Regione Abruzzo

4 Province 305 Comuni 0 Abitanti Codice: 13

Descrizione

Regione verde d'Europa con tre parchi nazionali, un parco regionale e venticinque riserve naturali, si estende per 10.794 chilometri quadrati sul versante orientale dell'Italia centrale e presenta un assetto economico molto articolato: nel suo territorio convivono infatti l'economia tipica dell'alta montagna, tradizionalmente legata all'utilizzo del pascolo e delle risorse boschive, oggi impegnata nella riquali- ficazione dell'ambiente in funzione turistica; quella delle conche montane, delle principali valli fluviali e delle colline litoranee, dominata dall'agricoltura intensiva, dalle colture specializzate e da attività  industriali di rilievo non solo locale; e infine quella costiera, monopolizzata dalle attività  marinare e dal turismo balneare. I diversi indirizzi dell'economia sono solo alcune delle caratteristiche che oppongono, per fare un esempio, gli abitanti della Marsica e dell'Aquilano, protagonisti di intensi scambi con Roma, alle genti del Teramano, non immuni da influenze culturali marchigiane; ciಠnonostante l'Abruzzo puಠvantare una chiara identità  geografica e antropica. Legata nell'immaginario collettivo allo stereotipo di terra quasi ostile popolata in prevalenza da pastori e montanari, la regione è da millenni luogo di incontri e di scambi vivaci: ai mercanti diretti dall'Italia centro-settentrionale a Napoli e viceversa attraverso la storica Via degli Abruzzi, alle decine di migliaia di pastori in marcia lungo il polveroso tracciato dei tratturi e al movimento migratorio, che in questo secolo ha portato circa un milione e mezzo di abruzzesi lontano dalla terra d'origine, si sono aggiunti o sostituiti ai nostri giorni i flussi sempre pi๠intensi del turismo alla scoperta dei tesori di questa terra: natura, storia, arte e folclore. Collegamenti. La regione fa da cerniera: fra Adriatico e Tirreno, nel tratto dominato dalla capitale, e fra la parte settentrionale e quella meridionale della penisola. Lungo queste due direttrici corrono le principali linee ferroviarie, strade statali e autostrade abruzzesi: la direttrice trasversale coincide grosso modo con la statale n. 5 Tiburtina Valeria, la linea ferroviaria Roma-Pescara e l'autostrada Torano-Pescara (A25); la direttrice longitudinale è articolata in un asse interno (la statale n. 17 dell'Appennino abruzzese e le linee ferroviarie Terni-Rieti-L'Aquila-Sulmona e Sulmona-Carpinone) e un asse litoraneo (la statale n. 16 Adriatica, la linea ferroviaria Bologna-Bari e l'autostrada Bologna-Taranto (A14)). Nell'ambito del trasporto aereo numerosi passi avanti sono stati compiuti negli ultimi decenni: lo scalo regionale di Pescara, il "Pasquale Liberi", va progressivamente aumentando il traffico di linea e l'attività  charteristica -l'aeroporto "Leonardo da Vinci" di Roma/Fiumicino rimane un insostituibile punto di riferimento per i collegamenti intercontinentali-. Allo stesso tempo anche i quattro porti della regione (Giulianova, Pescara, Ortona e Vasto), da sempre penalizzati dalle modeste caratteristiche naturali del litorale abruzzese e dalla limitatezza degli scambi con i paesi dell'Est, su cui si affacciano, si sono avviati con successo sulla strada della complementarietà , della diversificazione dei compiti e della specializzazione. I centri di gravitazione della provincia aquilana -Avezzano, L'Aquila, Sulmona e Castel di Sangro- sono ubicati nel cuore di vaste conche montane, dove si concentra la maggior parte della popolazione, degli insediamenti e delle attività  produttive dell'Abruzzo interno; anche nella provincia di Chieti è facile individuare tre comprensori, che fanno capo al capoluogo di provincia, a Lanciano e al polo industriale e terziario di Vasto-San Salvo; la limitata estensione della circoscrizione pescarese e teramana, invece, fa sଠche i capoluoghi di provincia assolvano ad un'efficace funzione direttiva ricorrendo in misura ridotta alla mediazione di poli urbani integrativi. Territorio. Per la maggior parte della sua estensione la regione presenta una morfologia molto accidentata. L'Abruzzo interno, infatti, è percorso da tre principali catene montuose longitudinali: quella esterna, che si affaccia sull'Adriatico, comprende le vette pi๠elevate dell'Appennino, racchiuse nei massicci della Laga, del Gran Sasso e della Maiella; quella mediana va dal massiccio del Velino a quello del Sirente e ai monti Genzana e Pratello; la terza abbraccia i monti Simbruini e i monti della Meta, sconfinando nel Lazio. I tre schieramenti montuosi, separati da altrettante conche montante di notevole estensione (il Fucino, la conca aquilana e quella sulmonese), si presentano per lo pi๠come complessi unitari di rocce calcaree, incise da forre, gole, caà±on e grotte e interrotte a tratti da vasti altipiani carsici -Campo Imperatore e gli altipiani delle Rocche, delle Cinquemiglia e di Navelli-. A questo spettacolo di indomita fierezza si contrappone il paesaggio dolcissimo della collina abruzzese, analogo ai pi๠celebrati della Toscana e dell'Umbria, con il regolare mosaico di campi coltivati, praticelli, casali e siepi che si spinge dalle falde dei colossi montuosi alla cimosa litoranea; quest'ultima si estende, con andamento lineare leggermente concavo, per 129 chilometri dalla foce del fiume Tronto a quella del Trigno e si presenta per circa due terzi bassa e sabbiosa, mentre è piuttosto frastagliata e rocciosa a sud di Ortona. Alla formazione dell'arenile hanno concorso tutti i principali fiumi abruzzesi: Tronto, Vibrata, Salinello, Tordino, Vomano, Piomba, Tavo-Saline, Aterno-Pescara, Alento, Foro, Sangro, Sinello e Trigno -solo i fiumi Velino e Liri riversano le loro acque nel mar Tirreno-. Sbarramenti artificiali di corsi d'acqua hanno creato per scopi irrigui i laghi di Serranella e di Penne nella fascia collinare e per la produzione di energia quelli del Sangro e di Campotosto rispettivamente nella Val di Sangro e nella parte settentrionale dell'Aquilano -fra i pochi bacini lacustri naturali spicca il lago di Scanno-. La vegetazione che orlava un tempo il litorale abruzzese è stata in gran parte inghiottita dal cemento; quella della fascia collinare si è piegata all'opera secolare dell'uomo, che ha lasciato sopravvivere estensioni limitate di minuta boscaglia; la vegetazione tipica degli ambienti montani, invece, si presenta straordinariamente rigogliosa -immense foreste di faggio miste ad abete e, soprattutto sul massiccio della Maiella e sui monti Simbruini e Marsicani, a ginepro e pino mugo-. Fra i boschi pi๠suggestivi spiccano il bosco Martese e le foreste di San Gerbone e Langammella sulla Laga, il bosco Chiarino sul Gran Sasso e le faggete del Cerasolo, di Valle Cerchiata e del Sirente sul massiccio del Velino-Sirente. La volontà  di tutelare questo inestimabile patrimonio naturale ha portato all'istituzione del Parco nazionale d'Abruzzo nei primi decenni di questo secolo, a cui si sono aggiunti il Parco nazionale della Maiella e quello del Gran Sasso e dei Monti della Laga in tempi molto recenti. Il sottosuolo, invece, è piuttosto avaro di risorse: si segnalano i giacimenti petroliferi di Vallecupa (Alanno) e Casalbordino, le industrie estrattive di asfalto e bitume in decadenza sulla sponda destra del fiume Pescara e le riserve di metano del Vastese, che integrano l'abbondante produzione regionale di energia idroelettrica. Clima. Sul versante occidentale dell'Appennino abruzzese piovono mediamente 150 cm annui di acqua, mentre sul versante orientale si va da un massimo di 100 cm l'anno ad un minimo, sulla costa e nella valle del fiume Pescara, di circa 60 cm. In generale le precipitazioni sono pi๠frequenti in autunno e, anche se di poco, meno intense in inverno e primavera. In alcune zone dell'Appennino abruzzese piove o nevica anche 100 giorni l'anno. I venti prevalenti sono correlati al transito delle perturbazioni di origine atlantica: essendo la regione protetta ad ovest dall'Appennino, i venti provengono da sud-est (scirocco) prima del transito delle perturbazioni, da nord-est (grecale) dopo il passaggio delle perturbazioni. In estate il loro regime è per lo pi๠quello di brezza. Attività  produttive. Il peso ancora eccessivo del settore primario, caratterizzato dalla tendenza al frazionamento fondiario e dalla massiccia presenza di manodopera in fasce avanzate d'età , potrebbe essere interpretato come un fattore di debolezza dell'economia abruzzese; vanno tuttavia considerati gli enormi progressi della meccanizzazione agricola e delle tecniche irrigue, la stretta connessione fra agricoltura e industria agro-alimentare -basterà  ricordare il celeberrimo trittico di vino Montepulciano, Cerasuolo e Trebbiano d'Abruzzo e il pregiatissimo olio, prodotti nelle tre provincie adriatiche- e la funzione di difesa del suolo a cui le coltivazioni assolvono nell'instabile fascia collinare. L'industria si è sviluppata nelle zone favorevoli secondo due modelli dai caratteri diametralmente opposti: da un lato la media e grande impresa, cresciuta grazie agli incentivi per lo sviluppo del Mezzogiorno e ai conseguenti investimenti esterni, attiva nei settori innovativi della chimica, dell'elettronica e della meccanica -è questo il modello prevalente nelle conche montane della provincia aquilana, nel polo industriale chietino, nella media valle del Sangro e nella fascia litoranea del Vastese-; dall'altro un sistema diffuso di imprenditoria locale, con unità  produttive di dimensioni piccole e medie specializzate nei settori cosiddetti tradizionali (abbigliamento, tessuti, calzature, mobili, ecc.), come nel distretto industriale della Val Vibrata, nel Teramano, e in alcune zone del Pescarese. Come tutte le regioni italiane in via di sviluppo anche l'Abruzzo ha compiuto enormi passi in avanti verso la terziarizzazione della sua economia. Esiste dunque una diffusa coscienza manageriale, che, avviandosi a raggiungere livelli di piena maturità , trascina con sà© e promuove un'intensa attività  culturale. Sulla scia di una tradizione editoriale di ben cinque secoli, negli ultimi anni la regione ha conosciuto uno straordinario proliferare di periodici, alcuni dei quali si sono estinti dopo pochi numeri, mentre altri sono riusciti ad imporsi per la qualità  dei contenuti ed i pregi formali; intorno alla figure di spicco nate o vissute in Abruzzo -Gabriele D'Annunzio, Ignazio Silone, Benedetto Croce ed Ennio Flaiano, solo per citarne alcune- ruotano inoltre convegni, mostre, concerti e premi letterari di rilievo internazionale (il Flaiano, lo Scanno, il Penne e il Teramo). Analisi statistica. Area sociale. Le statistiche della sanità  indicano l'Abruzzo come una delle regioni meglio servite: sul versante pubblico occupa il quarto posto (6,4 posti per 1.000 abitanti contro la media nazionale di 5,3) mentre è la seconda regione per quanto riguarda gli istituti privati (1,7 posti letto per 1.000 abitanti rispetto alla media nazionale di 1,4). àˆ la nona regione per grado d'istruzione (214 laureati e diplomati per 1.000 abitanti), appena superiore alla media nazionale (211,1), mentre per le altre statistiche culturali e sociali varie si colloca su livelli inferiori alle medie nazionali. Area economica. L'apporto pi๠consistente all'economia regionale è dato dal terziario, con una percentuale del 65,4%, inferiore di poco alla media nazionale del 66,5%. L'incidenza percentuale fornita al Prodotto Interno Lordo dal valore aggiunto dell'industria è vicina al valore medio nazionale (29,4% rispetto al 29,8% dell'Italia) mentre la percentuale del valore aggiunto fornito dal settore agricolo è notevolmente superiore alla media italiana (5,2% contro il 3,7%). Occupa il tredicesimo posto tra le regioni italiane per quanto riguarda il P.I.L. pro-capite, consumi per abitante, percentuale di occupati con valori di poco inferiori alle medie nazionali. Area demografica. Pi๠dell'83% dei comuni ha una popolazione non superiore ai 5.000 abitanti e la classe di ampiezza demografica che va dai 1.000 ai 2.000 abitanti è quella che comprende il maggior numero di comuni (91). Pescara è la città  pi๠popolosa, con oltre 120.000 abitanti, mentre il capoluogo regionale non raggiunge i 70.000 abitanti. Nella graduatoria della vita media occupa il terzo posto per gli uomini (74,5 anni rispetto alla media nazionale di 73,4) e l'ottavo posto per le donne (80,3 anni rispetto alla media italiana di 80,0). L'indice di vecchiaia (112,1) è superiore alla media italiana (96,57). Area ambientale. La percentuale di superficie montuosa (65,1%) supera di gran lunga la media nazionale (35,2%) mentre inferiore alla media italiana è la percentuale di superficie collinare (34,9% contro il 41,6%); assente è la superficie pianeggiante. L'Abruzzo occupa il secondo posto per quanto riguarda la qualità  delle acque marine secondo la balneabilità  con l'81,4% di costa balneabile contro la media nazionale del 56,9%. Quasi il 30% del territorio è ad alto grado di sismicità  e oltre il 50% è a media sismicità .

Storia

La scoperta della complessità  e della ricchezza dell'Abruzzo preistorico e preromano è conquista piuttosto recente. Per lunghissimo tempo, infatti, l'accento è caduto sulle vicende dei suoi borghi e castelli medievali, all'ombra di potenti abbazie e di grandi feudatari, o sull'esodo biblico dei pastori sulle vie dei tratturi. Solo a partire dagli anni Ottanta le necropoli di Alfedena, Amplero (Collelongo), Barrea, Campovalano (Campli), Celano, Penna Sant'Andrea e Schiavi di Abruzzo -solo per citare le principali- sono divenute oggetto di assidue campagne di scavi e si è delineato l'antico assetto della regione, popolata da trib๠in gran parte emigrate dall'Italia centrale: i sabini, i marsi, gli equi, i peligni nell'Aquilano, nella Marsica e nella Valle Peligna; i pentri e i caracini nell'alta valle del Sangro; i vestini fra l'Appennino e il mare Adriatico; i pretuzii e i picenti nel Teramano; i marrucini fra i fiumi Pescara e Foro, i frentani nella parte centro-meridionale della circoscrizione chietina. Benchà© di indole fiera e bellicosa, alcuni di questi popoli si allearono con Roma fin dal 304 a. C. e non opposero resistenza alla deduzione delle colonie nà© alla costruzione della strada consolare Tiburtina Valeria, rivelatasi ben presto un potente veicolo di civiltà , progresso e benessere per gli insediamenti allineati lungo il suo tracciato. La riorganizzazione amministrativa dell'Italia voluta da Augusto operಠuna divisione del territorio abruzzese: la parte settentrionale, grosso modo corrispondente alla circoscrizione teramana, fu aggregata alla V REGIO, il Piceno, mentre il resto formà², con alcune zone limitrofe del Lazio e del Molise, la IV REGIO, detta SABINA ET SAMNIUM. Le divisioni interne e i contrasti erano destinati ad acuirsi con il crollo dell'impero romano: un popolo senza pi๠nome nà© precisa identità  si piegಠall'invasione dei goti e a quella dei longobardi, i quali si spartirono il territorio dell'Abruzzo creandovi gastaldati e contee e annettendone la maggior parte al ducato di Spoleto -solo la contea di Teate entrಠa far parte del ducato di Benevento-. Fu poi la volta dei franchi, che soppiantarono completamente i precedenti invasori sterminandoli e fondendosi con i superstiti, mentre procedeva lenta e incisiva la diffusione dell'ordine benedettino, custode e portatore di cultura materiale e spirituale ma soprattutto colonizzatore del suolo abruzzese per conto di alcune potentissime case religiose (abbazie di Montecassino, di San Clemente a Casauria e di San Vincenzo al Volturno). Nel quadro politico venutosi cosଠa delineare alle soglie del basso Medioevo avvennero ancora radicali mutamenti, accompagnati dalle vicende di guerra e distruzione che normalmente precedono l'avvento di una nuova dominazione: giunsero i normanni -Ruggero II completಠla conquista dell'Abruzzo nel 1140- e poi gli Svevi con Federico II, che distrusse innumerevoli castelli ed altri, fra cui forse anche L'Aquila, ne fece edificare sotto il suo controllo; sempre per sua volontà  le divisioni amministrative esistenti si ricomposero all'interno dello JUSTITIERATUS APRUTII, coincidente con il territorio dell'attuale regione. Ma dopo che Carlo d'Angiಠebbe sconfitto nei Piani Palentini, nei pressi di Scurcola Marsicana, l'ultimo erede della dinastia sveva, Corradino, la tendenza all'accentramento della vita politica e sociale si attenuà², il giustizierato fu diviso in due parti seguendo il corso del Pescara e si aprଠun'era di intensi traffici fra l'Italia centro-settentrionale e il regno di Napoli, preparata dai fermenti dei secoli precedenti -l'Abruzzo era attraversato dalla pi๠importante via di comunicazione longitudinale attraverso la penisola, che si faceva strada fra le sue montagne toccando i comuni di L'Aquila e di Sulmona-. Il benessere economico si accompagnಠal fiorire delle arti: i Valignani a Chieti, i Cantelmo a Popoli, gli Orsini a Tagliacozzo, i Piccolomini a Celano fecero edificare monumenti di eccezionale pregio architettonico destinati a sfidare il logorio del tempo. Il governo degli ultimi Angioini, in lotta con gli Aragonesi al principio del Quattrocento, fu funestato da gravi calamità  naturali e dalle scorrerie dei capitani di ventura (Muzio Attendolo Sforza e il figlio Francesco Sforza, Braccio da Montone), che insidiarono i principali centri della regione (L'Aquila e Teramo) portandovi fame e distruzione. Alfonso V d'Aragona ebbe infine la meglio e ripristinಠl'ordine fino ad un nuovo turbine di eventi che sconvolse l'Italia intera sullo scorcio del XV secolo. Quando il re di Francia Carlo VIII discese la penisola, effimero trionfatore, si accese l'entusiasmo dei comuni abruzzesi, infiammati da un'illusione di libertà , ma con il successivo avvento della dominazione spagnola ebbe piuttosto inizio una fase di decadenza, destinata a protrarsi dal XVI al XVIII secolo fra la burocrazia imperante, il ristagno delle attività  intellettuali, il declino dei traffici commerciali e vani tentativi di rivolta. In questo lasso di tempo una delle due entità  amministrative create dagli Angioini, quella ULTRA FLUMEN PISCARIAE, fu divisa in due parti e nacquero l'Abruzzo Ulteriore I e II, grosso modo coincidenti con le province di L'Aquila e di Teramo. Nel 1707 gli austriaci tolsero agli spagnoli il dominio dell'Italia meridionale ma ne furono a loro volta privati, nel 1734, da Carlo di Borbone; alla corte di quest'ultimo e dei suoi successori si diffusero le idee illuministiche, a cui illustri personaggi abruzzesi diedero un contributo fecondo (fra i molti altri l'abate Ferdinando Galiani da Chieti e Melchiorre Delfico da Teramo) prima che avesse inizio l'ottusa repressione del regime borbonico. Nel corso del XIX secolo molti comuni abruzzesi diedero un apporto decisivo alla causa risorgimentale: fra gli episodi legati all'unificazione della penisola spiccano i moti rivoluzionari di Penne e il lungo assedio della fortezza di Civitella del Tronto da parte delle truppe piemontesi. Sullo scorcio del secolo la neonata monarchia italiana intervenne in Abruzzo con la repressione del fenomeno del brigantaggio e con la creazione di importanti infrastrutture di comunicazione. Il Novecento si è aperto all'insegna dello spopolamento e dell'emigrazione collegata alla crisi dell'economia agro-pastorale basata sulla transumanza. Gli abruzzesi in cerca di lavoro scoprirono allora l'America mentre i giovani desiderosi di istruzione si sparpagliarono nelle maggiori città  italiane. Le due guerre mondiali si sono abbattute su queste genti lasciandole duramente provate ma avide di riscatto: molti continuarono ad emigrare anche nel secondo dopoguerra ma molti altri restarono, inaugurando fra mille difficoltà  una nuova fase di sviluppo economico, sociale e culturale.      

Servizi

Turismo. Lo sviluppo turistico della regione appare decisamente sbilanciato verso le località  balneari della costa. Vaste aree attendono di essere valorizzate: le zone montuose appenniniche superiori ai 1.500 metri, con l'esclusione delle pi๠importanti stazioni sciistiche; le innumerevoli aree protette, ad eccezione del Parco nazionale d'Abruzzo; i principali bacini lacustri (di Scanno, di Campotosto e del Sangro), interessati per lo pi๠da un flusso turistico giornaliero e fine-settimanale; le enormi cavità  carsiche dell'Appennino -solo la grotta di Stiffe (San Demetrio ne' Vestini) e quella del Cavallone (Taranta Peligna) sono state dotate di attrezzature interne stabili atte a consentirne la visita al pubblico-; e ancora i centri storici e i siti archeologici di ALBA FUCENS (Massa d'Albe), AMITERNUM (Pizzoli) e PELTUINUM (Prata d'Ansidonia). Tanto nell'Abruzzo interno quanto in quello adriatico l'offerta alberghiera si basa su esercizi ricettivi di livello medio -un solo albergo è a 5 stelle e appena 30 a quattro-, rispetto ai quali i campeggi, i villaggi turistici, gli ostelli, le aziende agrituristiche e le case per vacanze assolvono ad un ruolo marginale. Sport. Si trovano in Abruzzo, e in particolare nella provincia dell'Aquila, le principali stazioni per gli sport invernali degli Appennini: l'Altopiano delle Rocche, Campo Imperatore e soprattutto il comprensorio sciistico dell'Alto Sangro (Roccaraso, Rivisondoli e Pescocostanzo) si fregiano di modernissimi impianti, tra i pi๠efficienti d'Europa, al servizio di piste da discesa e da fondo adatte ad ogni esigenza. Trasporti. Ha condotto a risultati pi๠che apprezzabili la politica tesa a razionalizzare il trasporto terrestre eliminando la sovrapposizione fra servizi automobilistici e servizi ferroviari e fra servizi automobilistici esercitati da concessionari diversi. Ancora piuttosto contenuti, nonostante i progressi compiuti, il trasporto aereo e quello marittimo -gli unici collegamenti turistici possibili sono quelli stagionali con le isole Tremiti dai porti di Ortona e Vasto e con la Croazia da Pescara-. Sanità . L'asse portante della rete ospedaliera pubblica è costituito da 25 presidi per un totale di 8.035 posti letto effettivi. Solo alcuni di essi risultano al di sotto della soglia minima di 120 posti letto mentre circa la metà  degli stabilimenti non possiede caratteristiche strutturali tali da poter ospitare le tecnologie e le professionalità  richieste dai bacini di utenza. Nel riorganizzare gli aspetti infrastrutturali, gestionali e finanziari del settore ospedaliero si sta procedendo anche alla valorizzazione del volontariato e dell'associazionismo, che già  da diverso tempo operano sul territorio abruzzese attraverso una rete capillare di servizi di emergenza. Istruzione e cultura. L'Abruzzo vanta tre Università . Quella intitolata a Gabriele D'Annunzio, nata ufficialmente nel 1965, ha sette facoltà  cosଠdislocate: a Chieti lettere e filosofia, medicina e chirurgia, farmacia e scienze matematiche, fisiche e naturali; a Pescara lingue e letterature straniere, economia e commercio e architettura. L'ateneo ha inoltre sette dipartimenti, trentaquattro istituti e sei scuole dirette a fini speciali. L'Università  degli studi dell'Aquila, nata ufficialmente nel 1458 ma decollata oltre un secolo dopo, si articola in cinque facoltà  (economia e commercio, lettere e filosofia, medicina e chirurgia, ingegneria, scienze matematiche, fisiche e naturali), quindici dipartimenti, undici centri di servizio e quindici scuole dirette a fini speciali. A L'Aquila, inoltre, ha sede la scuola superiore "Guglielmo Reiss Romoli", che provvede alla specializzazione post-universitaria e all'aggiornamento tecnico e manageriale dei quadri e dei dirigenti tecnici di grandi società  che operano nel campo dell'elettronica e dell'informatica. Istituito nel 1991, il polo universitario di Teramo è nato per scorporo dall'Università  "Gabriele D'Annunzio"; si divide in tre facoltà  (giurisprudenza, scienze politiche e medicina veterinaria), cinque dipartimenti, otto istituti e una scuola di specializzazione in diritto sindacale del lavoro e della previdenza sociale. Il sistema scolastico regionale risulta tutto sommato soddisfacente, anche se è da rilevare che diversi comuni dell'Abruzzo interno non dispongono di alcun tipo di struttura e di servizio. La dotazione di strutture scolastiche è infatti direttamente proporzionale al rilievo quantitativo e qualitativo dei centri urbani. La regione si fregia di un sistema diffuso di oltre duecento biblioteche, pubbliche e di interesse locale; queste ultime si distinguono per la specializzazione dei fondi conservati e per la loro particolarità . I musei abruzzesi sono 38 ma hanno carattere episodico poichà© non sono ancora organizzati all'interno di percorsi turistici di valore artistico e ambientale, come accade in regioni come Toscana, Lazio, Umbria e Marche. Il museo pi๠importante è quello archeologico nazionale di Chieti, che per decenni ha conservato gran parte del materiale rinvenuto sul territorio regionale.

Ordinamento

Il Consiglio regionale, con sede a L'Aquila, è formato da 40 consiglieri e si articola in cinque commissioni permanenti: I Commissione Bilancio e Programmazione, II Commissione Enti Locali e Lavori Pubblici, III Commissione Agricoltura, IV Commissione Industria e Turismo, V Commissione Sanità  e Formazione Professionale. Presso il Consiglio operano inoltre tre commissioni speciali (Progetti Speciali e Programmazione, Vigilanza e Revisione Statuto), il Comitato Regionale per il Servizio Radiotelevisivo e la Giunta del Regolamento. Altra importante istituzione è quella del difensore civico, che si occupa delle controversie tra cittadino e Regione. La Giunta della Regione Abruzzo, con sede a L'Aquila, è composta dal presidente e da 10 assessori. Presso la Giunta operano anche la Commissione regionale per la Promozione di Condizioni di Pari Opportunità , la Conferenza regionale del Volontariato, la Consulta per i minori e la Consulta per i problemi degli anziani. L'apparato politico-amministrativo si articola in dipartimenti, servizi e uffici nonchà© in comitati, primo fra tutti il Comitato regionale di controllo sugli atti delle Province, dei Comuni e degli altri Enti Locali. Istituzioni sub-regionali diverse da Province e Comuni operano in vari settori e a vari livelli. Si contano, fra l'altro, 19 Comunità  montane, 16 Consorzi di bonifica, 14 Unità  territoriali per l'agricoltura, 6 Unità  sanitarie locali e 14 Distretti scolastici. Il gonfalone della Regione riproduce, su un fondo di colore bordeaux brillante, lo stemma regionale, composto da uno scudo sannitico stilizzato suddiviso in tre fasce trasversali di colore bianco, verde e azzurro, che rappresentano le vette innevate, i boschi e il mare d'Abruzzo. Comunità  montane. Zona A Amiternina con sede a L'Aquila, zona B Campo Imperatore-Piana di Navelli con sede a Barisciano, zona C Sirentina con sede a Secinaro, zona D Valle del Giovenco con sede a Pescina, zona E Marsica 1 con sede ad Avezzano, zona F Peligna con sede a Sulmona, zona G Valle Roveto con sede a Civitella Roveto, zona H Alto Sangro e Altopiano delle Cinquemiglia con sede a Castel di Sangro, zona I Vestina con sede a Penne, zona L Maiella-Morrone con sede a Caramanico Terme, zona M della Laga con sede a Teramo, zona N del Vomano, Fino e Piomba con sede a Cermignano, zona O del Gran Sasso con sede a Tossicia, zona P della Maielletta con sede a Pennapiedimonte, zona Q Aventino-Medio Sangro con sede a Palena, zona R Medio Sangro con sede a Quadri, zona S Valsangro con sede a Villa Santa Maria, zona T Medio Vastese con sede a Gissi, zona U Alto Vastese con sede a Torrebruna. Unità  sanitarie locali. Azienda Usl di Avezzano-Sulmona (zone: della Marsica; della Valle Peligna; dell'alto Sangro); Azienda Usl di Chieti (zona Chietina); Azienda Usl di Lanciano-Vasto (zona Val di Sangro; Vastese); Azienda Usl di L'Aquila (zona Aquilana); Azienda Usl di Pescara (intero ambito territoriale della provincia); Usl di Teramo (intero ambito territoriale della provincia). Distretti scolastici. N. 1 con sede a L'Aquila; n. 2 (Avezzano); n. 3 (Sulmona); n. 4 (Castel di Sangro); n. 5 (Teramo); n. 6 (Giulianova); n. 7 (Nereto); n. 8 (Atri); n. 9 (Chieti); n. 10 (Lanciano); n. 11 (Vasto); n. 12 (Pescara); n. 13 (Penne); n. 14 (Popoli).

Province della Regione

4 province
Chieti

CH

104 comuni

Codice: 069

Esplora provincia
L'Aquila

AQ

108 comuni

Codice: 066

Esplora provincia
Pescara

PE

46 comuni

Codice: 068

Esplora provincia
Teramo

TE

47 comuni

Codice: 067

Esplora provincia

Comuni Principali

I 10 comuni più popolosi
Comune Provincia Abitanti Altitudine
Fara San Martino Chieti 0 0 m
Filetto Chieti 0 0 m
Fossacèsia Chieti 0 0 m
Fraine Chieti 0 0 m
Francavilla al Mare Chieti 0 0 m
Fresagrandinària Chieti 0 0 m
Frisa Chieti 0 0 m
Furci Chieti 0 0 m
Gamberale Chieti 0 0 m
Gessopalena Chieti 0 0 m

Informazioni Regione

  • Nome Abruzzo
  • Codice ISTAT 13
  • Ordine alfabetico 1
  • Numero province 4
  • Numero comuni 305
  • Popolazione totale 0

Date Storiche

Statistiche Avanzate

  • Popolazione media comune 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m
  • Superficie media 35,39 km²

Mappa Regione

Mappa della regione Abruzzo

Capoluogo di Regione

L'Àquila

Provincia: L'Aquila (AQ)

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