Cenni storici su Mezzana Mortigliengo.
Il toponimo, apparso come “Megiane” nel 1305, deriva per la prima parte dal sostantivo ‘mediana’, derivato a sua volta dall’aggettivo latino MEDIANUS, ‘centrale, di mezzo’, nel significato globale di ‘terreno circondato da corsi d’acqua’; la seconda parte è una formazione prediale dal personale latino MURTELIUS.
Citata per la prima volta in un diploma imperiale del X secolo, fece parte in quel periodo dei territori del comitato di Vercelli; ceduta al conte di Vercelli, Ajmone, nel 962, passò nel secolo successivo all’episcopato vercellese e venne poi inglobata, insieme ad altri feudi, ai Bulgaro.
Acquisita l’indipendenza nel XIII secolo venne, all’inizio del 1300, percorsa dalle milizie di Fra Dolcino passando in seguito tra i possedimenti dei Visconti.
Sottomessasi a Casa Savoia (1379), fu impegnata, lungo tutto il XV secolo, in numerose controversie con la vicina Biella per motivi commerciali e amministrativi, ottenendo infine il permesso per due mercati settimanali.
Infeudata a Giovanni Wilcardel de Fleury, divenuto marchese per l’occasione (1619), venne poi suddivisa in più feudi, ridotta a contea e amministrata da Gian Giacomo di Giacomo Audifredi; acquistò la propria autonomia solo alla fine del XVIII secolo, in seguito al propagarsi delle idee rivoluzionarie francesi nella penisola.
La parrocchiale di San Bartolomeo, edificata in epoca medievale ma ricostruita nel 1600 è abbellita esternamente da una facciata di Nicola Mosso (1946) e da un elevato campanile romanico (XII secolo); all’interno si possono ammirare fini decorazioni del Borrione (XIX secolo), due altari marmorei e un bel polittico rinascimentale.
Testimonianza della forte religiosità del luogo è anche l’oratorio di San Rocco, in località Montalto, edificato nel XV secolo e rimaneggiato successivamente.