Cenni storici su Arvier.
Fu frequentata fin dalle epoche più remote da genti italiche e celtiche, che fondendosi diedero origine ai salassi, contro i quali Roma combatté per oltre un secolo prima di assoggettarli.
Dopo aver subito le invasioni barbariche, passò a far parte del regno dei franchi, che riorganizzarono la regione in COMITATUS (X secolo).
Tra il 1025 e il 1032, con Umberto I Biancamano, l'intera regione pervenne sotto il dominio degli Umbertini, conti di Moriana e Savoia :il comprensorio comunale, incluso nella castellania di Châtel-Argent, fu infeudato ad Aymone de Arverio (1287), dalla cui famiglia passò, tramite matrimonio, ad Aimar de La Mothe.
Nel XIV secolo, sempre per via matrimoniale, divenne proprietà dei conti D'Avise che, estinguendosi nel 1729, lasciarono il feudo ai Lostan e ai Sarriod de La Tour.
Il toponimo, che è stato Arviè dal 1939 al 1946, è documentato nelle fonti più antiche come ARVARIUM e deriva dal termine alpino arwa, diffuso nel Vallese con il significato di 'pino'.
Il ricco patrimonio monumentale del Comune include la superstite torre quadrangolare del castello La Mothe (XII secolo), i resti del castello di Montmayeur (1271), la casa forte che si sviluppa nell'aggregato urbano di Planaval (1312), l'Ospizio dei Pellegrini (1368) e la chiesa gotica di San Sulpizio.