DEFINIZIONE Nella parte centrale del suo territorio la provincia nissena presenta una specie di strozzatura che la divide in due ambiti sub-provinciali: l’uno, a nord, in cui si trovano i sedici comuni che costituiscono la parte interna della circoscrizione, l’altro, a sud, in cui si trovano i rimanenti sei comuni, che rappresentano la parte, per cosଠdire, marittima. L’ambito settentrionale gravita su Caltanissetta e Mussomeli, che sono anche “capoluoghi” dei due distretti scolastici in cui esso è suddiviso. A proposito di Mussomeli va aggiunto che è polo di gravitazione anche per alcuni comuni della zona montana della confinante provincia di Agrigento, che appartengono al suo distretto scolastico. L’ambito meridionale gravita su Gela, oltre a fare riferimento allo stesso capoluogo di provincia. Ambito settentrionale: Acquaviva Plà tani, Bompensiere, Caltanissetta, Campofranco, Dèlia, Marianòpoli, Milena, Montedoro, Mussomeli, Resuttano, San Cataldo, Santa Caterina Villarmosa, Serradifalco, Sutera, Vallelunga Pratameno, Villalba. Ambito meridionale: Butera, Gela, Mazzarino, Niscemi, Riesi, Sommatino. AMBITO SETTENTRIONALE Territorio. àˆ l’entroterra della provincia, a confine con quelle di Palermo, a nord, Agrigento ed Enna, sui due lati, occidentale e orientale. Si tratta di una zona di tipo collinare interno che, man mano che sale verso nord, assume un aspetto pi๠aspro per la presenza di rilievi che, comunque, non raggiungono altezze considerevoli. La natura geologica del territorio è varia: in alcuni comuni (Acquaviva Platani, Bompensiere, Mussomeli) il terreno è calcareo-sulfifero, in altri (Montedoro, San Cataldo) è costituito da marne bianche o grigie; in altri ancora (Sutera, Milena) c’è presenza di salgemma. I rilievi, che improntano di sé la maggior parte dell’ambito, vanno dal Calvario, a sud, che supera di poco i cinquecento metri, al Cozzo Pirtusiddu, che è il pi๠alto; quote leggermente minori raggiungono il Mimiani, il San Paolino e il San Vito. Gran parte della zona è attraversata dai fiumi Platani, Salso e Gallo d’Oro. Completano l’idrografia vari corsi d’acqua minori, come: il Salito, il Belici, il Calvario, il Fiumicello, il San Cataldo, il Gela e il Maroglio. La valle del Torto lambisce la punta pi๠settentrionale dell’ambito, confinante con la provincia di Palermo. Il lago Soprano e il lago Sfondato, completano l’idrografia di questa parte del comprensorio provinciale. Risorse naturalistiche eccezionali del territorio sono: la Riserva Naturale Monte Conca, caratterizzata da lunghe grotte che costituiscono un sistema idrico attualmente attivo interno al monte; la Riserva Naturale dei Gabbara-Quartarone e del Bosco di Mimiani; la Riserva Naturale Lago Soprano; la Riserva Naturale del Lago Sfondato e la Riserva geologica di contrada Scaleri. Comunicazioni. I collegamenti sono garantiti da una serie di strade statali: la n. 121 Catanese, la n. 122 e 122 bis Agrigentina; la n. 189 della Valle del Platani, la n. 190 delle Solfare, la n. 191 di Pietraperzia, la n. 640 di Porto Empedocle. L’enclave di Resuttano è servita dalla statale n. 290 di Alimena. L’autostrada pi๠vicina è la A19 Palermo-Catania, che sfiora la circoscrizione provinciale attraversandola per un brevissimo tratto; le linee ferroviarie che attraversano il territorio sono: la Agrigento-Palermo, la Agrigento-Canicattà¬-Gela-Ragusa-Siracusa, la Agrigento-Caltanissetta-Enna-Catania, la Palermo-Caltanissetta-Catania. L’aeroporto di riferimento è quello di Catania/Fontanarossa ma per particolari linee è preferito quello di Palermo/Punta Raisi; l’aerostazione per le linee intercontinentali dirette, cui si fa capo sul continente, è quella di Roma/Fiumicino. Il porto di Gela, in provincia, è utilizzato per fini commerciali; quello di riferimento per ogni altra esigenza è quello di Palermo. Il porto di Messina è utilizzato per gli altri collegamenti col continente. Storia. Tombe neolitiche rivelano la presenza umana ben prima dell’arrivo delle popolazioni greco-sicule che precedettero l’arrivo dei romani. La storia di diversi comuni, come Mussomeli, Resuttano, Milena, reca evidente l’impronta degli arabi; comunque, quasi tutti, nei secoli successivi, hanno seguito le sorti della provincia, conoscendo le dominazioni normanna, sveva, angioina e aragonese, delle quali conservano ancora oggi bellissime vestigia. Molte le famiglie che si sono succedute nei vari feudi dell’ambito; tra tutte: gli Aragona Tagliavia Cortez, i Cammarata, i Chiaromonte, i Gravina, i Lanza, i Martino, i Mazza, i Moncada di Paternò, i Notarbartolo, gli Ortolano, i Palmieri Calafato, i Pignatelli, i Ventimiglia. Dopo il 1861 paesi quali Campofranco e Montedoro hanno avuto un grande sviluppo delle attività mineraria ed estrattiva (soprattutto di zolfo). Struttura socio-economica. Una volta comprensorio dell’antico territorio zolfifero della provincia, ora anche quest’area è afflitta dal fenomeno della disoccupazione, soprattutto dopo la crisi dell’industria estrattiva. Si registra un’economia agricola specializzata nelle produzioni tipiche delle zone interne dell’isola: cereali, mandorle, pistacchi, uva da vino (come il vino Doc Regaleali), olive e frutta, da cui si ricavano olio e frutta secca; diffuso è anche l’allevamento di bovini, ovini e suini. L’industria, scarsamente radicata nel territorio, è costituita da aziende che operano prevalentemente nei comparti: alimentare (lattiero-caseario nonché della conservazione-lavorazione di frutta e ortaggi), tessile e dell’abbigliamento, manifatturiero (oreficeria), edile, della produzione e distribuzione di gas ed energia elettrica, non contando l’attività estrattiva: di sali potassici e salgemma, per esempio. Interessante è l’artigianato, specializzato, in particolare, nella lavorazione del vetro, dei prodotti in resina, dei ricami e dell’uncinetto, di cesti e canestri di canne. AMBITO MERIDIONALE Territorio. Costituisce la parte marittima della circoscrizione provinciale, racchiusa tra l’ambito settentrionale e il mare Mediterraneo. Ai lati: la provincia di Agrigento, a occidente, e le province di Enna, Catania e Ragusa, a oriente. Si tratta di una zona prevalentemente di tipo collinare interno, a eccezione di Butera (collinare litorale) e di Gela (pianeggiante). Il comune pi๠elevato è Mazzarino, su un’altura a sud della valle percorsa dal torrente Braemi. In diverse parti il territorio è costituito da materiale calcareo unito a minerali di zolfo (come a Sommatino) con presenza di rocce argillose. Il sistema montuoso, di altitudine poco significativa, va dal Monte Calvario, che separa i due ambiti sub-provinciali, al Monte Formaggio (640 m), fino a una serie di rilievi minori. Anche i fiumi sono di scarsa rilevanza, sia per portata che per lunghezza, fatta eccezione per il Salso, o Imera Meridionale, che delimita quasi tutto il lato occidentale del territorio: al Gela e al Maroglio, centrali all’ambito, si aggiungono il Nociara, a nord-est, e altri corsi d’acqua minori. I laghi di Disueri e Comunelli, con altri bacini minori, completano l’idrografia di questa parte della circoscrizione provinciale. àˆ una delle zone pi๠fertili dell’intera isola, anche grazie alla ricchezza di sorgive e al clima mite, ambedue elementi che favoriscono una vegetazione abbondante e rigogliosa, costituita in prevalenza da boschi e uliveti. Pi๠favorita dalla natura è l’area corrispondente alla piana di Gela, che si affaccia sul golfo omonimo. Tra le attrattive naturali sono da menzionare: la Sughereta di Niscemi, un bosco ricco di vegetazione e di numerose specie di insetti, il lago di Biviere di Gela, centro di rotta degli uccelli migratori, il Parco Comunelli, caratterizzato da meravigliosi eucalyptus. Comunicazioni. I collegamenti stradali sono assicurati, anzitutto, dalle statali numero: 115 Sud Occidentale Sicula, 117 bis Centrale Sicula, 190 delle Solfare, 191 di Pietraperzia, 626 della Valle del Salso; è usata anche la n. 123 di Licata. La zona non è attraversata dall’unica autostrada presente nella provincia, la A19 Palermo-Catania, che resta, comunque, tramite di accesso alla rete autostradale regionale. La rete ferroviaria, invece, è presente con le linee la Agrigento-Canicattà¬-Gela-Ragusa-Siracusa, la Catania-Lentini-Gela. Gli aeroporti di riferimento sono quello di Catania/Fontanarossa e quello di Palermo/Punta Raisi mentre sul continente l’aerostazione di Roma/Fiumicino viene utilizzata per le linee intercontinentali dirette. Per ciò che riguarda i collegamenti marittimi, nell’ambito si trova il porto commerciale di Gela mentre per le altre necessità ci si serve di quello di Palermo; quello di Messina è utilizzato per gli altri collegamenti col continente. Storia. Alcuni di questi sei comuni vantano origini molto antiche: è il caso, per esempio, di Butera, risalente alla prima Età del Bronzo (2000 a.C.), e di Gela, fondata, secondo la tradizione, nel 689 a.C. dai rodio-cretesi. In generale, essi hanno tutti raggiunto un grande sviluppo a partire dal X-XI secolo a opera di influenti famiglie, come i Branciforti (signori di Butera, Niscemi e Mazzarino), i Tagliavia (Sommatino), i Ventimiglia (Riesi), i Pignatelli. Numerose sono le testimonianze tutt’oggi visibili della loro storia plurisecolare. L’avvicendarsi delle dominazioni straniere su queste terre ha la stessa frequenza che si registra in tutta la provincia: siculi, greci, romani, arabi, normanni, svevi si sono susseguiti prima degli aragonesi, fino alle vicende dell’età moderna che vedono sbiadirsi i contorni dei localismi per fondersi in un’articolazione della storia su scala regionale. Struttura socio-economica. Non ci sono dubbi che il territorio, ricco di sorgive, di giacimenti di zolfo e di uliveti, resti legato ancora a un’economia principalmente agricola, basata soprattutto sulla coltivazione di cereali, legumi, uva da vino, olive, agrumi e frutta, mandorle e alcuni prodotti pi๠specifici, tipo le carrube di Butera, il cotone di Gela, i carciofi di Niscemi e il miele di Sommatino. Poco sviluppato è il settore industriale, rappresentato dalla città di Gela (comparti petrolchimico, edile e vinicolo) e da quella di Niscemi (trasformazione dei prodotti agricoli, abbigliamento e meccanica). Resiste l’artigianato di lunga tradizione, per esempio con le terrecotte di Gela, il ferro battuto di Niscemi, la lavorazione del legno qua e là nei vari comuni. Infine, il turismo si concentra sulla costa, soprattutto a Gela e sulle spiagge di sabbia finissima attorno a Butera.