Cenni storici su Campofelice di Roccella.
Il toponimo, per quanto concerne il determinato, è di antiche origini recenti e usuale in Sicilia.
Il determinante, invece, si deve alla torre fortificata eretta sulla spiaggia che ancora ne ospita le rovine.
Che la sua origine risalga all’alto Medioevo, è testimoniato da reperti archeologici della zona, risalenti alla dominazione araba.
Le attestazioni documentate certe a tal proposito sono esigue, così come sono prive di eventi e pagine memorabili le vicende storiche che contraddistinsero l’antico borgo.
Il primo nucleo abitato moderno fu fondato nel XVII secolo, e precisamente nell’anno 1696, dal nobile Gaspare La Grutta, lungo la costa, presso la foce del torrente.
Durante il periodo della dominazione araba, il sito ebbe un’enorme importanza strategica: fu edificata una torre di avvistamento, che per le sue caratteristiche ebbe l’attenzione di Ruggero II.
Successivamente, questo torrione offrì asilo anche a Roberto d’Angiò.
Appartenne al vescovo Cicala di Cefalù e nel Quattrocento alla nobile casata dei Ventimiglia.
Il vescovo Luca Sarzana, in seguito, acquistò il casale di Campofelice dai Ventimiglia e lo sottopose alla giurisdizione del Demanio Regio.
Ottenne l’autonomia amministrativa come Comune nel XX secolo.
Tra le testimonianze storico-architettoniche della cultura dei secoli passati, che costituiscono il suo patrimonio artistico, meritano di essere menzionati: i ruderi del castello del XIV secolo, del quale si è conservata in discreto stato la Torre Roccella; la chiesa madre, all’interno della quale sono custodite pregevoli opere d’arte e notevoli dipinti.