Provincia di Palermo

Sicilia - Sigla: PA

82 Comuni Codice: 082 Regione: 19

Descrizione

Territorio. Si affaccia sul Tirreno per un lungo tratto di costa, dal torrente Finocchio (Golfo di Castellammare) al fiume Pollina, oltre Cefalà¹, occupando la parte centro-settentrionale dell'isola. Piano nella parte occidentale, si eleva gradatamente verso sud, con gli altipiani di Corleone (Rocca Busambra) e di Chiusa Sclafani, e culmina verso est con le Madonie. Delimitato a Nord dal mare, confina: a est con le province di Messina ed Enna; a sud con le province di Caltanissetta e Agrigento; a ovest con la provincia di Trapani. La sua superficie, di circa cinquemila chilometri quadrati, si distribuisce in 82 comuni, con una popolazione complessiva di oltre un milione e 200mila abitanti, che portano quella di Palermo a essere tra le province a maggiore ampiezza demografica del Paese; meno accentuata, invece, è la densità , che non raggiunge i 249 abitanti per chilometro quadrato. Come molte province meridionali, registra un indice di natalità relativamente elevato e una popolazione anziana di appena il 14,9 % del totale. Il territorio è prevalentemente montuoso e la catena pi๠nota è quella delle Madonie, che raggiunge elevate altitudini nelle vette di: Monte San Salvatore (1.912 m), Pizzo Carbonara (1.979 m), Pizzo Antenna Grande (1.977 m). Nel resto della provincia non vengono raggiunte altitudini cosଠelevate: Pizzo Cangialoso (1.457 m); Monte Rose (1.436 m); Sierra Leone (1.316 m); Pizzo Stagnaro (1.346 m); Rocca Busambra (1.613 m), a nord della quale si trova il rinomato bosco della Ficuzza. La pianura costiera è non molto ampia ma rinomata per lo splendore della vegetazione; penetra all'interno soltanto nei dintorni di Palermo, a formare la Conca d'Oro, e nella zona di Partinico, di fronte al Golfo di Castellammare. A nord-ovest la verde pianura si interrompe bruscamente ai piedi di un massiccio poderoso che si eleva fino a 606 metri sul mare: è il Monte Pellegrino, una rupe calcarea prevalentemente brulla che caratterizza la città di Palermo. Sui fianchi del monte si aprono alcune grotte naturali che furono antiche dimore, come è stato documentato da scoperte archeologiche che hanno condotto a sensazionali ritrovamenti. In conseguenza della conformazione del suolo palermitano, pochi sono i corsi d'acqua d'una certa importanza: le montagne che si spingono fino al mare e la mancanza di pianure spingono le acque a corsi brevi e rapidi, di carattere torrentizio. Presso il confine orientale, il fiume Pollina separa con la sua valle i Nebrodi dalle Madonie; pi๠avanti, ai piedi di queste ultime, scorre il fiume Grande o Imera Settentrionale (il Meridionale nasce poco lontano e versa le sue acque nel fiume Salso); il Torto, il San Lorenzo e il Milicia, anche se pittoreschi, sono poveri di acque. Pi๠vicini a Palermo, ma sempre sfocianti nel Tirreno, scorrono l'Eleutero, che scende dalla Rocca Busambra, e l'Oreto, che bagna la Conca d'Oro dissetando con mille rivoli la verde plaga. Ancora meno importanti sono i corsi d'acqua che, a ovest, si versano nel Mediterraneo: basta citare lo Iato, che raggiunge dopo breve tragitto il golfo di Castellammare. Nell'interno, bagnano per breve tratto il territorio della provincia il Belice, che segna in parte il confine tra le province di Agrigento e di Trapani, e il Sosio, che attraversa la zona dei monti Sicani. Non si rilevano bacini lacustri particolarmente significativi; tuttavia, il territorio ne è, in vari punti, capillarmente cosparso, tra le riserve e i parchi. Tra questi ultimi, il pi๠significativo è il Parco delle Madonie, il secondo della regione dopo il Parco dell'Etna. Caratterizzato da cespugli di agrifoglio argentato e da specie botaniche endemiche, è soprattutto ricchissimo di boschi dove vegetano castagni e pioppi, frassini e roverelle e dove è possibile veder volteggiare attorno a qualche rilievo il falco pellegrino, il gheppio, il nibbio e il corvo imperiale. Di grande interesse paesaggistico e naturalistico è la riserva marina dell'Isola di Ustica, istituita nel 1986, prima in Italia. Lo stemma della provincia regionale, inquartato, è stato concesso con Regio Decreto e racchiude le insegne araldiche dei quattro comuni principali della circoscrizione: Palermo (su sfondo rosso, un'aquila d'oro coronata, in volo abbassato), Termini Imerese (in campo argentato, San Calogero, fermo sulla cima di un monte, nell'atto di impugnare, con una mano, un bastone da eremita), Cefal๠(su sfondo azzurro e argentato, tre pesci cefali d'oro, in evidente assonanza con il toponimo, convergenti verso una sfera, pure d'oro) e Corleone (su sfondo azzurro, un leone rampante, che trattiene, con le zampe anteriori, un cuore rosso, a richiamo del toponimo). Lo scudo è “accollato” a un'aquila nera, in volo abbassato. Comunicazioni. Il territorio è servito da una rete di strade statali che collegano tutti i comuni tra loro ed è interessato dalle autostrade A19 Palermo-Catania, A29 Palermo-Mazara del Vallo, che all'altezza di Alcamo si biforca raggiungendo Trapani e l'aeroporto di Birgi, e A20 Messina-Palermo. Sono presenti in tutto 149 chilometri di autostrade, 695 di strade statali, 95 di strade regionali, 1.634 di strade provinciali e 478 di altre strade, per un totale di 3.052 chilometri. Le arterie principali sono le strade statali n. 113 Settentrionale Sicula e n. 121 Catanese. Sono presenti complessivamente 227 chilometri di rete ferroviaria. Le linee principali sono la Palermo-Agrigento, la Palermo-Trapani, la Palermo-Messina e la Palermo-Caltanissetta-Catania. La provincia è dotata del pi๠importante aeroporto dell'isola, il “Falcone-Borsellino” di Palermo/Punta Raisi, a 35 chilometri dalla città , ben collegato, tra l'altro, con l'aerostazione di Roma/Fiumicino, che sul continente mette a disposizione linee intercontinentali dirette. Il porto principale per il movimento passeggeri è quello del capoluogo di provincia, dal quale sono possibili anche i collegamenti con l'isola di Ustica, Cagliari, Genova, Livorno, Napoli, Tunisi. Ci sono, poi, numerosi porti sia mercantili che passeggeri e anche porti di armamento per flotte pescherecce: Cefal๠e Termini Imerese. Per gli altri collegamenti col continente è utilizzato il porto di Messina dove, su apposite navi, tutto il trasporto su ruota viene traghettato da una sponda all'altra dello Stretto. Storia. Fondata dai fenici intorno alla metà del VII sec. a.C., la città di Palermo, insieme al territorio che oggi costituisce la sua provincia, è stata una delle pi๠prestigiose colonie. Dalla sua fondazione fino alla dominazione romana, avvenuta nel 254 a.C., visse una grande ricchezza storica e culturale. Ma è con la successiva dominazione, quella araba, che il territorio conobbe il suo pi๠fiorente sviluppo, fino a divenire la capitale dell'Emirato di Sicilia. La dominazione normanna (1061 circa) sembra averne sancito il prestigio, conferendo al capoluogo il titolo di capitale del regno di Sicilia, che con Ruggero II raggiunse il suo apice. Ruggero II, trasferendo la sua corte nella città di Palermo, determinò la crescita culturale ed economica di tutta l'area circostante. Sovrano illuminato, amante del bello in tutte le sue espressioni, Ruggero II fece costruire magnifici palazzi e determinò la creazione di numerosi, splendidi giardini. Atri momenti di grandezza culturale si raggiunsero con la dominazione sveva, iniziata sotto Federico II di Hoenstaufen. Il sovrano fu fondatore di una scuola poetica (la Scuola siciliana, appunto) e contribuଠalla diffusione della cultura in genere, a partire dall'approfondimento delle scienze naturali e fisiche. Alla sua morte, dopo un breve epilogo di cui furono protagonisti i suoi eredi pi๠o meno diretti, per intervento del papato il territorio fu sottomesso nobili francesi al seguito degli angioini, i quali considerarono l'isola come una colonia, vessando con pesanti tributi i suoi abitanti; cosଠfacendo, i nuovi dominatori arrestarono, in un certo qual modo, il processo di sviluppo avviato dalle dominazioni precedenti. La rivolta dei Vespri Siciliani, del 1282, partita proprio da Palermo, da una parte ne accelerò il riflusso culturale, in seguito alla perdita del titolo di capitale del regno a favore di Napoli, ma dall'altra, con la cacciata degli angioini, diede inizio anche al fiorire di nuovi programmi edilizi e urbanistici. Successivamente, con Pietro III d'Aragona, la cui casata si unଠcon quella di Castiglia in seguito al matrimonio con Costanza, figlia del defunto re Manfredi di Svevia e legittima erede della prestigiosa corona, ebbe inizio il lungo dominio spagnolo nell'isola: per Palermo in particolare esso significò un periodo di grande crescita architettonica. Gli ordini ecclesiastici, detentori di ingenti capitali, investirono in massima parte nell'edilizia ecclesiastica, impreziosendo e abbellendo le numerose chiese del capoluogo e di molti centri della provincia. Ma la dominazione spagnola, se donò grandi fasti architettonici, lasciò contemporaneamente morire le attività industriali dell'epoca, generando il malcontento fra le popolazioni; a Palermo, sotto i Borboni, queste insorsero pi๠volte, provocando sanguinose repressioni. Quando Garibaldi penetrò nel capoluogo siciliano il 27 maggio del 1860, gli fu di fervido aiuto la cittadinanza, che il 21 ottobre proclamò l'annessione plebiscitaria al Regno d'Italia. Struttura socio-economica. Il tenore di vita medio, cosଠcome quello di molte province del meridione, non è elevato; il Prodotto interno lordo si colloca tra le ultime posizioni rispetto alla nazione, preceduto solo da quello delle province di Agrigento, Trapani, Siracusa. Tuttavia negli ultimi anni si sono registrati incrementi nel settore commerciale, soprattutto per la sua parte legata alle aziende operanti nell'agricoltura -compresi i comparti della silvicoltura e della pesca-, che complessivamente occupa oltre il 20% dell'intero settore. Di rilievo sono anche le attività commerciali legate alla produzione e alla distribuzione di energia elettrica, gas e acqua. L'erosione del sistema imprenditoriale agricolo provinciale è inferiore alla media regionale e nazionale, dimostrando una crescita nella solidità del settore. Seguono le attività manifatturiere (Bagheria). Le attività estrattive, invece, si rivelano in sofferenza, se i loro dati sono paragonati a quelli regionali. Per quanto riguarda il turismo, il comparto registra tra le due e le tremila imprese, quasi il 3% del totale: un indice appena superiore alla media regionale; registra, attualmente, un grande dinamismo, in quanto la domanda appare in notevole evoluzione: si può affermare addirittura che l'economia provinciale, prevalentemente agricola e commerciale, si sta gradatamente espandendo, negli ultimi anni, verso l'imprenditoria destinata alla ricettività turistica. Sembra, infatti, che il comparto turistico -grazie, principalmente, all'attrattiva delle bellezze paesaggistiche e architettoniche- vada differenziandosi in termini sia volumetrici che comportamentali. Oggi il turismo si orienta verso la ricerca di prodotti nuovi, di mete capillari, di risposte segmentate e offerte arricchite: se è vero, da una parte, che nei “turismi” emergono prodotti e competitività globali, è vero anche che la domanda dei consumi a esclusiva potenzialità cresce se orientata sui localismi. Da qui la ricerca sempre crescente della tipicità e delle esclusività culturali, di cui una provincia come quella di Palermo non può che avvantaggiarsi.

Ambiti Territoriali

DEFINIZIONE Si possono distinguere tre ambiti sub-provinciali, per le caratteristiche sia geo-morfologiche che storico-economico-insediative. Quello principale è costituito in massima parte dall'area insediativa costiera occidentale, riconosciuta dalla Regione come Area metropolitana di Palermo: in essa le grandi concentrazioni urbane sono destinatarie di spostamenti e fenomeni di pendolarismo dalle zone agricole interne, che contribuiscono a rendere elevata la quota di popolazione inurbata. Insieme alla circoscrizione dell'Area metropolitana e al suo entroterra, è possibile individuare: a Est, il territorio madonita, con terminale a mare e polo di gravitazione in Cefal๠-area prevalentemente montuosa, contrassegnata, appunto, dalla presenza delle Madonie-, nonché, nella parte sud-occidentale, il territorio del Corleonese, con le valli del Belice e dello Iato. Si tratta di tre ambiti spaziali dalla forte identità per caratteri specifici nonché per risorse e opportunità legate all'insediamento umano: tre grandi sistemi che si integrano tra loro nel contesto generale della provincia. Area metropolitana con entroterra Area metropolitana: Altavilla Mà¬licia, Altofonte, Bagherà¬a, Balestrate, Belmonte Mezzagno, Bolognetta, Borgetto, Capaci, Carini, Casteldà ccia, Cà¬nisi, Ficarazzi, Giardinello, àŒsola delle Fèmmine, Misilmeri, Monreale, Montelepre, Palermo, Partinico, Santa Flà via, Tèrmini Imerese, Terrasini, Torretta, Trabà¬a, Trappeto, à™stica, Villabate. Entroterra dell'Area metropolitana: Aliminusa, Baucina, Cà ccamo, Cerda, Montemaggiore Belsito, Sciara, Ventimà¬glia di Sicà¬lia. Madonita Alimena, Blufi, Bompietro, Caltavuturo, Campofelice di Roccella, Castelbuono, Castellana Sà¬cula, Cefalà¹, Collesano, Gangi, Geraci Sà¬culo, Gratteri, Isnello, Là scari, Petralà¬a Soprana, Petralà¬a Sottana, Polizzi Generosa, Pòllina, San Mà uro Castelverde, Scillato, Sclà fani Bagni. Belice-Corleonese à€lia, Bisaquino, Campofelice di Fità lia, Campofiorito, Camporeale, Castronovo di Sicà¬lia, Cefalà Diana, Chiusa Sclà fani, Ciminna, Contessa Entellina, Corleone, Giuliana, Godrano, Lercara Friddi, Marineo, Mezzojuso, Palazzo Adriano, Piana degli Albanesi, Prizzi, Roccamena, Roccapalumba, San Cipirello, San Giuseppe Jato, Santa Cristina Gela, Valledolmo, Và¬cari, Villafrati. Area Metropolitana con entroterra Territorio. Quest'ambito è formato dal litorale occidentale, fino al fiume Grande, che segna il confine con le Madonie, e dal suo immediato entroterra, a carattere altamente insediativo. A differenza del resto della provincia, presenta alcuni rappresentativi tratti pianeggianti, disposti lungo la costa; tra questi, a ovest del capoluogo, la Conca d'Oro, un'area di non grande estensione, cosparsa di numerose ville e delimitata dai monti che le fanno corona. A nord-ovest una rupe grandiosa di pietra calcarea interrompe bruscamente la pianura: è il Monte Pellegrino, celebre sin dall'antichità , oggi parco regionale; gli altri rilievi che, a ovest, a sud e a est, circondano la pianura sono i monti Palermitani. Rientrano nell'ambito: il Monte Pecoraio, la cui altitudine si aggira intorno ai 900 metri; i monti Gibilmesi (1.152 m), il Monte Gradara (1.194 m) e i monti di Calamigna. I corsi fluviali si concentrano principalmente nell'area orientale dell'ambito, a partire dall'Eleutero e proseguendo con il Milicia, il S. Leonardo e il Torto, per finire con il fiume Grande o Imera Settentrionale, che ne segna il confine naturale. Anche l'isola di Ustica, per il legame sia economico che di assiduità nel rapporto con il capoluogo entra a far parte, a tutti gli effetti, dell'Area metropolitana di Palermo. Istituita come riserva naturale marina nel 1986, è considerata la capitale internazionale delle discipline subacquee nonché parco marino scientifico. Ustica è la punta di un vulcano, uno scoglio di 9 kmq; il suo mare è una sorta di acquario naturale, che accoglie oltre il 50% delle specie di flora e di fauna mediterranee. In tutto l'ambito rientrano i 27 comuni ricadenti nell'Area metropolitana di Palermo e i sette che ne costituiscono l'entroterra pi๠prossimo, che gravita sugli stessi poli dell'Area metropolitana. La circoscrizione di quest'ultima va dal territorio del comune di Termini Imerese al territorio del comune di Partinico, coinvolgendo anche i comuni pi๠interni delle prime pendici dei monti di Palermo. Gli altri sette comuni sono quelli che si trovano tra le ultime propaggini delle Madonie, il territorio corleonese e la stessa Area metropolitana, nei cui bacini di utenza rientrano per i servizi di livello intercomunale. Comunicazioni. La delimitazione dell'Area metropolitana da parte degli amministratori locali e della Regione ha portato a individuare una zona che costituisce un sistema in cui l'integrazione degli scambi quotidiani interni raggiunge livelli oltremodo superiori a quelli degli scambi con l'esterno. La rete delle infrastrutture di trasporto, per quanto non ottimale, ha accresciuto l'offerta di possibilità di movimento, anche grazie ad alcuni recenti miglioramenti, essenzialmente nel nodo palermitano. Il fascio delle linee di costa appare dominante, mentre i collegamenti con le aree pi๠interne sono in buona parte affidati alla vecchia rete viaria. Si configura un sistema prevalentemente lineare con qualche penetrazione che accentua le potenzialità di crescita del sistema costiero. L'intero ambito sub-provinciale, comunque, è irradiato da una rete capillare di strade statali. Tra le principali: la n. 113 Settentrionale Sicula mette in comunicazione Partinico, Borgetto, Monreale, fra loro e con il capoluogo; all'altezza di Bagheria, in direzione Sud, la n. 121 Catanese collega Misilmeri con Bolognetta; e da Bolognetta la n. 118 Corleonese Agrigentina crea un collegamento con il Corleonese. Allo stesso modo il collegamento tra i due ambiti viene stabilito da Termini Imerese con la n. 285 di Caccamo la stessa che porta a Caccamo; la n. 120 dell'Etna e delle Madonie, invece, può rappresentare un percorso alternativo per il Madonita. Lo sviluppo complessivo della rete stradale principale è di circa 224 km; la distanza tra gli estremi dell'area (Termini Imerese-Balestrate) è di 97 km, di cui 48 tra Termini Imerese e Palermo, 11 di circonvallazione palermitana e 38 tra Palermo e Balestrate. La zona è interessata da tutte e tre le autostrade della provincia: la A19 Palermo-Catania, che collega il capoluogo regionale anche a Caltanissetta ed Enna, la A20 per Messina e la A29 Palermo-Mazara del Vallo, che all'altezza di Alcamo si biforca raggiungendo Trapani e l'aeroporto di Birgi. I collegamenti su rotaia sono garantiti dalle linee ferroviarie Palermo-Messina, Catania-CAltanissetta-Palermo, Palermo-Agrigento e Palermo-Trapani. Quelli aerei sono assicurati dall'aeroporto di Punta Raisi, da dove, tra l'altro, è facile raggiungere l'aerostazione di Roma/Fiumicino che, sul continente, mette a disposizione linee intercontinentali dirette. Nel sistema di trasporti interno all'ambito rivestono importanza notevole i collegamenti marittimi con Ustica, isola fortemente dipendente dall'area palermitana, essendo legata essenzialmente al porto di Palermo con corse giornaliere di navi e aliscafi. Quest'ultimo costituisce, ovviamente, anche la pi๠importante infrastruttura marittima. Altri porti presenti nell'ambito sono: Balestrate, Isola delle Femmine, Santa Flavia, Termini Imerese, Terrasini, Trabia e Trappeto. Per gli altri collegamenti su ruota, da e per il continente, è utilizzato il porto di Messina, dove apposite navi traghettano da una sponda all'altra dello Stretto. Storia. Le prime testimonianze risalgono al tardo paleolitico. A conferma di ciò, i graffiti parietali nelle grotte di San Ciro e di Santa Rosalia. Anche nella grotta Niscemi, sul Monte Pellegrino, e in quelle dell'Addaura sono state ritrovate incisioni risalenti allo stesso periodo della preistoria. Testimoniano il Neolitico e l'Età del Rame i ritrovamenti alle falde del monte Gallo (Grotta Regina): si tratta di una necropoli con tombe a forno. Testimoniano, invece, l'Età del Bronzo le grotte di Moarda a Monreale, mentre altri ancora testimoniano l'Età del Ferro. I primi abitanti furono i sicani e gli elimi -provenienti dalla Turchia-; i sicani furono seguiti dai siculi, che si insediarono inizialmente nei dintorni di Caccamo. Successivamente questi popoli insieme furono chiamati Sikelioti. L'ottavo secolo a.C. è particolarmente caratterizzato dagli insediamenti fenici, presenti soprattutto nel capoluogo. La dominazione dei romani è testimoniata dai mosaici e dalle suppellettili ritrovati nel territorio e ricomposti, oggi, nel Museo Archeologico di Palermo. Di ascendenza tipicamente araba erano i giochi d'acqua e le brezze artificiali che rallegravano i parchi intorno alle dimore nella seconda metà del XII secolo. Numerose, come è noto, sono le testimonianze svevo-normanne, barocche e liberty, anche nei dintorni di Palermo. L'ambito ospitò molti grandi casati. Tra i principali: la famiglia Chiaromonte, i Branciforte, i Ventimiglia, i Gravina e tanti altri. Struttura socio-economica. Le principali attività svolte nell'ambito sono segnate dall'esistenza di due aree industriali abbastanza consolidate, quasi agli estremi dei territori dell'Area metropolitana: quella di Carini e quella di Termini Imerese. Queste due localizzazioni inducono spostamenti quotidiani per occasioni di lavoro, erogazione di servizi e localizzazione della residenza, ormai di notevole entità . La loro influenza viene riequilibrata solo dalla presenza del capoluogo, cioè dalla sua capacità di erogare servizi, di dar vita ad attività commerciali, di mettere a disposizione occasioni di lavoro nel terziario. Il forte peso definito dalla realtà della città di Palermo, quale polo erogatore dei principali servizi di attività commerciali e di occasioni di lavoro nelle attività terziarie, condiziona fortemente i flussi verso una direzione centripeta che tende a crescere ancora. L'insieme delle attività a carattere industriale è dislocato lungo la costa, dove trova posto, in alternanza, anche un'economia legata al turismo, che a tratti si spinge verso l'interno. In effetti, però, l'unico polo turistico parzialmente spinto verso l'interno, costituito dalla realtà di Monreale, non possiede alcuna attività alberghiera che permetta il radicamento di economie, oltre quelle legate alle visite giornaliere. Nella zona interna l'attività prevalente resta l'agricoltura, con le coltivazioni di agrumeti e frutteti tipici nella Conca d'Oro, la coltivazione dell'uva sulle colline intorno al capoluogo e la pesca nei centri della costa. Complessivamente, negli ultimi anni, alle attività tradizionali, come quelle artigianali della lavorazione della ceramica e della preparazione di cesti, un tempo molto fiorenti, si sono affiancate attività a carattere imprenditoriale turistico. Un'importante fonte di reddito è rappresentata, infatti, dal porto di Palermo con le corse giornaliere di navi e aliscafi in collegamento con Ustica e con altre destinazioni. L'inclusione del territorio comunale di Ustica nell'Area metropolitana di Palermo, del resto, oltre a rispondere alle norme regionali che regolano la materia, trova fondamento nell'ambiente socio-economico: la collocazione della piccola isola, i caratteri della sua economia, le potenzialità d'uso esprimibili nel suo territorio (prevalentemente attività legate al turismo) e la dipendenza da attrezzature e servizi di carattere intercomunale. Infatti, mentre una volta le sue principali economie erano l'agricoltura e la pesca, con presenze anche di attività artigiane (fabbricazione di ceste e ceramica), oggi l'attività principale è il turismo stagionale, ampiamente connesso con i servizi offerti nell'ambito dell'Area metropolitana: per quanto attiene ai servizi di scala territoriale, l'insediamento umano di Ustica è fortemente dipendente dall'area palermitana. Madonita Territorio. Situato nella parte orientale della provincia, è prevalentemente montuoso, caratterizzato dalla presenza di un'ampia catena di rilievi che si eleva fino a 1.979 metri con la vetta di Pizzo Carbonara. Altre vette significative sono: Monte San Salvatore (1.912 m), Monte Ferro (1.906 m), Monte Quacella (1.869 m), Monte dei Cervi (1.656 m). Il loro complesso costituisce il grande gruppo montuoso delle Madonie, che rappresenta il secondo gruppo geologico pi๠antico della regione, dopo l'Etna. Lo divide dai monti Palermitani il fiume Imera Settentrionale; si erge alle spalle di Cefalà¹, a ridosso della costiera tirrenica. Sulla sua area è stato istituito il Parco delle Madonie che, esteso su 39.676 ettari, protegge ambienti assai diversi tra loro: valli e dirupi alternati a dorsi dolcemente ondulati, pianori o altipiani; vette tondeggianti e vette aguzze; monti ricoperti di vegetazione, alternati ad altri decisamente spogli. I pendii rocciosi sono particolarmente ripidi nel versante nord, ricco di vegetazione ma anche di rocce calcaree, dove si trovano molte grotte e cunicoli. Proprio in queste cavità si rintracciano, spesso, testimonianze delle epoche pi๠remote, come quelle rinvenute nella grotta del Vecchiuzzo, nei pressi di Petralia Sottana, e in alcune grotte e cavità nei pressi di Isnello e Gratteri. Anche le rocce delle Madonie sono le pi๠antiche di Sicilia, costituitesi durante il Triassico: ne sono testimonianza numerosissimi fossili di lamellibranchi, alghe e spugne che si trovano nelle zone calcaree della catena montuosa. I corsi d'acqua, a regime torrentizio, si interpongono a numerose pianure. Le caratteristiche geomorfologico-climatiche dell'area madonita consentono l'identificazione di tre zone distinte: quella costiera del versante settentrionale, protetta dai venti africani, in cui si trovano i boschi pi๠fitti, gli uliveti secolari, i sughereti, i castagneti, i frassini da manna, i querceti a roverella; la zona della vasta catena montuosa, che invece conserva il manto boschivo di leccio e faggio; il versante meridionale (assolato e spoglio o verdeggiante e mite, a seconda delle stagioni), che rappresenta la vera Sicilia dell'immaginario collettivo; nemmeno qui, però, mancano rilievi montuosi e collinosi, coltivati a frumento e orzo, dove, lungo il pendio, si possono incontrare uliveti secolari. Numerose sono anche le specie animali: istrici, lepri, donnole, volpi e, tra i volatili, corvi imperiali e l'aquila reale. Anche i centri urbani dell'ambito conservano una loro ben precisa identità , riscontrabile nella coerenza architettonica dello stile urbanistico prevalente, di tipo medievale, cosଠcome nelle chiese e nei palazzi nobiliari che popolano la zona. Comunicazioni. La strada statale n. 113 Settentrionale Sicula rappresenta, per lungo tratto, la via del mare di quest'ambito sub-provinciale. Da quest'ultima si dirama una fitta rete di percorsi, secondari ma fondamentali ai fini della comunicazione fra i centri urbani delle Madonie. Pi๠a Sud, un altro importante percorso è rappresentato dalla strada statale n. 120 dell'Etna e delle Madonie, che stabilisce il collegamento con i comuni di Castellana Sicula, Petralia Sottana, Petralia Soprana, Gangi, spingendosi fino alla provincia di Enna. Le principali arterie ad attraversare l'ambito rimangono le autostrade: la A20 Messina-Palermo, che costeggia il mare, e la A19 Palermo-Catania, che taglia longitudinalmente il territorio fino a Enna. Il trasporto su rotaia è assicurato dalla presenza delle linee ferroviarie Catania-Caltanissetta-Palermo, Palermo-Messina e Palermo-Agrigento. I collegamenti aerei sono assicurati dall'aeroporto di Palermo/Punta Raisi, ben collegato, tra l'altro, con l'aerostazione di Roma/Fiumicino che, sul continente, mette a disposizione linee intercontinentali dirette. Palermo resta riferimento anche per la sua importante infrastruttura marittima. Porto presente nell'ambito è: Cefalà¹. Per gli altri collegamenti su ruota, da e per il continente, è utilizzato il porto di Messina, dove apposite navi traghettano da una sponda all'altra dello Stretto. Storia. Le origini, cosଠcome il percorso storico del comprensorio, differiscono a seconda della posizione geografica. Mentre l'entroterra delle Madonie per molti secoli è stato riunito in un unico feudo, che abbracciava gran parte degli attuali comuni, il territorio della costa coincide, invece, in gran parte con il terrirorio di Cefalà¹. Importante testimonianza per quanto riguarda le origini sono le Mura Megalitiche che circondano la città del periodo ellenistico-romano, il Tempio di Diana situato sulla “Rocca” di Cefalà¹, datato tra la fine del V e gli inizi del IV secolo a.C., sorto intorno a una cisterna protostorica (IX secolo a.C.): quest'ultima costituisce fondamentale testimonianza di una civiltà antichissima che aveva il culto delle acque. Molte sono le testimonianze altomedievali, risalenti alle prime comunità cristiane, ma soprattutto quelle arabo-normanne, che caratterizzano tutto il territorio. L'interno dell'ambito, invece, fu abitato in epoca preistorica da popolazioni dedite alla pastorizia e all'estrazione del salgemma. Se ne ha la prova nella “Grotta del Vecchiuzzo”, dell'era eneolitica, nonché nelle numerose grotte adibite ad abitazione o forse a necropoli. In epoca storica questa zona subଠuna forte influenza greca e, in seguito, cartaginese e romana. Nel IX secolo anche qui dominarono gli arabi, cui si sostituirono, nel 1066, i normanni. L'area fu soggetta a parecchie depredazioni brigantesche fino al dominio spagnolo, che vide il susseguirsi di numerosi casati, tra cui: i Ventimiglia, i Cardona, gli Aragona, i Moncada e gli Alvarez de Toledo. Struttura socio-economica. Il turismo costituisce la risorsa principale dell'ambito, in modo particolare lungo la costa (Cefalà¹), sia per le bellezze naturalistiche che per l'interesse storico-architettonico. Anche i comuni delle Madonie, arroccati sui pendii, in stile medievale, conservano ancora gran parte del loro fascino contribuendo a incrementare il turismo anche all'interno. La presenza del Parco delle Madonie, per le sue peculiarità geo-morfologiche nonché paesaggistiche, riesce a convogliare consistenti flussi di turismo locale, soprattutto durante il periodo invernale, grazie alla discreta efficienza delle stazioni sciistiche (Pizzo Carbonara). Per il resto dell'anno il parco viene visitato maggiormente da un turismo esogeno e pi๠a carattere specialistico. Meno profonda è l'incidenza delle fonti economiche tradizionali, di stampo agricolo e artigianale; le relative forme di produzione, tuttavia, riescono a suscitare un grande interesse nel turismo culturale, particolarmente attente, per esempio, alla fabbricazione delle ceramiche e in special modo alla raccolta della manna, prodotto tipico del Madonita: una particolare sostanza resinosa che si ottiene dall'incisione dell'albero del frassino, utilizzata nella farmaceutica e nei preparati della tradizione culinaria del luogo -interessante è, tra l'altro, la procedura per la raccolta, che viene effettuata secondo modalità che vantano un'antica tradizione-. Belice-Corleonese Territorio. Questo ambito, prevalentemente collinare e montuoso, si trova nella parte sud-occidentale della provincia, interessata, in buona misura, dalle valli del Belice e dello Iato. L'area si distingue per il grande valore paesaggistico dovuto alle caratteristiche orografiche, ai numerosi bacini artificiali, alla presenza di boschi. Si presenta particolarmente irrorata da corsi d'acqua, che a loro volta traggono origine da ambienti naturalistici di grande interesse: il fiume Iato, a nord-ovest, con il relativo invaso del lago di Poma; il fiume Frattina, pi๠a sud, che si ricongiunge al lago di Piana degli Albanesi; il fiume Belice; i laghi di Prizzi e Scanzano (alimentato, quest'ultimo, dal fiume Eleutero), all'interno della Riserva Naturale del Bosco della Ficuzza. Lo Iato è un affluente del Giancaldaia e si colloca in una morfologia caratterizzata da diversi torrenti che, in passato, hanno visto la presenza di numerosi mulini. La Riserva Naturale del Bosco della Ficuzza si estende per 7.397 ettari, a partire dalla piccola località di Ficuzza, nel comune di Corleone, fino alle pendici di Rocca Busambra, una rocca che supera i 1.600 metri di altitudine e si estende per 15 km da Pizzo Nicolosi, a ovest, fino a Pizzo di Casa, a est. I versanti della Rocca presentano vertiginose pareti perforate da cavità carsiche, un tempo rifugi abitativi, risalenti al Neolitico. Numerosi sono i cosiddetti rami secondari, che prendono origine dalle falde della Rocca: si tratta di corsi d'acqua a carattere torrentizio stagionale, che convogliano le loro acque nelle falde pi๠ampie. L'ampio massiccio si erge a protezione delle distese boschive del parco, fungendo da schermo contro i torridi venti africani. Il bosco ospita specie botaniche varie come: la quercia da sughero, il leccio, il cerro, la roverella, il castagno, il frassino meridionale e l'abete delle Madonie. àˆ presente inoltre un ingente numero di rapaci, fra i quali: l'aquila reale, il nibbio reale, il nibbio bruno e il falco pellegrino. All'interno si erge la Real Casina di Caccia, voluta da Ferdinando I di Borbone nel 1700. Ambienti di particolare interesse sono i “Gorghi”, espressioni relitte di laghetti naturali, in cui è possibile trovare la tartaruga lacustre: Gorgo Tondo, Gorgo Lungo e Gorgo del Drago. Quest'ultimo è un'oasi verde da cui si può ammirare il passaggio del fiume Frattina. Comunicazioni. I principali collegamenti interni all'ambito sono rappresentati dalle strade statali: n. 118 Corleonese Agrigentina, che da Bolognetta conduce ad Agrigento, e n. 188 Centro Occidentale Sicula, che da Lercara Friddi conduce a Marsala (TP) -da quest'ultima è servita anche l'enclave della frazione di San Biagio, del comune di Bisacquino, interclusa nella circoscrizione provinciale agrigentina-; n. 113 Settentrionale Sicula e n. 186 di Monreale, che passano nelle vicinanze di Piana degli Albanesi; n. 121 Catanese, che rappresenta l'arteria principale e che garantisce il collegamento con l'Area metropolitana nonché tra Cefalà Diana, Villafrati, Mezzojuso, Vicari, Roccapalumba, Lercara Friddi. Altre strade di interesse locale si intersecano su tutto l'ambito, che invece non è attraversato dalla rete autostradale. Il trasporto su rotaia è assicurato dalla presenza delle linee ferroviarie Palermo-Messina, Catania-CAltanissetta-Palermo, Palermo-Agrigento e Palermo-Trapani. I collegamenti aerei sono forniti dall'aeroporto di Palermo/Punta Raisi, ben collegato, tra l'altro, con l'aerostazione di Roma/Fiumicino che, sul continente, mette a disposizione linee intercontinentali dirette. Palermo resta riferimento anche per la sua importante infrastruttura marittima. L'ambito è sprovvisto di porti propri, visto che non si affaccia sul mare. Per gli altri collegamenti su ruota, da e per il continente, è utilizzato il porto di Messina, dove apposite navi traghettano da una sponda all'altra dello Stretto. Storia. I primi insediamenti umani nel territorio sono da attribuire alla nascita di Selinunte, antica colonia della Magna Grecia, fondata dai Megaresi nel VII secolo a.C. La colonizzazione dei Selinuntini lasciò un'importante traccia per la produzione dell'olio d'oliva: antiche macine, risalenti al V secolo a.C., furono ritrovate proprio vicino al tempio di Selinunte. Altri importanti ritrovamenti sono stati quelli della media e alta valle dell'Eleuterio: resti sikelioti, greci e romani. Ma il tratto di storia che pi๠caratterizza il comprensorio è quello legato alla cacciata degli arabi. Successivamente, la storia del Corleonese si ritrova nelle vicende di Re Ferdinando di Borbone (I del Regno delle due Sicilie, IV del Regno di Napoli): grande appassionato di caccia, il sovrano riunisce gli antichi feudi della Ficuzza, Lupo, Lupotto e Cappelliere, per farne una riserva venatoria. A questi vengono successivamente annessi, anche se a titolo enfiteutico, i sette feudi della Baronia di Godrano. Il vasto complesso cosଠriunito, tutt'oggi indicato come Bosco della Ficuzza, va a costituire, oltre alla riserva venatoria, una sorta di grande azienda agricola. Ferdinando II, ereditando la riserva, promuove l'industria agricola e abolisce la riserva di caccia. Negli anni pi๠recenti un altro avvenimento va a segnare tristemente la storia di queste terre: la strage di “Portella della Ginestra”, avvenuta il primo maggio del 1947 durante un raduno di lavoratori. àˆ stata la prima strage dell'Italia repubblicana. Struttura socio-economica. I settori in cui storicamente si è radicato lo sviluppo dell'area sono quelli dell'agricoltura e dell'artigianato. Attualmente il sistema imprenditoriale locale si articola in un gran numero di micro-imprese, operanti prevalentemente nel commercio e nel settore manifatturiero, che si concentra soprattutto nei comparti agro-alimentare, estrattivo, metalmeccanico e della lavorazione del legno. Per quanto riguarda il settore agricolo, i comparti pi๠rappresentativi sono: il vitivinicolo, il cerealicolo, l'olivicolo, l'ortofrutticolo e lo zootecnico. Benché il comprensorio risulti tra i pi๠ricchi di risorse naturalistiche, monumentali e archeologiche (conserva oltre il 24% dell'intero patrimonio dei beni culturali censito nella provincia di Palermo), non risulta che il settore turistico costituisca, anche per le forti carenze infrastrutturali, una fonte di reddito consistente per la popolazione. Tra le cause del mancato sviluppo di un cosଠimportante comparto economico: la scarsa cultura d'impresa, la lontananza geografica e strategica dei mercati di riferimento, i forti limiti finanziari allo sviluppo delle aziende.

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Informazioni

  • Nome completo Palermo
  • Sigla PA
  • Codice ISTAT 082
  • Regione Sicilia
  • Numero comuni 82

Date Storiche

Statistiche Comuni

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  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
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