Montechiaro d'Àcqui

Piemonte - Alessandria (AL)

Superficie: 17.51 km² Codice ISTAT: 106
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Descrizione

Montechiaro d'Acqui in sintesi.
Comune collinare, di antica origine medievale, con un'economia di tipo prettamente agricolo.
I montechiaresi, il cui indice di vecchiaia è eccezionalmente elevato, vivono oltre che nel capoluogo comunale, anche nella località Montechiaro Piana con il maggior numero di residenti; il resto della popolazione si distribuisce tra l'aggregato urbano minore di Varlanda e case sparse.
Il territorio presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche accentuate, che vanno da un minimo di 184 a un massimo di 612 metri sul livello del mare.
L'abitato, interessato da forte espansione edilizia, ha un andamento plano-altimetrico tipico di collina.
Lo stemma comunale, partito, è stato concesso con Decreto del Presidente della Repubblica.
Sullo sfondo argenteo del primo campo spicca una torre rossa dirupata, merlata alla ghibellina e fondata su una verde collina; nella seconda sezione, dorata, si rappresenta un tralcio di vite fruttata, verde, disposto in banda.
Il capo dello scudo, smaltato di rosso, reca una corona marchionale.

Localizzazione

Collocazione e territorio di Montechiaro d'Acqui.
si trova nella parte sud-occidentale della provincia, a confine con quella di Asti, nella regione collinare compresa tra la Bormida di Spigno e il torrente Erro, nell'Alto Monferrato, tra i comuni di Denice, Ponti, Castelletto d'Erro, Cartosio, Malvicino, Spigno Monferrato e Mombaldone (AT).
I collegamenti stradali sono assicurati dalla strada statale n.
30 di Val Bormida, che dista soli 4 km dall'abitato.
L'autostrada più vicina è la A26 Voltri-Gravellona Toce, cui si accede dal casello di Ovada, distante 45 km.
La linea ferroviaria Asti-Chiavasso ha uno scalo sul posto.
L'aeroporto di riferimento, si trova nel capoluogo regionale, dista 61 km; per le linee intercontinentali dirette si utilizza l'aerostazione di Milano/Malpensa, a 123 km.
Il porto è a 126 km.
Inserita nella Comunità montana “Alta Valle Orba e Valle Erro”, gravita su Acqui Terme per i servizi e per le esigenze di ordine burocratico-amministrative non presenti sul posto.

Storia

Cenni storici su Montechiaro d'Acqui.
Il toponimo è attestato, a partire dal 1125, con MONTECLARUS, formato evidentemente dal sostantivo “monte” e dall'aggettivo “chiaro”, allusivo ‘alla mancanza di alberi'.
Sorta in epoca medievale, venne ceduta dai marchesi del Bosco ad Alessandria, provocando, nel XIII secolo, delle controversie con Bonifacio del Monferrato.
Per porre un freno alle lotte di carattere interno intervenne il ducato di Milano nel 1228.
Circa sessant'anni più tardi riconquistò la sua autonomia che mantenne fino al 1441, anno in cui venne conquistata da Francesco Sforza.
Sotto il dominio di questa signoria venne ceduta ai Del Carretto, ai Bossolasco e infine agli Scarampi, signori di Cairo.
In seguito fu feudo dei marchesi di Canelli e dei Cavoretti di Belvedere; nel XVIII secolo, come molti altri comuni della zona, venne inglobata nei domini dei Savoia.
Durante il periodo fascista formò un'unica entità con il territorio di Denice, portante il nome di Montechiaro Denice.
La sua attuale denominazione le venne data dal 1946, anno in cui tornò ad essere indipendente.
Tra gli emblemi monumentali degni di nota figurano: i resti dell'antica pieve romanica e del castello medievale distrutto dagli spagnoli nel 1646; la parrocchiale di San Giorgio, eretta nel 1595, conservante al suo interno un tabernacolo in pietra del XIV secolo, un pulpito ligneo rinascimentale e un reliquiario in argento cesellato del 1666; la chiesa di Santa Caterina, costruita su una preesistente pieve romanica campestre; il santuario della Carpineta del XVI secolo.

Economia

Struttura economica di Montechiaro d'Acqui.
Il settore primario è presente con la coltivazione di patate, foraggi, frumento, cereali, uva (utilizzata per la produzione di vini Doc Moscato, Dolcetto, Freisa e Barbera) e altra frutta; si pratica anche l'allevamento di bovini, suini, ovini, caprini e avicoli.
A livello artigianale si produce la famosa robiola (tipico formaggio piemontese).
L'industria è costituita da piccole aziende che operano nei comparti dell'edilizia, degli apparecchi trasmittenti per la radio, la televisione e per la telefonia, oltre a in quelli dei prodotti genericamente alimentari, delle confezioni e della produzione di mobili.
Il terziario non assume dimensioni rilevanti: la rete distributiva, di cui si compone, assicura il soddisfacimento delle esigenze primarie della comunità ma non sono forniti servizi più qualificati, come quello bancario.
Per il sociale, lo sport e il tempo libero mancano strutture di una certa rilevanza.
Nelle scuole del posto si impartisce solo l'istruzione per le classi materne ed elementari; per l'arricchimento culturale sono a disposizione la biblioteca civica e il museo di raccolta etnologica e scientifica.
Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione e di soggiorno; quelle sanitarie non assicurano sul posto nemmeno i servizi di base.

Cultura e Tradizioni

Patrimonio culturale e tradizioni di Montechiaro d'Acqui.
Ospedale ad Acqui Terme Farmacia a PontiUsl n.
22 di Novi LigureCarabinieri a BistagnoGuardia di finanza ad Acqui TermeVigili del fuoco ad Acqui TermePretura ad Acqui TermeTribunale ad Acqui Terme Corte d'Appello a TorinoUfficio Imposte Dirette ad Acqui TermeUfficio del Registro ad Acqui TermeConservatoria dei Registri Immobiliari ad Acqui TermeAeroporto a Torino/Caselle e a Milano/MalpensaPorto a Savona

Relazioni e Gemellaggi

Relazioni territoriali e collegamenti di Montechiaro d'Acqui.
Il bel paesaggio che la circonda, la possibilità di effettuare delle piacevoli escursioni nel verde e di degustare le specialità enogastronomiche locali costituiscono una ragione sufficiente per attirare un discreto afflusso turistico sul posto, soprattutto nei fine settimana e durante la stagione estiva.
Tra le manifestazioni meritano di essere citate: la sagra delle acciughe detta “Anciuada der castlan”, a maggio; ad agosto, invece, si rinnova l'ultrasecolare fiera del bestiame e la festa del turista e del villeggiante.
Il Patrono, San Giorgio, si festeggia il 24 aprile.

Dati Statistici

  • Superficie 17.51 km²
  • Codice ISTAT 106

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