Cenni storici su Portacomaro.
Un’antica attestazione della località (961) nella forma di DE CURTE ACOMARIJ, va interpretata come un’aggiunta al personale romano ACOMARIUS del sostantivo “porta”, che non pare riferirsi tanto alla presenza di varchi di accesso all’abitato medievale quanto a un adattamento paraetimologico del termine “corte” evoluto in “corta” e infine nella voce attuale.
Il significato del toponimo sarà dunque “la corte di Acomaro”.
Ceduta da Federico Barbarossa ad Asti nel 1159, fu lungamente contesa tra questa e i marchesi di Monferrato; dopo la morte di Giovanni Paleologo gli astigiani, approfittando della reggenza del duca di Brunswick, assediarono e distrussero le fortificazioni.
Successivamente sia Asti che le sue dipendenze furono concesse in dote da Gian Galeazzo Visconti alla figlia Valentina che convolava a nozze con Luigi di Valois nel 1387.
Dal XVII secolo il feudo appartenne a Nicolò Coardi, il quale, discendente di una nobile famiglia spagnola trapiantata in quelle terre nella metà del Cinquecento, divenne nel 1610 presidente e capo generale delle finanze del duca Carlo Emanuele I di Savoia.
Il più antico edificio religioso è la chiesa dedicata a San Pietro, adibita a parrocchiale fino al XVI secolo; ricostruita nel Quattrocento, alcune sue parti risalgono al 1120 circa.
Si presenta con una facciata a capanna con un bel portale in pietra e coronamento ad archetti.
L’attuale parrocchiale, dedicata a San Bartolomeo, fu costruita verso la fine del XVI secolo ed era costituita da un’unica navata.
La struttura fu ampliata nel 1870 e si arricchì di un campanile e di una bella facciata in stile neobarocco.
Da notare all’interno un bell’altare del Settecento in marmi policromi e il monumentale altare della Madonna del Rosario in legno dorato e dipinto, riferibile alla seconda parte del XVII secolo.
Adiacente al municipio si trova la confraternita dell’Annunziata o chiesa dei Battuti, della fine del XVIII secolo.
Dell’antico ricetto rimangono invece solo tratti di mura e il massiccio bastione cilindrico verso la piazza.