato con particolare intensità  nel periodo successivo all'unità  d'Italia -tra il 1885 e il 1905, circa 22.000 valdostani abbandonarono la regione-; a questa emorragia di risorse umane pose fine il regime fascista, che produsse il fenomeno opposto dell'immigrazione allo scopo di favorire l'italianizzazione della regione. Attualmente il turismo ecologico e della neve rappresenta la voce trainante dell'economia valdostana, che trova sostegno anche nei flussi turistici legati alle tradizioni e al patrimonio storico-architettonico regionali: il quadro delle relazioni esterne risulta dunque assai vivace e in continua espansione. Collegamenti. La valle del fiume Dora Baltea rappresenta l'asse centrale della circolazione regionale: nella zona d'alveo fluviale, infatti, corrono le due autostrade del territorio valdostano, la Torino-Ivrea-Aosta (A5) e la Aosta-Traforo del Monte Bianco, con l'ultimo tronco in fase di ultimazione (Morgex-Courmayeur). Il corridoio naturale della valle centrale, inoltre, permette di raggiungere i colli transalpini del Piccolo e del Gran San Bernardo, che mettono in comunicazione rispettivamente con la Savoia francese e con il Vallese svizzero: sul capoluogo regionale, ubicato in posizione baricentrica quasi al centro della valle e della regione, convergono infatti le strade statali n. 26 della Valle d'Aosta e n. 27 del Gran San Bernardo -la prima conduce al colle del Piccolo San Bernardo attraversando l'intero territorio regionale e biforcandosi all'altezza di Prà©-Saint-Didier verso il traforo del Monte Bianco; la seconda porta al traforo del Gran San Bernardo e, a differenza dell'altra, è agibile tutto l'anno-. Sul grande asse trasversale della statale n. 26 si innestano i tracciati viari che solcano le vallate laterali: da nord confluiscono la statale n. 505, che risale la valle di Gressoney, la n. 506, che solca la valle d'Ayas, e la n. 406, che conduce a Cervinia; da sud la statale n. 507, che porta a Cogne. Una sola linea ferroviaria, inaugurata nel 1886, a binario unico e non elettrificata, serve la regione che, priva di sbocchi al mare, si serve del porto commerciale e turistico di Genova; la regione, inoltre, dispone soltanto di un piccolo aeroporto, il "Corrado Gex" di Saint-Cristophe, usato prevalentemente per scopi turistici -è assai rinomato come punto di partenza per voli panoramici sulle Alpi-. Oltre al capoluogo regionale, costituiscono centri di gravitazione per le strutture burocratico-amministrative, il commercio e i servizi in genere i comuni di Pont-Saint-Martin, Chà¢tillon e Courmayeur. Territorio. La morfologia della regione è scenograficamente aspra e tormentata; le aree pianeggianti sono pertanto molto ridotte, con l'unica, limitata eccezione dalla conca di Aosta. La regione è delimitata su tre lati dai massicci montuosi pi๠imponenti dell'intera catena alpina: a meridione il gruppo del Gran Paradiso (4.061 m); a occidente la catena del Monte Bianco, che culmina con la vetta omonima, la pi๠alta d'Europa (4.807 m); a settentrione una serie di creste che raggiungono le massime altezze con il monte Cervino (4.478 m) e il Monte Rosa (4.637 m). Nonostante l'effetto serra, che ne riduce annualmente l'estensione, 18.000 ettari del territorio valdostano sono ancora coperti da ghiacciai. I fondovalle e i rilievi presentano un ricco e vario manto di vegetazione tipicamente alpina, con oltre 1.500 specie, delle quali diverse endemiche e assai rare, concentrate per lo pi๠nell'alta valle di Cogne e in Valdigne (POTENTILLA PENNSYLVANICA, LIMNEA BOREALIS, AETHIONEMA THOMASIANUM, ASTRAGALUS CENTROALPINUS). Dalle quote pi๠basse fino al limite altimetrico inferiore delle nevi e dei ghiacci perenni si susseguono quindi boschi di castagni, roveri, querce, ontani e conifere (abete rosso e bianco, larice e pino cembro) nonchà© arbusteti, con prevalenza di rododendri, sassifraghe e ranuncoli glaciali. La rarità  assoluta di questo patrimonio naturale ha fatto sଠche, oltre al Parco nazionale del Gran Paradiso, istituito nel 1922, venissero individuate e sottoposte a vincoli di tutela altre nove aree (il Parco regionale del Mont-Avic e le Riserve naturali Lago di Lozon, Lolair, Tsatelet, Les Iles, Mont Mars, Cà´te de Gargantua, Marais e Stagno di Holey). L'idrografia regionale ha nel fiume Dora Baltea il suo asse portante. Nel suo lungo tragitto verso il fiume Po il corso d'acqua riceve da sud l'apporto dei torrenti Dora di Verney, Dora di Valgrisenche, Dora di Rhàªmes, Savara, Grand Eyvia, Saint-Marcel e Ayasse, da nord il contributo dei torrenti Vertosan, Buthier, Sant-Barthà©lemy, Marmore, Evanà§on, Chalamy e Lys. La regione, inoltre, è punteggiata di laghi di ogni dimensione -molti di essi, i pi๠grandi, sono di origine artificiale-. Il suo sottosuolo, straordinariamente ricco in passato di magnetite, antracite, piriti cuprifere e oro, è ormai praticamente privo di risorse. Clima. La conformazione prevalentemente montuosa della regione determina condizioni climatiche che si possono definire di tipo alpino. Per quanto riguarda le temperature l'intera regione è caratterizzata da forti escursioni termiche diurne -di circa 9 ° C nel periodo invernale e 11 ° in quello estivo-, da escursioni annue non ugualmente rilevanti e da temperature medie annue molto basse, con minime e massime invernali di circa -1 ° e 5 ° C e minime e massime estive di 13 ° e 24 ° C. La rigidità  del clima è confermata anche dal fatto che si registrano temperature al di sotto dello zero per circa due terzi del periodo invernale. I venti hanno caratteristiche di incanalamento, ovvero direzione e intensità  molto variabili sul territorio; sono dominanti le brezze di monte e di valle, causate dal diverso grado di riscaldamento diurno e notturno delle cime montane e delle valli. Le precipitazioni hanno una frequenza media che va da circa 15 giorni in inverno a circa 18 in estate; la loro intensità  è pari a circa 600 millimetri annui, con punte massime localizzate tra le Alpi Graie e Pennine soprattutto in primavera e in autunno. Attività  produttive. La principale risorsa economica è rappresentata dal terziario, che ha cominciato a svilupparsi in modo rilevante soltanto dalla seconda metà  degli anni Sessanta, grazie all'apertura dei trafori del Gran San Bernardo e del Monte Bianco e alla costruzione dell'autostrada; il punto di forza di questo settore è costituito dal turismo e dal suo indotto commerciale, cui si affianca il comparto della pubblica amministrazione che, sempre dagli anni Sessanta, ha fatto registrare un incremento eccezionale. Per contro il settore industriale, basato su piccole e medie imprese concentrate nel fondovalle della Dora Baltea, intorno ai poli di Aosta (comparti meccanico, metallurgico, alimentare, tessile, editoriale ed elettronico), Chà¢tillon (comparti elettronico, meccanico e metallurgico), Verrès (comparto meccanico), e Pont-Saint-Martin (comparti della chimica e dell'informatica), è andato sempre pi๠declinando nel corso degli anni, con le sole rilevanti eccezioni dei comparti edilizio e idroelettrico; quest'ultimo, in particolare, dal 1885 esporta nelle regioni limitrofe le ampie eccedenze di energia elettrica, rappresentando, dopo il turismo, la maggiore fonte di ricchezza dei valdostani. Le attività  estrattive, molto fiorenti fino a tempi recenti, si sono estinte con la chiusura delle ultime miniere di magnetite a Cogne; anche la parabola evolutiva dell'industria siderurgica, legata allo sfruttamento dei giacimenti ferrosi di Cogne e culminata nel 1917 con la nascita delle acciaierie di Aosta, ha iniziato da tempo la fase calante. Nel corso degli anni Ottanta, infatti, l'industria ha subito un notevole ricambio produttivo, orientandosi verso comparti ad elevato contenuto tecnologico e privilegiando gli stabilimenti di piccole dimensioni e a minore impatto ambientale; per effetto di questa linea di tendenza l'artigianato, alla cui conservazione e valorizzazione è addetto un ente regionale apposito (Ivat), si è dilatato in misura rilevante. L'agricoltura appare in forte contrazione e cosଠpure la zootecnia -le mandrie bovine, punta di diamante del patrimonio zootecnico, hanno visto il numero dei capi contrarsi sensibilmente negli ultimi anni-. Accanto a cereali, uva e frutta (soprattutto mele e pere), spiccano fra i prodotti tipici valdostani i gustosi formaggi degli alpeggi, la fontina, la "mocetta" (sorta di prosciutto di stambecco o camoscio), il lardo di Arnad, il prosciutto di Bosses e la ricca produzione enologica -molti sono infatti i vini locali che hanno ottenuto il riconoscimento del marchio Doc (Donnas, Enfer d'Arvier, Gamay, Chambave, Nus, Arnad-Montjovet e Torrette, tra i rossi; Blanc de Morgex et de La Salle, Nus Pinot Grigio, Chambave Moscato, Passito e Chambave Moscato, tra i bianchi)-. La gastronomia regionale vanta piatti gustosi quali la "soupe" (zuppa a base di pane di segale, fontina e altri ingredienti tipici) e la "carbonnade" (rag๠di carne bovina salata cotta in vino rosso). Analisi statistica. Area sociale. Le statistiche culturali e sociali varie vedono la Valle d'Aosta collocarsi nel complesso al di sopra dei valori medi nazionali. àˆ la terza regione per quanto riguarda la spesa pro-capite per spettacoli, manifestazioni sportive e trattenimenti vari ed è la sesta per diffusione di periodici per abitante (90 copie contro le 66 della media nazionale). Si colloca al dodicesimo posto nella graduatoria delle regioni italiane per grado di istruzione, con 206,7 laureati e diplomati per 1.000 abitanti contro i 211,1 della media nazionale. Area economica. L'apporto pi๠consistente all'economia regionale è dato dal terziario, con un valore aggiunto che incide sul totale per il 70,2% (superiore alla media nazionale). Sono inferiori ai valori medi, invece, le percentuali relative al valore aggiunto del settore agricolo (2,7% rispetto al 3,7%) e del settore industriale (27,1% contro il 29,8%). Ottime le posizioni occupate dalla regione nelle graduatorie riguardanti i conti economici pro-capite: è la prima regione per consumi per abitante e la seconda per Prodotto Interno Lordo pro-capite. La percentuale di occupati su 1.000 abitanti (425,6 contro i 346,5 della media nazionale) la colloca al secondo posto nella graduatoria delle regioni italiane. Area demografica. Oltre il 60% dei comuni valdostani non supera i 1.000 abitanti mentre la classe di ampiezza demografica che comprende il maggior numero di comuni (28) non supera i 500 abitanti. La città  pi๠popolosa è il capoluogo regionale, con poco pi๠di 36.000 abitanti. Nella graduatoria della vita media la regione occupa il quattordicesimo posto per gli uomini e il tredicesimo per le donne, con valori molto vicini alle medie nazionali. L'indice di vecchiaia (132,8) è superiore alla media italiana (96,57). Area ambientale. Con la sua superficie di 3.263,5 chilometri quadrati, interamente classificata montana, copre appena l'1,1% della superficie complessiva italiana. La densità  di popolazione, pari a un quinto della media nazionale, è di soli 36 abitanti per chilometro quadrato.

Storia

La presenza dell'uomo nella regione è attestata con sicurezza dalla fase finale del neolitico, come documentano i resti di un villaggio di capanne rinvenuti nei pressi di Saint-Pierre. I ritrovamenti pi๠numerosi e interessanti si riferiscono all'inizio dell'eneolitico (3.000-2.500 a. C.): si segnala in particolare l'area megalitica di culto di Saint-Martin-de-Corlà©ans (Aosta), sviluppatasi in quattro fasi successive e riportata alla luce nel 1969 da Franco e Rosanna Mezzena; importanti tracce megalitiche sono visibili, inoltre, sul colle del Piccolo San Bernardo (cromlech o circolo megalitico) e presso Challand-Saint-Victor e Saint-Christophe. All'età  del bronzo e a quella del ferro si riferiscono diversi reperti affiorati a Vollein, presso Montjovet, a Saint-Vincent e a Chà¢tillon. In questo periodo si assistette alla nascita e sviluppo di insediamenti del tipo "castelliere", di origine ligure, posti sempre strategicamente in posizione elevata lungo la valle centrale e quelle laterali. La prima presenza dei celti nella regione è databile tra la seconda metà  del V secolo a. C. e gli inizi del IV; questa popolazione, mescolandosi con quella indigena, di stirpe ligure, originಠil popolo dei salassi di cui parlano Strabone nel II secolo a. C. e Plinio il Vecchio nel I d. C. Il primo urto tra salassi, e romani si ebbe nel 143 a. C., quando questo fiero popolo inflisse una bruciante sconfitta alle legioni del console Appio Claudio; di lଠa poco perà², nel 140 a. C., il fondovalle della Dora Baltea passಠsotto il controllo romano. Dopo la fondazione della colonia di EPOREDIA (Ivrea) nel 100 a. C., la penetrazione romana nella regione si accentuಠe gli scontri ripresero fra il 35 e il 33 a. C., per concludersi definitivamente nel 25 a. C. con la sconfitta dei salassi; in quello stesso anno fu fondata la colonia di AUGUSTA PRAETORIA (Aosta). Il processo di romanizzazione fu rapido: la popolazione indigena si fuse con i tremila pretoriani inviati dall'imperatore Ottaviano Augusto e nel corso del I secolo d. C. acquisଠla cittadinanza romana, che le aprଠla strada alle cariche pubbliche e alle magistrature cittadine. La costruzione della strada romana delle Gallie, che metteva Roma in comunicazione con LUGDUNUM (Lione) attraverso l'ALPIS GRAIA (Piccolo San Bernardo) e con OCTODURUS (Martigny) attraverso il SUMMUS PENNINUS (Gran San Bernardo), permise infine un migliore controllo della Gallia da parte delle legioni romane. Con la dissoluzione dell'impero romano d'Occidente, la regione subଠdapprima le invasioni dei burgundi (490-510 d. C.) e successivamente l'occupazione dei goti. Al termine della lunga e sanguinosa guerra che portಠalla definitiva sconfitta di questi ultimi da parte dei bizantini (535-555), la regione tornಠformalmente sotto il controllo di Bisanzio, fino all'arrivo dei longobardi nel 569, che la conquistarono e la occuparono per sei anni. Il re dei franchi Guntram di Borgogna l'assoggettಠnel 575 e cosà¬, dopo l'unificazione del regno franco e la conquista dell'Italia ad opera di Carlo Magno, tutto l'arco alpino si trovಠunito sotto un unico dominio. Alla morte dell'imperatore il territorio dell'impero fu diviso in tre parti: a occidente il futuro regno di Francia, assegnato a Carlo II il Calvo, a oriente il futuro regno tedesco, dato a Ludovico II il Germanico, e al centro una stretta fascia di territori -una sorta di corridoio che dal Mare del Nord arrivava fino in Italia- affidata a Lotario I. La regione fu compresa come COMITATUS all'interno di quest'ultima area tra il 920 e il 930 si costituଠnel secondo regno di Borgogna abilmente guidato dalla dinastia dei Rodolfingi. Durante il X secolo la regione subଠle incursioni degli ungari e poi quelle dei saraceni, che rimasero per alcuni anni padroni dei colli alpini. Alla morte di Rodolfo III il Pigro (1032), ultimo dei Rodolfingi, il regno fu scosso da una guerra di successione, conclusasi con la vittoria dell'imperatore Corrado II il Salico. Tra i grandi feudatari di Borgogna emerse in questo periodo il conte Umberto I Biancamano, fondatore della dinastia dei Savoia; l'autorità  dei conti di Moriana e Savoia andಠaffermandosi progressivamente, fino ad acquisire una vera e propria egemonia politica sull'intero territorio regionale, che seguଠle vicende di questa dinastia fino alla nascita del regno d'Italia. A un discendente di Umberto, Tommaso I, si deve la concessione della Carta delle franchigie, tesa a limitare gli abusi di potere da parte dei feudatari. Nel 1416, durante il regno di Amedeo VIII (1398-1434), la contea di Savoia divenne ducato, suddiviso in dieci balivati transalpini e francofoni (Savoia, Vaud, Valle d'Aosta, Faucigny, Gex, Bugey, Chiablese, Bresse, Valbonne e Genevese), oltre a quelli di area cisalpina. In materia di diritto il ducato conservಠle sue leggi consuetudinarie che, una volta raccolte e ordinate in 4.262 articoli, confluirono in un testo pubblicato nel 1588 ("Coustumes du duchà© d'Aouste" o "Coutumier"). Fra le principali istituzioni del ducato figurano: la "Cour des Connaissances", tribunale permanente autonomo; l'Assemblea generale degli stati; un organo pi๠ristretto, il Conseil des Commis, che vide la luce il 7 marzo del 1536. Dopo essere stata devastata dalla peste, che nel 1630 causಠla morte di due terzi della popolazione, nel 1691 la regione fu invasa dalle truppe francesi, che la occuparono dal 1704 al 1706. Agli inizi del XVIII secolo, inoltre, si moltiplicarono gli attacchi della corte di Torino contro i privilegi di cui godeva il territorio valdostano all'interno degli stati sabaudi; sotto Carlo Emanuele III vennero pubblicate le Regie Costituzioni, che ebbero il compito di stabilire l'uniformità  legislativa in tutto il regno, segnando la fine del regime autonomo e della particolarità  valdostana. Durante gli anni della Rivoluzione francese la regione fu di nuovo investita dagli avvenimenti bellici e annessa alla Francia (1799); nella primavera del 1800 assistette al passaggio dell'armata napoleonica, che valicಠil colle del Gran San Bernardo con 40.000 uomini. Dopo la caduta dell'impero napoleonico, nel 1814, la regione ritornಠal regno di Sardegna e nel 1861 Vittorio Emanuele II, re di Sardegna, diventಠil primo sovrano dell'Italia unita: anche per la Valle d'Aosta, che aveva partecipato attivamente al Risorgimento, fu l'inizio di una nuova epoca. Alla fine dell'Ottocento, infatti, la lingua italiana stabilଠla supremazia su quella francese; nel 1909 fu costituita la "Ligue valdà´taine" o "Comità© pour la conservation de la langue franà§aise dans la Vallà©e d'Aoste", che si battà© contro il tentativo di soppressione della lingua francese. Diventata inefficace all'epoca del fascismo, che proibଠl'uso del francese tentando in ogni modo di cancellare l'identità  culturale della regione, questa prima lega fu sostituita dalla "Jeune Vallà©e d'Aoste", fondata dall'abbate Joseph Trèves e da Emile Chanoux che, insieme allo storico Federico Chabod, furono i padri dell'autonomia regionale. Alto è stato il tributo pagato dai valdostani ai due conflitti mondiali e alla resistenza, che ebbe in Emile Chanoux, ucciso dai nazifascisti il 18 maggio del 1944, il suo principale artefice. All'indomani del conflitto, in fase di stesura della Costituzione, furono prese in considerazione le esigenze delle minoranze linguistiche italiane e alla regione fu attribuito lo statuto speciale.  

Servizi

Turismo. Il turismo ecologico e della neve rappresenta la vocazione naturale di questa terra: si è sviluppato parallelamente ai progressi della viabilità  regionale, in modo particolare dagli anni Sessanta in poi, con la costruzione dell'autostrada e l'apertura dei trafori del Monte Bianco e del Gran San Bernardo. Un secolo fa i turisti che sceglievano di soggiornare fra queste montagne erano spinti dall'interesse crescente nei confronti dell'alpinismo e soprattutto dalla fama delle acque curative che, conosciute e apprezzate già  dai romani, erano fruibili negli stabilimenti termali di Saint-Vincent e Prè-Saint-Didier; attualmente la prima è un'attrezzata e mondana stazione termale -il casinಠdi Saint-Vincent richiama ogni anno migliaia di appassionati-, mentre le terme di Prè-Saint-Didier sono chiuse in attesa di un rilancio. L'ambiente naturale per lo pi๠incontaminato rappresenta tuttavia il vero tesoro di questa regione: ogni anno sono decine di migliaia i turisti che in inverno e in estate percorrono i sentieri montani o si cimentano sugli oltre 1.200 km di piste per lo sci di discesa e di fondo nelle attrezzatissime e numerose stazioni sciistiche della regione. Oltre alle bellezze naturali, quest'ultima offre anche interessanti attrattive culturali: è ricca, infatti, di reperti che vanno dall'età  della pietra all'epoca romana, fino al Medioevo, di cui rimangono decine di splendidi castelli. Diversi sono i poli alberghieri di rilievo -Courmayeur, Cervinia (Valtournenche), Champoluc (Ayas), la Thuile, Cogne, Gressoney-La-Trinità©, Saint-Vincent e Aosta-. L'agriturismo è ovviamente favorito dalle caratteristiche ambientali, mentre il campeggio, date le condizioni climatiche, è praticato esclusivamente durante la bella stagione. Sport. La dotazione di infrastrutture per gli sport invernali colloca questa regione ai primi posti in Europa, sia per la qualità  degli impianti sia per il numero -29 stazioni con 181 impianti di risalita al servizio di quasi 1.000 km di piste per lo sci di discesa, cui bisogna aggiungere circa 300 km di piste per lo sci di fondo-. Gli sciatori pi๠esperti, inoltre, possono praticare l'eliski e lo sci alpinismo, per i quali sono a disposizione 160 guide alpine. L'offerta sportiva che questa regione mette a disposizione dei suoi ospiti comprende le pi๠varie e divertenti discipline, dalle pi๠classiche e rilassanti (nuoto, tennis, equitazione, golf, pattinaggio su ghiaccio e a rotelle, pesca sportiva, tiro con l'arco e al piattello) a quelle pi๠nuove e stimolanti, persino temerarie (deltaplano e parapendio, free-climbing, volo in mongolfiera e in aliante, kayak, rafting, hidrospeed e jumping). Culla dell'alpinismo, la regione è inoltre in grado di offrire agli amanti di questa vera e propria filosofia di vita alcune delle pareti e delle cime pi๠belle del mondo. Trasporti. Il divario esistente tra il trasporto di merci su rotaia e quello su gomma è ancora pi๠ampio che nel resto della nazione: l'unica linea ferroviaria regionale, che ha visto drasticamente diminuire la sua importanza dal momento in cui le acciaierie "Cogne" di Aosta le hanno preferito il trasporto su strada, è ampiamente sottoutilizzata, assorbendo l'autostrada la quasi totalità  del traffico commerciale. Per quanto riguarda il movimento di passeggeri, inoltre, la mancata modernizzazione della linea ferroviaria e del materiale rotabile ha avvantaggiato i servizi di autolinee. Localmente il traffico aereo è minimo: quello di Torino/Caselle è pertanto l'aeroscalo internazionale di riferimento, mentre il terminale per i voli intercontinentali diretti è rappresentato dall'aeroporto di Milano/Malpensa. Per le destinazioni marittime si è costretti all'imbarco nel porto di Genova, che assolve anche funzioni commerciali, oltre che turistiche in senso stretto. Sanità . La struttura sanitaria pubblica regionale conta un unico polo ospedaliero, l'"Ospedale regionale", ubicato ad Aosta e fornito di tutte le specializzazioni mediche. Il servizio di emergenza e pronto intervento sanitario è affidato alla unica Usl della regione ed è composto da tre strutture operative autonome -soccorso sanitario 118; pronto soccorso ospedaliero/medicina d'urgenza; traumatologia territoriale, a sua volta articolata nei centri traumatologici di Courmayeur, La Thuile e Gressan (loc. Pila)-, integrate tra di loro al fine di assicurare il coordinamento e la continuità  di cure tra territorio e ospedale. La regione è divisa in 14 distretti socio-sanitari di base, che ospitano ambulatori specialistici ed erogano servizi di consultorio familiare e assistenza sociale, psichiatrica, infermieristico-domiciliare e riabilitativa, nonchà© servizi di veterinaria, igiene e sanità  pubblica; non mancano, inoltre, servizi di assistenza agli anziani, ai tossicodipendenti e agli alcooldipendenti, nonchà© di assistenza domiciliare ai malati neoplastici terminali. Istruzione e cultura. La Valle d'Aosta non possiede una propria università  ma ospita una sede distaccata del Politecnico di Torino, nella quale è stato attivato il corso di laurea in ingegneria delle telecomunicazioni. Nel capoluogo regionale, inoltre, è presente un'università  della terza età . Il sistema scolastico è adeguato alle esigenze delle comunità ; tra gli istituti d'istruzione secondaria di secondo grado, distribuiti, oltre che nel capoluogo regionale, nei principali comuni valdostani, prevalgono gli istituti tecnici e professionali (alberghiero e industriale). Nella regione si contano circa cinquanta biblioteche civiche, una biblioteca regionale (Aosta) e una biblioteca dell'ospedale, che possiede una raccolta di testi medici; tra i musei meritano di essere segnalati quello del chiostro di Sant'Orso, il museo archeologico di Aosta e il museo alpino "Duca degli Abruzzi" di Courmayeur.

Ordinamento

Come altre quattro regioni (Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia e Trentino-Alto-Adige) e due provincie (Bolzano e Trento) italiane la Valle d'Aosta gode di uno Statuto di autonomia che ha rango di legge costituzionale, la n. 4 del 26 febbraio 1948; esso è composto da 52 articoli, che definiscono gli ambiti dei poteri e delle funzioni della Regione autonoma nonchà© i suoi organi di governo. Il Consiglio regionale, con sede ad Aosta, è formato da 35 consiglieri e si articola in cinque commissioni permanenti: I Commissione Istituzioni e Autonomia, II Affari Generali, III Assetto del Territorio, IV Sviluppo Economico, V Servizi Sociali. Presso il Consiglio operano inoltre la Consulta femminile, l'istituzione del difensore civico e una Commissione speciale per le riforme istituzionali, incaricata di elaborare per la fine dell'anno 2000 una proposta di revisione dello Statuto di autonomia. La Giunta regionale, con sede ad Aosta, è formata dal presidente, che esercita anche le funzioni di prefetto, e da un numero di assessori che, per Statuto, puಠvariare fino a un massimo di 8. L'apparato politico-amministrativo si articola in dipartimenti, direzioni e servizi nonchà© in commissioni, consulte, osservatori e comitati (Comitato regionale di coordinamento della viticoltura, Comitato regionale per il turismo, Comitato regionale per i parchi naturali, Comitato regionale di coordinamento degli interventi di cooperazione, di solidarietà  e di educazione allo sviluppo, Comitato regionale per il servizio radiotelevisivo; Commissione regionale di controllo sugli atti degli enti locali, Commissione regionale per la cooperazione; Consulta giovanile, Consulta permanente per la salvaguardia della lingua e della cultura walser, Consulta regionale per lo sport, Consulta regionale dell'economia e del lavoro, Consulta regionale per la formazione professionale, Consulta regionale per la protezione dell'ambiente; Osservatorio regionale per il volontariato). Tra le istituzioni sub-regionali si contano 8 Comunità  montane, 1 Unità  Sanitaria Locale e 2 distretti scolastici. Lo stemma della Regione rappresenta un leone d'argento su fondo nero, inserito in uno scudo sannitico con bordatura d'oro. Comunità  montane. "Valdigne-Mont Blanc" con sede a Prà©-Saint-Didier, "Grand Paradis" (Villeneuve), "Grand Combin" (Gignod), "Mont Emilius" (Quart), "Monte Cervino" (Chà¢tillon), "Evanà§on" (Verrès), "Monte Rosa" (Donnas), "Walser-Alta valle del Lys" (Issime). Unità  Sanitarie Locali. Azienda Usl Valle d'Aosta (distretto sanitario n. 1 di Morgex; n. 2 di Villenueve; n. 3 di Saint-Pierre; n. 4 di Gignod; n. 5 di Aosta; n. 6 di Nus; n. 7 di Antey-Saint-Andrà©; n. 8 di Verrayes; n. 9 di Chà¢tillon; n. 10 di Brusson; n. 11 di Verrès; n. 12 e n. 13 di Donnas; n. 14 di Gaby). Distretti scolastici. N. 1 con sede ad Aosta e n. 2 con sede a Pont-Saint-Martin. 

Province della Regione

1 province
Aosta

AO

74 comuni

Codice: 007

Esplora provincia

Comuni Principali

I 10 comuni più popolosi
Comune Provincia Abitanti Altitudine
Allein Aosta 0 0 m
Antey-Saint-André Aosta 0 0 m
Aosta Aosta 0 0 m
Arnad Aosta 0 0 m
Arvier Aosta 0 0 m
Avise Aosta 0 0 m
Ayas Aosta 0 0 m
Aymavilles Aosta 0 0 m
Bard Aosta 0 0 m
Bionaz Aosta 0 0 m

Informazioni Regione

  • Nome Valle d'Aosta
  • Codice ISTAT 02
  • Ordine alfabetico 19
  • Numero province 1
  • Numero comuni 74
  • Popolazione totale 0

Date Storiche

Statistiche Avanzate

  • Popolazione media comune 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m
  • Superficie media 44,10 km²

Mappa Regione

Mappa della regione Valle d'Aosta

Capoluogo di Regione

Aosta

Provincia: Aosta (AO)

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