Cenni storici su Pico.
Sorta verso la metà dell'XI secolo attorno al castello costruito lungo il tracciato viario che attraversava i monti Ausoni, appartenne durante il Medioevo ai D'Aquino, ai Dell'Aquila, conti di Fondi, all'abbazia di Montecassino, agli Angioini (1266) e agli Spinelli (1331).
Nel XV secolo pervenne ai Della Rovere e, con l'avvento della dominazione spagnola, fu amministrata dai governatori del regno di Napoli, per passare poi ai Farnese nel 1542.
Dal 1734 dipese direttamente dalla corte del regno di Napoli e seguì le sorti di quest'ultimo fino all'unità d'Italia.
Il toponimo non ha una chiara etimologia: potrebbe derivare da un antroponimo latino o medievale PICUS, oppure dalla parola latina PICUS, che significa ‘picchio'.
L'abitato, il cui centro storico conserva un aspetto tipicamente medievale, è dominato dai resti dell'imponente castello, eretto in età medievale ma rimaneggiato nel Cinquecento.
Il patrimonio storico-architettonico locale annovera in aggiunta alcune interessanti chiese: la parrocchiale di Sant'Antonino, risalente al XVIII-XIX secolo, la chiesa di San Rocco e quella, molto antica, dedicata a Santa Marina, in stile romanico.