Cenni storici su Monte di Procida .
Secondo un'ipotesi fantasiosa di eruditi del passato il secondo elemento del toponimo, attestato già nelle fonti classiche, sarebbe una corruzione di PRO-CYMA, cioè 'prima Cuma' e Cuma, a sua volta, deriverebbe dall'ebraico KUM o KUMA, 'altezza, cima'.
Risalente ad epoca romana, come dimostrano i ruderi di alcune costruzioni, l'abitato fu probabilmente legato alla vicina Miseno e dopo le invasioni barbariche cadde in uno stato di pressoché totale abbandono.
Intorno alla seconda metà del XIV secolo il territorio comunale divenne riserva di caccia degli Aragonesi e solo a partire dal XVII secolo cominciò ad essere ripopolato.
Denominato Monte di Cuma, Monte Cumano e Monte San Martino, solo in epoca relativamente recente cominciò ad essere individuato col nome di Monte di Procida.
È Comune indipendente dagli inizi di questo secolo e precisamente dal 1907.
Punta di diamante del patrimonio storico-architettonico locale è senza alcun dubbio il casino reale, costruito nel 1782 su un isolotto del lago di Fusaro: fu realizzato dall'architetto Carlo Vanvitelli per il re Ferdinando IV di Borbone e si segnala, in particolare modo, per la raffinatezza e l'eleganza delle sue linee.
Motivo di curiosità e di interesse artistico sono pure i numerosi reperti archeologici che si trovano su gran parte del comprensorio comunale e la necropoli di età romana.
Negli ultimi anni si è registrata una certa flessione demografica, dopo un periodo di crescita della popolazione.