Provincia di Matera

Basilicata - Sigla: MT

31 Comuni Codice: 077 Regione: 17

Descrizione

Territorio. Situata nella zona sud-est della regione, confina ad ovest con la provincia di Potenza, a nord e a est con la Puglia, a sud-est con il mar Ionio e a sud con la provincia di Cosenza, in Calabria. Il territorio è caratterizzato da un’ampia fascia collinare che si differenzia dal resto della regione, prevalentemente montuoso. Si alternano zone caratterizzate da un paesaggio movimentato ad altre pi๠pianeggianti, tra le quali spicca la piana di Metaponto, unica pianura dell’intera regione, un tempo area paludosa e malarica, oggi completamente bonificata e intensamente coltivata. Nell’entroterra ionico si trova la Murgia Materana, area di notevole interesse archeologico per l’esistenza di villaggi neolitici e contraddistinta da un paesaggio bianco dovuto alla natura calcarea del terreno, scavato da gole, gravine e grotte naturali che compongono un paesaggio di grande suggestione. Tra i corsi d’acqua si segnalano il Bradano, il Basento, l’Agri e il Sinni, che sfociano nel mar Ionio. Tra i laghi quello artificiale di San Giuliano, sul fiume Bradano, è al centro dell’oasi di protezione faunistica di San Giuliano, frutto di una grande opera di rimboschimento. Nell’oasi di San Giuliano si trovano rappresentati molti esemplari di uccelli, il che rende quest’area preziosa per la conservazione di patrimonio faunistico che purtroppo, nel resto della regione, è stato duramente depauperato. Un’area di grande attrattiva è il Parco Nazionale del Pollino, ai confini con la Calabria, ricco di vegetazione e di un variegato patrimonio faunistico. Nell’ambito della provincia sono state istituite le comunità montane del “Basso Sinni”, “Collina Materana” e “Medio Basento”. La popolazione si distribuisce in 31 comuni ed è caratterizzata da un indice di vecchiaia al di sotto della media nazionale. Gran parte della popolazione, come nel resto della regione, è dedita ad attività agricole, che rappresentano ancora oggi, in netto ritardo con il resto d’Italia, la principale fonte di reddito degli abitanti. In espansione il settore turistico, soprattutto sulla fascia ionica, dove le bellezze paesaggistiche attraggono un numero sempre maggiore di visitatori. Lo stemma provinciale, partito, è stato concesso con Decreto Reale. Sullo sfondo azzurro del primo campo spiccano cinque colonne doriche; nella seconda sezione, smaltata d’argento, si raffigura un’aquila in volo abbassato. Comunicazioni. Il territorio provinciale è ancora poco servito dalla vie di comunicazione: l’infrastrutturazione della regione in questo senso infatti è ancora recente. Alcune strade, costruite negli ultimi anni, collegano una parte delle maggiori zone abitate, rompendo l’isolamento. La statale n. 407 Basentana è una strada a pi๠corsie che unisce i monti alle valli. La zona della Val d’Agri è percorsa dalla statale n. 103, detta appunto di Val d’Agri. Ci sono poi la statale n. 277 di Calle, la n. 96 Barese e la n. 380 dei Tre Confini. Altre strade statali presenti sul territorio provinciale sono: la n. 7 Appia, la n. 92 dell’Appennino meridionale, la n. 99 di Matera, la n. 106 Jonica, la n. 176 della Valle del Basento, la n. 271 di Cassano, la n. 598 di Fondo Valle d’Agri, la n. 653 della Valle del Sinni. Il casello autostradale di riferimento è quello di Potenza, che immette sul raccordo autostradale Potenza-Sicignano degli Alburni, che collega l’intera regione all’autostrada A3 Napoli-Reggio Calabria, tratto Salerno-Reggio Calabria. I comuni della parte orientale della provincia, invece, gravitano sull’autostrada A14 Bologna-Taranto. Il principale asse ferroviario che serve la zona è la linea Battibaglia-Potenza-Metaponto, alla quale si allaccerà la Matera-Ferrandina, in avanzata fase di realizzazione. Altre linee di cui ci si serve sono: la Salerno-Reggio di Calabria, la Taranto-Reggio di Calabria, la Rocchetta Sant’Antonio/Lacedonia-Gioia del Colle (sostituita da servizio autobus). Per quanto riguarda gli scali aerei si fa riferimento a quelli di Bari/Palese e di Napoli/Capodichino, mentre per il traffico marittimo ci si serve del porto turistico e peschereccio di Molfetta (BA) e di quello turistico di Maratea (PZ), oltre che dei due importanti porti pugliesi di Bari e Taranto. Storia. Nell’area del materano sono stati rinvenuti reperti risalenti al Paleolitico, periodo nel quale vi abitavano trib๠nomadi che trovavano riparo nelle numerose grotte naturali che contraddistinguono il paesaggio locale. Resti di tombe e di veri e propri insediamenti permanenti sono stati rinvenuti in queste zone, luoghi ideali per la nascita di villaggi in grotta, caratteristici dell’epoca preistorica. I reperti di maggior rilievo sono quelli che testimoniano la presenza delle civiltà greca e romana. I coloni greci vi si insediarono a partire dall’VIII secolo a.C., imprimendo al paesaggio agrario una divisione geometrica in campi squadrati racchiusi tra stradine e canali di scolo delle acque per evitare l’impaludamento dei terreni. Con la colonizzazione romana cominciò l’uso del latifondo, pratica che sarà alla base di un sistema feudale nell’organizzazione economica e responsabile, a lungo andare, dell’arretratezza economica dell’intera regione. Con la caduta dell’impero romano queste zone subirono le invasioni dei barbari d’oltralpe mentre con la dominazione normanna il territorio conobbe un discreto sviluppo economico ed edilizio. In età medievale e nei secoli successivi una serie di feudatari (tra i quali gli Sforza, i Colonna, i Carafa e i Ruffo) si avvicendarono alla guida di molti comuni, il cui toponimo deriva spesso da quello dei feudatari. Negli anni seguenti il territorio divenne fonte di contesa tra gli angioini e gli svevi. In seguito subentrarono gli aragonesi, che dovettero fronteggiare l’arrivo di Carlo VIII di Francia, anche se gli spagnoli conserveranno il regno dal 1500 al 1700. Nel 1663 la Basilicata diviene una vera provincia del Regno e Matera viene nominata capoluogo. Già allora la piaga del brigantaggio poneva gravi problemi nell’amministrazione di queste zone. I problemi dell’area divennero oggetto di attente analisi durante l’Illuminismo e il Risorgimento, quando furono adottati i primi interventi statali. Nel 1904 il governo di Giovanni Giolitti promulgò una legge speciale per la Basilicata, che si proponeva come obiettivo la rinascita della regione. Nel 1927 Matera diventa la seconda provincia della Basilicata. Intanto era già cominciato il forte movimento migratorio, che portò all’estero e nel Nord Italia gran parte della forza lavoro della regione. Solo nel secondo dopoguerra, la riforma agraria e il risanamento delle piana del Metapontino e della Valle dell’Agri hanno dato un contributo al rilancio economico della zona. Struttura socio-economica. L’agricoltura costituisce ancora il settore principale del fragile sistema economico della provincia, con coltivazioni di cereali, frumento, ortaggi, vite, olive e foraggi. Alla coltivazione dei campi si associa un buon comparto zootecnico con l’allevamento di ovini e caprini e, in incremento, di bovini, suini ed equini. Il settore secondario, pur incentivato da stanziamenti pubblici, ha un peso ancora modesto. Nuclei di industrializzazione si trovano nella zona di Pisticci e Ferrandina, legata ai giacimenti di gas naturale, nella zona di Policoro per lo zucchero, per la meccanica e salottifici a Matera. Il settore industriale offre buone possibilità di impiego nei comparti della produzione alimentare, incentrato sulla produzione lattiero-casearia e sulla conservazione di frutta e ortaggi. Non mancano alcune fabbriche tessili, metalmeccaniche, dell’abbigliamento, delle calzature, del legno e della plastica. La zona del Metapontino, come quelle del Parco Nazionale del Pollino, dell’oasi di San Giuliano e del bosco di Policoro, richiama periodicamente un considerevole flusso di turisti, attratti dalle notevoli bellezze naturalistiche della zona.

Ambiti Territoriali

DEFINIZIONE Nel territorio provinciale si possono individuare due ambiti sub-provinciali, che si sono andati definendo sia in base alla differente natura del territorio che per fattori storici. In linea orientativa si possono distinguere la zona della Fascia Ionica, che occupa la porzione sud-est del territorio provinciale e che affaccia sul mar Ionio, e la zona del Materano, che comprende la restante parte del territorio provinciale. L’ambito della Fascia Ionica comprende 12 comuni che fanno riferimento per i servizi amministrativi e sanitari ai centri di Policoro e Pisticci. L’ambito del Materano si distribuisce in 19 comuni che gravitano invece per i principali servizi su Matera, Stigliano e Tricarico. Materano: Accettura, Aliano, Calciano, Cirigliano, Ferrandina, Garaguso, Gorgoglione, Grassano, Grottole, Irsina, Matera, Miglionico, Montescaglioso, Oliveto Lucano, Pomarico, Salandra, San Mauro Forte, Stigliano, Tricarico. Fascia Ionica: Bernalda, Colobraro, Craco, Montalbano Ionico, Nova Siri, Pisticci, Policoro, Rotondella, San Giorgio Lucano, Scanzano Jonico, Tursi, Valsinni. Materano Territorio. Occupa la porzione settentrionale del territorio provinciale, distribuendosi tra montagne e fasce di terra pianeggiante. A est si trova il paesaggio delle Murge, caratterizzato dall’affioramento di stratificazioni calcaree fessurate e profondamente incise nel tempo dai corsi d’acqua. Centro di gravitazione per le strutture burocratico-amministrative sovracomunali, per il commercio e per i servizi di maggiore rilevanza è Matera. Comunicazioni. L’area, come il resto della provincia, non è servita adeguatamente dalle vie di comunicazione. Il raccordo autostradale Potenza-Sicignano degli Alburni e la A3 Salerno-Reggio Calabria nonché la A14 Bologna-Taranto servono solo indirettamente quest’ambito. Le strade statali di maggior rilievo sono: la n. 7 via Appia, la n. 99 di Matera, la n. 271 di Cassano e la n. 380 dei Tre Confini. La rete ferroviaria di riferimento è costituita dalle linee Battipaglia-Metaponto e Rocchetta Sant’Antonio/Lacedonia-Gioia del Colle. Gli scali aeroportuali di riferimento sono, come per il resto della provincia, quello di Bari/Palese e quello di Napoli/Capodichino, come pure per il servizio marittimo si fa riferimento ai porti di Maratea (PZ) e di Molfetta (BA) nonché a quelli di Bari e Taranto. Storia. Le prime testimonianze di insediamenti umani nella zona risalgono quasi certamente all’epoca paleolitica, quando le gravine erano utilizzate come luoghi ideali per la nascita di villaggi preistorici. Al periodo Neolitico si fanno risalire i villaggi del Materano. Nel VII secolo a. C. i greci colonizzano queste zone. Tra il IV e il III secolo a.C. giungono sul territorio i romani. Con la caduta dell’impero romano questa zona, come il resto della regione, cade nel pi๠profondo isolamento e subisce le invasioni delle popolazioni barbare d’oltralpe. La zona del materano rimase comunque un dominio bizantino. I bizantini, rifugiatisi in Lucania per sfuggire alle persecuzioni della religione iconoclasta orientale, diedero origine alle chiese rupestri, ancora oggi visibili e visitabili, sulla Murgia Materana. In seguito le scorrerie dei saraceni costrinsero le popolazioni locali a cercare rifugio in quelle roccaforti naturali che sono le Gravine. Con i normanni, nel Medioevo, la zona raggiunse un discreto sviluppo economico ed edilizio con il popolamento delle cave che sarebbero diventati gli attuali “Sassi”. In seguito saranno gli svevi e gli angioini a contendersi il territorio. Gli angioini nel XIII secolo prendono il potere istituendo un rigidissimo sistema feudale. Tra il XIII e il XV secolo si consolida il potere borbonico. Nel corso del ‘700 queste zone conoscono aspre battaglie e moti di rivolta per i continui cambi di potere. Tra il 1861 e il 1868 tutta l’area, come il resto della regione, è vittima del fenomeno dell’emigrazione. Tra il 1861 e il 1868, tutta la regione è interessata dal fenomeno del brigantaggio, una piaga generata dalla intollerabile indigenza della popolazione, che si ribella sempre pi๠spesso al potere costituito. La natura stessa dei luoghi facilita l’azione dei briganti sul territorio. Nel corso del secolo XX la zona è stata interessata dall’emigrazione di massa, un fenomeno che si è attenuato solo a partire dagli anni ’70. Struttura socio-economica. Il sistema economico del Materano è tuttora uno dei pi๠fragili d’Italia. L’agricoltura è stata per molto tempo l’unica fonte di reddito. Le colture principali sono i cereali, le barbabietole da zucchero, l’ulivo, la vite, gli agrumi e il tabacco. Notevole è la produzione di pomodori, mandorle, fragole, noci e fichi. L’allevamento è costituito nella maggior parte dalla pastorizia ovina e caprina. In anni pi๠recenti anche il comparto industriale ha assunto un certo peso nel reddito della popolazione, che trova oggi possibilità di impiego nel settore delle produzioni alimentare, tessile, chimica, metallurgica, del legno, degli articoli in gomma e plastica, dell’edilizia, delle apparecchiature elettriche, di gas e di energia elettrica. Fiore all’occhiello dell’industria locale è il distretto materano dei salottifici. La presenza di bellezze naturali incontaminate e la vicinanza all’oasi del lago di San Giuliano favoriscono un discreto flusso turistico verso questi luoghi. Fascia Ionica Territorio. Si estende nella zona sud-orientale della provincia, dove si protende la pianura metapontina originata dall’accumulo del materiale eroso e trasportato fino a valle dai principali corsi d’acqua della Basilicata, sfocianti tutti nel mar Ionio. La pianura ionica, un tempo paludosa e malarica, è stata bonificata e sottoposta a coltura intensiva, trasformandosi in una delle zone pi๠produttive della regione. Il paesaggio è piuttosto brullo e desolato, caratterizzato da rilievi argillosi e colline coperte di uliveti. Il territorio si presenta con un profilo geometrico regolare e con variazioni altimetriche appena accennate; i suoi comuni fanno riferimento, per i servizi amministrativi e sanitari, a Policoro e Pisticci. Comunicazioni. La rete viaria non è ancora sufficiente ad assicurare un copertura capillare del territorio. L’autostrada di riferimento è la A14 Bologna-Taranto, mentre attraversano il territorio la statale n. 176 della Valle del Basento, la n. 106 Jonica e il tracciato della n. 598 di Fondo Valle d’Agri. La viabilità ferroviaria è assicurata dalla linea Battibaglia-Metaponto e dalla Taranto-Reggio di Calabria. Per il servizio aeroportuale si fa riferimento alla scalo di Bari/Palese e a quello di Napoli/Capodichino. I terminali del traffico marittimo sono il porto turistico di Maratea (PZ) e quello di Molfetta (BA), oltre agli importanti scali di Bari e Taranto, in Puglia. Storia. Abitata già in epoca paleolitica, tra il Neolitico e l’età del Bronzo, quest’aera divenne centro di passaggio verso il mar Ionio. Risale al VII secolo a.C. la colonizzazione greca dell’area, quando Metaponto divenne uno dei centri cardine della civiltà della Magna Grecia. Tra il IV e il III secolo a. C. la piana metapontina fu occupata dai romani. Con la caduta dell’impero romano iniziarono le scorribande dei barbari d’oltralpe. La dominazione normanna portò un relativo benessere ma, nei secoli seguenti, queste zone furono oggetto di aspre contese tra svevi e angioini. Con la dominazione angioina ha inizio il feudalismo. L’origine di molti comuni si può far risalire a quel periodo storico. Il potere borbonico si consolidò tra il XIII e il XV secolo, quando molti centri della zona furono in mano di potenti e nobili famiglie sempre in lotta tra loro. Anche nel corso del 1700 si assiste a continue lotte per il potere, che vessarono la popolazione locale. Negli anni che precedono l’unità d’Italia la condizione di grave indigenza generò la ribellione al potere, che trovò espressione nel grave fenomeno del brigantaggio. Nel corso del 1900 la piaga di queste zone fu l’emigrazione in massa della popolazione in cerca di migliori condizioni di vita all’estero e nel nord Italia. Una situazione che si è andata ridimensionando solo negli anni ’70 del secolo XX, quando ha cominciato a svilupparsi anche un debole tessuto industriale. Struttura socio-economica. La maggior parte della forza lavoro locale è impegnata nell’agricoltura, che si basa sulla coltivazione di cereali, in particolare frumento, di ortaggi, di foraggi, di uva, di ulivo, di agrumi e di frutta. Nella fascia del metapontino si trovano coltivazioni specializzate, in pieno campo e in serra, con produzioni di notevole qualità di uva, agrumi, pesche, ortaggi, fragole e kiwi. àˆ diffuso anche l’allevamento del bestiame, soprattutto avicoli, ovini e caprini ma anche bovini, suini ed equini. Un discreto contributo all’economia locale è dato dal settore industriale, incentrato sulla produzione alimentare, tessile, metallurgica, elettronica, edile, chimica, del legno, di articoli in plastica e di abbigliamento. Completano il quadro del comparto industriale il settore dell’edilizia e quello della produzione e distribuzione di gas ed energia elettrica. La vicinanza alla costa ionica, a Metaponto e al lido di Scanzano Jonico richiama periodicamente un considerevole flusso di turisti sul posto, attratti anche dalle bellezze naturalistiche del bosco Pantano di Policoro.

Comuni della Provincia

31 comuni
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Informazioni

  • Nome completo Matera
  • Sigla MT
  • Codice ISTAT 077
  • Regione Basilicata
  • Numero comuni 31

Date Storiche

Statistiche Comuni

  • Popolazione media 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m

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