Cenni storici su Quindici.
Il primo popolamento è difficilmente databile, anche se il ritrovamento di vasellame d’argilla e figure fittili fa pensare alla presenza di remoti insediamenti.
Sottratta dai romani ai sanniti durante la seconda guerra sannitica, nel 312 a.
C.
, divenne presto una postazione militare a difesa dei territori colonizzati.
Nel Medioevo assunse una posizione economica di preminenza sugli altri centri del Vallo di Lauro, soprattutto per i rapporti commerciali che intratteneva con la repubblica di Amalfi, cui forniva il legname per la costruzione delle navi.
Entrò poi a far parte dei castelli della vicina Lauro e, al pari di quest’ultima, fu governata da alcune tra le più potenti famiglie campane, quali i Del Balzo, gli Orsini, i Sanseverino, i Pignatelli e i Lancellotti.
Il toponimo deriva dall’ordinale latino QUINDECIM, ‘quindici’, riferito forse a qualche misura agraria o di distanza.
Danneggiato da vari terremoti, l’abitato è stato colpito da una grave catastrofe naturale nel maggio del 1998, quando una densa colata di fango proveniente dalla cima del pizzo d’Alvano investì le abitazioni dei comuni di Quindici e Sarno (NA), mietendo molte vittime.
Nella settecentesca chiesa barocca della Madonna della Grazie si conservano numerose tele di pittori della scuola napoletana, tra cui il Solimena (XVIII secolo); vi sono in aggiunta racchiusi, sotto volte abbellite da affreschi del Cosenza, una statua alto-medievale della Madonna col Bambino e un pulpito ligneo del XVI secolo.
La chiesa di Sant’Aniello e Santa Lucia (VIII secolo) è adorna di splendidi affreschi bizantini mentre il santuario di San Teodoro, d’origine quattrocentesca ma più volte ricostruito nel corso dei secoli, è si trova su un’altura e conserva pregevoli opere d’arte sacra.
Ruderi di antichi mulini ad acqua si ergono nei pressi della sorgente di Bocca dell’Acqua.