Bistagno

Piemonte - Alessandria (AL)

Superficie: 17.65 km² Codice ISTAT: 17
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Descrizione

Bistagno in sintesi.
Comune collinare, di antica origine medievale, la cui economia è fondata essenzialmente sulle tradizionali attività agricole, soprattutto vitivinicole.
I bistagnesi, il cui indice di vecchiaia è eccezionalmente elevato, vivono per la maggior parte nel capoluogo comunale; il resto della popolazione si distribuisce nella località Roncogennaro, in alcuni aggregati urbani minori, oltre a numerose case sparse.
Il territorio ha un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche accentuate.
L’abitato, interessato da espansione edilizia, ha una tipica pianta triangolare.
Lo sfondo argenteo dello stemma comunale, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, è attraversato da una banda azzurra su cui è raffigurato un castello turrito, rosso.

Localizzazione

Collocazione e territorio di Bistagno.
si trova nella parte sud-occidentale della provincia, a confine con quella di Asti, nella valle della Bormida, poco a valle della confluenza dei rami di Spigno e di Millesimo, nell’Alto Monferrato, tra i comuni di Monastero Bormida (AT), Sessame (AT), Rocchetta Palafea (AT), Montabone (AT), Terzo, Melazzo, Castelletto d’Erro e Ponti.
È attraversata dalla strada statale n.
30 di Val Bormida; l’autostrada A26 Voltri-Gravellona Toce, cui si accede dal casello di Ovada, dista 36 km.
La linea ferroviaria Alessandria-Savona ha uno scalo sul posto.
L’aeroporto di riferimento dista 73; quello intercontinentale di Milano/Malpensa, 154 km.
Il porto dista 78 km.
Gravita su Acqui Terme per i servizi e per le strutture burocratico-amministrative.

Storia

Cenni storici su Bistagno.
L’origine del toponimo è strettamente legata alla vicinanza dell’insediamento ai corsi fluviali dello Spigno e del Millesimo, come si evince anche dalle antiche attestazioni di BISTAGNUM e BISANIUM.
I due fiumi, scorrendo pigramente nel terreno pianeggiante, danno l’impressione di essere degli stagni che si ricongiungono.
Da ciò sarebbe nata la denominazione di BIS-STAGNUM e quella di BISANIUM, dove BIS indica ‘doppio’, STAGNUM ‘stagno’ e AMNIS ‘fiume’.
Le sue origini risalgono all’epoca medievale.
Nel 1253, durante il periodo in cui era di proprietà dei vescovi d’Acqui, uno di questi, monsignor Enrico Del Carretto, fece abbattere i tre borghi che formavano l’abitato per sostituirli con uno solo ma ben fortificato.
Il nuovo borgo era costituito da robusti bastioni, sei grosse torri e un castello.
In seguito, divenuto possedimento dei marchesi del Monferrato, fu ceduto in feudo prima ai Guasco e poi ai Della Rovere di Casale.
Nel XVII secolo, al termine della guerra di successione spagnola, dopo essere stata occupata e privata delle sue fortificazioni dagli stessi spagnoli, entrò a far parte, nel 1706, dei domini di casa Savoia.
Intorno alla metà dell’800 un ingegnere francese pensò di inserire il suo attracco fluviale in un progetto per la costruzione di un canale navigabile che da Alessandria avrebbe portato a Savona.
L’idea, però, non ebbe un seguito e venne ben presto abbandonata per questioni economiche.
Tra le vestigia del passato figurano: la torre triangolare appartenente all’antico castello costruito nel 1253; la parrocchiale di San Giovanni Battista, dalla forme barocche, (il cui campanile è però in stile romano-gotico), ospitante un gruppo marmoreo dello scultore Giulio Monteverde; il Santuario della Pieve.

Economia

Struttura economica di Bistagno.
È sede di Pro Loco e di stazione dei carabinieri.
L’agricoltura, praticata da un elevato numero di aziende agricole e contraddistinta da un buon tasso di produttività, è legata alla coltivazione di: cereali, frumento, ortaggi, foraggi, uva (utilizzata per la produzione dei vini Doc Barbera d’Asti, Dolcetto e Albarossa) e altra frutta; si pratica anche l’allevamento di bovini, suini, caprini e avicoli.
L’industria è costituita da aziende che operano nei comparti: alimentare, edile, metallurgico, del legno, della produzione di oggetti in gomma e plastica, della gioielleria e oreficeria e delle confezioni.
Il terziario si compone di una sufficiente rete distributiva oltre che dell’insieme dei servizi, che comprendono quelli bancario e assicurativo.
Non dispone di strutture di una certa rilevanza sociale.
Nelle scuole del posto si impartisce l’istruzione obbligatoria.
Per l’arricchimento culturale sono presenti una biblioteca civica e una gipsoteca dedicata alle opere dello scultore Giulio Monteverde, in cui sono esposti i modelli originali in gesso.
Le strutture ricettive offrono la sola possibilità di ristorazione; quelle sanitarie localmente assicurano il servizio farmaceutico.
Per lo sport e il tempo libero è a disposizione un campo da tennis.

Cultura e Tradizioni

Patrimonio culturale e tradizioni di Bistagno.
Ospedale ad Acqui Terme Usl n.
22 di Novi LigureGuardia di finanza ad Acqui TermeVigili del fuoco ad Acqui TermePretura ad Acqui TermeTribunale ad Acqui TermeCorte d'Appello a TorinoUfficio Imposte Dirette ad Acqui TermeUfficio del Registro ad Acqui TermeConservatoria dei Registri Immobiliari ad Acqui TermeAeroporto a Genova/Sestri e a Milano/MalpensaPorto a Savona

Relazioni e Gemellaggi

Relazioni territoriali e collegamenti di Bistagno.
Non costituisce meta di particolare afflusso turistico, pur offrendo a quanti vi si rechino la possibilità di godere delle bellezze dell’ambiente naturale e di gustare le specialità enogastronomiche locali.
Tra le manifestazioni: il “campionato dei rioni”, tutti i sabato d’agosto, che consiste nella rievocazione di antiche disfide tra giocatori locali che, diversi anni fa, si facevano giocando nella piazza del “pallone” e oggi allo sferisterio (in questa occasione il borgo viene diviso in quattro rioni e ognuno di essi avrà la sua squadra e i suoi colori sociali); il ferragosto bistagnese (dall’11 al 19 agosto) contraddistinto da balli, menù tipici, degustazione dei vini Barbera e Dolcetto e divertimenti vari.
Il Patrono, San Giovanni Battista, si festeggia il 24 giugno.
È gemellata con la città francese di Flaviac.
Ha dato i natali allo scultore Giulio Monteverde e al politico Giuseppe Saracco che nel 1900 fu presidente del consiglio e, per un giorno, dopo l’assassinio di Umberto I, assunse i poteri del re in attesa dell’arrivo dell’erede Vittorio Emanuele III.

Dati Statistici

  • Superficie 17.65 km²
  • Codice ISTAT 17

Informazioni Utili

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