Castelraimondo

Marche - Macerata (MC)

Superficie: 44.92 km² Codice ISTAT: 9
Ricerca posizione...

Descrizione

Castelraimondo in sintesi.
Centro collinare sorto nel Medioevo; l'economia locale è sostenuta soprattutto dal turismo, artefice del discreto sviluppo dell'intero settore terziario, e da una serie di imprese industriali di varie dimensioni.
I castelraimondesi, con un elevato indice di vecchiaia, risiedono perlopiù nel capoluogo comunale, che si distende con pianta regolare in una conca naturale; il resto della comunità è distribuito nelle località di Castel Santa Maria, Crispiero e Rostano, nei piccolissimi aggregati urbani di Brondoleto e Castel Sant'Angelo e in alcune case sparse sui fondi.
Dalle torri merlate del castello di Lanciano, immerso in un vasto parco che lambisce le sponde del fiume Potenza, si gode dello straordinario spettacolo del circostante paesaggio collinare, screziato di tutte le sfumature del verde: l'agro castelraimondese è infatti rivestito da vaste formazioni boschive, da distese di seminativi, che si fanno dorate in estate, oltre a da vigneti e oliveti disposti in modo regolare sulle pendici dei poggi.

Localizzazione

Collocazione e territorio di Castelraimondo.
si trova nel subappennino marchigiano, sul versante sinistro dell'alta valle del fiume Potenza, è posta all'incrocio di due strade statali, la n.
361 Septempedana, che si snoda tra Osimo (AN) e i rilievi appenninici passando per Macerata, e la n.
256 Muccese, breve arteria turistica che corre longitudinalmente tra i rilievi appenninici collegando le statali n.
76 della Val d'Esino e n.
77 della Val di Chienti; è in aggiunta servita dalla linea ferroviaria Civitanova Marche-Fabriano mentre 60 chilometri la separano dal casello di Macerata-Civitanova Marche dell'autostrada Bologna-Taranto (A14).
L'aeroscalo regionale e l'aeroporto intercontinentale di Roma/Fiumicino distano rispettivamente 72 e 236 chilometri dall'abitato; il porto commerciale, turistico e militare è posto invece a 85 chilometri.
Inserita nell'ambito territoriale di competenza della Comunità montana Alta valle del Potenza, dipende da Camerino, Macerata e Ancona per le esigenze di ordine burocratico-amministrativo e per i consumi; per questi ultimi si rivolge anche a Fabriano (AN).

Storia

Cenni storici su Castelraimondo.
Sorse nel 1311, allorché Raimondo di Attone, legato di papa Clemente V, autorizzò i camerinesi a costruire una roccaforte nella piana di Rotabella, che già da tempo ospitava un nucleo abitato.
Per la sua posizione strategica all'incrocio delle maggiori vie di comunicazione appenniniche fu contesa a lungo dalle vicine Matelica e San Severino.
Tra il 1433 e il 1444, come gran parte del Maceratese e dell'Anconetano, subì l'occupazione delle truppe mercenarie di Francesco Sforza.
Entrata in seguito a far parte dei territori ecclesiastici, fu invasa dalle truppe francesi sul finire del XVIII secolo; tornata nello Stato Pontificio, vi rimase fino all'annessione al regno d'Italia.
Anche il castello di Lanciano, eretto nella prima metà del Trecento, fu al centro degli interessi di vari signori, passando dai Da Varano (1355) ai Voglia (1621), ai Rosa (1680) e ai Bandini (1800).
Il toponimo, di chiara derivazione, è composto dal termine "castello" e dal nome di persona Raimondo, d'origine germanica.
L'abitato costituisce un impareggiabile esempio di perfetta armonizzazione di architetture vecchie e nuove: nel centro storico svetta il Cassero, possente torre merlata che rappresenta il resto più consistente della fortezza medievale duecentesca, cinta da un doppio fossato e un tempo munita di poderosi bastioni; altre porzioni dell'antica costruzione sono state incorporate nella casa parrocchiale; una torre, in aggiunta, è stata trasformata nel campanile della chiesa di San Biagio mentre parte delle antiche mura di cinta è stata inglobata nel palazzo comunale, sorto nel XIX secolo.
A poca distanza dall'abitato si erge il castello di Lanciano, costruito fra il 1350 e il 1418; l'interno, attualmente inagibile, racchiude collezioni di dipinti e sale decorate con stucchi.

Economia

Struttura economica di Castelraimondo.
Le tradizionali attività rurali (silvicoltura, allevamento di bovini, suini, polli e quaglie e coltivazione di frumento, patate, uva, olive e barbabietole) si stanno contraendo in favore degli altri settori economici: l'industria occupa ormai quasi la metà della forza-lavoro locale e include i comparti dei prodotti alimentari, dell'abbigliamento, del legno, della carta, della lavorazione dei metalli e della meccanica; il terziario, trainato dal discreto movimento turistico, che ha tra l'altro favorito la nascita di un articolato apparato ricettivo, annovera una robusta rete di distribuzione e una buona dotazione di servizi privati qualificati, comprendente il credito e le assicurazioni.
Il Comune, sede degli ordinari uffici municipali e postali e di una stazione dei carabinieri, è dotato di scuole per l'istruzione primaria e secondaria di primo grado e usufruisce dell'assistenza sanitaria garantita dalla farmacia; mostra invece significative carenze per quanto concerne la dotazione di strutture preposte alla salvaguardia del patrimonio culturale.

Cultura e Tradizioni

Patrimonio culturale e tradizioni di Castelraimondo.
Ospedale a MatelicaUsl n.
10 di CamerinoGuardia di finanza a CamerinoVigili del fuoco a CamerinoPretura a CamerinoTribunale a CamerinoCorte d'Appello ad AnconaUfficio Imposte Dirette a CamerinoUfficio del Registro a CamerinoConservatoria dei Registri Immobiliari a MacerataAeroporto ad Ancona/Falconara Marittima e a Roma/FiumicinoPorto ad Ancona

Relazioni e Gemellaggi

Relazioni territoriali e collegamenti di Castelraimondo.
La pace indisturbata delle colline marchigiane, la bellezza del centro storico e l'abbondanza di fauna ittica (trote fario, trote iride e salmerini) che popola le acque del fiume Potenza esercitano un forte richiamo su chi predilige una vacanza nella piena tranquillità.
La più suggestiva tra le feste tipiche castelraimondesi, ricca del fascino che deriva dal mantenimento di antichissime tradizioni, è costituita dalla processione del Cristo morto del Venerdì Santo, che anima il centro storico di canti e preghiere dal sapore antico.
La festa del Patrono San Biagio si celebra il 3 febbraio.

Dati Statistici

  • Superficie 44.92 km²
  • Codice ISTAT 9

Informazioni Utili

Date Importanti

Aggiorna Dati

Ottieni coordinate, CAP e altri dati automaticamente