Regione Liguria

4 Province 235 Comuni 0 Abitanti Codice: 07

Descrizione

Compresa fra il confine francese (che la lambisce con la Provenza) e la Toscana, affacciata sul mar Tirreno, la regione fra le pi๠piccole d’Italia (terza dopo Valle d’Aosta e Molise) costituisce lo sbocco naturale a mare dell’alta e media valle del fiume Po, da cui la separano gli ultimi contrafforti delle Alpi e il primo tronco degli Appennini. Disposta ad arco ai piedi di questi monti, si estende da ovest a est e rappresenta passaggio d’obbligo per il collegamento fra l’Italia e la Francia del sud. Se si escludono due zone di montagna litoranea, poste l’una al centro, presso il capoluogo regionale, e l’altra all’estremo oriente, il resto è costituito, a grandi linee, da tre fasce: di collina litoranea, di collina interna e di montagna interna. La riviera italiana si specchia nell’azzurro mare Mediterraneo, che le conferisce un clima mite in ogni stagione dell’anno e che favorisce le coltivazioni di fiori, frutta, uva e olivi, ma è anche contornata dai monti, che scendono a picco sul mare. La vegetazione lussureggiante fa da sfondo alle zone balneari fra le pi๠note e popolari del paese, che richiamano un turismo nazionale e internazionale. Patria di Cristoforo Colombo, ha testimonianze della sua storia marinara, delle sue gloriose conquiste, dei fortunati traffici commerciali, nei cantieri navali e in altre attività  portuali. Le Alpi e gli Appennini hanno costituito il mezzo per preservarne l’identità  culturale da troppo marcate influenze da parte del resto dell’Italia. Anche nella cucina sono state conservate le peculiarità  di una tradizione, che vede nel basilico e nell’olio d’oliva gli ingredienti principali del famoso pesto. Collegamenti. Il sistema delle comunicazioni conta su sei autostrade (A10, Genova-Ventimiglia; A12, Genova-Livorno; A6, Savona-Torino; A26, Voltri-Gravellona Toce, A7, Milano-Genova e A15, Parma-La Spezia) e su una fitta rete di strade statali, che assicura una viabilità  pi๠che soddisfacente. Le linee ferroviarie attraversano il territorio con numerosi scali e collegamenti rapidi che, oltre a garantire le comunicazioni interne, raggiungono anche le altre regioni e la Francia. Il sistema portuale mercantile conta, oltre all’importantissimo scalo di Genova, quelli di La Spezia e Savona, cui si aggiunge un articolato sistema di porti turistici. Il quadro è completato dall’aeroporto di Genova, l’unico di rilievo. Territorio. Estesa a formare un teatro appena accennato, con i monti disposti ad arco, circonda la costa arcuata del mar Ligure (il golfo di Genova), posto a sud. I due grandi sistemi di monti che la ricoprono costituiscono, nell’entroterra, la Riviera di Ponente e quella di Levante e si congiungono alle spalle di Genova, in coincidenza del punto pi๠interno del golfo. Il punto di confine fra Alpi e Appennini, invece, si trova nell’immediato entroterra di Savona, nei pressi del passo di Cadibona. I rilievi di natura alpina hanno subito vicende geologiche diverse, rispetto agli altri: fra questi i monti di occidente, che risultano pi๠alti. Da occidente, nei pressi del passo di Tenda (di divisione fra le Alpi marittime e quelle liguri) si presentano imponenti massicci, ove il paesaggio ha decisamente caratteristiche montane, con cime aguzze e dall’altitudine notevole (il monte Saccarello è il rilievo pi๠elevato della regione, con i suoi 2.200 metri). Da questi monti si dipartono le vallate, che scendono a raggiera e che, solcate da modesti corsi d’acqua, sfociano sulla costa, fra Ventimiglia e Albenga. Proseguendo verso est i rilievi divengono meno elevati, i paesaggi pi๠dolci, pur emergendo rocce di età  geologica pi๠remota (nella zona compresa tra le valli del Neva, presso Albenga, e del Sansobbia, presso Albissola Marina). Le valli si estendono fino al mare, con percorso perpendicolare alla dorsale principale; nella zona del finalese si registra la presenza di rocce calcaree di vario aspetto e fenomeni carsici caratteristici. Una distinzione prettamente geografica (che si discosta da quella geologica) trova nel gruppo montuoso del monte Beigua (di 1.287 metri), che si innalza nell’entroterra compreso fra Genova e Savona, il punto di divisione fra Appennini e Alpi. Sicuramente appenniniche sono le montagne pi๠orientali, che si allungano fino al passo della Cisa, punto di limite fra l’Appennino ligure e quello tosco-emiliano. I terreni hanno conformazione diversa, di natura argilloso-cretacea ed età  pi๠recente; sono disposti in sottili strati (le scisti) e inframmezzate da masse compatte di rocce affioranti, che resistono bene all’erosione. Ne consegue un paesaggio dai profili morbidi, interrotto di tanto in tanto da spuntoni rocciosi. I rilievi pi๠elevati superano i 1.500 metri (come il monte Maggiorasca, con i suoi 1.803 metri) e costituiscono un allineamento rispetto al quale lo spartiacque è spostato pi๠a meridione. Le maggiori valli del versante tirrenico si dirigono parallelamente alla costa e alla catena principale (come le valli Fontanabuona e di Vara); esse sono separate dal mare da una seconda serie di monti minori, a volte discontinua e con altitudini non sempre inferiori ai 1.000 metri, con la conseguente presenza di ripidi pendii che si riversano nel mare. Oltre il passo delle Cento Croci, la separazione della regione dalle altre confinanti è costituita da un contrafforte della catena appenninica principale. Nella zona orientale, soprattutto nello spezzino, si rileva la presenza di terreni calcarei, che appartengono al periodo geologico (l’era secondaria) nel corso del quale emerse (in Liguria come in Toscana) lo “zoccolo”, di età  precedente rispetto alla catena appenninica. Le province di Savona e Genova comprendono, al di là  dello spartiacque, verso nord, la zona superiore dei bacini dei fiumi Bormida, Scrivia e Trebbia, cui afferiscono diversi affluenti. Davvero rare sono le zone di pianura di ampiezza sensibile: è il caso delle piane di Albenga e di Chiavari (presso il fiume Entella) e di quella del fiume Magra. La facilità  di erosione del terreno è all’origine di numerose frane. La presenza di terreni calcarei coincide spesso con il verificarsi di fenomeni carsici: frequenti risultano le caverne e le grotte, che molto spesso hanno ospitato insediamenti preistorici. Se si considera che il versante tirrenico è il maggiore della Liguria, si puಠaffermare che l’idrografia della regione è per gran parte costituita da corsi d’acqua dal percorso breve, in sensibile pendenza e con bacini di ampiezza modesta. Sul versante meridionale, infatti, le montagne hanno una posizione troppo prossima al mare, perchà© potessero formarsi veri e propri fiumi: fra i torrenti, di modesta dimensione, sono il Polcevera, il Bisagno, l’Entella che, nei periodi di maltempo, sono spesso all’origine di gravi danni, per le improvvise piene, anche a causa degli interventi sbagliati da parte dell’uomo. Ricchi di acque, invece, sono i fiumi del versante settentrionale: il Tanaro, la Bormida, lo Scrivia, la Trebbia, che divengono affluenti o subaffluenti del fiume Po. Variegata risulta la vegetazione, conseguente alla diversità  di climi e di orografia: la maggiore o minore esposizione al mare condiziona la crescita delle diverse specie vegetali. A dispetto della conformazione morfologica del territorio, l’uomo ha qui saputo giovarsi delle favorevoli condizioni climatiche, che hanno stimolato a utilizzare anche zone impervie, con il risultato di un’agricoltura notevole, soprattutto grazie alle “fasce”, in cui sono stati trasformati i terreni. Se non trascurabile risulta la presenza di boschi e pascoli, sicuramente pi๠importante si rivela la coltivazione di fiori, che non solo nella provincia di Imperia ma anche in altre zone costiere trova i suoi luoghi d’elezione. La fascia collinare, poi, ammantata di viti e olivi, è in taluni casi colorata d’intorno dall’azzurro intenso dei boschi di lavanda (come nel caso dell’imperiese) e se nell’orto botanico di villa Hanbury (appena fuori da Ventimiglia) sono ospitate oltre 3.000 specie di piante, che testimoniano la gradevole mitezza del clima, nella Riviera di Levante la ricca vegetazione è data anche da palme e agavi, frutto, anche qui, di un clima mite e favorevole alle piante, oltre che all’uomo. Clima. La regione gode di un clima particolarmente favorevole: la temperatura dei mesi pi๠freddi delle Riviere di Ponente e di Levante è comparabile a quella di alcune zone del sud Italia. Eccezionali sono le nevicate e, in genere, le giornate con temperatura inferiore allo zero; modesta è l’escursione termica e la piovosità  si concentra in un numero limitato di giornate; quasi non esistono le nebbie. Di contro, le zone situate all’estremità  settentrionale dell’arco costiero e in corrispondenza dei valichi verso la valle Padana hanno inverni meno miti. A causa della diversa esposizione alle perturbazioni provenienti dall’Atlantico, la piovosità  è distribuita diversamente sulle due riviere e va da un minimo di circa 600 mm annui sulla Riviera di Ponente ad un massimo di circa 1.500 mm annui su quella di Levante. In tutta la regione le precipitazioni si concentrano in piogge di breve durata ma di forte intensità , con massimi in autunno e, seppur di minor entità , in primavera, e minimi nelle altre stagioni. Un discorso a parte si deve fare per le aree del versante padano, che godono di un clima quasi continentale: le temperature invernali sono ben inferiori a quelle del litorale, con escursioni termiche assai pi๠accentuate. I venti dominanti nella regione, a parte quelli generati dalle configurazioni bariche a grande scala, sono rappresentati dalle brezze di mare sul litorale, generate dal differente riscaldamento diurno e notturno tra il suolo e il mare. Attività  produttive. L’economia della regione poggia sulle attività  finanziarie e commerciali legate alla presenza dei porti ma anche all’opera delle industrie, al turismo e, in misura minore, alle colture agricole specializzate. Anche se la ricchezza complessiva è data dal terziario, soprattutto per la scarsità  di suoli coltivabili, si è riusciti a sviluppare un’agricoltura molto redditizia, basata principalmente sulla produzione di fiori e piante ornamentali (con coltivazioni realizzate in serre e diffuse particolarmente nella zona di San Remo (IM) e Imperia) e di primizie ortofrutticole (la cui coltivazione si concentra soprattutto nella piana albenganese). Alla produzione di uve da tavola e da vino (con la realizzazione di vini come il celebre Sciacchetrà  delle Cinque Terre, il Vermentino e il Rossese di Dolceacqua, il Pigato di Albenga) si aggiunge quella degli ulivi, una delle colture specializzate della regione. Non rilevante è invece il ruolo che assume la pesca (benchà© la regione sia completamente affacciata sul mare), per la scarsa pescosità  del mare. Particolare interesse riveste l’apparato industriale, specie quello delle cosiddette industrie di base, che producono beni e merci destinati a lavorazioni ulteriori. Importanti sono gli impianti siderurgici, localizzati nell’area metropolitana genovese fino a Savona, le raffinerie di petrolio e le industrie chimiche (di fertilizzanti e coloranti) ma fondamentale è anche l’industria cantieristica, che oltre a produrre grandi navi, si è specializzata anche nella realizzazione di imbarcazioni da diporto, le piccole imbarcazioni. Di gran lunga pi๠importante è il terziario dei servizi, la cui espansione si collega alle attività  di trasporto (come a quelle commerciali e finanziarie a queste connesse) ma anche allo sviluppo del turismo; la posizione ha consentito al territorio di rappresentare per anni lo sbocco al mare fra i pi๠comodi per i turisti piemontesi e lombardi. Analisi statistica. Area sociale. Le statistiche culturali e sociali varie vedono la Liguria collocarsi, nel complesso, al di sopra dei valori medi nazionali. Detiene il primato per quanto riguarda la diffusione di periodici per abitante con 101 copie contro le 66 della media nazionale; è la seconda regione per grado di istruzione e per spesa pro-capite per spettacoli, manifestazioni sportive e trattenimenti vari. Le statistiche sanitarie la indicano al terzo posto nella graduatoria degli istituti pubblici con una media di posti-letto pari a 6,9 per 1.000 abitanti. Area economica. L’apporto pi๠consistente all’economia regionale è dato dal terziario con una percentuale superiore alla media nazionale mentre le percentuali relative al valore aggiunto del settore agricolo e del settore industriale sono entrambe inferiori ai valori medi italiani. Buone sono le posizioni occupate dalla regione per quanto riguarda i conti economici pro-capite: è la quarta regione per i consumi e la settima per Prodotto Interno Lordo, con valori sensibilmente superiori a quelli nazionali. Vicine ai valori medi nazionali sono, invece, le percentuali degli occupati. Area demografica. La classe demografica con il maggior numero di comuni (58) è quella che va dai 500 ai 1.000 abitanti e oltre il 70% dei comuni non supera i 3.000 abitanti. La città  pi๠popolosa è il capoluogo regionale con oltre 670.000 abitanti. Nella graduatoria della vita media occupa il tredicesimo posto per gli uomini con un valore uguale alla media nazionale e l’ottavo posto per le donne con 80,3 anni rispetto alla media italiana di 80,0. Con un indice di vecchiaia pari a 223,7 è la regione “pi๠vecchia” d’Italia. Area ambientale. Il territorio secondo la zona altimetrica presenta una composizione prevalentemente montuosa (65,1%) di gran lunga superiore alla media nazionale; il 34,9% di superficie collinare completa l’estensione territoriale della regione. La qualità  delle acque marine balneabili si pone al di sopra della media nazionale.

Storia

Descritti da Esiodo come rozzi e selvaggi, pirati ferocissimi, i liguri costituivano, secondo Eratostene, uno dei tre ceppi fondamentali dell’umanità , insieme a quelli etiopico e scita. Ben pi๠antica è la presenza dell’uomo in Liguria, come documentano numerosi reperti archeologici: i resti di età  paleolitica dei Balzi Rossi, quelli neolitici delle Arene Candide del finalese, le incisioni rupestri del monte Bego (dell’età  del bronzo), le urne cinerarie (dell’età  del ferro), rinvenute a Chiavari. I liguri dovettero avere contatti frequenti con etruschi, italici e greci. Soprattutto nella Riviera di Levante dovette intensificarsi l’influsso degli etruschi. Al III secolo risale il contatto con la civiltà  romana, invece, in particolare per Genova, che ebbe contatti pacifici, contrariamente alle trib๠liguri dell’interno e della Riviera di Ponente. Dopo la caduta dell’impero romano d’occidente, la zona risultಠinteressante per i bizantini, per i suoi porti: divenne la Provincia Marittima Italorum, che solo nel 643 passಠai longobardi. La Liguria fu divisa forse in ducati e poi in contee e, durante il regno di Berengario II (nella seconda metà  del X secolo) fu frazionata in tre marche: obertenga (a oriente); aleramica (al centro) e arduinica (a occidente). Le incursioni dei saraceni spinsero la popolazione a ritirarsi lontano dalle città  e a concentrarsi nei monasteri e nelle abbazie, che sorsero numerosi. Scongiurato il pericolo saraceno nel 972 si ebbe la grande rinascita dell’XI secolo. Fu durante il medioevo, appunto, che Genova si impose come repubblica marinara e che fiorଠproprio per i commerci, che furono incrementati particolarmente a partire dalle crociate, e per i rapporti intensi che intrattenne con i mercati del nord Europa. L’ascesa di Genova la spinse a cercare di impossessarsi delle due riviere e dell’immediato entroterra: non fu impresa semplice e la conseguenza fu una scissione fra la “Superba” e i comuni e le consorterie locali per lungo tempo indomiti, sebbene alla fine, spesso, piegati. Se la figura di Andrea Doria (tra XV e XVI secolo) rappresenta un momento di prestigio per le glorie genovesi, con il bombardamento da parte dei francesi del 1648 e l’occupazione del 1746 da parte degli austriaci si ha l’inizio della discesa dell’astro genovese. La sua storia gloriosa, soprattutto dopo la rivoluzione francese, ha gli ultimi momenti di vita nella repubblica di Genova (cosiddetta democratica), che comprende i feudi imperiali e la repubblica di Noli, che erano rimaste le ultime zone libere. Dopo la sottomissione all’impero francese del 1806 e al termine dell’era napoleonica cade ogni possibilità  di ricostruire l’antica repubblica. La Liguria viene assegnata al regno sabaudo, di cui seguirà  le sorti, che vedranno la costituzione del regno d’Italia. L’appoggio dei liguri alla Resistenza, nel corso del secondo conflitto mondiale, fu notevole.

Servizi

Turismo. Fra i luoghi pi๠noti sono senza dubbio: Ventimiglia (IM), Bordighera (IM), San Remo (IM), Imperia, Alassio (SV), Noli (SV), Savona e Varazze (SV) ma anche molti comuni pi๠piccoli costituiscono zone balneari incantevoli. L’occidente è non solo mare ma anche monti, grotte (quelle di Toirano e di Borgio Verezzi), che consistono in una serie di caverne con spettacolari sculture naturali. A dominare l’ovest e l’est della regione troneggia il capoluogo, quella Genova che possiede il pi๠grande porto italiano e che già  dall’epoca dei romani era un fiorente porto commerciale. La seconda parte della riviera ligure si estende fra Genova e il golfo di La Spezia, verso sud-est; la Riviera di Levante, punteggiata di olivi, viti ma anche dalla ricca vegetazione costituita da palme e agavi, è dotata di un clima mite, che consente di trovare nel turismo una fonte molto importante di reddito. Luogo fra i pi๠rinomati è senza dubbio Portofino (GE), le cui variopinte casette coronano il porticciolo. Fra i gioielli della Riviera di Levante è poi Sestri Levante (GE), che si affaccia sulla baia delle “favole” e su quella del “silenzio”, come pure insediamento importante è Rapallo (GE); già  apprezzata dal poeta Ezra Pound, che vi soggiornà², e risalente a epoca precedente quella romana, offre tutte le comodità  di un luogo di villeggiatura. Antiche origini vanta anche Chiavari (GE), pi๠nota come luogo commerciale per antonomasia. Lungo i sentieri che collegano un paesino all’altro, scavati sul fianco della montagna, è possibile recarsi in treno o a piedi nel territorio delle Cinque Terre, arrampicate sulle montagne che scendono a picco sul mare, che costituiscono un parco in cui convivono molte specie animali e vegetali. La Lunigiana, infine (posta nella zona pi๠meridionale della regione, a confine con la Toscana), è testimone soprattutto di un’antica civiltà , quella etrusca. La fruizione del luogo, infatti, non puಠessere solo quella di tipo balneare: gli importanti centri storici, i luoghi d’arte, un ampio entroterra di culture diverse, ricco di tradizioni ben conservate, la diversità  di ambienti, data dalle spettacolari falesie ma anche dalle distese alpine di larici e rododendri, costituiscono un’altra delle ricchezze della regione. La differenza di domanda tra costa ed entroterra trova un’altrettanto diversa risposta nella dotazione ricettiva, che si è adeguata alla maggiore densità  di interessi turistici sulla costa, quella pi๠frequentata; se un soggiorno estivo sulla costa è da programmare, per l’enorme afflusso di turisti, pi๠tranquilla risulta la permanenza nelle zone montane e collinari. A Genova, Savona e Finale Ligure (SV), ma anche del festival teatrale di Borgio Verezzi, di quello internazionale della musica da camera di Cervo (IM). Sport. Soprattutto gli sport marini danno l’immagine di maggiore interesse per i visitatori. La quantità  di porticcioli turistici consente di praticare la nautica da diporto senza difficoltà ; gli ambienti sottomarini, costituiti da interessanti fondali impreziositi da falesie sommerse, permettono di praticare le attività  subacquee. La dotazione di strutture ricettive rende possibile anche praticare il windsurf. Per la pratica di sport che non prevedano un soggiorno balneare ci si puಠorientare verso le escursioni in bicicletta, a cavallo o a piedi, che vengono agevolate dalle guide del luogo, o verso attività  meno “tranquille”, come l’arrampicata libera, il parapendio e il deltaplano. I numerosi campi da golf presenti in tutte le quattro province danno la possibilità  di praticare sport di tipo tradizionale. A Genova, Sarzana (SP) e Villanova d’Albenga (SV) sono presenti aeroclub, dai quali è possibile accedere alle scuole di volo. Trasporti. Il mezzo pi๠comodo per spostarsi in regione resta l’automobile. I collegamenti che offre la rete autostradale consentono di raggiungere il resto dell’Italia settentrionale attraverso i quattro valichi appenninici: il colle di Cadibona, il passo del Turchino, il passo dei Giovi e il passo della Cisa, rispettivamente attraversati dai tracciati della A6 (Savona-Torino), della A26 (Voltri-Gravellona Toce), della A7 (Genova-Milano) e della A15 (La Spezia-Parma); tutti i quattro rami si innestano sull’autostrada litoranea A12 La Spezia-Genova e sulla A10 Genova-Ventimiglia. Per raggiungere agevolmente i luoghi della costa anche il treno risulta comodo; le principali linee restano la Ventimiglia-Genova-La Spezia-Roma, la Genova-Torino, la Savona-Torino e la Genova-Milano. I collegamenti dati dalla rete ferroviaria minore divengono interessanti soprattutto per il turista: è il caso di quella che consente di percorrere la val Roja tra gallerie e dirupi e che porta dalla riviera ai paesaggi delle Alpi marittime (la Ventimiglia-Limone-Cuneo); della Genova-Casella, che percorre disabitate praterie costellate di antiche fortificazioni, lungo l’Appennino che si trova alle spalle di Genova; della Genova-Acqui-Ovada, che si inoltra in zone non percorse dalla viabilità  stradale. Un impegno molto sentito è quello che tende alla integrazione tariffaria e dei servizi, soprattutto in vista dell’assunzione, da parte dell’amministrazione regionale, delle competenze in materia di trasporto ferroviario locale e regionale. Uno degli obiettivi del programma relativo al trasporto pubblico locale è quello di restituirlo alla funzione di sostegno allo sviluppo e al riequilibrio del territorio; viene vista come importante anche la garanzia dell’accessibilità , necessaria per soddisfare il diritto del cittadino alla mobilità ; tutto ciಠnel quadro di un riequilibrio della distribuzione dei servizi sul territorio regionale, che ne estenda la diffusione a favore delle aree interne (dove si trovano comuni dalle ridotte disponibilità  di bilancio). Un traguardo che si cerca di raggiungere è quello dell’integrazione e collaborazione fra ferro e gomma; questo deve tenere conto della particolare conformazione del territorio e di come sono localizzati gli impianti fissi di trasporto; la linea ferroviaria costituisce il naturale sistema dorsale dei collegamenti pubblici dell’intera regione, con funzione di asse portante della mobilità  regionale: i collegamenti con l’entroterra si dipartono da Savona, Genova e La Spezia. Si punta anche: alla conservazione e al potenziamento degli impianti di trasporto a trazione elettrica; alla salvaguardia degli impianti filoviari di Genova, Imperia e La Spezia; alla prosecuzione degli interventi già  avviati per l’acquisto di autobus ad alimentazione non convenzionale, che sono a basso impatto ambientale. Anche i servizi di vaporetto consentono una visione diversa della regione (dal mare); escursioni in mare sono possibili dai golfi di La Spezia e del Tigullio, da Genova, da Alassio (SV) e da San Remo (IM). Il trasporto aereo è assicurato dall’aeroporto di Genova. Sanità . Le strutture ospedaliere del servizio sanitario pubblico sono cosଠripartite: 25 a Genova, dove sono presenti anche due istituti di cura a carattere scientifico; 6 a Imperia, 3 a La Spezia; 7 a Savona; le maggiori assicurano tutte il servizio di dialisi. A Genova e La Spezia, poi, sono presenti centri iperbarici: il primo presso l’Ospedale San Martino, il secondo presso il raggruppamento subacquei e incursioni. Numerose sono le case di cura private, distribuite in tutti i capoluoghi di provincia, mentre le aziende e stazioni termali si trovano a Genova e Imperia; fonti di acque minerali naturali si trovano a Genova, Imperia e Savona. Istruzione e cultura.L’unica Università  della regione si trova nel capoluogo regionale, dove è possibile, perಠaccedere a un gran numero di facoltà  e corsi di laurea. Ricchi e completi anche il sistema scolastico e quello delle strutture culturali in genere: oltre quelle degli atenei, sono presenti sul territorio centinaia di biblioteche comunali e private e numerosi sono i musei e le gallerie d’arte, attraverso le quali è possibile accedere alla storia e alle tradizioni del territorio, come alle arti e ai mestieri di un tempo, che hanno segnato le vicende dell’economia del passato.

Ordinamento

Il Consiglio regionale, con sede a Genova, è composto da 40 consiglieri e si articola in quattro commissioni permanenti: I Commissione Bilancio e programmazione; II Commissione Servizi sociali; III Commissione Sviluppo economico; IV Commissione Assetto e utilizzazione del territorio. Vi si aggiunge una Commissione consultiva nomine. Presso il Consiglio, infine, opera il Comitato regionale per il servizio radiotelevisivo. La Giunta della Regione Liguria, con sede a Genova, è composta dal presidente e da nove assessori. Presso gli assessorati operano anche Comitati, Commissioni e Consulte. L’apparato politico-amministrativo si compone anche del Comitato regionale di controllo sugli atti delle province nonchà© delle unità  sanitarie locali e del servizio del difensore civico. Istituzioni sub-regionali diverse da Province e Comuni operano in vari settori e a vari livelli. Si contano, fra l’altro, 19 Comunità  montane, 11 Consorzi di comuni per le deleghe in materia di agricoltura e foreste, 5 Aziende unità  sanitarie locali e 21 Distretti scolastici. Lo stemma regionale, adottato con legge regionale del 1985, raffigura una caravella stilizzata d’argento, munita di una vela bianca suddivisa in quattro cantoni da una croce rossa; in ogni riquadro spicca una stella d’argento. Comunità  montane. Argentea con sede ad Arenzano (GE), Valli Aveto-Graveglia-Sturla con sede a Borzonasca (GE), Alta Valle Scrivia con sede a Busalla (GE), Valle Stura con sede a Campo Ligure (GE), Val Petronio con sede a Casarza Ligure (GE), Alta Val Polcevera, con sede a Ceranesi (GE), Fontanabuona con sede a Cicagna (GE), Alta Val Trebbia con sede a Montebruno (GE), Olivo con sede a Imperia, Argentina-Armea con sede ad Arma di Taggia (IM), Intemelia con sede a Dolceacqua (IM), Valle Arroscia con sede a Pieve di Teco (IM), Media e Bassa Val di Vara con sede a Beverino (SP), Alta Valle del Vara con sede a Carro (SP), Riviera Spezzina con sede a Levanto (SP), Del Giovo con sede a Savona, Ingauna con sede ad Albenga (SV), Pollupice con sede a Finale Ligure (SV), Alta Val Bormida con sede a Millesimo (SV). Unità  Sanitarie Locali. Azienda unità  sanitaria locale Imperiese; Azienda unità  sanitaria locale Savonese; Azienda unità  sanitaria locale Genovese; Azienda unità  sanitaria locale Chiavarese; Azienda unità  sanitaria locale Spezzino. Distretti scolastici. N. 1 con sede a Ventimiglia (IM); n. 2 con sede a San Remo (IM); n. 3 con sede a Imperia; n. 4 con sede ad Albenga (SV); n. 5 con sede a Finale Ligure (SV); n. 6 con sede a Cairo Montenotte (SV); n. 7 con sede a Savona; nn. 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 e 16 con sede a Genova; n. 17 con sede a Busalla (GE); n. 18 con sede a Rapallo (GE); n. 19 con sede a Chiavari (GE); n. 20 con sede a La Spezia; n. 21 con sede a Sarzana (SP).

Province della Regione

4 province
Genova

GE

67 comuni

Codice: 010

Esplora provincia
Imperia

IM

67 comuni

Codice: 008

Esplora provincia
La Spezia

SP

32 comuni

Codice: 011

Esplora provincia
Savona

SV

69 comuni

Codice: 009

Esplora provincia

Comuni Principali

I 10 comuni più popolosi
Comune Provincia Abitanti Altitudine
Portovènere La Spezia 0 0 m
Riccò del Golfo di Spèzia La Spezia 0 0 m
Riomaggiore La Spezia 0 0 m
Rocchetta di Vara La Spezia 0 0 m
Santo Stèfano di Magra La Spezia 0 0 m
Airole Imperia 0 0 m
Sarzana La Spezia 0 0 m
Apricale Imperia 0 0 m
Sesta Godano La Spezia 0 0 m
Aquila di Arroscia Imperia 0 0 m

Informazioni Regione

  • Nome Liguria
  • Codice ISTAT 07
  • Ordine alfabetico 8
  • Numero province 4
  • Numero comuni 235
  • Popolazione totale 0

Date Storiche

Statistiche Avanzate

  • Popolazione media comune 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m
  • Superficie media 23,06 km²

Mappa Regione

Mappa della regione Liguria

Capoluogo di Regione

Santèramo in Colle

Provincia: Bari (BA)

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