Cenni storici su Monte San Giusto.
Di probabili origini romane (vi sono state rinvenute tracce di un insediamento risalente al 96-98 d.
C.
), fu più volte saccheggiata e distrutta dai barbari, passando con i longobardi al ducato di Spoleto e, in seguito, all'abbazia di Farfa, cui appartenne fino all'XI secolo.
Di parte ghibellina, fu riconosciuta libero Comune, nel XII secolo, da papa Bonifacio IX.
Durante il Rinascimento acquistò un'importanza sempre maggiore grazie al mecenatismo del vescovo di Chiusi Nicolò Bonafede, che fece del suo palazzo sangiustese una vera e propria corte, frequentata da artisti, poeti e scienziati.
Successivamente fu indebolita dalle numerose carestie che nel Seicento tormentarono gran parte della regione; nel secolo seguente, dopo aver subito le rovinose conseguenze del passaggio delle truppe austriache sui territori ecclesiastici, fu invasa dal l'esercito francese.
Già detta San Giusto, ha assunto nel 1863 la denominazione attuale, che si compone del termine "monte" e di un agionimo.
Il monumento più significativo tra quelli che adornano il centro storico è rappresentato da palazzo Bonafede, costruito tra il 1513 e il 1524; l'edificio, che presenta una scenografica facciata in cotto, racchiude un bellissimo cortile ornato da un porticato e una sala interamente affrescata da Amico Aspertini, allievo di Lorenzo Lotto.
Tra le costruzioni religiose spicca la chiesa di Santa Maria della Pietà di Telusiano (XIV secolo), che espone sull'altare principale una pregevole "Crocifissione", capolavoro del Lotto del 1531.
Di grande interesse artistico e architettonico è in aggiunta la collegiata di Santo Stefano, edificata su un'antica pieve dall'architetto Vassalli e aperta al culto nel 1781.