Regione Molise

2 Province 136 Comuni 0 Abitanti Codice: 14

Descrizione

La terra dei Sanniti costituisce, oggi, la penultima regione d'Italia per estensione territoriale, con una superficie di 4.438 chilometri quadrati, pari all'1,47%del territorio nazionale, superiore solo a quella della Valle d'Aosta. Vi si registra una consistente presenza di etnia slava ed albanese, insediata da secoli e perfettamente integrata, soprattutto nei comuni alle spalle del litorale adriatico; degli Slavi (serbo-dalmati) si ha notizia sin dal 1297; gli Albanesi giunsero invece nel XV secolo. I primi, ben accolti, si sono stabiliti all'inizio prevalentemente alla sinistra del fiume Biferno; gli altri hanno abitato, in principio reietti , e disprezzati, il Basso Molise tra il Biferno e il Fortore. Questo elemento di disomogeneità  etnica è ancora chiaramente avvertibile in alcuni aspetti delle tradizioni particolari e del linguaggio nei comuni interessati, sebbene sia andato progressivamente stemperandosi in un processo di assimilazione che ha cancellato anche l'antica ostilità  degli autoctoni verso la componente albanese. Le regioni limitrofe esercitano a loro volta una certa influenza: particolarmente forte il carattere campano nella valle del Volturno, in provincia di Isernia; minore l'influenza abruzzese in Alto Molise e quella pugliese. Il litorale, con uno sviluppo complessivo di 37 chilometri, è terra di transito; la regione ha conosciuto in misura considerevole il fenomeno dell'emigrazione: si contano oggi comunità  di molisani all'estero che, complessivamente considerate, superano abbondantemente la popolazione residente. Il turismo balneare appare in espansione, mentre sono ancora poco conosciute le tradizioni locali che non bastano da sole a determinare flussi di traffico rilevanti: ne risulta un quadro delle relazioni esterne complessivamente non molto movimentato.   Collegamenti. Una sola autostrada, l'A14 Adriatica, attraversa il territorio regionale. Un tempo vitali per le comunicazioni, le strade provinciali sono state progressivamente sostituite ed integrate da una moderata rete di strade statali, che assicura una viabilità  pi๠che soddisfacente ed adeguata alle esigenze della comunità ; non manca una rete ferroviaria, in gran parte a binario unico e non elettrificata, che raggiunge quasi tutti i principali distretti regionali; sul litorale passa l'asse stradale e ferroviario adriatico, di importanza fondamentale per le comunicazioni tra il nord e il sud della penisola. A Termoli sorge un porto turistico e peschereccio. Oltre ai capoluoghi di provincia, costituiscono centri di gravitazione per il commercio, i servizi e le strutture burocratico-aministrative i comuni di Termoli, Venafro, Larino e Agnone e, sebbene in minor misura, Trivento e Riccia.   Territorio. La morfologia del territorio è varia, con quote che vanno dal livello del mare a oltre 2.000 metri,, ma solo a tratti aspra; le uniche, modeste estensioni pianeggianti si hanno nella piana di Boiano e nella valle del Volturno al confine con la Campania. Pi๠della metà  della superficie della regione è costituita dal territorio montano, che fa registrare le quote maggiori nell'Alto Molise e con i massicci del Matese e delle Mainarde. Il sottosuolo non custodisce risorse preziose, se si eccettua la presenza di giacimenti di gas metano nel Basso Molise; si registra un forte dissesto idrogeologico nel Molise centrale, lungo la valle del Biferno e lungo la dorsale adriatica, con frane e smottamenti, soprattutto dopo forti e prolungate precipitazioni. Il Matese, particolarmente nella parte ricompresa nel territorio del comune di Campochiaro, offre agli speleologi grotte e camini, solo in parte esplorati, alla portata degli sportivi pi๠esperti e preparati. I rilievi collinari e montani sono coperti da una vegetazione ricca quanto varia, che va dalle pinete in prossimità  del litorale alla quercia e al ceduo, cui si aggiungono faggio e conifere alle quote superiori. In provincia di Isernia sono state individuate e sottoposte a vincoli di tutela tre aree protette: la zona delle Mainarde è in parte inserita nel Parco Nazionale d'Abruzzo; nell'Area centrale e nell'Alto Molise si trovano i due nuclei di una riserva MaB e alle porte di Isernia sorge la riserva orientata di Pesche. L'idrografia regionale trova nei fiumi Biferno, Trigno e Volturno i suoi elementi principali. Oltre a questi corsi d'acqua, che hanno nel territorio molisano le loro sorgenti, meritano di essere ricordati il Fortore ed il Sangro. La regione è inoltre attraversata da una linea spartiacque che, con andamento sinuoso, divide il versante adriatico da quello tirrenico.   Clima. La distribuzione spaziale delle precipitazioni mostra un massimo nella zona appenninica, con circa 150 cm annui, ed un minimo sulla costa, con circa 60 cm annui. La zona costiera è, comunque, pi๠soggetta a precipitazioni temporalesche. In generale le precipitazioni sono pi๠frequenti in inverno e in primavera. In alcune zone dell'Appennino piove anche 100 giorni l'anno. I venti prevalenti sono correlati al passaggio delle perturbazioni di origine atlantica: essendo il Molise protetto ad ovest dall'Appennino, i venti provengono da sud-est (scirocco) prima del passaggio della perturbazione; da nord-est (grecale), in genere freddi, dopo il passaggio. Le valli del fiume Biferno e, ai confini, del Sangro e del Fortore fanno sଠche le correnti di grecale penetrino fino all'interno della regione contribuendo a tenere fredde anche le zone interne non in altura. In estate prevalgono i venti di brezza, marina sul litorale e montana nell'entroterra.   Attività  produttive. Caratterizzata da un forte attaccamento alla tradizione, espresso anche attraverso un ricco calendario di manifestazioni locali soprattutto a carattere religioso, la regione non difetta comunque di spirito vivace e di iniziative moderne: ne costituiscono esempio il campo dell'informazione (con diverse emittenti televisive e radiofoniche private, quotidiani e periodici di interesse locale) e quello scientifico. L'industria, basata quasi esclusivamente sulla piccola e media impresa, è di recente sviluppo; attraverso un'adeguata opera di valorizzazione e promozione sono stati creati tre poli industriali che riuniscono aziende impegnate in diversi settori, dall'alimentare all'edilizia, senza che ciಠabbia tuttavia portato ad una marcata specializzazione dei diversi distretti produttivi. Fanno eccezione: in provincia di Campobasso, nel nucleo industriale della valle del Biferno, nei pressi di Termoli, gli imponenti e moderni stabilimenti per la produzione di motori per automobili; in provincia di Isernia, nel nucleo industriale Isernia-Venafro, nei pressi di Isernia, la massiccia presenza dell'industria dell'abbigliamento. L'artigianato è presente e talvolta assume dimensioni rilevanti, soprattutto in provincia di Isernia. Agricoltura e zootecnia costituiscono ancora voci importanti per l'economia molisana: le colture cerealicole si alternano all'olivo, alla vite e agli alberi da frutta nel Basso Molise; la produzione casearia, assai apprezzata, si affianca a quella oleovinicola, che ha di recente beneficiato del riconoscimento del marchio Doc per alcuni vini locali (Biferno e Pentro) ricavati da uve montepulciano, aglianico, trebbiano e sangiovese. Sulla tavola questi prodotti diventano gli ingredienti di una gastronomia semplice ed antica: le "sagne" con fagioli, i formaggi e i latticini, le grigliate di carne ovina e suina, la norcineria arricchita da spezie piccanti. Modesto l'apporto della pesca praticata dagli equipaggi delle imbarcazioni termolesi. Lo sviluppo economico ha favorito la crescita del terziario in tutti i suoi comparti: dal credito al commercio, dalle assicurazioni ai servizi alla produzione, dalla ricerca ai trasporti; il ruolo della pubblica amministrazione come risorsa occupazionale è reso pi๠evidente, date le dimensioni della comunità .   Analisi statistica. Area sociale. Le statistiche culturali e sociali varie vedono il Molise collocarsi, nel complesso, molto al di sotto della media nazionale. àˆ la penultima regione per quanto riguarda la spesa pro-capite per spettacoli, manifestazione sportive e trattenimenti vari e l'ultima per diffusione di periodici per abitante. Si colloca al 14 ° posto nella graduatoria delle regioni italiane per grado di istruzione (189,7 laureati e diplomati per 1.000 abitanti contro i 211,1 della media nazionale) mentre è l'ultima regione per numero di delitti denunciati. Area economica. L'apporto pi๠consistente all'economia regionale è dato dal terziario, con un valore aggiunto che incide sul totale per il 67,9% (lievemente superiore alla media nazionale). L'incidenza percentuale fornita al Prodotto Interno Lordo dal settore industriale è notevolmente inferiore alla media nazionale (26,4% rispetto al 29,8%) mentre si colloca al di sopra dei valori medi il valore aggiunto rilevato nel settore agricolo (5,7% contro il 3,7% della media nazionale). Per quanto riguarda la percentuale degli occupati, il P.I.L. pro-capite, i consumi per abitante, il Molise si colloca sensibilmente al di sotto dei valori medi nazionali. Area demografica. Oltre il 90% dei comuni ha una popolazione non superiore ai 5.000 abitanti. La classe di ampiezza demografica che va dai 1.000 ai 2.000 abitanti è quella che comprende il maggior numero di comuni (43). La città  pi๠popolosa è il capoluogo regionale che sfiora i 51.000 abitanti. Nella graduatoria della vita media la regione occupa il terzo posto per gli uomini (74,5 anni rispetto alla media italiana di 73, 4) e l'ottavo posto per le donne (80,3 rispetto alla media italiana di 80). Area ambientale. La superficie territoriale secondo la zona altimetrica presenta una composizione prevalentemente montuosa (55,3%) e notevolmente superiore alla media nazionale (35,2%); il 44,7% di superficie collinare (contro il 41,6% nazionale) completa l'estensione territoriale della regione. Oltre il 71% del territorio (con circa il 70% della popolazione) è classificato, secondo il grado di sismicità , ad un livello medio-alto. Il Molise, con l'84% di costa balenabile, puಠvantare il primato tra le regioni italiane per la qualità  delle acque marine balenabili.

Storia

Il giacimento paleolitico individuato nel 1979 alle porte di Isernia ha indotto a supporre la presenza dell'uomo sin da epoca remotissima; in verità  gli elementi fossili rinvenuti, datati oltre 700.000 anni, sono costituiti da parti di scheletro di animali ma le ricerche proseguono e non è escluso che resti fossili degli antichi cacciatori possano comparire in futuro. Di certo si sa che la regione fu abitata in epoca antica e fu patria di due dei quattro rami principali del popolo dei Sanniti: i Pentri e i Frentani. Della presenza sannita restano tracce cospicue nel territorio, particolarmente nei resti di opere fortificate che sorgono seminascosti sui rilievi e ai margini dei tratturi. Oltre a consentire il presidio delle zone di passaggio delle greggi e degli armenti, queste opere costituirono probabilmente i capisaldi del sistema difensivo durante le tre guerre che per decenni videro i Sanniti opporre una durissima resistenza all'espansione di Roma verso la Magna Grecia. Alterne fortune, episodi celebri come quello delle Forche Caudine, la distruzione, il saccheggio, e l'incendio di importanti centri sanniti, come Aersenia, Bovianum, Aquilonia, costituiscono la storia di uno scontro terminato solo nel 295 a.C. con l'affermazione di Roma. Il territorio tornಠad essere teatro di eventi bellici con la costituzione della Lega Italica, che stabilଠla sua capitale ad Aersenia; sbaragliati i Soci Italici dall'intervento dell'esercito romano guidato da Silla nel 90 a.C., la definitiva conquista del Sannio ad opera di Roma non conobbe pi๠ostacoli. Sorsero cosଠimportanti colonie romane come Venafrum, Saepinum, Terventum. Disabitata per molto tempo dopo il tramonto dell'impero romano, la regione tornಠa vivere con i Longobardi, che divisero la parte d'Italia soggetta al loro controllo in sette ducati, tra cui quello di Benevento in cui era ricompreso il territorio corrispondente all'attuale regione; sono longobardi i primi abitatori dell'Abbazia benedettina di San Vincenzo al Volturno, che diventerà  un centro di eccezionale potenza economica e vivacità  culturale. Nel ducato longobardo di Benevento giunse il principe bulgaro Alczecone; accolto dai duchi, si vide assegnare il territorio di Boiano con il titolo di castaldo. Il castaldato di Boiano è l'origine della Contea longobarda di Molise; il nome è di incerta origine, ma è probabile che i conti de Molisio (o Marchisio) fossero i discendenti di Alczecone. Verso l'anno Mille il ducato di Benevento si divideva in 34 contee tra cui Molise, Boiano, Isernia, Termoli, Venafro, Larino, Pietrabbondante. L'avvento dei Normanni vide nascere accanto alla Contea di Molise quella di Loritello (corrispondente all'attuale Rotello); dopo un periodo di scontri a cavallo tra il XII e il XIII secolo fu Federico II, incoronato imperatore nel 1220, a portare stabilità  nella regione. A questo periodo risale l'abbattimento di molte delle mura, rocche e fortificazioni erette a difesa delle città : si salvಠil castello di Termoli, ancora ben conservato, fatto erigere dallo stesso Federico II. Alla dominazione sveva segue quella angioina nel 1266 ed inizia la ricostruzione delle mura di cinta fatte abbattere dagli Svevi. Guglielmo, morto nel 1326 senza figli maschi, è l'ultimo conte di Molise: la sua stirpe ha ormai dato nome alla circoscrizione amministrativa (il Contado di Molise); dal Duecento le diverse famiglie in cui si frammenta la stirpe cominciano ad assumere il cognome dal nome del feudo di cui sono titolari: da allora non si sentirà  pi๠parlare dei conti di Molise ma dei d'Evoli, dei di Capua, dei di Sangro, ecc. Il contado di Molise fu aggregato di fatto alla Terra di Lavoro (altra provincia della suddivisione amministrativa normanna ripristinata da Federico II di Svevia) durante i periodi svevo, angioino e aragonese. In epoca incerta, probabilmente durante il viceregno verso la metà  del XVI secolo, ne venne separato e fu aggregato alla Capitanata: tale situazione si protrasse fino a tutto il 1806. Il 15 febbraio 1806 Giuseppe Bonaparte entra in Napoli; sei mesi pi๠tardi vara la legge di riforma amministrativa: il Contado di Molise, è provincia unica con la Capitanata, con sede a Foggia. Ogni provincia è sede dell'intendente ed è divisa in distretti, sedi dei sottintendenti. La provincia di Capitanata e Molise ha sottintendenze a Foggia, Manfredonia, Campobasso e Isernia. Il 27 settembre 1806 il Contado di Molise diventa provincia autonoma con intendenza a Campobasso e sott'intendenza ad Isernia. La denominazione di "provincia di Molise" sarà  adottata il 19 dicembre dello stesso anno. L'ultima riforma avviene il 4 maggio 1811 ad opera di Gioacchino Murat: la provincia si ingrandisce ed è divisa nei distretti di Campobasso, Larino e Isernia, per un totale di 134 comuni. Interessata dal fenomeno del brigantaggio e dalla reazione sanfedista all'instaurazione della Repubblica Partenopea, la regione vive gli ultimi anni della dinastia borbonica nella contrapposizione tra idee rivoluzionarie e fedeltà  monarchica, che porterà  allo scoppio di moti violentissimi al momento dell'unificazione d'Italia. Le riforme amministrative post-unitarie cambiano i confini regionali lungo i bacini del Fortore e del Volturno; nel 1861 il Molise viene aggregato all'Abruzzo, con cui formerà  un'unica entità  amministrativa per altri cento anni. La regione non è stata risparmiata dal secondo conflitto mondiale che ha causato la distruzione di buona parte del patrimonio storico e architettonico e la perdita di molte vite umane, soprattutto ad Isernia (decorata con medaglia d'oro per essere stata quasi rasa al suolo il 10 settembre 1943, quando gran parte della sua popolazione perଠsotto le bombe delle "fortezze volanti" americane) e nei centri rurali posti lungo la dorsale appenninica; la ricostruzione del tessuto socio-economico è stata qui pi๠lenta che altrove. Con legge costituzionale del   dicembre 1963 il Parlamento ha sancito il distacco della provincia di Campobasso dall'Abruzzo restituendo al Molise autonomia amministrativa. Il 22 gennaio 1970 un'altra legge del Parlamento ha dato completezza alla nuova regione, istituendo la provincia di Isernia.  

Servizi

Turismo. Il mare molisano supera ogni anno le prove imposte dagli osservatori pubblici e privati sull'inquinamento; sebbene limitato in estensione, il litorale accoglie pertanto un turismo balneare in crescita, anche dalle regioni settentrionali. Oltre alle spiagge sabbiose dell'Adriatico, tuttavia, la regione offre anche altre attrattive di pregio: storia ed archeologia soddisfano le aspettative di chi ama trascorrere il proprio tempo libero nei siti archeologici (importantissimi quelli di Isernia, Pietrabbondante e Sepino) o in visita ai castelli, di cui tutta la regione è ricca; molti centri altomolisani costituiscono apprezzate stazioni climatiche e di soggiorno estivo. Non ci sono poli alberghieri importanti: le capacità  ricettive sono per lo pi๠concentrate nei capoluoghi di provincia, che possono perಠessere usati come centri per effettuare escursioni lungo itinerari consigliati. L'agriturismo, di recente sviluppo, è favorito dalle caratteristiche ambientali che invitano all'equitazione (da molte regioni gli appassionati della monta western si danno appuntamento in agosto in provincia di Isernia per la "Corsalonga"); il campeggio è praticato sulla costa e, in minor misura, nelle località  dell'Alto Molise.   Sport. In entrambe le province vi sono strutture per gli sport invernali: pi๠sviluppata quella di Campitello Matese, in provincia di Campobasso, frequentata anche da sportivi pugliesi e campani amanti dello sci alpino; Capracotta (in provincia di Isernia), che ha di recente ritrovato un'antica vocazione per queste discipline, sta invece sempre pi๠qualificandosi come una delle principali mete per gli appassionati di sci nordico.   Trasporti. Il trasporto delle merci su rotaia, se a livello nazionale non regge la concorrenza con il trasporto su gomma, in Molise è addirittura inesistente: fatta eccezione per la linea adriatica, la rete ferroviaria che attraversa la regione è modesta e sottoutilizzata rispetto alle sue potenzialità ; anche per il traffico passeggeri ed il livello di sviluppo dei principali poli industriali non è tale da far presagire inversioni di tendenza. Proprio per le caratteristiche della rete ferroviaria, il trasporto pubblico conosce in questa regione una vivace concorrenza fra il treno ed i servizi di autolinee: questi ultimi infatti non solo servono per collegare i comuni decentrati rispetto ai principali circuiti di comunicazione ma svolgono un servizio sempre pi๠apprezzato anche per i lunghi spostamenti interregionali. Ne deriva un consistente flusso di traffico lungo le direttrici della viabilità  interna che collegano i capoluoghi di provincia ed i principali distretti produttivi; a questo si aggiunge il traffico che interessa l'asse adriatico. Non si puಠparlare di traffico aereo, dal momento che la regione non ha aeroporti. Gli scali aeroportuali pi๠vicini sono quelli delle regioni confinanti, come quelli di Napoli/Capodichino, in Campania, e di Pescara, in Abruzzo (quest'ultimo, per altro, di dimensioni davvero modeste). L'aerostazione di riferimento, pertanto, è sostanzialmente quella di Roma/Fiumicino, "Leonardo da Vinci". Il trasporto marittimo è limitato per lo pi๠al periodo estivo per i collegamenti con le Isole Tremiti (FG) in partenza dal porto di Termoli. Per altre destinazioni, invece, si è costretti all'imbarco nelle regioni confinanti, come l'Abruzzo e la Puglia, per il mare Adriatico (con i porti, rispettivamente di Pescara e di Bari) o , ancor pià¹, la Campania, per il mar Tirreno (con il porto di Napoli).   Sanità . La struttura sanitaria pubblica regionale conta sei ospedali: il "Cardarelli" a Campobasso, il "Veneziale ad Isernia, il "S. Timoteo" a "Termoli", il SS. Rosario" a Venafro, il "Vietri" a Larino e l'Ospedale Civile di Agnone; non si registrano specializzazioni particolari che possano prevalere sul criterio territoriale nella scelta della destinazione dei degenti. Ai nosocomi citati si aggiungono tre centri di cura privati dei quali uno, con specializzazione neurologica, si caratterizza per l'elevato livello tecnologico delle sue strutture. I servizi di emergenza e pronto intervento sanitario sono affidati alle Usl che li svolgono con mezzi e personale a disposizione presso gli stessi servizi ospedalieri; a questi spesso si aggiungono, secondo i casi, le ambulanze dei Vigili del fuoco. Non mancano ambulatori polifunzionali, servizi di consultorio ed assistenza sociale, servizi per le tossicodipendenze. Modesto ma in crescita il volontariato, che tende a specializzarsi anche nel trasporto sanitario e nella protezione civile; tra le organizzazioni pi๠rappresentate figurano la Croce Rossa Italiana, l'Associazione Volontari Italiani del Sangue e l'Associazione Italiana Donatori Organi.   Istruzione e cultura. L'Università  del Molise ha la sede principale a Campobasso e una sede distaccata ad Isernia; è articolata in quattro facoltà  (Agraria, Economia, Giurisprudenza, Scienze matematiche, fisiche e naturali), tre dipartimenti ed una scuola diretta a fini speciali (per il conseguimento del diploma di assistente sociale). L'Unitre (Università  della terza età ) ha consolidato la sua presenza sul territorio regionale ponendosi come uno dei pi๠vivaci stimoli culturali. Il sistema scolastico appare adeguato alle esigenze della comunità , con istituti di istruzione di secondo grado distribuiti nei principali comuni non capoluogo; meno ricco il tessuto delle strutture teatrali. Non mancano comunque biblioteche civiche e musei, tra i quali meritano di essere segnalati: il Museo Sannitico di Campobasso, il museo di Baranello e quello di Santa Maria delle Monache ad Isernia.

Ordinamento

Il Consiglio regionale, con sede a Campobasso, si compone di trenta membri e si articola in quattro commissioni permanenti: I Ordinamento e organizzazione amministrativa, II Sviluppo economico, III Assetto ed utilizzazione del territorio, IV Servizi sociali. La Giunta regionale, con sede a Campobasso, è formata dal presidente e da un numero di assessori non superiore a otto. L'apparato amministrativo si articola in uffici, settori, servizi, commissioni, (tra cui le commissioni per i problemi dell'occupazione giovanile, per la disciplina del commercio, per la formazione professionale), consulte (come la Consulta regionale dell'emigrazione) e comitati; tra questi ultimi si segnalano il Comitato regionale per la protezione civile e quello per i lavori pubblici. A questi si aggiunge il Comitato regionale di controllo sugli atti dei comuni e delle province. Sono enti operativi della Regione: l'Ente per le risorse idriche del Molise nonchà© gli enti turistici, con sede a Campobasso, Isernia e Termoli. Un ruolo particolarmente significativo è riservato alla Finanziaria per lo sviluppo regionale, nota come Finmolise, istituita per sostenere finanziariamente le imprese locali, anche partecipando al loro capitale sociale. Buona parte dell'apparato regionale decentrata in uffici periferici, per lo pi๠a Isernia e a Termoli. Tra le istituzioni sub-regionali si contano dieci Comunità  montane, quattro Unità  Sanitarie Locali e sette distretti scolastici. Tra i consorzi, svolgono un ruolo particolarmente significativo quelli di bonifica (Larino e Termoli, in provincia di Campobasso; Venafro, in provincia di Isernia) e quelli per i nuclei di sviluppo industriale (Boiano e Termoli, in provincia di Campobasso; Venafro, in provincia di Isernia). Lo stemma della Regione è uno scudo rosso attraversato da una banda d'argento; in alto campeggia una stella d'argento a otto raggi. Comunità  montane. "Molise Centrale" con sede a Campobasso, "Matese" (Boiano), "Cigno-Valle del Biferno" (Casacalenda); "Monte Mauro" (Palata), "Fortore Molisano" (Riccia), "Trigno-medio Biferno" (Trivento), "Pentria" (Isernia), "Alto Molise" (Agnone), "Sannio" (Frosolone), "Volturno" (Venafro). I soli comuni non ricompresi nei territori delle Comunità  montane sono quelli rivieraschi o a ridosso della fascia costiera, solitamente definiti Molise Marittimo dal Legislatore regionale: Campomarino, Guglionesi, Larino, Montecilfone, Montelongo, Petacciato, Portocannone, Rotello, San Giacomo degli Schiavoni, San Martino in Pensilis, Santa Croce di Magliano, Termoli, Ururi. Unità  Sanitarie Locali. Azienda Usl 1 di Agnone (comuni di: Agnone, Belmonte del Sannio, Capracotta, Carovilli, Castel del Giudice, Castelverino, Sant'Angelo del Pesco, Vastogirardi); Usl 2 di Isernia (i rimanenti comuni della provincia di Isernia); Usl 3 di Campobasso (tutti i comuni della provincia di Campobasso non rientranti nella Usl di Termoli); Usl 4 di Termoli (comuni di: Acquaviva Collecroce, Bonefro, Campomarino, Casacalenda, Castelmauro, Civitacampomarano, Colletorto, Guardialfiera, Guglionesi, Larino, Lupara, Mafalda, Montecilfone, Montefalcone del Sannio, Montelongo, Montemitro, Montenero di Bisaccia, Montorio nei Frentani, Morrone del Sannio, Palata, Petacciato, Portocannone, Provvidenti, Ripabottoni, Rotello, San Felice del Molise, San Giacomo degli Schiavoni, San Giuliano di Puglia, San Martino in Pensilis, Santa Croce di Magliano, Tavenna, Termoli, Ururi). Distretti scolastici. N. 1 con sede ad Agnone, n. 2 (Venafro), n. 3 (Isernia), n. 4 (Boiano), n. 5 (Campobasso), n. 6 (Termoli), n. 7 (Larino).

Province della Regione

2 province
Campobasso

CB

84 comuni

Codice: 070

Esplora provincia
Isernia

IS

52 comuni

Codice: 094

Esplora provincia

Comuni Principali

I 10 comuni più popolosi
Comune Provincia Abitanti Altitudine
Civitanova del Sannio Isernia 0 0 m
Colli a Volturno Isernia 0 0 m
Conca Casale Isernia 0 0 m
Filignano Isernia 0 0 m
Forlì del Sannio Isernia 0 0 m
Fornelli Isernia 0 0 m
Frosolone Isernia 0 0 m
Isernia Isernia 0 0 m
Longano Isernia 0 0 m
Macchia d'Isernia Isernia 0 0 m

Informazioni Regione

  • Nome Molise
  • Codice ISTAT 14
  • Ordine alfabetico 11
  • Numero province 2
  • Numero comuni 136
  • Popolazione totale 0

Date Storiche

Statistiche Avanzate

  • Popolazione media comune 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m
  • Superficie media 32,63 km²

Mappa Regione

Mappa della regione Molise

Capoluogo di Regione

Campobasso

Provincia: Campobasso (CB)

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