Provincia di La Spezia

Liguria - Sigla: SP

32 Comuni Codice: 011 Regione: 07

Descrizione

Territorio. Esteso in direzione nord-ovest sud-est e occupato longitudinalmente dalle catene appenniniche che segnano i confini a est e a nord, rispettivamente con la provincia toscana di Massa Carrara e con quella di Parma (Emilia-Romagna), trova a ovest la provincia di Genova, del Golfo della quale le Cinque Terre, con le loro coste alte e dirupate, costituiscono la zona pi๠meridionale. Malgrado la sua limitata estensione e quasi a dispetto dell’azione di accentramento da parte del capoluogo provinciale, il territorio si mostra non uniforme dal punto di vista geografico come da quello storico. Vi si distinguono: la bassa Lunigiana; la zona costiera delle Cinque Terre; la zona del Golfo; la Val di Vara. La prima è una piccola zona, posta tra la Toscana e la Liguria, alle foci del fiume Magra, che coincide con la vallata del fiume e con quelle dei suoi affluenti. Assicura una varietà di colori e di immagini, per i quali svolgono la funzione di sfondo scenari verdissimi che terminano, in alto, nelle frastagliate cime apuane e nelle vaste distese prative dell’Appennino. Vi si registrano un clima generalmente mite, un ambiente dolce e riposante e la vista di colline coperte di verdi boschi; nelle acque limpide dei torrenti del posto è possibile praticare la pesca. La zona delle Cinque Terre costituisce un pittoresco tratto di costa scoscesa ai piedi dell’Appennino e comprende cinque abitati a picco sul mare, tra il promontorio di Montenero e quello del Nesco. Il panorama del luogo è dato da ripidi pendii e numerosi terrazzamenti, sui quali vengono coltivati ulivi, agrumi e viti; i pendii sono di tanto in tanto interrotti da erte mulattiere da cui si possono scorgere in lontananza le barche che punteggiano il mare; l’aspetto ripido e dritto della fascia litoranea le deriva dall’andamento della catena costiera, che corre parallelamente al mare e poco discosta da esso; conseguentemente le spiagge (frequentemente minacciate dall’erosione marina) risultano minuscole come piccole e impervie sono le insenature, che gli abitanti del luogo definiscono “ciazze”. Il tratto di costa confinante con la provincia di Genova, pur interrotto da valli perpendicolari, qua e là presenta qualche spiaggia pi๠ampia. Nei pressi del promontorio di Portovenere il carattere della costa diviene pi๠frastagliato: se ne sono staccate le isole della Palmaria e del Tino; oltre il Golfo della Spezia, all’altezza della piana di natura alluvionale della Magra, la costa si fa piatta e rettilinea. Infine il golfo, denominato anche “dei poeti”, in ricordo dei molti poeti che vi trascorsero parte della loro vita, possiede un incanto naturale che rapଠcantori, fra i quali furono Byron e Shelley. All’epoca erano ancora assenti due grossi ostacoli, che purtroppo oggi sottraggono zone di grande pregio paesistico alla fruizione del turista: l’estensione di zone militari, nella zona occidentale, e la cementificazione, che ha compromesso gran parte della costa compresa fra il capoluogo provinciale e Lerici, nella zona orientale. Il Golfo di La Spezia si inserisce profondamente nella zona costiera meridionale e dà vita a una delle insenature pi๠ampie e profonde di tutto il litorale tirrenico. Ha tratto origine dalla parziale sommersione di una valle circondata da dorsali calcaree -che a est e a ovest raggiungono quote che superano anche i 500 metri di altitudine-, delimitata a nord da una serie di colline di altitudine modesta, concorrenti a costituire una sorta di teatro, dal quale facili risultano le comunicazioni con la Val di Vara e la bassa Valle della Magra. Le emergenze orografiche della Val di Vara sono pi๠rilevanti: la catena costiera di questa valle longitudinale (che confina con le Cinque Terre) non supera i 900 metri ma quella pi๠interna, confinante con quella Valle della Magra nella quale va a confluire, ha sulle displuviali i suoi rilievi maggiori nei monti Gottero (1.640 metri) e Cornoviglio (1.162 metri). Dal punto di vista climatico, invece, la provincia può essere suddivisa in due zone: la costa e le valli interne. La prima zona presenta le favorevoli condizioni della riviera Ligure (che nel territorio delle Cinque Terre diventano ottime, grazie alla catena costiera alta e compatta, capace di proteggere dai venti settentrionali in maniera egregia). La costa spezzina, soprattutto nelle Cinque Terre, è investita in pieno dai venti di sud-ovest e il Golfo di La Spezia è percorso dai venti di sud-est, apportatori di umidità : l’orientamento della costa spezzina la espone a precipitazioni pi๠abbondanti di quelle del resto della riviera; ancora pi๠elevati sono i valori delle precipitazioni nelle zone pi๠interne, le montagne che separano i bacini del Vara e della Magra. L’influsso mitigatore del mare si avverte poco nella Val di Vara, che è posta parallelamente al mare e ne è separata da catene montuose compatte e piuttosto elevate. Dal punto di vista della dotazione idrica la provincia è ben fornita: si registra la presenza dei due corsi d’acqua pi๠lunghi della regione (il Vara e la Magra, il cui bacino è, però, per buona parte esterno alla regione), benché la loro portata risulti modesta e il loro carattere sia torrentizio. Dal punto di vista demografico il capoluogo può essere considerato il baricentro della provincia. Tra La Spezia e i comuni al confine con la Toscana, nella zona meridionale della provincia, è maggiormente addensata la popolazione; le zone dell’Appennino ligure, nella fascia settentrionale, sono invece meno popolate. Benché la regione risulti (fra le italiane) quella che presenta il pi๠alto tasso di invecchiamento, nella provincia di La Spezia la composizione della popolazione per età mostra una quota di abitanti che superano i 64 anni superiore alla media regionale. Il declino della popolazione (con il conseguente declino economico), cui potrebbe portare il persistere di un saldo negativo del movimento naturale, può essere arginato -nel medio periodo- solo con la capacità di attrarre e di ospitare immigrati. Sullo sfondo azzurro dello stemma provinciale, concesso con Regio Decreto, campeggia una torre di pietra, quadrata, merlata alla ghibellina e fondata su un monte verde a tre cime; la torre, a due palchi, sostiene un’aquila romana, coronata, in volo spiegato. Sullo sfondo nero del capo spicca un crescente d’argento sormontato da una stella d’oro a otto raggi. Il motto è: CIVIUM ROMANORUM COLONIA. Comunicazioni. Alla soddisfacente viabilità autostradale, costituita dai tracciati della A15 (Parma-La Spezia) e della A12 (Genova-Livorno), si aggiungono quella stradale (in cui figurano le strade statali: n. 1, n. 62, n. 330 di Buonviaggio, n. 370 litoranea delle Cinque Terre, n. 331 di Lerici , n. 530 di Portovenere e n. 566 di Val di Vara) e quella ferroviaria (delle linee Torino-Genova-Roma e Parma-La Spezia); ottima risulta anche la viabilità minore, che penetra capillarmente nell’intero territorio e conduce agli scenari ampi e unici dell’Appennino come ai rifugi alpini e ai paesini antichi e arroccati. Le reti stradale e ferroviaria svolgono un ruolo complementare alle strutture portuali ma si registrano alcune difficoltà nei collegamenti, soprattutto nelle zone montuose dell’Appennino Ligure e nel comprensorio delle Cinque Terre, anche a causa delle peculiari caratteristiche orografiche. Ai numerosi porti turistici si aggiunge quello pi๠importante di tipo mercantile del capoluogo provinciale. Storia. Nasce nel 1923 per la scissione di 30 comuni dalla provincia di Genova (i 28 del vecchio circondario spezzino nonché Maissana e Varese Ligure, del circondario di Chiavari), cui si aggiungono Calice al Cornoviglio e Rocchetta di Vara, del circondario di Massa e Carrara. Descrivere unitariamente le vicende della provincia è decisamente riduttivo e, in parte, fuorviante: la conformazione orografica della zona, infatti, ha determinato una differenza di avvenimenti, dovuta alla difficoltà di collegamento, e di conseguenza si è avuta sempre indipendenza tra una zona e l’altra. Sin dagli inizi mancò uniformità : la civiltà delle statue-stele, infatti, caratterizzò la Lunigiana e la Garfagnana ma toccò solo marginalmente la Val di Vara e il litorale. Un’altra componente determinante la diversità fu l’alternarsi delle fortune di diversi poli di potere (Luni, Portovenere, Vernazza, Moneglia, Sarzana). Durante l’epoca romana e nel primo medioevo prevalse Luni, prima sede vescovile e importante porto fluviale. La sua decadenza ebbe inizio dopo la sconfitta dei longobardi, quando pi๠sicure divennero le vie di terra; il progressivo interrarsi del suo scalo, peraltro, favorଠla posizione dei borghi dell’alta Lunigiana e la giovane Sarzana. Il colpo definitivo al suo splendore fu inferto dal costituirsi di una potente classe mercantile, che si oppose ai vescovi-conti (forti del potere della ricchezza fondiaria): ne derivò la fine del vescovato di Luni, che causò le mire espansionistiche di Genova, Parma, Pisa, Lucca e, nel Quattrocento, degli aragonesi. Prevalsi i genovesi, si ebbe un periodo favorevole per la zona, per l’impulso ai commerci, sebbene esigua risultasse la consistenza demografica del capoluogo provinciale (secondo solo a Sarzana), che constava di meno di 5.000 abitanti. L’intervento di Napoleone, nel 1808, risultò determinante per il Golfo, che fu dichiarato porto militare; La Spezia, a sua volta, fu eretta a prefettura marittima. Innovazioni nelle costruzioni portarono all’edificazione di opere difensive a mare, che consentirono la sostituzione degli scali medievali della zona, posti in piccole cale, le cui protezioni erano unicamente di tipo naturale. Al nascere del regno d’Italia la Spezia fu eretta a primo porto militare: la costruzione di un enorme Arsenale risultò importante anche dal punto di vista urbanistico, se si considera che, in conseguenza della razionalizzazione all’urbanistica conferitale nel tardo Ottocento, La Spezia ebbe una nuova mappa cittadina, dalla quale fu cancellato il tessuto medievale. L’esiguità degli spazi, le disagevoli comunicazioni stradali, tutto quanto disincentiva il turismo di massa (e in parte riesce a ridurre la cementificazione, che inevitabilmente coinvolge le rinomate stazioni balneari) concorre, però, ora a determinare la fortuna di questi luoghi. Struttura socio-economica. La sua peculiarità economica è data dall’Arsenale e dalle attività portuali. Nel mercato del lavoro si registrano alcuni fattori di squilibrio: pi๠bassi della media regionale risultano i tassi di attività e quelli di occupazione, nelle diverse classi di età ; ne conseguono tassi di disoccupazione poco distanti dalla media nazionale, che diventano molto pi๠elevati della media regionale nelle età giovanili, determinando, cosà¬, per i giovani, notevoli difficoltà nel passaggio dalla scuola al lavoro, cui si aggiunge una considerevole incidenza del lavoro irregolare. Esaminando la distribuzione per settore degli occupati si registra come la quota dell’industria sia superiore alla media regionale e rilevante la presenza nelle attività del terziario, in particolare in quelle connesse ai trasporti; elevato è anche il numero dei lavoratori autonomi. Il reddito disponibile procapite della provincia di La Spezia risulta superiore alla media nazionale come a quella regionale. Ciò malgrado la provincia spezzina si situa al cinquantanovesimo posto tra le 103 province italiane e come ultima in Liguria, se si considera un indice sintetico, che valuti la qualità della vita, le opportunità di sviluppo e i vincoli ad esso. La disoccupazione, l’assenza di distretti industriali, l’elevato tasso di interesse sui prestiti bancari, la probabilità di insolvenza sui crediti e la modesta crescita del reddito prodotto contribuiscono a conferire questa posizione nella graduatoria nazionale. Di contro risultano soddisfacenti il livello medio dei redditi per abitante e quello della produttività per occupato ma altri elementi, fra i quali il basso tasso di occupazione, contribuiscono a mantenere il tenore di vita medio degli abitanti inferiore a quello di buona parte delle province italiane. L’invecchiamento della popolazione comporta una significativa incidenza dei trasferimenti per prestazioni previdenziali. Un’analisi del modello dei consumi fa registrare differenze nelle abitudini tra la popolazione urbana e quella rurale (qui determinante, se si considera che l’urbanizzazione risulta inferiore a quella delle altre province liguri). Sostanzialmente vicine alla media delle altre province italiane si mostrano la dotazione abitativa e quella di infrastrutture sociali mentre appare bassa la diffusione imprenditoriale della provincia, malgrado la significativa presenza di imprese commerciali, strutture ricettive ed esercizi pubblici. Nel sistema produttivo di La Spezia fondamentale è il ruolo svolto dalle strutture portuali come dall’Arsenale: alle strutture della marina militare è connessa la fabbricazione di armi, come per gli insediamenti militari risulta significativamente presente l’apparato della pubblica amministrazione; di conseguenza l’incidenza dei servizi non destinati alla vendita è superiore alla media nazionale e regionale. Anche nel campo delle strutture culturali si trova una presenza connessa alla tradizione marittima e militare di La Spezia: l’interessante museo navale. Il capoluogo di provincia è uno scalo commerciale ma anche uno dei principali porti militari italiani; in quel contesto la cantieristica navale trova condizioni di sviluppo agevoli, tanto da risultare la principale specializzazione manifatturiera, per il numero di addetti occupati nelle costruzioni e riparazioni navali. I natanti e le loro componenti costituiscono le pi๠rilevanti esportazioni dello spezzino. I destinatari principali sono la Malaysia e la Tanzania, cui seguono, nell’ordine, Stati Uniti d’America, Filippine e Francia. Connessa a un’attività marittima tanto intensa è quella di monitoraggio e di depurazione delle acque, che può contare su una dotazione di strutture decisamente soddisfacente. Molto al di sotto della media italiana risultano l’incidenza delle esportazioni sul reddito prodotto e il grado di apertura al resto del mondo (dato dall’insieme delle esportazioni e delle importazioni rapportate al prodotto interno lordo). L’economia mostra alcune difficoltà nella sua dinamica, che causano una crescita lievemente inferiore alla media nazionale. Significativa è anche la presenza dell’industria meccanica, che fornisce macchine per impieghi speciali e apparecchi per uso domestico. Benché risultino per numero superiori alla media nazionale, le imprese artigiane hanno un’incidenza minore sul valore aggiunto. Fra le produzioni del settore primario vanno ricordate quella di fiori e piante, quella di ortaggi e l’allevamento; in particolare, La Spezia emerge tra le province liguri per le coltivazioni vitivinicole e l’agricoltura consente di raggiungere uno sviluppo del valore aggiunto superiore a quello nazionale, mentre minore risulta il tasso di crescita dato da costruzioni, commercio, turismo e trasporti. Determinante è anche la tendenza delle imprese a consorziarsi; si sono registrate esperienze positive di aggregazione nel comparto agricolo, tra imprese che si sono collegate per promuovere l’immagine e migliorare la distribuzione delle produzioni locali. Rilevante è risultato il successo ottenuto con i vini spezzini, soprattutto per prodotti di qualità a denominazione di origine controllata come il bianco delle Cinque Terre e lo Sciacchetrà . I porti di Vernazza, Portovenere, Lerici e Bocca di Magra ma, naturalmente, anche quello di La Spezia sono il punto di partenza per le operazioni di pesca. Oltre che nell’edilizia si hanno attività artigianali tipiche nella modellatura e finitura della pietra e nell’industria ceramica. Se in un confronto con la media nazionale si registra una difficoltà a decollare dell’industria manifatturiera (il cui sviluppo futuro potrebbe essere determinato dalle favorevoli condizioni della cantieristica navale), superiore alla media regionale risulta il valore che essa conferisce al Pil, che dà come risultato un elevato livello del valore aggiunto per addetto nelle attività extra-agricole, fra le quali sono anche i trasporti e altre attività dei servizi, in particolare il turismo. Nel sistema economico provinciale risulta centrale l’incidenza dei trasporti, come si induce dal numero di addetti e dal concorso al valore aggiunto che questi conferiscono; pi๠basso è invece il contributo al reddito del commercio (che anche in questa provincia subisce le conseguenze del processo di selezione degli esercizi di piccola distribuzione, dovuto alla diffusione delle strutture innovative). La rete dei trasporti risulta avere un ruolo centrale nel sistema produttivo della provincia, che trova nelle attività marittima, commerciale e militare e nelle strutture portuali gli elementi determinanti lo sviluppo della sua economia; nel dettaglio, nello scalo commerciale si è riusciti ad ottenere un’organizzazione dei processi lavorativi di tipo nord-europeo e, per le qualificate procedure di automazione adottate, si è raggiunta un’elevata produttività dei mezzi meccanici nella movimentazione dei container. Soprattutto nel comprensorio delle Cinque Terre vi sono i luoghi rinomati della costa spezzina, frequentati da un consistente flusso turistico, attratto dalla ricchezza di scenari e dai paesaggi affascinanti e non disincentivato da una dotazione di strutture ricettive inferiore a quella della zona della Riviera di Ponente, carenza che pure bisognerebbe colmare con pi๠intense politiche promozionali e con un potenziamento delle strutture ricettive ma anche del sistema di collegamenti tra le aree interessate, se si considera che il turismo costituisce una grande opportunità per questo territorio. Benché vi siano stati ritardi nei servizi alle imprese, se ne è potuta registrare una crescita negli anni Novanta del XX secolo, che ha consentito l’attuale attestazione su valori superiori alla media nazionale. Se nell’ambito creditizio si segnala una serie di dati negativi, tra i quali sono condizioni non favorevoli alla concessione di mutui, un’incidenza delle sofferenze sugli impieghi bancari doppia rispetto alla media nazionale e regionale, una difficoltà evidente nel recupero dei crediti, è invece in aumento il numero di imprese che chiedono di usufruire delle agevolazioni agli investimenti produttivi, previste dalla legge n º 488 del 1992.

Ambiti Territoriali

DEFINIZIONE La suddivisione del territorio qui ipotizzata tiene conto, per un verso, tanto delle tradizioni comuni quanto delle peculiarità geografiche o, addirittura, come nel caso della zona delle Cinque Terre, della divisione da sempre operata nella mente degli abitanti del luogo; si sono, però, tenuti in considerazione anche elementi di attrazione di tipo socio-economico-commerciale, quali possono essere considerati quelli da noi individuati come poli di gravitazione. Se, proprio nel caso delle Cinque Terre, tradizionalmente si è sempre definita una zona come costituita da determinati comuni, nel nostro caso non viene mortificata la definizione; nell’ambito vengono, però, ricompresi comuni della riviera e alcuni dell’entroterra, che pi๠propriamente starebbero da soli (per non dire, poi, di quei comuni che hanno un polo di attrazione fuori provincia: è il caso di Carro, Deiva Marina ma anche di Maissana e Varese Ligure, nella Val di Vara) ma che non trovano in nessuno di loro un vero e proprio elemento aggregante, che contribuisca a renderli entità a sé stante; un cenno a parte merita Riomaggiore, che tradizionalmente è stata sempre accomunata alla zona e che, per quanto vicina al capoluogo provinciale e su di esso gravitante, continueremo a ricomprendere nell’ambito delle Cinque Terre. Un po’ diverso (speculare, diremmo) è il caso della terza zona individuata: alcuni dei comuni ivi compresi decisamente appartengono alla Val di Vara e ne condividono, chiaramente, la vocazione economica, cosଠcome hanno partecipato alle sue sorti nei secoli; innegabilmente, però, le loro vicende, in tempi pi๠recenti, si sono legate a quelle del capoluogo provinciale tanto da far sembrare anacronistica una divisione diversa da quella operata. Sicuramente pi๠pacifica è risultata l’estrazione della Lunigiana dal contesto provinciale. Spezzino e Val di Vara: Beverino, Bolano, Borghetto di Vara, Brugnato, Calice al Cornoviglio, Follo, La Spezia, Maissana, Pignone, Portovenere, Riccò del Golfo di Spezia, Rocchetta di Vara, Varese Ligure, Vezzano Ligure, Zignago. Cinqueterre, riviera ed entroterra: Bonassola, Carro, Carrodano, Deiva Marina, Framura, Levanto, Monterosso al Mare, Riomaggiore, Sesta Godano, Vernazza. Lunigiana: Ameglia, Arcola, Castelnuovo Magra, Lerici, Ortonovo, Santo Stefano di Magra, Sarzana. SPEZZINO E VAL DI VARA Territorio. Dal punto di vista paesaggistico questa zona deve essere senza dubbio divisa in due parti: la zona dello spezzino e del golfo, che presenta i caratteri dei luoghi di mare, la cui vita è stata cadenzata, nei tempi antichi, dal mare e dalle abitudini cui esso costringeva, dalle incursioni che da esso provenivano; urbanisticamente gli abitati si intersecavano nelle insenature naturali e si aprivano un varco proprio nelle zone che le acque non avevano conquistato; la seconda zona è quella della Valle del Vara, in cui il paesaggio è dato, invece, da piccoli paesi e borghi in cui è sempre l’acqua il denominatore comune ma è quella del fiume. La stessa La Spezia, che tanta parte ha avuto nella storia della zona, ma anche della provincia tutta, era in principio abitata da pescatori e raccoglitori di sale, che dimoravano in un gruppo di casupole. Se i comuni del golfo e dello spezzino hanno mutato la loro fisionomia, pi๠vicini alla struttura di un tempo sono rimasti quelli della Val di Vara che, pur conservando l’impronta antica, non disdegnano le influenze dei tempi mutati. Comunicazioni. Le due autostrade A12 Genova-Livorno e A15 Parma-La Spezia offrono uno dei modi di collegarsi al resto della regione; il territorio è attraversato anche dalle statali: n. 1 via Aurelia; n. 370 litoranea delle Cinque Terre; n. 523 del colle di Cento Croci, n. 530 di Portovenere e n. 566 di Val di Vara. I collegamenti ferroviari sono dati dalle linee Genova-Livorno, Genova-Pisa e Sarzana-Santo Stefano di Vara; al porto turistico di Portovenere si aggiunge quello di La Spezia, di tipo mercantile. Storia. Tutta la zona risente dell’influenza della repubblica marinara di Genova, che si espanse in tutta la Liguria. Fino al secolo XIV il territorio dipese dalla podesteria di Carpena e fu poi eletta a podesteria autonoma dal doge di Genova Simon Boccanegra. La zona dovette subire per buona parte le scorrerie dei corsari barbareschi, soprattutto nelle zone costiere, e fu segnata dalle vicende legate alla presenza degli eserciti spagnolo e francese. La crisi economica e demografica che ne seguଠfu interrotta dall’avvento delle truppe napoleoniche, nel 1814. Tutta la zona passò al regno di Sardegna, insieme al resto della repubblica ligure, e vide il nascere dei primi collegamenti viari importanti per il suo futuro sviluppo. Struttura socio-economica. Se nell’alta Val di Vara risulta caratteristica la produzione di formaggi e tra i prodotti della terra vi sono i funghi, nei pressi del fiume Magra è notevole la produzione di frutta, favorita dalle condizioni di fertilità del terreno. Lo Spezzino è, come ci si aspetta, condizionato dall’economia del capoluogo, che si incentra maggiormente sulle industrie che realizzano armi e munizioni e sulla cantieristica. Non si può dimenticare il ruolo degli impianti di raffinazione dei prodotti petroliferi né l’importanza dell’industria metalmeccanica: le caratteristiche economiche del capoluogo costituiscono elemento di analisi della struttura del circondario, benché non si possa omettere di registrare l’importanza che riveste il turismo, soprattutto grazie alla presenza di luoghi incantevoli come Porto Venere. CINQUETERRE, RIVIERA ED ENTROTERRA Territorio. Il paesaggio della costa è fra i pi๠tipici della regione: la strada litoranea si inoltra fra le colline, i vigneti, gli antichi borghi di pescatori, le chiese in stile genovese. Le Cinque Terre sono cinque piccoli abitati di pescatori e contadini, ubicati nella zona terminale della costa di Levante, tra Levanto e Portovenere. Urbanisticamente la struttura è quella tipica dei borghi liguri, con stretti carruggi, viuzze talvolta molto ripide che, attraversando gli abitati, convergono su un porticciolo, come nel caso di Vernazza; in altri casi i paesi si trovano aggrappati su un promontorio a picco sul mare (come Riomaggiore). L’antica opera dell’uomo è qui ancora testimoniata dai terrazzamenti dei versanti coltivati (la cui presenza ha meritato a tutta la fascia di costa il regime di area protetta) resi necessari dalle difficoltà di accesso, derivanti dall’orografia del territorio, decisamente accidentata e tormentata. Particolarmente suggestivo è l’autunno, con i suoi colori intensi e caldi: durante quella stagione il periodo della vendemmia rende pi๠gradevole una visita sui rilievi coltivati con viti e ulivi. Tipico e sicuramente unico è il tratto, di collegamento fra Riomaggiore e la sua località Manarola (definito “via dell’amore”), di quel sentiero che congiunge i cinque borghi, in parte scavato nella roccia -e per questo spesso interrotto da frane- e in parte inciso lungo i terrazzamenti di viti e ulivi. I percorsi che attraversano i cinque borghi consentono, altresà¬, di ricostruire la storia geologica della zona; nei punti a ridosso del mare è possibile osservare le scogliere che precipitano a mare, le piccole spiagge costituite da materiali di franamento e le dorsali rocciose le cui pieghe e fenditure “raccontano” le vicende delle mutazioni morfologiche dei luoghi. Una vera e propria oasi di verde, punteggiata di campagne e villette, è la zona dell’alta Val di Vara: i paesi, attraversati dal fiume Vara, conservano ancora le strutture medievali. La zona è ricca di boschi, immersi in una folta vegetazione, e di sentieri, che attraversano un paesaggio verde rimasto intatto; in alcuni tratti è percorribile a cavallo. Comunicazioni. L’area può essere raggiunta pi๠agevolmente dopo la costruzione dell’autostrada A12; è attraversata anche dalle strade statali n. 1, via Aurelia; n. 370 litoranea delle Cinque Terre (che si immette nella n. 1 a La Spezia) e n. 566 di Val di Vara (che confluisce nella n. 1 a Borghetto di Vara). Il mezzo pi๠comodo per percorrerla resta, però, il treno, che la collega con la linea ferroviaria Genova-Pisa. Storia. Gli abitati delle Cinque Terre erano un tempo (prima che fosse attivata la linea ferroviaria) raggiungibili solo in barca o a piedi, lungo i sentieri che li congiungevano. Dal XII secolo fu creato quel paesaggio a fasce, tipico del sistema agricolo tradizionale, che con una paziente opera di terrazzamento, estesa per circa 2.000 km, ha costituito nel tempo un carattere distintivo della zona, che si conserva ancora intatto. Qui gli ostacoli generati dalla natura hanno consentito una politica di conservazione del paesaggio, occasione per difendersi dai fenomeni di intensa urbanizzazione, che, del resto, la natura impervia dei luoghi non ha favorito. Per una parte di origini antiche, in taluni casi fondati da profughi emiliani, i borghi della zona furono a pi๠riprese dominati da signori locali che, inevitabilmente, furono costretti a cedere alle mire della repubblica marinara di Genova, di cui i paesi seguirono le sorti, grosso modo a partire dal XII secolo; importanti e determinanti in molti casi furono la presenza sul territorio di pi๠eserciti stranieri e la frequenza delle incursioni piratesche sulla costa, che provocarono crisi demografiche ed economiche, arrestando per molto tempo lo sviluppo della zona. Al termine dell’invasione napoleonica, nel 1814, questa fu annessa al regno di Sardegna, partecipando ai successivi avvenimenti nazionali e internazionali. Struttura socio-economica. I vigneti prensili sostenuti dai muretti a secco riportano alla memoria la creazione antica dell’uomo che ha saputo fronteggiare la natura impervia del territorio; conferiscono al paesaggio un’architettura caratteristica e affascinante ma, soprattutto, garantiscono la produzione dei vini delle Cinque Terre, famosi sin dall’antichità , come lo Sciacchetrà (un vino passito). Anche Bonassola, Levanto e Framura producono vini bianchi secchi di pregio. Nell’entroterra si producono vini bianchi degni di menzione a Sesta Godano. LUNIGIANA Territorio. Omogenea e ricca di storia, nel paesaggio, nelle composite culture, nelle emergenze architettoniche e nella cordialità ripropone i caratteri pi๠peculiari di Toscana e Liguria. Vi si riconoscono le tracce della storia italiana ed europea, che qui è passata lasciandovi il segno: dalla lontana preistoria al medioevo, all’età moderna. Tutto il territorio infatti si caratterizza per un paesaggio punteggiato di castelli, pievi romaniche, borghi murati, costruzioni rustiche e gentilizie, che rappresentano l’eredità di un’altissima civiltà , il prodotto di un sottofondo culturale che si è conservato intatto attraverso i secoli. In ogni epoca vi sono passati popoli ed eserciti che hanno contribuito a costituire la struttura degli insediamenti e, soprattutto, i sistemi difensivi. Sulla traccia dei “castellari” protostorici si riconoscono ancora fortificazioni bizantine e longobarde, castelli trecenteschi dalle complesse opere piombanti, imponenti strutture cinquecentesche, integrate dalle bastionature del seicento. Con i popoli e gli eserciti passarono anche le idee, che si rinvengono nella civiltà delle statue-stele e, in particolare, nel cristianesimo, che ha innalzato chiese romaniche di grande suggestione. Comunicazioni. Il principale collegamento viario nord-sud che interessa la zona è costituito dall’autostrada Parma-mare, la A15, che all’altezza di Santo Stefano di Magra si interseca con la Genova-Livorno, la A12. I collegamenti interni sono resi possibili da un’ottima rete di strade provinciali, comunali e statali: fra queste la principale è la n. 62 della Cisa, che da Sarzana, risalendo il corso del Magra per tutta la valle, raggiunge il passo omonimo e si dirige a Parma. La attraversano anche la n. 1 via Aurelia; la n. 330 di Buonviaggio (che si immette nella n. 62 e nella n. 1); la n. 331 di Lerici (che a La Spezia confluisce nella n. 1) e la n. 432 della Bocca di Magra. àˆ servita dai porti turistici di Lerici e di Ameglia ed è attraversata dalle linee ferroviarie Sarzana-Santo Stefano di Magra e Genova-Pisa. Storia. L’intera zona fu sottoposta alla signoria dei vescovi di Luni (da cui deriva il nome), città fondata dai Romani nel 177 a.C.; le sue origini rimontano dunque ad epoche remote. Il trasferimento della sede vescovile a Sarzana agli inizi del XIII secolo segnò la decadenza di Luni, che entrò a far parte dei possedimenti della repubblica marinara di Genova, cui l’avevano contesa a lungo soprattutto pisani, fiorentini, lucchesi. Sul finire del XVIII secolo fu invasa da Napoleone e nel 1814 fu annessa, con tutta la repubblica ligure, al regno di Sardegna, di cui condivise le sorti nei successivi avvenimenti nazionali e internazionali. Struttura socio-economica. Le due rive del fiume Magra dimostrano la loro fertilità nella produzione di frutta, in particolar modo. Anche gli ortaggi costituiscono un prodotto della zona. Sicuramente la produzione di vino costituisce un punto di forza anche per questa zona; sono pregevoli: il vermentino doc dei colli di Sarzana; i bianchi, l’aleatico e i rosati delle colline di Castelnuovo di Magra e di Ortonovo; il bianco e il rosso di Bolano; i bianchi di Arcola e Vezzano; il tocai di Arcola. A Sarzana si conservano numerose botteghe artigiane di antiquariato e restauro come è offerta la possibilità di praticare sport acquatici Tutta la zona costiera è dotata di spiagge che danno un discreto apporto all’economia della zona.

Comuni della Provincia

32 comuni
Amèglia
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Àrcola
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Beverino
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Bolano
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Bonassola
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Borghetto di Vara
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Càlice al Cornovìglio
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Carro
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Carròdano
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Riccò del Golfo di Spèzia
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Santo Stèfano di Magra
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Sarzana
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Sesta Godano
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Varese Lìgure
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Vernazza
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Vezzano Lìgure
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Zignago
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Informazioni

  • Nome completo La Spezia
  • Sigla SP
  • Codice ISTAT 011
  • Regione Liguria
  • Numero comuni 32

Date Storiche

Statistiche Comuni

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