Provincia di Isernia

Molise - Sigla: IS

52 Comuni Codice: 094 Regione: 14

Descrizione

Territorio. Estesa su una superficie di circa 1.500 chilometri quadrati, la provincia occupa la parte sud-occidentale della regione, articolandosi in 52 comuni. Il profilo geometrico è irregolare, con variazioni altimetriche significative: l'area pianeggiante nella parte occidentale, in corrispondenza con la valle del Volturno, si alterna ai rilievi appenninici tra cui spiccano la catena delle Mainarde ed i primi contrafforti del Matese. Hanno le loro sorgenti nel territorio provinciale i fiumi Volturno e Trigno che, insieme al Sangro, segnano a tratti i confini con le regioni Campania e Abruzzo. Non si registrano presenze apprezzabili di laghi, fatta eccezione per qualche modestissimo bacino di montagna o piccolo invaso artificiale. Non ci sono comuni bagnati dal mare. Lo stemma provinciale riunisce quelli dei comuni già capoluogo di mandamento: Isernia, Venafro, Agnone e Frosolone. Comunicazioni. Nessuna autostrada attraversa questa parte della regione ma la viabilità ordinaria garantisce comunque collegamenti pi๠che soddisfacenti. Gli assi viari pi๠importanti sono rappresentati dalle statali 650 Fondo valle Trigno, 17 Appulo-sannitica e 85 Venafrana; la rete ferroviaria è costituita dalle linee Campobasso-Vairano e Carpinone-Sulmona; una nuova tratta ferroviaria, in costruzione tra Venafro e Rocca d'Evandro (CE), ridurrà di circa un terzo il tempo di percorrenza per Roma. Non ci sono piste di atterraggio per aeromobili né approdi per natanti. Storia. Abitata fin dal paleolitico, fu zona di insediamento dei Sanniti Pentri, come dimostrano numerosi ritrovamenti archeologici; la civiltà romana ha lasciato tracce evidenti, cosଠcome il pericolo medievale, di cui restano edifici talora molto ben conservati. Tradizionalmente inserita nell'orbita partenopea, ha subà¬to danni rilevanti al passaggio del fronte durante la seconda guerra mondiale, che ha in parte cancellato un patrimonio architettonico e storico già provato da numerosi, devastanti terremoti. àˆ provincia dal 1970. Struttura socio-economica. La maggior parte della popolazione attiva è impiegata nel terziario e nella pubblica amministrazione; le attività industriali hanno ricevuto un consistente impulso dopo la creazione di un polo industriale che raccoglie imprese operanti in diversi settori. L'agricoltura non è certo scomparsa: accanto alle tradizionali colture cerealicole e olivicole assumono un ruolo importante la zootecnica e l'industria di trasformazione dei prodotti zootecnici, che dà origine ad un mercato di rilievo nazionale. La terziarizzazione dell'economia favorisce l'inurbazione: la popolazione si raccoglie soprattutto nel capoluogo e negli altri due centri principali, Venafro e Agnone. Non si registrano vistose disomogeneità di ordine etnologico o culturale.: l'intera provincia risente di influssi campani, che si ritrovano nel dialetto locale.

Ambiti Territoriali

DEFINIZIONE All'interno della provincia si distinguono tre zone abbastanza omogenee: la prima è l'Area centrale, che trova nel capoluogo provinciale il suo naturale punto di aggregazione; a questa si aggiungono due zone periferiche caratterizzate dall'influenza di diversi poli di attrazione: l'Alta valle del Volturno, che riunisce i suoi comuni soprattutto nella comunanza di origini storiche, ed il cosiddetto Alto Molise, caratterizzato da una forte omogeneità socio-economica e dall'influenza della regione Abruzzo. Area centrale: Bagnoli del Trigno, Cantalupo nel Sannio, Carpinone, Castelpetroso, Castelpizzuto, Chiauci, Civitanova del Sannio, Carovilli, Forlଠdel Sannio, Frosolone, Isernia, Longano, Macchia d'Isernia, Macchiagodena, Miranda, Monteroduni, Pesche, Pescolanciano, Pettoranello di Molise, Roccamandolfi, Sant'Agapito, Santa Maria del Molise, Sant'Elena Sannita, Sessano del Molise. Alta valle del Volturno: Acquaviva d'Isernia, Castel San Vincenzo, Cerro al Volturno, Colli a Volturno, Conca Casale, Filignano, Fornelli, Montaquila, Montenero Val Cocchiara, Pizzone, Pozzilli, Rionero Sannitico, Rocchetta a Volturno, Scapoli, Sesto Campano, Venafro. Alto Molise: Agnone, Belmonte del Sannio, Capracotta, Castel del Giudice, Castelverrino, Pescopennataro, Pietrabbondante, Poggio Sannita, Roccasicura, San Pietro Avellana, Sant'Angelo del Pesco, Vastogirardi. AREA CENTRALE Territorio. Non esistono confini naturali che permettono di circoscrivere l'ambito dei comuni che fanno capo al capoluogo provinciale; questa zona ha fatto registrare un ampliamento a seguito di interventi sula viabilità locale che hanno permesso di ridurre i tempi di percorrenza: ciò ha determinato un cambiamento nelle abitudini delle popolazioni di comuni che -già ricompresi in altri ambiti sub-provinciali- sono ora attratti dalla rete commerciale e di servizi del capoluogo, con cui sono collegati da servizi di autocorriere. Nei pressi di Isernia sorge la riserva naturale orientata di Pesche e Pescolanciano uno dei due nuclei della riserva MaB. A pochi chilometri dal capoluogo di provincia corre la linea spartiacque che divide i bacini idrografici del Trigno e del Biferno, sul versante adriatico, da quello del Volturno, che sfocia invece nel Mar Tirreno; i corsi d'acqua (Carpino, Sordo, Cavaliere, Lorda, Vandra) assumono per lo pi๠carattere torrentizio e regime irregolare. Comunicazioni. Oltre alla rete viaria principale, la zona è attraversata dalla statale 627 della Vandra, che collega il capoluogo provinciale alla valle del Volturno; nel comune di Carpinone si congiungono le due linee ferroviarie di interesse provinciale. La qualità dei collegamenti è di buon livello, solo eccezionalmente disturbata dalle precipitazioni invernali. Generalmente scorrevoli le strade provinciali che collegano i centri limitrofi al capoluogo e tra di loro. Storia. Cuore del Sannio Pentro sconfitto dall'esercito di Roma, il territorio conserva tra le asperità dei suoi rilievi le opere di difesa del passato. Resta il ricordo di figure importanti come quella del celebre giurista Andrea d'Isernia; rocche e castelli impreziosiscono centri come Roccamandolfi, Carpinone e Pescolanciano. Questa parte della provincia fu teatro di sanguinosi scontri tra i garibaldini ed il patriziato fedele alla dinastia borbonica, che coinvolse i contadini ostili alle truppe piemontesi. Struttura socio-economica. L'istituzione della provincia ha cambiato in modo radicale l'aspetto socio-economico della zona, determinando un considerevole aumento della popolazione residente, soprattutto nel capoluogo, e modificando i flussi di traffico, prima diretti verso Campobasso lungo tracciati viari scomodi ed impegnativi. Il processo di terziarizzazione dell'economia locale è stato da allora rapido ed intenso: gli uffici, i servizi e gli esrcizi commerciali di Isernia attraggono pendolari dai centri vicini e contribuiscono a caratterizzare il quadro sociale dell'area. L'agricoltura continua ad essere praticata in piccole aziende, prevalentemente a conduzione familiare, che producono frutta, ortaggi e, in misura minore, cereali; l'industria è presente nei settori edile, alimentare, tessile, dell'abbigliamento (anzitutto a Pettoranello di Molise), dell'arredamento e dei materiali da costruzione; resiste l'artigianato (merletti, coltelleria, oggetti in rame e ferro) che benefica delle numerose fiere e delle altre occasioni di promozione commerciale, anche fuori dal territorio regionale. La rete commerciale è molto sviluppata; ad essa si affiancano i servizi del terziario avanzato: studio, ricerca e progettazione, credito ed intermediazione finanziaria, assicurazioni. ALTA VALLE DEL VOLTURNO Territorio. L'Alta valle del Volturno potrebbe a sua volta essere divisa in due ambiti omogenei: la parte superiore, caratterizzata dalla comune origine (la colonizzazione dell'Abbazia di San Vincenzo al Volturno), e quella inferiore, che risente dell'influsso campano; tutta la valle fa riferimento a Venafro, ma la parte superiore gravita anche su Isernia ed in parte sull'Abruzzo. Questa bipartizione si conferma nelle caratteristiche del territorio: nella zona sorgentifera, parzialmente ricompresa nel Parco Nazionale d'Abruzzo, il profilo è irregolare, a tratti aspro, con sbalzi altimetrici importanti (si trova qui la catena delle Mainarde, con cime che raggiungono i 2.000 metri) e ricchissima vegetazione; la parte inferiore si apre in una vasta pianura solcata dal fiume, a confine con la provincia di Caserta. Venafro, la seconda cittadina della provincia per importanza e dimensioni, è il centro principale. Comunicazioni. Nella parte superiore della valle il veloce tracciato della statale 652 di Fondo valle Sangro permette di raggiungere l'Abruzzo ed il litorale adriatico; pi๠sinuoso il tracciato della statale 158 della valle del Volturno, che segue il corso del fiume. Pi๠ad ovest, nella pianura, oltre alla statale 85 Venafrana si trova la statale 6 Dir., che consente di raggiungere la via Casilina e l'Autostrada del Sole. La statale 627 della Vandra, che attraversa la valle e si inoltra nel Lazio, è assai meno trafficata. La qualità dei collegamenti è generalmente buona ma nella parte superiore, dove le quote sono pi๠elevate, in inverno il traffico stradale è occasionalmente ostacolato da formazioni di ghiaccio o precipitazioni nevose. Storia. Di Venafro, importante colonia romana, si legge nei classici latini; cominciò dall'Alto Volturno il fenomeno dell'incastellamento ad opera dell'Abbazia benedettina di San Vincenzo al Volturno, fondata nel 703, cui si deve la nascita di gran parte degli insediamenti circostanti. Distrutta dal terremoto nell'847 e nel 1349, devastata dai Saraceni nell'861 e nell'881, rasa al suolo dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, l'abbazia fu ricostruita nel 1965. L'area pi๠a valle fece parte della Terra di Lavoro, confermando gli stretti legami con la Campania. Struttura socio-economica. I valligiani conducono una vita pi๠chiusa e legata alla tradizione nella parte superiore, mentre la zona del venafrano si caratterizza per una maggiore vivacità come crocevia di comunicazioni con la Campania ed il Lazio. La struttura economica è composita ed equilibrata: in pianura alle coltivazioni orticole si affiancano gli oliveti, famosi sin dai tempi dei romani per la pregiata produzione di olio; si allevano ovini e bovini. L'industria conta numerose imprese nei settori metalmeccanico, edile, alimentare e dei materiali da costruzione; la creazione di un nucleo di sviluppo industriale a Pozzilli ha offerto consistenti prospettive occupazionali alle popolazioni della parte superiore della valle. Il terziario si è sviluppato intorno a Venafro e lungo le principali direttrici di traffico, interessate dal turismo invernale diretto alle stazioni sciistiche abrizzesi: comprende oggi un affermato tessuto commerciale, servizi bancari ed assicurativi ed uffici della pubblica amministrazione. L'artigianato conta su una produzione di grande valore culturale: le zampogne costruite nei laboratori di Scapoli. ALTO MOLISE Territorio. L'Alto Molise ha in Agnone il suo centro pi๠importante ma risente in modo significativo anche dell'attrazione della valle del Sangro e dell'Abruzzo in generale. I comuni che ne fanno parte si caratterizzano per una forte similitudine di ordine socio-economico: sono infatti centri montani con attività zootecnica, interessati da un turismo stagionale pi๠o meno consistente. I confini dell'area sono ben delimitati a nord dalla valle del Sangro; a sud la delimitazione geografica dell'area è resa pi๠incerta dallo sviluppo delle relazioni economiche che ha portato alcuni centri a gravitare nell'area d'influenza del capoluogo provinciale. Il profilo dell'intera zona è vario ma generalmente non aspro, di tipo alto-collinare e montano, con estensioni boschive (prevalentemente faggi, querce e conifere) alternate a pascolo, che formano un paesaggio di grande effetto,; le risorse naturalistiche sono arricchite dalla presenza della riserva MaB (a Vastogirardi). Il Sangro ed il Trigno, che ha in questa zona le sue sorgenti, costituiscono i principali corsi d'acqua. Comunicazioni. Alla statale 651 di Pescolanciano e soprattutto alla statale 86 Istonia, che costituisce il principale asse viario di questa parte della provincia, si affianca una rete di strade provinciali di estrema importanza per i collegamenti locali. Questi risultano spesso ostacolati, durante i mesi invernali, dalle precipitazioni nevose e dalle formazioni di ghiaccio; non cosଠper la linea ferroviaria Carpinone-Sulmona, in grado di garantire i collegamenti in ogni condizione atmosferica. Storia. Il principale simbolo delle origini storiche della zona è probanilmente il Teatro italico di Pietrabbondante. L'Alto Molise fu terra di dominio dei conti abruzzesi Borrello, protagonisti di una politica di espansione che si estende dal Trigno al Volturno. Il paesaggio del fronte durante la seconda guerra mondiale ha lasciato tracce evidenti sul territorio, oltre che nella memoria della popolazione: è di quel periodo la distruzione della linea ferroviaria che raggiungeva Agnone. Struttura socio-economica. La natura montana dela comunità rappresenta la nota dominante di questo ambito sub-provinciale, consentendo anzi di individuarlo proprio in base alla forte omogeneità che caratterizza i comuni che lo compongono. Fatta eccezione per Agnone, che merita un cenno a parte, si tratta per lo pi๠di piccole comunità , con indici di vecchiaia elevati, ridotte nella loro consistenza dal fenomeno dell'emigrazione. La natura del territorio rende particolarmente diffusa la pratica dell'allevamento, soprattutto bovino, cui si accompagna un'apprezzatissima produzione casearia. Nei mesi estivi il rientro degli emigrati cambia radicalmente il volto dei paesi conferendo alla vita delle comunità una cadenza ritmica su base stagionale. C'è chi ha saputo sfruttare il turismo stagionale attraverso la valorizazione dele risorse locali e potenziando le capacità ricettive: sono nati cosଠveri e propri centri di villeggiatura estiva come Pescopennataro o Capracotta; quest'ultima sta anzi configurandosi sempre pi๠come stazione turistica per tutte le stagioni, grazie alla realizzazione degli impianti sciistici. Agnone è il centro pi๠popoloso ed importante della zona: presenta una struttura economica pi๠composita, in cui figurano il terziario (commercio, pubblica amministrazione, servizi) e l'artigianato del rame; di notevole importanza la presenza di un'antichissima fonderia pontificia, che produce campane esportate in tutto il mondo.

Comuni della Provincia

52 comuni
Acquaviva d'Isernia
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Agnone
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Bagnoli del Trigno
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Belmonte del Sannio
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Cantalupo nel Sannio
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Carpinone
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Castel San Vincenzo
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Castelpetroso
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Roccamandolfi
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Rocchetta a Volturno
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San Pietro Avellana
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Sant'Agapito
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Sant'Angelo del Pesco
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Sant'Elena Sannita
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Santa Maria del Molise
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Scapoli
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Sessano del Molise
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Sesto Campano
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Vastogirardi
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Venafro
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Informazioni

  • Nome completo Isernia
  • Sigla IS
  • Codice ISTAT 094
  • Regione Molise
  • Numero comuni 52

Date Storiche

Statistiche Comuni

  • Popolazione media 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m

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Mappa dei comuni della provincia