Cenni storici su Castelraimondo.
Sorse nel 1311, allorché Raimondo di Attone, legato di papa Clemente V, autorizzò i camerinesi a costruire una roccaforte nella piana di Rotabella, che già da tempo ospitava un nucleo abitato.
Per la sua posizione strategica all'incrocio delle maggiori vie di comunicazione appenniniche fu contesa a lungo dalle vicine Matelica e San Severino.
Tra il 1433 e il 1444, come gran parte del Maceratese e dell'Anconetano, subì l'occupazione delle truppe mercenarie di Francesco Sforza.
Entrata in seguito a far parte dei territori ecclesiastici, fu invasa dalle truppe francesi sul finire del XVIII secolo; tornata nello Stato Pontificio, vi rimase fino all'annessione al regno d'Italia.
Anche il castello di Lanciano, eretto nella prima metà del Trecento, fu al centro degli interessi di vari signori, passando dai Da Varano (1355) ai Voglia (1621), ai Rosa (1680) e ai Bandini (1800).
Il toponimo, di chiara derivazione, è composto dal termine "castello" e dal nome di persona Raimondo, d'origine germanica.
L'abitato costituisce un impareggiabile esempio di perfetta armonizzazione di architetture vecchie e nuove: nel centro storico svetta il Cassero, possente torre merlata che rappresenta il resto più consistente della fortezza medievale duecentesca, cinta da un doppio fossato e un tempo munita di poderosi bastioni; altre porzioni dell'antica costruzione sono state incorporate nella casa parrocchiale; una torre, in aggiunta, è stata trasformata nel campanile della chiesa di San Biagio mentre parte delle antiche mura di cinta è stata inglobata nel palazzo comunale, sorto nel XIX secolo.
A poca distanza dall'abitato si erge il castello di Lanciano, costruito fra il 1350 e il 1418; l'interno, attualmente inagibile, racchiude collezioni di dipinti e sale decorate con stucchi.