Cenni storici su Salza Irpina.
Sorta probabilmente in età alto-medievale in un sito abitato fin dall'antichità, come dimostra il ritrovamento di tombe, monete e altri reperti di età romana, compare per la prima volta nelle fonti documentarie nel 1374 con il nome di Sauza.
Dopo essere stata feudo della vicina e più importante Candida, nel 1442, quando era nota con l'appellativo di Salsola, entrò a far parte dei possedimenti di Troiano Caracciolo, conte di Avellino, e nel 1465 venne inglobata tra i domini di Antonio Poderico; successivamente appartenne ai Cattaneo di Sannicandro.
Il toponimo, che è stato semplicemente Salza fino al 1862, è citato nel Catalogus Baronum (1150-1168) e deriva dall'aggettivo latino SALSA, femminile di SALSUS, ossia ‘salato', in riferimento ad una sorgente di acqua sodico-clorurata posta nelle vicinanze, dalla quale anticamente si estraeva il sale.
Due importanti dimore signorili abbelliscono l'abitato: l'imponente palazzo Imperiali D'Afflitto (XVIII secolo), recentemente restaurato e contraddistinto da una bella facciata con un alto portale che conduce all'androne interno; l'ottocentesco palazzo Capozzi, munito di torri angolari e di una maestosa entrata con pregiato portale in pietra.
È degna di nota anche la chiesa di San Sebastiano, risalente al XVI secolo e dotata di un magnifico portale coevo; all'interno sono custoditi un polittico quattrocentesco del Tolentino, raffigurante il Santo, e preziosi dipinti settecenteschi con figure sacre.
Interessanti opere d'arte sacra sono conservate nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo (XVII secolo), contraddistinta da un'ampia scalinata e da un bel portale in pietra.