Cenni storici su Berra.
La sua storia, nella quale mancano eventi di grande rilievo, è stata più volte contrassegnata dalle disastrose inondazioni del Po.
Fondata intorno all’undicesimo secolo, deriva il toponimo dal latino BERA, ‘terra pianeggiante’, o dal germanico “Werra”.
Nel corso dei secoli è stata interessata da una intensa attività di risanamento: i lavori di bonifica, iniziati con la signoria estense, proseguirono, infatti, con l’avvento del governo pontificio, anche se non valsero a migliorare le misere condizioni sia del territorio che della popolazione, che, per il grave stato di indigenza in cui versava, fu esonerata dal pagamento dei tributi.
Dopo aver dato vita insieme a Cologna, agli inizi del XVIII secolo, al Governo di Crispino, nel 1798 fu annessa al Comune di Lavezzuola, con Guarda, Ambrogio, Piumana e Cologna.
Nella seconda metà del XIX secolo registrò uno sviluppo delle attività agricole, che tuttavia non cambiò la triste situazione della classe lavoratrice, che cercò di reagire alla sua misera esistenza aderendo alle lotte operaie degli inizi del Novecento e più tardi attraverso una massiccia emigrazione, continuata anche nel secondo dopoguerra e fino agli anni ‘70 del XX secolo.
Mancano monumenti di rilievo, fatta eccezione per: la chiesa parrocchiale, intitolata a San Rocco; il santuario della Galvana, dove si venera un’icona della Madonna del XVII secolo; la villa dei conti Giglioli, con la cappella dedicata alla Madonna Assunta, a Serravalle.