Cenni storici su Macerata.
Secondo alcune teorie sorse in seguito alla distruzione, nel 408 d.
C.
, della romana HELVIA RECINA ma è più probabile che abbia avuto origini medievali.
Dalla seconda metà del X secolo si hanno infatti notizie di due nuclei urbani, chiamati TERRA DE MACERATINIS e PODIUM SANCTI JULIANI, che, sottrattisi all'autorità del vescovo di Fermo, si fusero nel 1138, dando vita a un libero Comune.
Nel 1320 papa Giovanni XXII le conferì il titolo di città; in seguito, dopo essere passata dalla signoria dei Mulucci a quella degli Sforza, si consegnò alla Chiesa, che la incluse tra le CIVITATES MAGNAE, e divenne sede di cardinali legati.
Dal 1808 al 1814 fece parte del Regno Italico napoleonico e fu capoluogo del dipartimento del Musone; nel 1817 fu teatro del primo moto rivoluzionario del Risorgimento italiano.
Ritornata allo Stato Pontifi cio, passò al regno di Sardegna e infine, dopo aver avuto parte attiva nei moti garibaldini, al regno d'Italia.
Il toponimo deriva dal latino MACERIES, MACERIA, 'mucchio, rovine', e allude ai ruderi dell'antica HELVIA RECINA.
Il centro storico, quasi interamente circondato da mura quattro-cinquecentesche, vanta veri gioielli architettonici: la cattedrale, sorta nell'XI secolo e ristrutturata nel Settecento; le chiese di Santa Maria della Porta, con portale del XIII secolo, e di Santa Maria delle Vergini, di stile bramantesco (XVI secolo); le chiese seicentesche di San Giovanni e di San Paolo, quella di San Filippo (1697-1730) e la basilica della Misericordia, progettata da Luigi Vanvitelli tra il 1736 e il 1741.
Tra le costruzioni civili spiccano la bellissima loggia dei Mercanti (1504), il vicino palazzo comunale seicentesco, la coeva torre civica, il settecentesco teatro Lauro Rossi, a tre ordini di palchi, e lo Sferisterio, costruito nel 1820 in stile neoclassico.