Provincia di Imperia

Liguria - Sigla: IM

67 Comuni Codice: 008 Regione: 07

Descrizione

Territorio. Posta ai piedi delle Alpi marittime, questa sottile striscia di costa, pi๠nota come Riviera di Ponente, è immersa in uno scenario suggestivo, in cui le colline digradanti verso il mare sono coperte da fiori e dal verde lussureggiante della vegetazione mediterranea. Compreso tra il Piemonte (a nord), la “Costa Azzurra” francese (a ovest), la provincia di Savona (a est) e il mar Ligure (a sud), il territorio della pi๠occidentale delle province liguri, con 67 comuni, è quasi per intero esteso sul versante meridionale delle Alpi Liguri (fa eccezione, al di là del Colle di Nava, la piccola valle del fiume Tanarello), con contrafforti che si riversano nel mare e una frazionata cimosa costiera pianeggiante; il nord del territorio è compreso nel bacino imbrifero del fiume Tanaro. Le dorsali montuose che dalla valle della Roia risalgono verso il bacino delle valli Nervia e Argentina costituiscono il confine con la Francia; nei pressi dello spartiacque principale tra i versanti ligure e padano, invece, è quello con il Piemonte; lungo la valle di Arroscia, con uno sbocco sul mare fra Cervo e Andora (SV), corre il confine con la provincia di Savona. Limitato per estensione, presenta una conformazione piuttosto uniforme; è quasi tutto montuoso, benché coesistano i due ambienti: montano e marino; pi๠che nelle altre province liguri, sono a contatto diretto l’ambiente marittimo e costiero e il paesaggio alpino, anche per la presenza di valli (Impero, Argentina, Nervia, Roia) che, correndo perpendicolarmente alla catena principale (quasi parallela al mare) e separate fra loro da alte dorsali, si riversano in gran parte nel mare, formando promontori o capi. Questa sezione delle Alpi Liguri trova la sua vetta pi๠elevata nel monte Saccarello, che con i suoi 2.200 metri si biforca nella dorsale occidentale e in quella orientale; lungo la prima passa il confine con la Francia, in cui numerose sono le vette che superano i 2.000 metri; la dorsale orientale, diramata in molti contrafforti, ha il suo culmine nel monte Frontè, con un’altitudine di 2.153 metri. La valle longitudinale dell’Arroscia è chiusa a nord da un’altra catena montuosa mentre perpendicolarmente alla costa corrono dorsali, fra le quali spiccano il monte Ceppo, che raggiunge 1.627 metri, e il monte Bignone, che con i suoi 1.299 metri domina i monti retrostanti San Remo, che costituiscono una sorta di teatro naturale. L’andamento dei rilievi, perpendicolare al mare, è all’origine di numerose insenature che intarsiano la costa, allo sbocco delle valli pi๠o meno grandi; al loro interno, per opera delle alluvioni, si sono generate spiagge piuttosto grandi (se rapportate a quelle della Riviera di Levante), che trovano delimitazione negli alti promontori (i principali dei quali sono: Capo Cervo, Capo Berta, Capo Verde, Capo Nero, Capo Sant’Ampelio, Capo Mortola). Le splendide baie che si aprono fra numerosi promontori rocciosi la rendono affascinante ma la zona risulta interessante anche per la sua importanza archeologica: numerosi sono gli insediamenti primitivi ritrovati. La compresenza degli ambienti alpino e costiero e la rapida transizione dall’uno all’altro generano una diversità climatica che può essere compendiata in tre tipi: quello della costa; quello del retroterra e il clima della displuviale. Se il litorale presenta condizioni climatiche particolarmente favorevoli, causate dalla scarsa piovosità , il retroterra, nella zona pi๠vicina alla displuviale ha un clima alpino, con frequenti nevicate invernali, benché il clima marittimo riesca a penetrare fin nelle vallate perpendicolari, chiuse a monte dagli alti rilievi, cosଠda favorire la presenza di specie vegetali tipiche del clima mediterraneo (come l’olivo, che qui riesce a sopportare anche l’altitudine degli 800 metri, i fiori, gli agrumi, in particolare i limoni, e gli ortaggi). Caratteristico della sua idrografia è il fiume Roia, unico fra i fiumi liguri non soggetto alle magre del periodo estivo, per la sua alimentazione parzialmente nivale; è utilizzato anche per la produzione di energia idroelettrica. Numerosi sono i torrenti brevi, tra i quali sono la Nervia, l’Argentina e l’Impero, nella piana alluvionale del quale sorge Oneglia (località del capoluogo provinciale), che è all’origine del nome di Imperia. Le zone interne di montagna poste sulle Alpi Marittime risultano meno abitate rispetto alla Riviera di Ponente, lungo la quale la popolazione è maggiormente concentrata. La posizione di frontiera favorisce significativamente la presenza di stranieri, il cui numero risulta superiore alla media nazionale: è maggiore la percentuale di persone anziane, attirate dalla mitezza del clima della Riviera, rispetto a quella degli immigrati in età lavorativa. Lo stemma provinciale, semitroncato partito, è stato concesso con Regio Decreto. Nella prima sezione, a sfondo rosso, sono rappresentate quattro torri d’argento merlate alla guelfa (porto Maurizio); nella parte inferiore campeggia un ulivo verde su fondo argentato (Oneglia); nella terza sezione, infine, lo sfondo rosso è dominato dall’immagine di un leone rampante coronato d’oro, appoggiato a una palma (San Remo). Comunicazioni. àˆ attraversata nei sensi est-ovest e nord-sud dalle due linee ferroviarie principali: la Ventimiglia-Cuneo e la Genova-Ventimiglia. La prima copre solo l’estremità occidentale della provincia; la seconda è parallela alla costa, come la strada statale n. 1 via Aurelia, sulla quale si innestano le strade che collegano la costa con il Piemonte: la strada statale n. 28 del colle di Nava, la strada statale n. 548 della valle Argentina e la n. 20 del colle di Tenda e di val Roja; segue, invece, l’andamento est-ovest la strada statale n. 453 della valle di Arroscia, che si innesta nella n. 28 presso Pieve di Teco. Per quanto riguarda le comunicazioni marittime, sempre pi๠importanti sono i porti turistici di Bordighera, Imperia e San Remo, cui si aggiunge quello di Taggia, che accolgono un notevole flusso di imbarcazioni sia italiane che straniere, in particolar modo francesi. Unico tracciato autostradale è quello dell’A10 Ponte S. Luigi-Genova. Storia. Si può dire che la civiltà di questa zona, come tutta quella ligure, sia nata sul mare, nelle caverne dei Balzi Rossi presso Ventimiglia, abitate dall’uomo preistorico del periodo paleolitico (da 240.000 a 10.000 anni fa); nel VI secolo a.C. dovevano essere intensi i rapporti dei liguri con italici, greci ed etruschi; sempre sul mare, in età storica, si è manifestato il valore della gente ligure. Dal III secolo si ebbe il contatto con la civiltà romana che, se per Genova e il suo entroterra risultò pacifico, non altrettanto lo fu per la Riviera di Ponente: le trib๠liguri che l’occupavano ne contrastarono l’avanzata, talvolta per i legami di tipo politico e commerciale che si erano instaurati con i cartaginesi. Dall’89 a.C. fu estesa la cittadinanza romana anche a questa zona della Liguria e, in età augustea, fra le altre, Ventimiglia Albintimilium spiccava come uno dei luoghi pi๠importanti della riviera romanizzata. Anche qui, come nel resto della Liguria, la posizione dei porti fu determinante per gli interessi dei bizantini, che la inserirono nella provincia Marittima Italorum e che per lungo tempo la difesero dagli attacchi esterni. Dopo l’avvento dei longobardi, con Rotari, nel 643, si ebbe un periodo oscuro, in cui si ipotizza ci sia stata una divisione in ducati e poi in contee, cui seguà¬, durante il periodo di regno di Berengario II (nella seconda metà del X secolo) l’appartenenza alla Marca Arduinica. Dopo la parentesi oscura dovuta alla presenza dei saraceni, il cui pericolo fu scongiurato nel 972, sopraggiunse la rinascita del X secolo, quando si riaffermò lo splendore di Ventimiglia; non altrettanto si può dire per l'entroterra, in cui il frazionamento delle marche berengariche lasciò in eredità una miriade di piccole entità amministrative feudali. L’ascesa di Genova a grande potenza marinara determinò nei secoli XI e XII un riacutizzarsi delle sue mire espansionistiche sulle due riviere e sull’immediato entroterra; ma le pretese di Genova contrastavano con quelle di centri di potere feudale tenaci e tutt’altro che remissivi, come Ventimiglia. Nella politica di espansione di Genova rientrarono le sortite contro Taggia e San Remo, in cui, nel 979, erano già vincoli e feudi genovesi. L’elevazione ad arcivescovado della diocesi di Genova ne riacutizzò le pretese contro il circondario: una meta ambita fu Oneglia, contro la quale fallଠil tentativo di impossessarsene nel 1148, mentre otto anni prima era stata conquistata Ventimiglia. Dovette soccombere pure Porto Maurizio, nel 1169, e nel 1195 anche Diano venne costretta a cedere alle condizioni della “Superba”; l’installazione di presidi a Monaco nel 1197 aveva lo scopo di ridurre a maggiore malleabilità la riluttante Ventimiglia. In seguito alla secolare lotta fra Genova e Savona rimarranno indipendenti e ostili il principato di Seborga e Oneglia, dominata dai Savoia. Alla data della costituzione della provincia di Genova, fissata dal Regno di Sardegna nel 1860, il resto della Liguria era compreso nella provincia di Porto Maurizio, ancora divisa amministrativamente da Oneglia. Struttura socio-economica. Due elementi concorrono a rendere negativo l’andamento demografico naturale, per cui il numero di morti supera quello dei nati vivi: l’invecchiamento della popolazione, che contribuisce ad elevare la mortalità , e il consolidamento della denatalità causato, anche in questa come nelle altre province della Liguria, dal basso numero di donne in età feconda. Il settore primario e le attività terziarie fanno registrare una quota di occupati superiore alla media nazionale. Il numero di lavoratori autonomi risulta notevole anche per l’elevato numero di piccole imprese che operano nella floricoltura. Sebbene le percentuali della disoccupazione risultino pi๠basse rispetto alla media regionale e nazionale, si avverte uno squilibrio tra domanda e offerta di lavoro, dovuto anche all’incidenza del lavoro irregolare, da considerare elevata soprattutto nel confronto con le altre aree centro-settentrionali. Fra le cause determinanti un reddito disponibile delle famiglie maggiore rispetto a quello delle altre province italiane sono: l’incidenza delle prestazioni previdenziali (dovuta alla elevata presenza di anziani con oltre 64 anni) e la quantità dei redditi da capitale (fitti effettivi e figurativi, utili e dividendi societari, interessi attivi netti). Il diffuso benessere nella provincia è indicato dalla quota dei consumi procapite (superiori alla media nazionale) e da quella dedicata alla spesa alimentare (data dalla propensione a soddisfare bisogni di prima necessità ), che risulta inferiore a quella nazionale. Superiore alla media nazionale risulta la disponibilità di alloggi, per superficie come per numero di stanze nelle abitazioni occupate, e soddisfacente è la dotazione di infrastrutture al servizio della collettività , come ospedali, scuole, servizi ricreativi. La politica di tutela della salubrità dell’aria e del mare concorre ad assicurare buone condizioni abitative; anche le ridotte dimensioni del traffico commerciale marittimo contribuiscono a rendere meno nocive che nelle altre province liguri le principali fonti inquinanti. Elevato risulta il numero di micro-imprese (che contano fino a 9 addetti), di molto superiore alla media nazionale, che assicurano la diffusione dell’imprenditorialità : la loro polverizzazione investe quelle del settore primario, dedite soprattutto alla floricoltura, nonché gli esercizi alberghieri e commerciali, la cui esistenza è connessa all’afflusso turistico delle zone balneari. La dimensione limitata delle imprese, che implica un loro minore potere contrattuale, è la principale causa di un costo medio del denaro, praticato dalle banche, pi๠elevato della media nazionale. Importante risulta anche l’apporto dell’artigianato (superiore alla media regionale), alla costituzione del valore aggiunto, benché esso non assuma le dimensioni rilevanti di altre province italiane. Connesse all’alimentare sono attività che denotano una significativa specializzazione dell’industria di trasformazione locale: quelle dei frantoi per la produzione di oli, benché non molto intense siano le coltivazioni olivicole, e la lavorazione e conservazione di prodotti ittici, collegata all’attività dei pescherecci che muovono dai porti di Imperia e di Diano Marina, da cui tradizionalmente il pescato è trasportato fino al Piemonte. Per la gran parte i porti sono utilizzati dai pescherecci o da imbarcazioni per il turismo e per la nautica da diporto e la loro funzione è da collegare all’afflusso di visitatori nel periodo estivo. Un’intensa attività di servizi, che in minima parte riguardano le imprese manifatturiere locali (poco interessate alla domanda di tali attività ), è legata al turismo. Anche negli scambi con l’estero emerge il ruolo del settore primario della provincia di Imperia: i fiori freschi e le piante costituiscono i principali prodotti esportati, destinati alla Germania, alla Svizzera, ai Paesi Bassi e alla Francia, nell’ordine. Se particolare importanza riveste il mercato dei fiori nell’economia locale, crescente risulta la competizione dei mercati internazionali che i coltivatori si trovano a fronteggiare, tanto pi๠determinante per un prodotto che in buona parte è destinato all’esportazione. Gli scali marittimi sono interessati anche dall’industria cantieristica delle riparazioni di navi e imbarcazioni. Il limitato peso dell’industria manifatturiera dà come risultato un valore aggiunto per addetto nelle attività extra-agricole pi๠basso della media regionale; elevato è invece il contributo dell’agricoltura e del commercio (questo si è sviluppato sia con la distribuzione all’ingrosso dei fiori, sia con piccoli esercizi al dettaglio, la cui presenza è giustificata dal massiccio turismo del periodo estivo). Anche i trasporti conferiscono un valore aggiunto inferiore alla media regionale, soprattutto per la mancanza in provincia di scali commerciali paragonabili, per traffici e strutture, ai porti delle altre province liguri. Caratterizzano, invece, la provincia: un dinamismo nell’organizzazione di iniziative artistiche, in particolare concentrate nel mondo dello spettacolo (particolarmente importante è il festival di Sanremo), e la varietà di attività connesse al turismo balneare. Una quota di rilievo sul valore aggiunto hanno acquistato il turismo e gli altri servizi privati, come si può indurre anche dal numero di addetti negli alberghi, bar, ristoranti e attività ricreative in genere; ciò è dovuto alle bellezze naturali della riviera e alla favorevole posizione geografica, a un passo dal principato di Monaco. Limitata risulta la disponibilità di infrastrutture nelle zone interne, al confronto con quella della fascia costiera: causa principale è data dalla particolare struttura geomorfologica di queste zone di montagna alpina, in cui le coltivazioni agricole non risultano particolarmente redditizie. Se si eccettuano alcune esperienze nell’agricoltura, scarsa risulta la tendenza degli imprenditori locali a consorziarsi, benché si registri un maggiore interesse rispetto al passato (come mostra la richiesta ad accedere agli interventi previsti dalla legge 488/92), dovuto alle opportunità di finanziamento agli investimenti offerte dai fondi strutturali dell’Unione Europea. Se le inadeguatezze del sistema dei trasporti in passato avevano costituito un ostacolo allo sviluppo dell’industria manifatturiera locale, il loro recente potenziamento ha dato come risultato una ripresa della crescita produttiva, superiore alla media regionale. D’altro canto si è registrato un contenuto incremento del valore aggiunto industriale, inferiore alla media italiana, che ha risentito delle ristrutturazioni nel campo farmaceutico e nella produzione di profumi. Fra le cause che lasciano la provincia in una posizione intermedia tra le realtà italiane sono: l’assenza di distretti industriali, gli elevati tassi di interesse e le difficoltà dei giovani a inserirsi nel mondo del lavoro; sono elementi che influiscono sul decollo di una provincia tuttora ostacolata nel suo sviluppo da una dotazione di infrastrutture inadeguata.

Ambiti Territoriali

DEFINIZIONE All’uniformità ambientale e orografica del territorio dell’entroterra, fino a 500 metri di altitudine rivestito da ulivi coltivati su colline terrazzate (percorse da muretti a secco) e nelle zone montane ricoperto di boschi di castagni e faggi e di pascoli, non corrisponde un quadro altrettanto omogeneo dal punto di vista storico-economico. Il fulcro economico provinciale si colloca a San Remo, la città dei fiori; di gran lunga inferiore invece risulta la densità di unità locali nelle impervie zone di montagna delle Alpi Marittime. La struttura produttiva della provincia si concentra in gran parte lungo la zona costiera che da Ventimiglia giunge al confine con la Francia, fino al Savonese. La zona collinare costituisce da sempre il luogo ideale per le colture floreali che, pur nel rispetto degli aspetti tradizionali, si avvalgono di una sofisticata struttura di serre e di apparecchiature ad alto contenuto tecnologico. A un esame delle vocazioni economiche condivise, si è in grado di frazionare la provincia in due ambiti fra loro omogenei. Alpi Liguri e Valle Argentina: Airole, Apricale, Badalucco, Baiardo, Bordighera, Camporosso, Carpasio, Castellaro, Ceriana, Dolceacqua, Isolabona, Molini di Triora, Montalto Ligure, Olivetta San Michele, Ospedaletti, Perinaldo, Pigna, Pompeiana, Riva Ligure, Rocchetta Nervina, San Biagio della Cima, San Remo, Santo Stefano al Mare, Seborga, Soldano, Taggia, Terzorio, Triora, Vallebona, Vallecrosia, Ventimiglia. Imperiese: Aquila di Arroscia, Armo, Aurigo, Borghetto d’Arroscia, Borgomaro, Caravonica, Castel Vittorio, Cervo, Cesio, Chiusanico, Chiusavecchia, Cipressa, Civezza, Cosio di Arroscia, Costarainera, Diano Arentino, Diano Castello, Diano Marina, Diano San Pietro, Dolcedo, Imperia, Lucinasco, Mendatica, Montegrosso Pian Latte, Pietrabruna, Pieve di Teco, Pontedassio, Pornassio, Prelà , Ranzo, Rezzo, San Bartolomeo al Mare, San Lorenzo al Mare, Vasia, Vessalico, Villa Faraldi. ALPI LIGURI E VALLE ARGENTINA Territorio. Quello delle Alpi Liguri è un territorio di transizione: compreso tra il mare e la montagna, condiviso tra Francia e Italia, costituisce il terminale marittimo delle Alpi, una componente della catena alpina che piega verso sud, solcata da valli profonde, per riversarsi nelle acque del mar Mediterraneo. Il territorio della valle Argentina, insinuato nei rilievi alpini dell’estremità occidentale della regione, tocca il livello del mare alla piana di Taggia, salendo fino all’altitudine del monte Saccarello. Il grigio argenteo dell’ulivo e il verde tenero del larice rendono colorato il paesaggio che, man mano che si sale, assume il tono pi๠intenso del verde degli abeti. Ma la gamma di colori non cessa di meravigliare: i colori carichi dei fiori coltivati sulla costa si alternano al verde pastello delle profumate erbe di campo; il grigio dei muri a secco in pietra si contrappone al tono scuro dei fusti alti che si trovano sulle balze digradanti delle Alpi che chiudono la valle. Anche qui i caratteristici terrazzamenti “a fasce”, sostenuti dai muri in pietra, danno la prova dell’importanza che ha rivestito l’olivo anche nel passato, se si ritenne necessario realizzare queste opere per poter utilizzare terreni angusti. La forte umanizzazione del territorio si riscontra anche nella quantità di borghi dell’entroterra e nei popolosi comuni della costa, che conservano, malgrado la trasformazione e la crescita (seguiti all’introduzione del turismo climatico della fine dell’Ottocento), le caratteristiche architettoniche di un tempo. Lo scenario incantevole costituisce la cornice ideale per i paesi che riescono a conservare le testimonianze del loro passato molto remoto. Comunicazioni. àˆ attraversata dalle linee ferroviarie Ventimiglia-Cuneo, che ha andamento nord-sud, e Genova-Ventimiglia che, parallelamente alla costa, ha lo stesso andamento della strada statale n. 1 via Aurelia, sulla quale si immettono (ad Arma di Taggia) la strada statale n. 548 della valle Argentina e la n. 20 del colle di Tenda e di val Roia, che da Ventimiglia giunge alla piemontese Cuneo. Ai porti di Bordighera e San Remo si aggiunge quello di Taggia, turistico e per la nautica da diporto. La zona è servita dall’autostrada A10, Ponte S. Luigi-Genova, che collega il capoluogo regionale con Ventimiglia. Storia. Le accoglienti condizioni climatiche vi attrassero i liguri, antichi abitatori della zona, che vi si insediarono in aggregati urbani e piccoli nuclei di valle e d’altura: la natura del territorio costituଠil pi๠valido sistema di difesa di quel popolo ribelle dedito alla guerriglia, come ricordano gli storici di lingua latina. Solo dopo due secoli di tentativi i romani riuscirono ad avere il controllo completo sulle trib๠locali: ne derivò una progressiva adozione degli usi e dei costumi dei conquistatori; pi๠comoda risultò la vita nelle ville romane costiere e cosଠebbe inizio una prima concentrazione urbana litoranea. Per alcuni secoli i municipi romani godettero della “pax romana” ma, in seguito alla caduta dell’Impero romano, nuovo predominio ebbe il mondo rurale, che riusciva a sopravvivere al disfacimento della struttura economica del mondo classico: nacquero i villaggi di pietra, ancora caratteristici del paesaggio ligure-provenzale. Un nuovo periodo di tensione, per la minaccia delle armi, fu quello intorno al finire del IX secolo; i saraceni con le loro scorrerie seminavano il terrore sulle coste della zona settentrionale del mar Tirreno. Dal X secolo ebbe inizio un periodo di pace e di ripresa economica. L’indebolimento della struttura feudale, successivo al X secolo, portò la zona sotto il dominio dei conti di Ventimiglia, per decenni opposti alla repubblica marinara di Genova con una serie di lotte sanguinose. Dapprima i conti si ritirarono dalla costa, conservando il controllo dell’area montana; dal XIII secolo Genova cominciò ad estendere la propria influenza anche sull’entroterra. Nella seconda metà dello stesso secolo il territorio fu diviso tra i Ventimiglia Lascaris, Genova, le famiglie dei Doria e dei Grimaldi, i conti di Provenza e alcune signorie religiose La posizione del territorio, come ponte fra il continente e il mediterraneo, ne fece motivo d’attrazione per i Savoia, che la contesero a Genova. Una inversione totale di rotta si ebbe con l’avvento napoleonico: nacque la repubblica ligure, in cui fu compresa anche quella di Genova. In seguito alla sconfitta di Napoleone, il congresso di Vienna stabilଠche l’intera Liguria fosse assegnata al regno di Sardegna. Struttura socio-economica. Le favorevoli condizioni climatiche e le agevoli comunicazioni consentono una facile coltivazione di viti, olivi e fiori. Soprattutto nella zona costiera si alternano impianti per la floricoltura a oliveti, che sempre pi๠cedono il posto alla coltivazione dei fiori. Ma alla base dello sviluppo turistico restano le attrazioni naturali e le attività ricreative, legate al casinò e al festival di Sanremo. IMPERIESE Territorio. I dolci e ampi declivi collinari sono anche in questa zona ammantati dagli uliveti, che di tanto in tanto si alternano ai piccoli aggregati urbani. Risalendo l’alta valle Arroscia gli uliveti cedono il passo ai vigneti; al colle di Nava le estese praterie sono circondate dai boschi che durante l’estate profumano di lavanda fiorita (dal colore azzurro intenso) e la strada, che si apre fra aspre rocce e boschi di faggi e conduce verso l’alta valle Arroscia, introduce in un susseguirsi di paesaggi alpini, fra i quali si rinvengono antichi borghi. La valle dell’Impero, in cui sorge il capoluogo provinciale, è punteggiata da castagneti, boschi di roveri, prati da pascolo e caselle (antichi rifugi per pastori e depositi per gli attrezzi agricoli), oltre che da uliveti e vigneti. Ma questa zona è costituita anche da una costa composta da spiagge sabbiose, immerse in una vegetazione mediterranea ma anche esotica: pini marittimi, olivi, agrumi, palme, agavi. Comunicazioni. I principali collegamenti stradali, autostradali, ferroviari e marittimi della provincia servono questa zona: la strada statale n. 1 via Aurelia; la n. 28, che partendo dal capoluogo di provincia e passando per il colle di Nava si inoltra fino a Ceva (CN); la strada statale n. 453 della valle Arroscia; le linee ferroviarie Ventimiglia-Cuneo e Genova-Ventimiglia; l’autostrada A10 e il porto del capoluogo di provincia. Storia. Fondamentale per la zona, come per il resto della provincia risulta la atipicità delle vicende del capoluogo: diviso fino al ventennio fascista, si compone di due abitati diversi fra loro per storia e costituzione dell’aggregato urbano. Porto Maurizio, di probabili origini romane, fu legata alla repubblica genovese sin dal XIII secolo ed esercitò funzioni di capoluogo di provincia dal 1860 alla sua aggregazione con Oneglia, nel 1923; quest’ultima, prima legata alla famiglia Doria, fu in seguito possedimento dei Savoia (dal XVI secolo, con Emanuele Filiberto), divenendo il principale porto del ducato sabaudo, insieme con Nizza. Struttura socio-economica. Anche l’analisi dell’economia della zona non può prescindere dalle caratteristiche del capoluogo; il primario di tutta la zona collinare dell’alto Impero è dato soprattutto dall’olivicoltura, che fornisce materia prima agli oleifici di Imperia; l’alta valle Arroscia (come il resto dell’ampia zona collinare e montuosa), ricca di boschi e pascoli, trova nell’allevamento del bestiame l’attività predominante. Le zone costiere dall’economia pi๠promettente e ricca di proposte attirano le forze del lavoro, allontanandole dalle zone della media valle Arroscia e della Nervia. Nella zona di Diano è concentrata l’ortofrutticoltura e, come per gran parte della zona costiera della provincia, particolare sviluppo ha la floricoltura anche a Imperia. L’introduzione della floricoltura non solo ha determinato un ampliamento delle zone poste a coltura ma ha anche offerto altri notevoli benefici: ha promosso consistenti investimenti ed elevato il reddito procapite. Di rilievo risultano anche gli impianti dell’industria siderurgica, le fabbriche di saponi, del cemento e delle paste alimentari.

Comuni della Provincia

67 comuni
Airole
Scopri
Apricale
Scopri
Aquila di Arroscia
Scopri
Armo
Scopri
Aurigo
Scopri
Badalucco
Scopri
Baiardo
Scopri
Bordighera
Scopri
Borghetto d'Arroscia
Scopri
Borgomaro
Scopri
Camporosso
Scopri
Caravònica
Scopri
Carpàsio
Scopri
Castel Vittòrio
Scopri
Castellaro
Scopri
Ceriana
Scopri
Cervo
Scopri
Cèsio
Scopri
Chiusànico
Scopri
Chiusavècchia
Scopri
Cipressa
Scopri
Civezza
Scopri
Cosio di Arroscia
Scopri
Costarainera
Scopri
Diano Arentino
Scopri
Diano Castello
Scopri
Diano Marina
Scopri
Diano San Pietro
Scopri
Dolceacqua
Scopri
Dolcedo
Scopri
Impèria
Scopri
Isolabona
Scopri
Lucinasco
Scopri
Mendàtica
Scopri
Molini di Triora
Scopri
Montalto Lìgure
Scopri
Montegrosso Pian Latte
Scopri
Olivetta San Michele
Scopri
Ospedaletti
Scopri
Perinaldo
Scopri
Pietrabruna
Scopri
Pieve di Teco
Scopri
Pigna
Scopri
Pompeiana
Scopri
Pontedàssio
Scopri
Pornàssio
Scopri
Prelà
Scopri
Ranzo
Scopri
Rezzo
Scopri
Riva Lìgure
Scopri
Rocchetta Nervina
Scopri
San Bartolomeo al Mare
Scopri
San Biàgio della Cima
Scopri
San Lorenzo al Mare
Scopri
Sanremo
Scopri
Santo Stéfano al Mare
Scopri
Seborga
Scopri
Soldano
Scopri
Tàggia
Scopri
Terzòrio
Scopri
Triora
Scopri
Vallebona
Scopri
Vallecròsia
Scopri
Vàsia
Scopri
Ventimìglia
Scopri
Vessàlico
Scopri
Villa Faraldi
Scopri

Informazioni

  • Nome completo Imperia
  • Sigla IM
  • Codice ISTAT 008
  • Regione Liguria
  • Numero comuni 67

Date Storiche

Statistiche Comuni

  • Popolazione media 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m

Mappa Provincia

Caricamento mappa...

Mappa dei comuni della provincia