Cenni storici su Oviglio.
Il toponimo, che risale alla voce latina OVILIA, plurale di OVILE, riflette l’antico carattere pastorale della zona.
Tra le varianti attestate abbiamo: “Uviljas”, “Uvilia”, “Oville”, “Uvillis” e “Oviliole”.
L’attuale denominazione si spiega attraverso l’uso di un plurale località OVILIIS.
Abitata sin dall’antichità dai liguri, venne, molto probabilmente, posta anche sotto il dominio romano.
Occupata dai carolingi e subita la suddivisione in contee e marche, divenne capoluogo di un contado incluso nelle terre del monastero di San Pietro in Ciel d’oro di Pavia, su decisione di Corrado I.
Fece anche parte della Lega Lombarda e partecipò al processo di fondazione del Comune di Alessandria.
L’imperatore Enrico la donò al marchese del Monferrato, il quale a sua volta la concesse agli Incisa, sotto cui rimase fino all’anno 1276.
Passata successivamente a Nicolò Fieschi, venne conquistata dai Visconti.
Diverse furono le alleanze che si formarono nel corso dei successivi secoli e che determinarono i passaggi feudali alle varie famiglie locali.
Dopo la distruzione avvenuta nel 1404 ad opera di Facino Cane, Filippo Maria Visconti la affidò in feudo a Giacobino, Pietro e Bartolomeo Ferrari.
Dopo circa settant’anni ne divenne signore Filippo Fieschi, ma solo per un breve periodo perché il duca Massimiliano Sforza la donò a Gerolamo Perboni nel 1513, signore che passò alla storia come il feudatario più illuminato, autore dell’opera morale “Opus Uviliarium”.
Nel 1782 Vittorio Amedeo III decretò che l’insediamento appartenesse alla marchesa Marianna Solaro.
Tra le vestigia del passato figurano: la chiesa di Sant’Agata, costruita in età molto antica per ospitare un convento che venne poi soppresso da Napoleone agli inizi del 1802; il castello appartenuto a diverse signorie locali; la chiesa dei Santi Felice e Agata, risalente al 1308, edificata in stile tardo romanico.