Cenni storici su Motta Camastra.
Il toponimo è composto da un determinato e da un determinante: il primo, di probabili origini preromane, deriva da “motta”, inteso come ‘elevazione’ e dunque affine a TUMULUS, forse portato dal settentrione dai gallo-italici; il secondo, dal possibile significato di ‘catena del focolare’, va ricondotto al greco “cremástra”, da accostare al latino CAMINUM, ‘camino’.
Le prime attestazioni documentate sono in latino medievale e riportano “Motha”, “Motella”.
L’origine antica dell’insediamento è testimoniata, tra l’altro, dai reperti archeologici, che comproverebbero la presenza dei fenici nella zona, ma le attestazioni documentate certe a tal proposito sono inesistenti.
Si sa, comunque, che il paese fu conquistato e abitato dai romani, dagli arabi e dai normanni.
Tra i primi feudatari figura Guglielmo I, che governò dal 1154 al 1166.
Durante il periodo della dominazione angioina, il borgo fu sottoposto alla giurisdizione della famiglia dei Gioieni; poi seguirono i Sardo, i Romeo, i Marziani, e i Branciforte.
Tra le testimonianze storico-architettoniche dei secoli passati si segnalano: la chiesa dell’Annunziata, che fu edificata nel XIV secolo; la chiesa madre, dedicata a San Michele Arcangelo, eretta nell’Ottocento, al cui interno è custodita una pregevole opera del Gagini; il palazzo La Rosa, del XIX secolo; Villa Savoia, anch’essa dell’Ottocento; i ruderi del castello medievale, del quale è rimasta solo una torre.