Cenni storici su Avise.
Fu frequentata fin dalle epoche più remote dai salassi, fieri avversari di Roma per oltre un secolo (143-25 a.
C.
).
Alla caduta dell'impero romano subì le occupazioni dei burgundi, dei goti e dei longobardi, prima di essere annessa al regno dei franchi (575); fece parte quindi del COMITATUS della Valle d'Aosta, compreso nel secondo regno di Borgogna (879-1032), e, in seguito alla riorganizzazione amministrativa effettuata dai Savoia, del balivato della Valle d'Aosta (XIII secolo).
Appartenne ai signori D'Avise dal 1091, anno in cui Ugo d'Avise fece atto di vassallaggio all'imperatore Enrico IV, al 1729, quando la famiglia si estinse, lasciando il feudo ai Biancoz di San Secondo -i Savoia, ai quali i D'Avise giurarono fedeltà nel 1242, ne riconfermarono i possessi col titolo baronale-.
Inglobata nel ducato di Savoia nel 1416, godette di larga autonomia grazie alla creazione del Conseil des Commis e seguì le vicende del ducato attraverso le guerre con la Francia (XVII-XVIII secolo), fino all'annessione al regno d'Italia.
Aggregata al Comune di Arvier nel 1928, nel 1946 riconquistò l'autonomia amministrativa.
Il toponimo, attestato in fonti medievali del 1199 e del 1214, si può ricondurre al personale latino AVITIUS e più precisamente al femminile AVITIA.
Nel patrimonio architettonico locale spiccano il castello Di Blonay (XII-XVI secolo) -ramo collaterale dei D'Avise, i Di Blonay diedero il nome al maniero allorché fu lasciato loro in eredità da Prospero d'Avise, nel 1645-, il castello D'Avise (XV secolo) e le rovine del castello Di Crè (XII secolo).