Cenni storici su Aquino.
Fu sede di un importante insediamento volsco, divenuto nel 39 a.
C.
colonia romana e poi distrutto dai goti e dai longobardi.
Inserita nel ducato di Benevento, divenne sede di gastaldato (IX secolo) e di contea (X secolo), costituendo per molti secoli il centro di potere dei conti D'Aquino.
Nel XV secolo passò sotto il dominio della famiglia D'Avalos e nel 1583 venne acquistata dai Boncompagni, che la tennero fino alla fine del Settecento, quando entrò a far parte del regno di Napoli.
Il toponimo, citato anche nelle fonti classiche, non ha un'etimologia certa: forse si può confrontare con altri toponimi in -INUM, in genere connessi ad antroponimi, in questo caso il latino ACIVIUS o l'osco AKVIIAI.
Il passato ricco di storia rivive attraverso numerose e prestigiose testimonianze architettoniche: la presenza romana è testimoniata dalle lastre di pietra lavica dell'antica via Latina, da tratti di mura augustee, dall'arco di Marcantonio, le cui colonne sono oggi in parte sommerse dalle acque, dal Capitolium o tempio maggiore, trasformato in età tardo-antica in una chiesa in onore di San Pietro, e dalla porta di San Lorenzo o Capuana, di epoca imperiale, attraverso cui si accede all'antica AQUINUM; l'età medievale è rappresentata soprattutto dalla chiesa di Santa Maria della Libera, costruita tra il 1000 ed il 1100 in stile romanico, arricchita da un prezioso mosaico nel portale centrale e da una lunga scalinata, sul cui ultimo gradino sono incastonate le TABULAE LUSORIAE, prototipo romano di scacchiera.
Il patrimonio monumentale annovera in aggiunta il castello dei conti D'Aquino e la recente cattedrale, realizzata negli anni Cinquanta, nel cui interno sono custoditi un grandioso mosaico di Carlo Mariani e altorilievi ceramici dello scultore Angelo Bianchini.