Bisaccia

Campania - Avellino (AV)

Superficie: 101.41 km² Codice ISTAT: 11
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Descrizione

Bisaccia in sintesi.
Centro montano, sorto in epoca medievale in un territorio popolato fin da epoca molto antica; l’economia locale è sostenuta essenzialmente dall’agricoltura, integrata da un apparato industriale discretamente sviluppato.
I bisaccesi, il cui indice di vecchiaia è superiore alla media, risiedono perlopiù nel capoluogo comunale, in località Bisaccia Nuova e in numerose case sparse sui fondi; solo una piccola parte della comunità è divisa tra la località di Oscata e alcuni agglomerati urbani elementari.
L’abitato si compone di due parti distinte: l’una, arroccata sullo sperone di un monte a cavallo di due burroni, è di antica origine medievale ed è stata in parte abbandonata dopo alcuni terremoti, mentre quella più recente è sorta, con impianto urbanistico moderno, a poca distanza dall’altra.
L’irregolarità del profilo geometrico del territorio comunale rende possibile la coesistenza di diversi paesaggi: alle quote più elevate si distendono praterie adibite al pascolo e boschi di resinose; nelle aree collinari predominano invece i boschi cedui di roverella e cerro, puri o misti a castagno, carpino e acero, che si alternano ad aree poste a coltura.

Localizzazione

Collocazione e territorio di Bisaccia.
Ubicata su una dorsale posta tra gli alti rami del torrente Carapelle e il bacino del fiume Ofanto, nella porzione orientale della provincia, è servita dalla strada statale n.
303 del Formicoso, tracciato panoramico e scorrevole, che, seguendo il corso del fiume Ufita, punta verso la provincia di Foggia e le imponenti arterie che solcano il Tavoliere di Puglia; è posta, tuttavia, a 21 km dallo scalo ferroviario di riferimento lungo la linea Avellino-Rocchetta Sant’Antonio e rispettivamente a 23 e 12 km dai caselli di Vallata e Lacedonia dell’autostrada Napoli-Canosa di Puglia (A16); 136, 120 e 118 km la separano in aggiunta dall’aeroporto internazionale, dalle strutture portuali di riferimento e dal porto commerciale di Napoli, il più importante del basso Tirreno.
Compresa nella Comunità montana “Alta Irpinia”, dipende da Sant’Angelo dei Lombardi e Avellino per i rapporti con le istituzioni; il capoluogo provinciale, con Benevento e Foggia, in Puglia, costituisce in aggiunta un importante polo d’attrazione per i consumi.

Storia

Cenni storici su Bisaccia.
Fu abitata fin da epoche remote, come attesta il ritrovamento di una necropoli risalente all’età del ferro.
L’attuale abitato, formatosi intorno a un castello di antica origine longobarda (VI-VII secolo d.
C.
), è citato in alcune fonti documentarie del 1087 come appartenente a un certo Roberto mentre in un atto di donazione del 1097 è menzionato come sede vescovile.
Il castello, ristrutturato nel Duecento da Federico II di Svevia, ospitò spesso la corte imperiale il cenacolo di poeti della Scuola Siciliana.
Il feudo, passato, nel corso dei secoli, a numerose casate nobiliari, fu acquistato dalla famiglia Manso, un membro della quale, Giovanni Battista II, letterato e mecenate, offrì asilo a Torquato Tasso; appartenne infine ai Pignatelli (1592), che ne mantennero il controllo fino all’eversione della feudalità.
L’attuale toponimo deriva, secondo alcuni, dal latino tardo BISACCIA, ‘sacca’, mentre per altri avrebbe preso forma dal sostantivo latino VIS, ‘forza’, o dal composto latino BIS-ACTA, nel significato di ‘eretta due volte, ricostruita’.
Preziosa testimonianza architettonica locale è il castello medievale, il cui impianto originario risale al periodo longobardo (VIII secolo): l’imponente complesso, ampliato e restaurato nei secoli successivi, è dotato di una maestosa torre a pianta quadrata (XII-XIII secolo), di due torri cilindriche situate a difesa dell’entrata, di un magnifico cortile lastricato e di logge decorative.
A poca distanza si erge la cattedrale, costruita in epoca normanna e distrutta completamente dai terremoti del 1694 e del 1732; l’attuale edificio, ricostruito a tre navate intorno al 1750, è abbellito da un portale cinquecentesco e conserva un coro ligneo intagliato seicentesco e due pregevoli altari.
Nella zona archeologica si possono visitare tombe dell’età del ferro, tra cui quella della Principessa, che contiene un antichissimo corredo funebre.

Economia

Struttura economica di Bisaccia.
Le tradizionali attività rurali assorbono ancora una cospicua parte della forza lavoro locale e si articolano nella coltivazione di cereali, uva, olive e asparagi.
Un certo dinamismo anima anche il settore secondario, rivolto ai comparti dell’estrazione della pietra, delle confezioni, dei materiali da costruzione e dell’energia elettrica (all’avanguardia è un campo eolico sperimentale per la produzione di energia elettrica “pulita”).
Il terziario include il servizio bancario.
Sede degli ordinari uffici municipali e postali, di una stazione dei carabinieri e di una caserma dei vigili del fuoco, ospita le scuole dell’obbligo, un istituto tecnico industriale e una biblioteca comunale; l’assistenza sanitaria è garantita da un ospedale, un poliambulatorio e un consultorio familiare; l’apparato ricettivo offre possibilità di ristorazione ma non di soggiorno.

Cultura e Tradizioni

Patrimonio culturale e tradizioni di Bisaccia.
Usl di Avellino 1Guardia di finanza a Sant'Angelo dei LombardiPretura di Sant'Angelo dei Lombardi sez.
CalitriTribunale a Sant'Angelo dei LombardiCorte d'Appello a NapoliUfficio Imposte Dirette a Sant'Angelo dei LombardiUfficio del Registro a Sant'Angelo dei LombardiConservatoria dei Registri Immobiliari ad AvellinoStazione ferroviaria a CalitriAeroporto a Napoli/CapodichinoPorto a Salerno e Napoli

Relazioni e Gemellaggi

Relazioni territoriali e collegamenti di Bisaccia.
È meta ambita di escursionisti e amanti della montagna, cui offre la possibilità di percorrere numerosi sentieri che attraversano i boschi e le mulattiere del monte Formicoso, ricchi di vegetazione e di varie specie di selvaggina.
L’atmosfera tipicamente medievale del centro storico, che richiama numerosi turisti per le sue bellezze architettoniche e artistiche, costituisce uno scenario ideale per alcune manifestazioni religiose tradizionali, tra le quali figura la rappresentazione della Passione e della morte di Cristo del Venerdì Santo.
La festa del Patrono, Sant’Antonio, si celebra il 13 giugno.

Dati Statistici

  • Superficie 101.41 km²
  • Codice ISTAT 11

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